Mastroberardino Taurasi Historia Naturalis 2009
Degustazioni

Taurasi Historia Naturalis 2009 – Mastroberardino

Proposto due anni e mezzo fa in una degustazione tematica, questo il link, risultò sul momento, se non il migliore, il mio preferito. Dopo questi ulteriori trenta mesi di bottiglia, il Taurasi Historia Naturalis 2009 di Mastroberardino si conferma in tutto quanto di buono avevo già scritto, ma oggi lo fa con un passo diverso, più ampio, quasi sontuoso.

Enonauta/Degustazione di Vino #483 - review - Taurasi Historia Naturalis 2009 - Mastroberardino | Sontuoso Taurasi d'annata

Una Scatola di Taurasi (dal 1997 al 2012)

Ritrovo il colore rubino scuro, profondo e al naso ritrovo il registro balsamico che avevo apprezzato al tempo – eucalipto, canfora, cenni di erbe officinali – come ritrovo le spezie,  ma adesso esce più generoso il frutto. Maturo al punto giusto.

In bocca il vino è sapido e pur mantenendo intatta la sua natura il sorso si è allargato, più morbido e avvolgente. La fruttuosità è più evidente rispetto al passato, riempie il centro bocca senza perdere eleganza, mentre il finale resta lunghissimo, balsamico e agrumato, ma meno severo, più carezzevole.

Nel complesso, un vino che conferma il suo status e mostra una traiettoria evolutiva chiarissima. Da ora in poi, si parla ovviamente sulla scorta di un’esperienza limitata a due bottiglie, credo che per almeno 5 anni ci sarà margine per una evoluzione positiva verso un’ulteriore fusione generale.

Taurasi Historia Naturalis 2009 – Mastroberardino

Presented two and a half years ago in a thematic tasting (here’s the link), it immediately proved to be, if not the best, then my favorite.

After this additional thirty months in bottle, Mastroberardino’s Taurasi Historia Naturalis 2009 confirms everything I’ve already written about, but today it does so with a different, broader, almost sumptuous edge.

I rediscover the deep, dark ruby color, and on the nose I rediscover the balsamic note I’d appreciated back then—eucalyptus, camphor, hints of medicinal herbs—as well as the spices, but now the fruit is more generous. Perfectly ripe.

On the palate, the wine is savory, and while maintaining its character intact, the palate has broadened, softer, and more enveloping. The fruitiness is more evident than in the past, filling the mid-palate without losing elegance, while the finish remains very long, balsamic and citrusy, but less severe, more caressing.

Overall, a wine that confirms its status and shows a very clear evolutionary trajectory. From now on, obviously based on an experience limited to two bottles, I believe that for at least five years there will be room for positive evolution towards further overall fusion.

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