Marsannay “Au Champ Salomon” 2017 – Charles Audoin
Ci sono vini che sussurrano, e altri che parlano con voce piena, consapevole, senza bisogno di urlare. Il Marsannay Au Champ Salomon 2017 di Charles Audoin è uno di questi: un pinot nero che si fa ambasciatore discreto della Borgogna di confine.
Nel calice, il 2017 si presenta con un rubino brillante, di eleganza visiva già promettente. Il naso è un invito alla lentezza: frutti rossi croccanti (ciliegia, ribes, un’ombra di lampone) si intrecciano a note terrose, sottobosco, un accenno di rosa appassita e spezia dolce. C’è anche una vena ferrosa, quasi ematica, che per un attimo riporta la gioia di questo vino verso vibrazioni di serietà.
Il palato è nel segno dell’equilibrio. L’attacco è sottile ma deciso, la trama tannica fine e setosa, il sorso succoso, teso, scolpito da una freschezza che scivola via con precisione e armonia. Chiude con una persistenza che non è roboante, ma che torna, dopo secondi, come un’eco gentile.
Ricordo di averlo pagato intorno ai 35 euro e qui il paragone con molti pinot nero italiani diventa inevitabile e impietoso per le nostre bottiglie, a sventare la mitologia per cui i vini francesi sono semplicemente più costosi. Au Champ Salomon è la dimostrazione di quanto si possa ottenere da un lavoro serio, rispettoso, silenzioso, come il passo del contadino all’alba tra i filari. E in un mercato spesso vittima di caricature o di sovrapprezzi incomprensibili (e il pinot nero forse più di altri), questa bottiglia è anche un gesto d’onestà e amore, non solo per il vino ma anche per chi lo beve.

Vivo e lavoro con i libri e tra i libri ma sotto sotto penso in ogni istante a cosa si potrebbe mangiare e bere di buono alla prima occasione. Di ciò che mi fa star bene amo parlare con entusiasmo agli amici. Adesso anche qui.
