6vini6933352482530209647
Consigli per la Sturatura, Degustazioni

Sei vini per l’estate 2026

6 vini per l’estate 2026
Soddisfazione senza spendere un capitale

Una piccola selezione di 6 vini assaggiati da L’Enonauta ad uso degli indecisi, dei curiosi, dei meno esperti, del navigatore occasionale del web alla ricerca di vini particolari da bere in estate.

  • Grignolino d’Asti DOC 2024 – Luigi Spertino
  • Vernaccia di San Gimignano DOCG “Tollena” 2023 – Azienda Agricola Tollena
  • Barbera d’Asti Superiore DOCG “Dame ’n Basin” 2022 – Cascina Rey
  • Toscana Bianco IGT “La Cerretina” 2023 – Pacina
  • Valpolicella Classico Superiore DOC “Casalvegri” 2022 – Ca’ La Bionda
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC 2023 – Andrea Felici

L’estate è già iniziata da un po’, ma questi consigli arrivano con il passo di chi, prima di indicare una bottiglia, preferisce berla. Restano comunque due mesi e mezzo: quasi una stagione intera, almeno secondo il calendario elastico dell’Enonauta.


Non è una raccolta di vini “beverini”. La categoria mi sembra ormai abusata e sostanzialmente inutilizzabile, perché finisce per comprendere anche prodotti discutibili.

Penso al vino estivo non come a qualcosa da trangugiare distrattamente durante un dj set sulla spiaggia. Penso a vini da bere a tavola, capaci di accompagnare la cucina della stagione: primi e secondi di pesce, verdure, carni bianche, preparazioni meno elaborate, ma anche piatti saporiti come il cacciucco o una grigliata consumata quando il caldo della giornata comincia a diminuire.

La facilità e la piacevolezza di beva d’altra parte, non dipendono soltanto dalla gradazione alcolica, dal colore o dalla temperatura di servizio. Possono appartenere anche a vini di buona struttura purché stappati nella giusta situazione. Allo stesso modo, un bianco macerato può risultare più adatto alla cucina estiva di certi bianchi color carta, metallici e irrigiditi da molta acidità e poco gusto.

I sei vini scelti non condividono quindi una tipologia o un peso specifico. Li uniscono la capacità di stare a tavola, un’identità riconoscibile e prezzi non sempre popolari in senso stretto, ma ancora lontani dalle cifre richieste per molte etichette prestigiose e, soprattutto, commisurati alla qualità espressa.


Grignolino d’Asti 2024 – Luigi Spertino

Questo Grignolino ha uno dei più bei colorini della storia dei colorini. Indimenticabile rosa cerasuolo con tendenza al ramato, brillantezza unica (senza esagerazioni).

Da Mombercelli, nell’Astigiano. Un rosso dal colore naturalmente chiaro (in questa selezione gli facciamo fare la parte di un rosato) e aromatico, sottile nella struttura ma dotato del tannino caratteristico del vitigno. Fresco, teso ed elegante, con richiami di piccoli frutti, agrumi, spezie e scorza d’arancia.

Trasversalmente potrà accompagnare salumi, verdure, paste ripiene, carni bianche e secondi non troppo elaborati. Servitelo fresco, ma non freddo.

Vernaccia di San Gimignano DOCG “Tollena” 2023 – Azienda Agricola Tollena

Ho incontrato personalmente Borgo Tollena durante le degustazioni di Vignaioli Contrari. “Scoperta” in senso privato, naturalmente: non rivendico primogeniture enoiche.

Vernaccia in purezza; le vigne aziendali si trovano su terreni prevalentemente argillosi, con presenza di scheletro. Breve macerazione a freddo, sosta sulle fecce.

Vellutata in ingresso, pungente poi. Un manuale della Vernaccia.

Colore giallo intenso, ricca di suggestioni olfattive come il narciso, la mela Opal e i limoni freschi; poi tenuemente speziata e vegetale. Il sorso è molto ricco e gustoso, sostenuto da un’acidità ben distribuita e da una componente sapida cospicua.

Un bianco da destinare all’accompagnamento di primi di pesce e alle carni bianche. Pollo al girarrosto e Vernaccia lo trovo da sempre uno degli abbinamenti più riusciti. Se non avete mai provato, provate!

Barbera d’Asti Superiore 2022 “Dame ’n Basin” – Cascina Rey

Lo scorso anno tornai dal Mercato dei Vini Fivi con un nome da aggiungere alla lista delle cantine preferite: Cascina Rey.

Questa che segnalo è una Barbera vera, fresca, vibrante, assolutamente non sfigurata dal passaggio in legno, che invece di  farla diventare una credenza di mogano ne ha invece definito il sorso e la struttura. Il mio personale consiglio è di stapparla, e berla, durante una grigliata serale con salsiccia e rosticciana. 

Barbera in purezza, con circa due settimane di macerazione e oltre un anno di affinamento in barrique di rovere francese.

Toscana Bianco IGT “La Cerretina” 2023 – Pacina

Trebbiano Toscano e Malvasia del Chianti, fermentati spontaneamente con permanenza sulle bucce e successivo affinamento in legni di diversa natura. È un bianco macerato ricco e salino, sostenuto da acidità viva e da una leggera presa tannica. Ha l’anima fragrante della Malvasia e la struttura del Trebbiano, riunite in un sorso di notevole intensità.

Non è il bianco da aperitivo indistinto, ma un vino da portare a tavola. Con il cacciucco, il pesce azzurro, le zuppe di pesce, la trabaccolara e le preparazioni speziate potrà regalarvi migliori emozioni di quel bianco che ordinate per abitudine da anni. E col Tonno del Chianti (di coniglio o maiale non fa differenza) coi fagioli cannellini? Fate una prova e poi mi direte…

Valpolicella Classico Superiore 2022 “Casalvegri” – Ca’ La Bionda

Nasce da Corvina per il 70%, Corvinone per il 20% e Rondinella e Molinara per il restante 10%. Le uve sono utilizzate fresche e provengono da vigneti collinari situati tra 150 e 300 metri, su terreni argillosi, limosi e calcarei. L’affinamento dura 18 mesi in botti di rovere da 3.000 litri.

Un Valpolicella Superiore senza compiacimenti di morbidezza o concentrazione. Tanto frutto rosso, ribes, spezie e rosa; freschezza, struttura articolata ma non pesante e, soprattutto, una precisione, una misura e una persistenza da prima fascia.

Può accompagnare un secondo di carne non troppo elaborato, il coniglio, la faraona o un piatto di pasta al ragù. Ma lo si può rischiare a mio avviso anche in contesti più “obliqui”.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2023 – Andrea Felici

Verdicchio in purezza proveniente da vigne di età diversa coltivate sulle alture di Apiro. La fermentazione avviene tra acciaio e cemento; una parte delle uve rimane per pochi giorni a contatto con le bucce. Il vino affina sui propri lieviti e non svolge la fermentazione malolattica, conservando così la naturale tensione acida del vitigno.

Verdicchio asciutto e consistente, caratterizzato da reminiscenze di agrumi, frutto chiaro, erbe secche in estate, sapidità e un finale lievemente ammandorlato. È il bianco estivo più classico della selezione, adatto a fritture, primi alle vongole, pesce alla griglia, verdure e carni bianche. In questo caso anche per un aperitivo.

Standard
Bottiglie, Degustazioni

Grignolino d’Asti 2023 – Gianni Doglia – sotto i dieci euro #6

Grignolino d’Asti 2023 – Gianni Doglia – sotto i dieci euro #6

Chi ti racconta il Grignolino racconta sempre di un’uva dal temperamento difficile, ma che può dare risultati sorprendenti. Chi è consapevole di poterne offrire una buona interpretazione spende volentieri un po’ di tempo per riconoscergli ciò che è dovuto. Questo è uno di quei casi, acquistato direttamente in cantina e di questa e altre visite ne riscriverò, dove chi lo fa lo offre con sicuro entusiasmo.

Fermentazione a temperatura controllata sulle bucce per due/tre giorni e poi la fermentazione termina in bianco. Poi riposo in acciaio fino a primavera e un mese in bottiglia.  

Un Grignolino talmente chiaro e splendente da sembrare un rosato. E dai profumi netti, di Rosa Canina, fragolina selvatica e delicatamente speziati. 

Vino che in bocca si caratterizza per la precisione del sorso, decisamente ben rifinito, con alcol e tannini moderati, secco, teso, acido, con bel ritorno di frutto fresco, dove alla rinuncia al volume si affiancano però la forza espressiva e una levità coinvolgente che fanno di questo Grignolino un ipotetico accompagnamento per una moltitudine di piatti. 

Altro palese esempio di quanto, distaccandosi dai cliché dominanti, di ottimo e accessibile si può bere nel panorama del vino italico.

Enonauta/Degustazione di Vino #433 - review - Grignolino d’Asti 2023 - Gianni Doglia | Grignolino d'Asti dal bel sorso definito
Enonauta/Degustazione di Vino #433 - review - Grignolino d’Asti 2023 - Gianni Doglia | Grignolino d'Asti dal bel sorso definito

Grignolino d’Asti 2023 – Gianni Doglia – under ten euros #6

Whoever tells you about Grignolino always talks about a grape with a difficult temperament, but which can give surprising results. Those who are aware that they can offer a good interpretation willingly spend some time to give it its due. This is one of those cases, purchased directly from the cellar and I will write about this and other visits, where those who make it offer it with certain enthusiasm. Fermentation at a controlled temperature on the skins for two/three days and then the fermentation ends in white. Then I rest in steel until spring and a month in the bottle. A Grignolino so light and shining that it seems like a rosé. And with clear aromas of Rosa Canina, wild strawberry and delicately spiced. Wine characterized in the mouth by the precision of the sip, decidedly well finished, with moderate alcohol and tannins, dry, taut, acidic, with a nice return of fresh fruit, where the renunciation of volume is however accompanied by expressive strength and an engaging lightness which make this Grignolino a hypothetical accompaniment for a multitude of dishes. Another clear example of how excellent and accessible one can drink in the panorama of Italian wine, breaking away from the dominant clichés.

Standard