Gallura (Sardegna)

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Gallura (nord-est Sardegna)

Sassari (Gallura) • Sardegna • Italia • granito + maestrale + mare • Vermentino di Gallura DOCG

Poster illustrato della Gallura: granito, vento e luce sul mare
Illustrazione per L’Enonauta: Gallura come triangolo granito–vento–sale.

In breve

Parole chiave: Vermentino, granito, arenizzazione, Limbara, vento, macchia mediterranea, sughere, stazzi, Gallura.

Vitigno: Vermentino, con un minimo del 95% nella Vermentino di Gallura DOCG.

Denominazione: Vermentino di Gallura DOCG, nelle tipologie base, Superiore, Frizzante, Spumante, Passito e Vendemmia tardiva.

Quadro territoriale: la Gallura occupa il settore nord-orientale della Sardegna, tra coste frastagliate, altopiani e rilievi granitici. La zona della DOCG comprende ventitré comuni e si sviluppa dal livello del mare fino alle pendici del Monte Limbara. Il Vermentino è il principale riferimento viticolo di un territorio nel quale granito alterato, sabbie grossolane, vento e marcate differenze tra costa e interno costituiscono elementi geografici ricorrenti.

Il territorio

La Gallura occupa l’estremità nord-orientale della Sardegna e comprende un territorio profondamente articolato tra mare, altopiani interni e rilievi montuosi.

Olbia costituisce il principale centro urbano della fascia orientale, mentre Tempio Pausania, Calangianus, Luras e Aggius appartengono alla parte interna e più elevata. Arzachena, Palau, Santa Teresa Gallura, Aglientu e Badesi guardano invece verso le coste settentrionali e occidentali.

Verso sud il territorio viticolo raggiunge Monti, Berchidda, Oschiri, Budoni e San Teodoro, mentre il massiccio del Limbara costituisce uno dei principali riferimenti geografici dell’interno.

Gallura storica e zona della DOCG

La Gallura è una regione storica e geografica più ampia della sola zona viticola delimitata dalla DOCG.

I confini culturali e storici non coincidono necessariamente con quelli stabiliti dal disciplinare del Vermentino di Gallura.

La denominazione comprende ventitré territori comunali, scelti sulla base della delimitazione viticola riconosciuta ufficialmente.

Il nome Gallura deve quindi essere distinto tra uso geografico generale e uso specifico all’interno della denominazione vinicola.

Il granito

Il granito costituisce uno degli elementi geologici più riconoscibili della Gallura. Il grande complesso granitoide si formò durante l’orogenesi ercinica, circa trecento milioni di anni fa.

Il successivo smantellamento delle rocce sovrastanti portò progressivamente in superficie queste masse cristalline, poi modellate dall’alterazione, dall’acqua e dal vento.

Affioramenti, blocchi isolati e grandi emergenze rocciose caratterizzano ancora oggi vaste parti del territorio, tanto sulla costa quanto nell’interno.

L’arenizzazione del granito

L’alterazione delle rocce granitiche produce progressivamente materiali sciolti costituiti soprattutto da sabbie grossolane.

Quarzo, feldspati e miche reagiscono in modo differente agli agenti atmosferici: alcune componenti rimangono sotto forma di granuli, altre contribuiscono alla formazione delle frazioni più fini del suolo.

Questo processo, indicato come arenizzazione, genera terreni generalmente sciolti e ricchi di materiale grossolano, con quantità variabili di argilla e sostanza organica.

Profondità, tessitura e grado di alterazione cambiano però secondo posizione, pendenza e storia geomorfologica del sito.

Granito e DOCG

Il rapporto tra granito e Vermentino di Gallura non è soltanto una descrizione generale del paesaggio.

Il disciplinare stabilisce che i vigneti destinati alla DOCG debbano trovarsi su terreni formatisi dal disfacimento granitico e a un’altitudine non superiore a 500 metri.

La delimitazione normativa seleziona quindi condizioni pedologiche più precise rispetto alla Gallura intesa nel suo complesso, che presenta anche rocce metamorfiche, depositi alluvionali e formazioni geologiche differenti.

Il substrato granitico descrive una condizione fisica dei vigneti, ma non determina automaticamente profumo, sapidità o struttura del vino.

Il Monte Limbara

Il Monte Limbara domina la parte interna della Gallura e raggiunge quote superiori ai 1.300 metri.

Il massiccio è costituito prevalentemente da rocce granitiche e separa il settore gallurese dalle regioni interne della Sardegna.

Tempio Pausania, Calangianus, Luras, Berchidda e Monti si distribuiscono intorno ai suoi versanti e alle colline che ne costituiscono le propaggini.

I vigneti della DOCG non raggiungono le quote maggiori del massiccio, essendo fissato dal disciplinare il limite di 500 metri.

Costa e interno

La Gallura presenta differenze sensibili tra fascia costiera e zone interne.

Arzachena, Palau, Santa Teresa Gallura, Golfo Aranci e Aglientu si trovano in diretto rapporto con il mare e con una morfologia caratterizzata da promontori, insenature e affioramenti granitici.

Tempio Pausania, Calangianus, Luras, Berchidda e Monti appartengono invece a un paesaggio più interno, con quote maggiori, boschi di querce e sughere e variazioni termiche più marcate tra giorno e notte.

La distanza dal mare non produce due categorie vinicole rigidamente separate: altitudine, esposizione e posizione dei singoli vigneti introducono ulteriori differenze.

Vento e clima

Il clima della Gallura è mediterraneo, con estati calde e asciutte e precipitazioni concentrate soprattutto tra autunno e inverno.

Il vento costituisce una presenza frequente durante gran parte dell’anno. Maestrale e altre correnti interessano in modo particolare le zone costiere e le aree maggiormente esposte.

La ventilazione può contribuire a ridurre la permanenza dell’umidità sulla vegetazione, mentre temperature e disponibilità idrica cambiano secondo quota e distanza dal mare.

Il vento proveniente dalla costa può trasportare aerosol marino, ma questo fenomeno non equivale alla presenza automatica di un carattere “salino” nel vino.

Il Vermentino

Il Vermentino è il vitigno maggiormente associato alla viticoltura contemporanea della Gallura.

La sua origine rimane oggetto di ricostruzioni differenti. È coltivato anche in Corsica, Liguria, Toscana e in diverse aree del Mediterraneo occidentale, con sinonimi e popolazioni locali storicamente collegati.

In Gallura la varietà è documentata almeno nell’Ottocento e nel corso del Novecento è diventata progressivamente il principale riferimento della viticoltura locale.

Nei vini possono ricorrere agrumi, pera, mela, pesca, fiori, erbe mediterranee e sfumature mandorlate, con variazioni legate a maturazione, provenienza e vinificazione.

Le prime testimonianze del Vermentino

Vittorio Angius, nelle descrizioni ottocentesche della Sardegna, segnala la presenza del Vermentino in Gallura.

Nel 1877 Giuseppe di Rovasenda ricorda il vitigno nel suo Saggio di una ampelografia universale, documentandone anche l’impiego come uva da tavola.

Le testimonianze ottocentesche non consentono di stabilire con certezza quando la varietà sia arrivata nel territorio, ma confermano la sua presenza prima della moderna specializzazione produttiva.

Una storia del vino più antica del Vermentino

La storia vitivinicola della Gallura precede di molti secoli la documentazione relativa al Vermentino.

Ritrovamenti archeologici effettuati in diversi siti hanno restituito recipienti e tracce organiche associate alla produzione o al consumo del vino già durante l’età nuragica.

Le evidenze riferite al Bronzo medio e recente, tra il XIV e il XII secolo a.C., testimoniano una conoscenza del vino nel territorio ben precedente alla diffusione delle varietà coltivate oggi.

Questi dati riguardano la storia della viticoltura gallurese e non dimostrano una presenza antica del Vermentino stesso.

La Vermentino di Gallura DOCG

Il Vermentino di Gallura fu riconosciuto come DOC con il decreto del 24 marzo 1975.

Il passaggio alla DOCG avvenne nel 1996, con il disciplinare approvato l’11 settembre dello stesso anno.

La denominazione rappresenta l’unica DOCG della Sardegna.

Il disciplinare prevede Vermentino per almeno il 95%. Fino al 5% può essere costituito da altri vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla coltivazione in Sardegna.

I ventitré comuni

La zona della DOCG comprende l’intero territorio di Aggius, Aglientu, Arzachena, Badesi, Berchidda, Bortigiadas, Budoni, Calangianus, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Luras, Monti, Olbia, Oschiri, Palau, Sant’Antonio di Gallura, San Teodoro, Santa Teresa Gallura, Telti, Tempio Pausania, Trinità d’Agultu e Vignola e Viddalba.

L’areale attraversa quindi ambienti molto differenti, dalla fascia costiera alle colline dell’interno e alle pendici del Limbara.

L’appartenenza alla stessa denominazione non implica uniformità di quota, esposizione, profondità dei suoli o condizioni climatiche.

Le tipologie della DOCG

La denominazione comprende Vermentino di Gallura, Superiore, Frizzante, Spumante, Passito e Vendemmia tardiva.

La tipologia base e la Superiore possono essere prodotte dal secco all’amabile, secondo i limiti stabiliti dal disciplinare.

Per la tipologia Superiore la resa massima delle uve è inferiore a quella ordinaria: 9 tonnellate per ettaro contro le 10 tonnellate previste per le altre tipologie.

Superiore e Vendemmia tardiva possono essere immesse al consumo dal 15 gennaio successivo alla vendemmia insieme alla tipologia base.

Spumante e frizzante

Il Vermentino di Gallura può essere prodotto anche nelle tipologie Frizzante e Spumante.

Per lo spumante sono possibili sia la fermentazione in autoclave sia il metodo classico.

Lo spumante ottenuto con metodo classico deve trascorrere almeno nove mesi di presa di spuma prima dell’immissione al consumo.

In questo caso è obbligatoria anche l’indicazione in etichetta della data della prima sboccatura.

Passito

Il Vermentino di Gallura Passito viene prodotto da uve sottoposte ad appassimento sulla pianta oppure in locali idonei.

L’appassimento deve portare le uve a un titolo alcolometrico volumico naturale minimo non inferiore al 15% vol.

La resa massima dell’uva in vino scende al 50%, rispetto al 70% previsto per le altre tipologie.

L’immissione al consumo è consentita dal 1° maggio successivo alla vendemmia.

Vendemmia tardiva

La tipologia Vendemmia tardiva utilizza uve lasciate maturare più a lungo sulla pianta rispetto alla raccolta ordinaria.

Il disciplinare richiede un titolo alcolometrico naturale minimo delle uve più elevato rispetto alla tipologia base.

La maggiore maturazione può modificare concentrazione, rapporto tra zuccheri e acidità e sviluppo aromatico, con risultati dipendenti dall’annata e dalle scelte di vinificazione.

La menzione «vigna»

Il disciplinare consente l’utilizzo della menzione vigna seguita dal relativo toponimo.

Le uve devono provenire dalla superficie specificamente identificata e vinificazione e conservazione devono avvenire separatamente dalle altre partite.

La menzione identifica una provenienza più circoscritta, senza costituire una classificazione qualitativa interna alla denominazione.

Monti e Berchidda

Monti e Berchidda si trovano nel settore meridionale della Gallura viticola, ai piedi e sul versante del massiccio del Limbara.

Le vigne occupano colline e pendii granitici, con quote generalmente maggiori rispetto a molte aree costiere.

I due comuni rappresentano uno dei nuclei storicamente più vitati dell’interno, ma le differenze tra singoli vigneti rimangono rilevanti per esposizione, quota e suolo.

Tempio, Calangianus e Luras

Tempio Pausania, Calangianus e Luras appartengono alla Gallura interna, dominata dal massiccio del Limbara.

Qui il paesaggio agricolo è fortemente legato ai boschi di sughera, alle superfici granitiche e a un sistema di insediamenti rurali diffusi.

La vite convive con attività agricole e forestali diverse e raggiunge alcune delle quote più elevate consentite dalla denominazione.

Arzachena, Palau e la costa

Arzachena, Palau, Santa Teresa Gallura, Aglientu e altri comuni costieri presentano un rapporto diretto con il mare.

Affioramenti granitici, macchia mediterranea, insenature e rilievi di quota contenuta caratterizzano gran parte del paesaggio.

La ventilazione è generalmente più continua rispetto alle aree interne, ma distanza dal mare, orientamento e protezione dei singoli versanti modificano sensibilmente le condizioni dei vigneti.

Gli stazzi

Lo stazzo costituisce una delle forme di insediamento rurale storicamente più caratteristiche della Gallura.

Era formato da una casa circondata dai terreni agricoli e dalle strutture necessarie alla vita e al lavoro della famiglia contadina.

Gli stazzi erano spesso relativamente isolati e distribuiti nel territorio, formando un sistema insediativo diverso dai grandi villaggi agricoli concentrati.

Vite, cereali, allevamento, orti e bosco potevano convivere all’interno della stessa economia familiare.

Sughero e paesaggio rurale

La Gallura interna ospita estesi boschi di quercia da sughero, particolarmente diffusi intorno a Calangianus, Tempio Pausania e Luras.

L’estrazione e la lavorazione del sughero hanno costituito per lungo tempo una delle principali attività economiche del territorio.

Vigneti, sugherete, olivastri, macchia mediterranea, pascoli e affioramenti granitici compongono quindi un paesaggio agricolo che non può essere ricondotto alla sola viticoltura.

Il paesaggio viticolo

I vigneti della Gallura si distribuiscono in condizioni molto differenti: dalle basse colline vicine al mare ai versanti interni prossimi ai 500 metri.

Il granito affiorante e i terreni sabbiosi derivati dalla sua alterazione costituiscono elementi frequenti, mentre boschi e macchia interrompono spesso la continuità delle superfici vitate.

La vite convive inoltre con sugherete, oliveti, pascoli e altri sistemi agricoli, soprattutto nelle zone interne.

La forte presenza turistica della costa nord-orientale ha modificato profondamente alcune parti del territorio, mentre vaste aree interne conservano una struttura prevalentemente rurale e forestale.

Gallura nel bicchiere

Nei Vermentino di Gallura possono ricorrere agrumi, pera, mela, pesca, fiori, erbe mediterranee e una sfumatura mandorlata.

Le tipologie previste dalla DOCG coprono però una gamma molto ampia: vini fermi dal secco all’amabile, Superiore, Vendemmia tardiva, Frizzante, Spumante e Passito.

Maturazione delle uve, quota, esposizione, provenienza, affinamento e tecniche di vinificazione possono produrre differenze sostanziali anche all’interno della stessa tipologia.

Granito, sabbie di alterazione, vento e vicinanza al mare descrivono condizioni ambientali proprie di molte aree della Gallura, ma non determinano automaticamente mineralità, sapidità, intensità aromatica o struttura del vino.

I temi affrontati qui trovano naturale prosecuzione anche negli incontri e nei percorsi dal vivo. → Didattica e Servizi

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