Del più e del Vino, Eventi

MERCATO FIVI 2023 A BOLOGNA – BUONA LA PARTENZA

Il mercato FIVI è un evento affascinante e vitale che da 12 anni celebra il meglio dei vini artigianali e biologici dell’Italia. FIVI, acronimo di Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, riunisce produttori che pongono una grande enfasi sulla qualità, l’autenticità e la sostenibilità nella produzione del vino.

Questo mercato offre un’esperienza unica, dove gli appassionati di vino possono incontrare direttamente i produttori, assaggiare una vasta gamma di vini e scoprire le storie e le filosofie dietro ogni bottiglia. Bologna, con la sua ricca tradizione culinaria e il suo interesse per i prodotti artigianali di alta qualità, offre la cornice perfetta per un evento come il mercato FIVI.


Ed è buona la partenza per il mercato Fivi a Bologna dopo una vita passata a Piacenza. Spazi più grandi e carrelli più piccoli. Libertà di movimento e 8000 etichette in degustazione, l’edizione più partecipata di sempre, per gli appassionati delle bevute oceaniche. Clima festoso come al solito, disponibilità, nuove scoperte, qualità media dei vini presentati alta. Rivedibile l’area food. Prezzi eccessivi per proposte non trascendentali. La mia personale esperienza è fatta di un hamburger maremmano (sedicente) tiepido, con pane ghiacciato e guarnizione tipo kebab house a 12 euro. Incommentabile. Su questo consiglio di migliorare.

Per tutto il resto direi che chi ben comincia, anche alla 12esima edizione, è a un buon punto.

Le foto nell’articolo sono di Michele Purin

Standard
Del più e del Vino, Eventi

Il Mercato dei Vini – dei Vignaioli Indipendenti – Fivi 2022

Il Mercato dei Vini Dei Vignaioli Indipendenti Fivi 2022

Parlare del Mercato Fivi (https://www.mercatodeivini.it/) dopo il Mercato Fivi non è facile. È meglio parlarne prima. Perché, per quanta buona volontà uno immagini di poter dispiegare in un contesto dove ci sono centinaia di banchi di assaggio e si ritrovano decine di amici, il Mercato Fivi è una festa. Anzi è un Mercato. E il mercato è il luogo dove tradizionalmente le persone si incontrano, dove hanno luogo gli umani commerci e il valore del lavoro trova un riconoscimento. E dove le persone si incontrano c’è prossimità, dove c’è prossimità nascono i valori condivisi.
Un’occasione di piena ricreazione in cui si incontrano vignaioli che ci hanno regalato momenti di grande felicità e comunione e si ha l’occasione per ringraziarli, si incontrano amici, se ne fanno di nuovi, si stringono sodalizi e la fine della giornata arriva presto e gli effetti della festa si sentono. Meglio parlarne prima dunque. Il Mercato dei Vignaioli Indipendenti è anche una delle più importanti fiere di settore italiane che se non è quella più partecipata e certamente una di quelle che può vantare la migliore atmosfera.
Torna anche nel 2022 dopo il grande successo dell’ultima edizione postcovid e l’Enonauta ci sarà. Con una delegazione di tre persone e proverà a raccontarne anche dopo. Nel frattempo invita tutte/i gli Enomaniaci, i semplici appassionati a farsi un giro a Piacenza tra il 26 e il 28 novembre. Nessuno si pentirà di esserci andato.
Questo il programna e le modalità di accesso:

11° Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti

 

Data: sabato 26, domenica 27 e lunedì 28 novembre 2022 Luogo: PiacenzaExpo – Via Tirotti, 11 – Piacenza Orario di apertura al pubblico: sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00, lunedì dalle 11.00 alle 17.00

Parcheggio: gratuito

Acquisto biglietti via Vivaticket:
https://bit.ly/3C19BQA
Ingresso giornaliero: in fiera € 30 (2 gg € 50); online € 25 (2 gg € 40) comprensivo di bicchiere. Ingresso ridotto: € 20 per soci AIS – FIS – FISAR – ONAV – AIES – ASPI – ASSOSOMMELIER e SLOW FOOD (il socio deve mostrare tessera valida dell’anno in corso).

Gli operatori del settore possono richiedere il codice per l’ingresso ridotto compilando il form.

Operatori del settore – Piacenza Expo

https://www.piacenzaexpo.it/operatori-del-settore/

Info utili: 800 i carrelli disponibili per gli acquisti Per info su riduzioni per gruppi: telefonare a 0523/602711 o scrivere a mercatodeivini@fivi.it

I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

Eventi Vino #3 - 2022 - Il Mercato dei Vini Dei Vignaioli Indipendenti Fivi 2022 a Piacenza (26/28 ottobre 2022)
Eventi Vino #3 - 2022 - Il Mercato dei Vini Dei Vignaioli Indipendenti Fivi 2022 a Piacenza (26/28 ottobre 2022)
Eventi Vino #3 - 2022 - Il Mercato dei Vini Dei Vignaioli Indipendenti Fivi 2022 a Piacenza (26/28 ottobre 2022)
Standard
Del più e del Vino, Eventi

Grandi Eccellenze Riunite a Terre di Toscana nel 2022

Grandi Eccellenze Riunite. Sono tornato a Terre di Toscana dopo i due anni problematici di cui tutti sappiamo. Il 5 marzo 2020 fu un giorno metereologicamente orribile, pioggia incessante, a tratti violenta, arrivai all’Una Hotel di lido di Camaiore zuppo nonostante avessi percorso solo 200 metri a piedi. All’uscita la notizia del lockdown incombente a vanificare l’entusiasmo per la grande varietà di grandi vini appena assaggiati.
Ci accoglie invece quest’anno un sole splendente, l’aria asciutta e la luce ristoratrice come a sancire climaticamente il ritorno glorioso del winelover sulla strada dei banchi d’assaggio. Decidiamo dunque di coprire la distanza tra la stazione di Viareggio e l’Una Hotel a piedi. Per consumare preventivamente le calorie in eccesso che avremmo assunto nel prosieguo della giornata.
Ritroviamo la stessa ottima organizzazione a cura de L’Acquabuona, un ambiente adeguato, la giusta scelta di fornire una stanza con offerte gastronomiche di buona qualità, insomma si sta bene all’Una Hotel e Terre di Toscana offre una concentrazione di eccellenze unica per gli amanti del vino toscano nelle sue varie declinazioni.
Molte conferme, alcune sorprese, poche delusioni quest’anno.
Questi che seguono i miei preferiti in questa edizione 2022:
Brunello di Montalcino Ugolaia 2016 di Lisini e il Brunello Riserva 2016 di Pietroso sono a mio avviso l’esempio di ciò che uno si può aspettare nel bicchiere nella migliore di tutte le ipotesi. Due grandissime espressioni del territorio e della viticoltura ilcinese.
La coppia di punta di Fontodi per l’annata 2018, Flaccianello della Pieve e Vigna del Sorbo. Scalpitante, pieno di energia il secondo, più posato il primo, più carnoso, entrambi ottimi vini.
Podere Le Ripi Brunello di Montalcino Riserva 2016 e Rosso di Montalcino 2018. Due vini dalla estrema vitalità.
Marroneto che riesce anche nel 2017, a presentare due proposte di grande eleganza.
San Giusto a Rentennano con Percarlo 2018 fa una proposta di grande intensità e precisione.
Grattamacco superiore 2018 e Caiarossa 2018 per chi ama la Toscana del vino declinata in modo più internazionale sembrano al momento due vini con ottime prospttive.
Federico Staderini con Cuna anche in questo 2018 propone due pinot nero, annata e riserva, inebrianti nei profumi, espressivi e nervosi e dall’ossuta esaustività.
 
Probabilmente dimentico qualcuno, ma queste sono le etichette che più nitidamente sono rimaste impresse nel ricordo.
Arrivederci a Terre d’Italia e complimenti all’organizzazione.
 
 
 
 
 
 
Eventi Vino 2022 - Terre di Toscana - il Fantastico evento a cura de L'Acquabuona. Plus il Bel Tempo
Standard
Degustazioni, Del più e del Vino

La bottiglia che fece 500 chilometri per finire nel lavandino

La bottiglia che fece 500 chilometri per finire nel lavandino

La bottiglia ritratta nella foto che fa da corredo d’immagine al mio breve scritto fece 500 chilometri per finire nel lavandino assassinata dal Tricloroanisolo (qui e anche qui) e mi spinge a una riflessione sui difetti del vino e le sue tappature.

Mi fu riportata dal Carso, insieme ad altre bottiglie, da un amico che là si recò per il suo viaggio di nozze e nella sua magnanimità non scordò gli amici con cui si cimenta abitualmente all’arte dello Sturare Bottiglie.

Il vino assassinato dal Tca, la cui incidenza percentuale nonostante sul dato statistico non si trovino pareri unanimi è indubbia, dunque è un Terrano di Skerlj. Non me ne voglia il produttore se è toccato alla sua bottiglia finire in questa lamentatio perché della sua perizia ho letto più volte ed ho ascoltato a viva voce dei suoi ottimi vini da chi l’andò a trovare in cantina e bevve i suoi vini. Non ho motivo di dubitare della qualità dei suoi vini tanto che domani stapperò la sua Malvasia, anch’essa tornata dal viaggio di nozze del mio amico. Ma stasera mentre stappavo il Terrano avevo delle aspettative. Aspettative di bere un buon vino. Ma non è andata così. Il Terrano di Skerlj, come altre ottime ipotetiche bottiglie prima di lui, è finito nelle tubature di casa seguito da una lunga scia di imprecazioni. E questo è il peggiore di tutti i casi. Il caso emblematico. Andare in cantina a prendere una bottiglia mai bevuta, di un produttore rinomato, ma mai incontrato nel bicchiere, pregustare il momento dell’assaggio e finire con la bottiglia nel lavandino. Non si può non pensare che con il tappo a vite non sarebbe successo. Non si può non legittimamente sperare che venga presto il giorno in cui questa percentuale variabile di vini guastati dal Tca sia lo 0 percento e quel giorno sarà quando le tappature alternative saranno accolte con plauso da produttori e consumatori, quando verrà abbandonata l’ossessione per la ritualità. Perché i nemici sono il Tca e l’ossessione per la ritualità. A me personalmente della ritualità non importa niente. Del resto la ritualità non cambia il sapore del vino e nemmeno cambia il cattivo umore che è il primo responsabile delle esperienze sbagliate. La ritualità è un dispositivo di potere. La ritualità serve solo a chi officia il rituale e rischia di innescare, tra le altre cose, quello che il Signor Peynaud chiamava “ottimismo ambientale”, acerrimo nemico del degustatore e del buon senso.

Ciò che conta è il suono del vino che scende nel bicchiere, il ricordo della felicità e della compagnia con cui si condivise la bottiglia, la bontà e la personalità del vino.

Ma quando c’è il Tricloroanisolo c’è solo delusione e imprecazione e a niente serve la ritualità.

(Questo mio breve scritto poteva avere innumerevoli diversi titoli. Ad esempio “il sapore della delusione”, come anche “maledetto tca”, ma anche “w il tappo a vite” , oppure “il tappo impestato”, o ancora “non credevo di rovesciare la bottiglia nel lavandino” e inoltre “la bottiglia che fece 500 chilometri per finire nel lavandino”. Ho scelto quest’ultimo per sottolineare quante cose belle e importanti distrugge il Tca)

i Difetti del Vino - il Tricoloroanisolo - TCA

i Difetti del Vino – il Tricoloroanisolo – TCA

i Difetti del Vino - il Tricoloroanisolo - TCA - La bottiglia che fece 500 chilometri per finire nel lavandino
Standard