Bottiglie, Degustazioni

Lugana Riserva 2016 Riserva del Lupo – Ca Lojera

Lugana Riserva 2016

Riserva del Lupo

Ca Lojera

Un Lugana Riserva fatto con uve da raccolta tardiva, botritizzazione e lungo affinamento in vasca e bottiglia.

Il fortunato che lo stappa trova un vino di colore tendente al dorato, brillante, vivace ed estroverso al naso con sentori di chinotto, cedro, gelsomino, pesca tabacchiera in primo piano mentre le note petroso/gessose che caratterizzano la versione base restano nitide nel loro stare però più defilate. Un quadro olfattivo certamente complesso, piacevole e originale.

Al palato se ne apprezzano la suadente freschezza, l’intensità dell’aroma di bocca, la capacità dinamica di un vino di grande struttura.

L’unico rammarico è non avere bottiglie con qualche anno sulle spalle per trovare una conferma empirica ad alcune intuizioni.

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Cavaliere 2011 – Michele Satta

Cavaliere 2011

Toscana Igt

Michele Satta

Fine settimana al mare con la famiglia e stappo non proprio a km 0, bensì a km 25 circa. Sangiovese in purezza di Castagneto Carducci opera di uno dei pionieri della moderna viticoltura bolgherese: Michele Satta.

Sangiovese in purezza, diraspato al 70 percento, fermentato in tino aperto con lieviti indigeni e affinato in barrique usate.

Colore granato luminoso, grande finezza espressiva al naso accompagnata da vigoria gustativa al palato. Sentori di prugna, agrumati, di timo e mirto, un lieve accenno di amarena sotto spirito e reminiscenze ematico/ferrose. Al palato è avvolgente, dotato di una freschezza inarginabile, di integrità e coerenza e di una trama tannica manifesta e nobile. La bevibilità di questo Sangiovese è ad alto rischio.

Ottimo il finale centrato sulla scorza d’arancio, il frutto fresco, le piante aromatiche.

Credo di poter prevedere per questo vino, ormai bevuto, una lunga vita potenziale che potremo semmai verificare stappando un’altra bottiglia.

Sinesteticamente riconduce a un pomeriggio di giugno in un paesaggio investito dalla luce, dalle forme dolci e nitide e dai colori accesi.

Tra le migliori bottiglie di Michele Satta che io abbia bevuto. Che non sono tutte, ma non sono nemmeno poche.

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Le Baròncole 2009 Chianti Classico Riserva – Fattoria San Giusto a Rentennano

Le Baròncole 2009 Chianti Classico Riserva – Fattoria San Giusto a Rentennano

Le Baròncole 2009
Chianti Classico Riserva
Fattoria San Giusto a Rentennano
Sangiovese 97% e Canaiolo 3%

La scheda tecnica disponibile sul sito aziendale parla di “maturazione per 18 mesi in botti da 10-7-5-3 hl più fusti di rovere francese da 2,25 hl”.

Caldo, solido, espressivo e invernale.

Color granato intenso vivissimo (come in foto). Al naso risulta espressivo con sentori di prugna, scorza di arancia, terriccio bagnato, tabacco e un piacevole ricordo di foglia di the. Lo si direbbe entrato in una prima fase di evoluzione terziaria.

Come premesso è caldo e strutturato in ingresso, con acidità dinamica ed avvolgente e una struttura tannica ben presente e in via di smussamento. Vino pieno di gusto, coerente e integro nel finale che allunga il dato empirico per cui posso affermare di non aver mai bevuto una bottiglia della Fattoria San Giusto a Rentennano che fosse meno che entusiasmante.

Invernale perché adatto ad accompagnarsi con piatti tradizionali della cucina toscana, ma non solo, che trovano collocazione sulla tavola preferibilmente nei mesi invernali.

Cacciagione, umidi, carne stagionata.

Le Baròncole 2009 Chianti Classico Riserva – Fattoria San Giusto a Rentennano

http://youtu.be/Y4e-rb2CyAo

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Campo dell’Orzo 2016 – Vallone di Cecione

Campo dell’Orzo 2016

Vallone di Cecione

Toscana I.G.T

Sangiovese in purezza da Panzano in Chianti. Lieviti non selezionati, cemento e poi 12 mesi in botte grande.

Sempre dal pranzo di domenica scorsa una bella conferma da una piccola azienda di Panzano in Chianti chiamata Vallone di Cecione. Il cui Campo dell’orzo mi ricorda quell’unica volta che si andò in gruppo a visitare la suddetta azienda Panzanese. È un vino amichevole, ma non carezzevole. Più simile a una vigorosa pacca sul groppone come succede al Sangiovese quando è Sangiovese e buono allo stesso tempo.

Color rubino vivace e trasparente e sentori che definire tipici è un eufemismo. Viola, marasca, tratti ematici e di erbe aromatiche, qualche accenno agrumato e di lavanda. Preciso e intenso.

Il sorso ha nerbo ed energia, acidità e tannini di carattere e non comune coerenza, lunghezza e piacevolezza dell’aroma di bocca.

In Abbinamento a una classica bistecca fiorentina al sangue per un classico, semplice, soddisfacente connubio.

L’amante del Sangiovese non può che restare positivamente impressionato.

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Rosso Riserva 2010 – Vignalta

Rosso Riserva 2010

Colli Euganei Doc

Vignalta

Rosso Riserva 2010
Colli Euganei Doc
Vignalta
Magnum

Merlot 60 e Cabernet Sauvignon 40Con passaggio di 24 mesi in botti da 500 litri di rovere e sei mesi di bottiglia.

Ha colore rubino non concentrato con riflessi granata, pulito ed immediato al naso con sentori di cassis, cannella e tabacco.

Controllo, equilibrio, sapidità, sviluppo gustativo profondo, duraturo e coerente, tannini setosi, scorrevolezza pericolosa e un rapporto qualità prezzo vincente e incentivante al riacquisto.

In abbinamento perfetto col Diaframma cotto a 52 gradi per tre ore con un breve passaggio successivo sulla griglia.

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Ghemme 2015 – Paride Chiovini

Ghemme Docg 2015

Paride Chiovini

Nebbiolo maturato in botti da 5 hl per 18/20 mesi e successivi 6 mesi di bottiglia.

Ancora una sorpresa positiva dall’Alto Piemonte. Per qualità complessiva dell’esperienza e per il rapporto qualità prezzo. Stappato domenica a pranzo e finito stasera l’ultimo bicchiere, resta buona l’iniziale positiva impressione avuta al momento del versare il primo bicchiere.

Colore rubino molto chiaro tendente al granato. Profumi floreali e di ciliegia e lamponi freschi, rabarbaro e erbe aromatiche.

Esordisce caldo e flessuoso e poi si distende in un finale caratterizzato dal dualismo che si innesca tra l’importante struttura tannica e il ritorno fruttato di grande piacevolezza.

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Ultimi Raggi 2009 – Ar.Pe.Pe

Ultimi Raggi 2009 Ar.Pe.Pe

Sassella Riserva – Valtellina Superiore

Un vero piacere del palato e della mente aprire in semireclusione questa bottiglia ricordo di una gita di famiglia in Valtellina concomitante con gli Arpepe Days, così che il pensiero invece di concentrarsi sulle ansie dell’oggi si sofferma sulla dolcezza delle giornate di vacanza, sulle discese in slittino a Caspoggio e così anche il ricordo del Grande Ingorgo del Ponte di Sant’Ambrogio (9 dicembre 2017) in mezzo alla tormenta diventa un epico divertimento.

Ultimi Raggi 2009 Ar.Pe.Pe
Sassella Riserva
Valtellina Superiore

Nebbiolo da uve surmature
Con lungo affinamento in botte grande

Vi si individuano all’istante l’asciutta sobria eleganza e il rigore espressivo che sono, per la mia esperienza, i tratti distintivi dei vini della cantina valtellinese.

Bello il colore granato, esteso il bouquet con sentori di ribes e melograno, rosa, cuoio ed erbe aromatiche e un piccolo accenno speziato. In bocca c’è equilibrio, la freschezza distribuita e la vena sapida bilanciano la parte estrattiva e la componente alcolica di questo “non sforzato” il cui tannino è maturo e gentile ed è persistente e vellutato il finale con ritorno di frutti a bacca rossa.

Bevibilità ad alto rischio.

Tra i vini di Arpepe, sempre per la mia esperienza personale, il più morbido senza peraltro essere in assoluto un vino morbido.

Ottimo a tavola con le Tagliatelle fatte a mano con Sugo di Anatra.

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Taurasi Primum 2007 – Guastaferro

Taurasi Primum 2007 – Az. Agr. Guastaferro

Nel mio percorso di approfondimento del Taurasi trovo subito elementi che mi convincono della necessità di continuare ad approfondire. Uno è questo Taurasi 2007 della Aziend Agricola Guastaferro di Taurasi che a me sembra fin da subito un gioiello enoico d’indiscutibile valore.

Aglianico da viti centenarie con maturazione in barrique e tonneaux.

Granato scuro con ancora qualche riflesso rubino. Ampiezza, nitore e piacevolezza sono i tratti distintivi del bouquet dove si susseguono sentori di prugna secca, frutti scuri surmaturi, di incenso e cenere, spezie dolci, su un fondo continuo mentolato/balsamico.

Al palato si confermano le aspettative generate dal profumo e risulta ricco, stratificato, profondo, con acidità flessuosa che tende a ridiscendere il cavo orale, caldo e incisivo, tannini nobili e strutturati, una persistenza aromatica e una varietà di reminiscenze rara.

Entra prepotentemente nel novero dei vini indimenticabili.

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Sacrisassi 2015 – Le Due Terre

Sacrisassi Bianco 2015 – Le Due Terre

Friuli Colli Orientali Doc

L’opera di prevenzione enoica continua con questo vigoroso vino dei colli orientali del Friuli.

Friulano e Ribolla
Fermentazione in legno e macerazione poi di nuovo in legno

Ambra brillante il colore. Le foto dilettantistiche con luce artificiale fatte al volo non rendono nessuna giustizia al liquido nel bicchiere. Mi spiace, ma in questo caso non sono riuscito a fare meglio.

Al naso è vivo e cangiante con leggera volatile che spinge i sentori di canfora, camomila, susina gialla, sfalcio di erba medica secca, leggero aroma di caffé, più precisamente di torrefazione, non della polvere nel barattolo, ma del profumo portato dal vento a chi passi nelle vicinanze di una torrefazione.

Asciutto, incisivo, sapido e dalla persistenza proverbiale. Il finale è un caleidoscopio dove riecheggiano molteplici sensazioni, dal miele di acacia alla susina, dal caffè tostato alle erbe aromatiche.

Vino di forte personalità e temperamento adatto a palati selezionati.

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BRICCO APPIANI 2008 – Flavio Roddolo

Bricco Appiani 2008 – Flavio Roddolo

Langhe Rosso Doc

Tra i vini adatti a ostacolare il contagio come non annoverare il Cabernet Sauvignon coltivato e vinificato a Monforte d’Alba dal Sig. Flavio Roddolo. Porta il nome del vigneto che sta dietro la cantina. Ed esprime una forza che sembra scaturire dalle profondità della terra.

Rubino fitto impenetrabile. Intenso e fine il bouquet con profumi di Cassis e frutti di bosco, note ferrose e terrose, sentori vegetali aromatici come di origano e ginepro.

Il sorso è denso e caldo. Alcool importante, ma ben inserito e acidità distribuita. Ha il grip della pasta di cacao 100% e grande intensità e persistenza dell’aroma di bocca.

La forza e la profondità di questo vino sono proverbiali e alla fine della bottiglia si ha la sensazione di aver bevuto un campione di compatta eleganza. Il Signor Flavio Roddolo è giustamente orgoglioso di questo suo vino e al pellegrino assetato che visita la sua cantina non manca di offrire una vecchia annata per dimostrarne le potenzialità.

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