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Piastraia 2010 Bolgheri D.O.C. – Michele Satta

Piastraia 2010 Bolgheri D.O.C. – Michele Satta

Per questo Bolgheri Doc Michele Satta unisce il succo d’un quartetto di vitigni. Cabernet Sauvignon, Merlot, Sangiovese e Syrah in parti uguali.

20 giorni di troncoconico a vitigni separati e poi 18/24 mesi di barriques per un quinto nuove.

Il vino che ne risulta è un campione di misurata potenza dalla veste di un bel rubino profondo, compatto, vivido.

Al naso è esuberante, complesso, ricco ed evoluto. Piccoli accenni floreali di viola, ma a dominare è il frutto a piena maturazione. Cassis, ribes nero, prugna essiccata, sentori di spezie dolci, di scorza d’arancia e cedro, note di tabacco. Il frutto ritorna nitidamente al palato e il sorso ha spessore e volume, freschezza viva e soffice e tannini smussati che animano il lungo finale dove torna anche la materia fruttata.

Un vino, questo Piastraia 2010, che si esprime adesso a un livello di gusto alto, puntando sull’equilibrio dei molti elementi di cui è composto, senza mai dare l’impressione di volerne tradire didascalicamente la presenza.

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Langhe Nebbiolo 2016 – G. D. Vajra

Langhe Nebbiolo 2016 – G. D. Vajra

Uve nebbiolo da giovani vigne site in diversi comuni.

Affinamento in vasche d’acciaio con un minimo apporto di legni neutri prima dell’imbottigliamento.

Azienda sita in Barolo.

Non ho bevuto tutti i nebbioli del mondo, ma non ne ho nemmeno bevuti pochi. Probabilmente il Nebbiolo, in tutte le sue declinazioni, è il vitigno che ho incontrato più volte nel mio cammino e da che mi ricordi credo che questo Nebbiolo 2016 di Vajra sia il più floreale che abbia mai annusato/bevuto.

La veste è rubino chiaro, trasparente e vivo. Come premesso è un vino floreale, talmente floreale da risultare inebriante, come stare in un prato fiorito in piena primavera. Poi fragolina, cassis e ricordi dell’incenso che arde nel turibolo.

Il nitore, la levità, la fragranza e la raffinata semplicità dei profumi che compongono il ventaglio odoroso di questo Nebbiolo mi fanno pensare alla composta brillantezza di certe canzoni di Nick Drake.

Al palato si conferma. Acidità setosa e tesa, succo fresco, tannino gentile e un buon finale di frutta fresca per un sorso più che piacevole.
Convincente.
Per fedeltà alla tipologia e valori espressi.

 

Langhe Nebbiolo 2016 - G. D. Vajra

Langhe Nebbiolo 2016 – G. D. Vajra

Langhe Nebbiolo 2016 - G. D. Vajra

Langhe Nebbiolo 2016 – G. D. Vajra

Langhe Nebbiolo 2016 - G. D. Vajra

Langhe Nebbiolo 2016 – G. D. Vajra

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Lugana Superiore 2015 Doc – Ca’ Lojera

Lugana Superiore 2015 Doc – Ca’ Lojera

Sirmione
Turbiana
Fermentazione in legno e affinamento in botti da 25 hl per 24 mesi

Chi scrive non nasconde la sua predilezione per la Turbiana e i vini che se ne ricavano (Lugana Doc), vini che furono tra quelli con cui, un po’ per caso è un po’ per gusto, cominciò a incamminarsi sul sentiero dello stappo critico e/o consapevole.

Ma non c’è cedimento ai sentimenti nel dire che questa bottiglia è una di quelle che ricorderò e che contribuiranno a estendere la mia personale idea di qualità e piacevolezza in rapporto al vino.

Giallo intenso e brillante. Mostra struttura già nel calice. Generoso fin dall’apertura, elargisce profumi quantitativamente e qualitativamente di rilievo. Narciso, frutta gialla matura, zafferano, note petrose/gessose, ma anche qualche ricordo di erbe aromatiche come la maggiorana.
Stratificato il sorso che caldo e cremoso in princìpio, sfodera una bella accelerazione e guadagna in profondità ed equilibrio grazie alla sua grande verve sapida.

Sul finale riesco a intravedere l’identità che questa bottiglia potrebbe sviluppare tra qualche anno e decido di procurarmene subito un’altra.
At the end I can see the identity that this bottle could develop in a few years and I decide to get another one right away.
À la fin, je peux voir l’identité que cette bouteille pourrait développer dans quelques années et je décide d’en acheter une autre immédiatement.

In ottima compagnia col Rombo cotto a vapore con patate e indivia al forno.

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Aluigi Chianti Classico Ris. 2012 – Le Cinciole

Aluigi Chianti Classico Ris. 2012 – Le Cinciole

Panzano in Chianti
100% Sangiovese
Biologico/biodinamico
Cemento, elevazione in legno, ancora cemento.

Rosso rubino fitto.

Inizialmente sembra involuto, incastrato dentro sentori legnosi, ma col tempo si distende in un piacevole, seppur compìto, e tipico bouquet composto da molto mirtillo, note terragne e di incenso su ricordi di giaggiolo e scorza d’arancia.
Al palato risulta di medio corpo per un sorso animato da freschezza e succo gentili e struttura tannica nobile e sottile. Buon finale dove in fase retrolfattiva tornano le note di frutto scuro e di spezie.
Un vino che merita un pensiero alla volta dopo.

Si accompagnò con successo alla Lombatina di Manzo alla griglia.

Aluigi 2012 - Chianti Classico Riserva

Aluigi 2012 – Chianti Classico Riserva

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COLLIO 2015 – Edi Keber

COLLIO 2015 – EDI KEBER

Ribolla, Malvasia e Friulano. Cemento e Legno.

Vino iconico ed esemplare che attraversa le annate mantenendo un livello qualitativo ragguardevole. Cosa che gli permette di presentarsi, anno dopo anno, all’enoappassionato che, mentre si sta incamminando verso la propria enoteca di fiducia, si chiede “il Collio di Keber quest’anno come sarà?” e confermare regolarmente le sue aspettative, rese alte dalle precedenti esperienze.

Bello e vivo il colore giallo che sembra sempre virare al verdolino, impattanti e piacevoli i profumi fruttati, di lime, pesca bianca e melone bianco o di Napoli su un fondo erbaceo fresco e di arbusto odoroso come l’osmanto.

Al palato il Collio di Keber risulta equilibrato, ma è un equilibrio trovato (o pensato) al massimo dell’espressione di tutte le sue componenti. Ha calore, succo, freschezza viva e una smisurata vena sapida. Finale lunghissimo con una piacevole coda di mandorla brasiliana.

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Dogliani Briccolero 2016 – Chionetti

Dogliani Briccolero 2016 – Chionetti

 

Dire Chionetti è dire Dogliani. E dire Dogliani ovviamente è dire Dolcetto. Un anno di affinamento in cemento e una piccola parte in legno. Combina tipicità e immediatezza con una struttura da vino importante. Impenetrabile rubino con riflessi purpurei. Viola, ciliegia, mora e qualche accenno di liquirizia e spezie. Caldo e compatto al palato, l’intensità del gusto è il suo tratto distintivo. Una buona freschezza e un tannino netto che mette ordine al sorso nell’ottimo finale fruttato. Vino di grande personalità, ma al contempo di carattere gioviale.

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Barbaresco Manzola 2008 - Fiorenzo Nada
Bottiglie

Barbaresco Manzola 2008 – Fiorenzo Nada

Risale al 2012 la mia visita all’azienda di Bruno Nada. Eppure conservo intatto nella memoria il ricordo dell’accoglienza ricevuta, della sua generosità nel raccontarsi e nel raccontare la storia della sua famiglia e della disciplina necessaria alla vita dell’agricoltore. E ricordo molto bene i vini bevuti quel giorno.
Resta ad oggi una delle esperienze più formative ed entusiasmanti nel mio percorso enoico.

Questa è una delle ultime bottiglie di quella trasferta, sopravvissuta a due traslochi e a una alluvione.

Barbaresco Manzola 2008

Fiorenzo Nada

100% Nebbiolo (Lampia e Michet)
24 mesi di botte
6 mesi di bottiglia
Treiso

Granato fitto e vivo il colore. Sornione d’acchìto, palesa con le ore un ricco bouquet.

Rosa essiccata, lampone e frutti di bosco maturi, si avvertono note di radice aromatica come rabarbaro e liquirizia, tabacco, qualche accenno boschivo.
Attacco gustativo fresco, l’acidità si impone e imprime al sorso una accelerazione emozionante. Segue grande intensità di frutto, materia e succo vibranti, una trama tannica integra e ben integrata. Sapidità sottotraccia che si allunga sul finale dove torna coerentemente la radice.
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L’assaggio ci parla di una bottiglia che può essere considerata vicina al vertice positivo della sua evoluzione. Che porta in dote al contempo grande dinamica gustativa ed equilibrio. Potenza verticale e grazia.

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The glass told us of a bottle that can be considered close to the positive point of its evolution. Which brings at the same time great gustatory dynamics and balance. Vertical power and grace.

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Le goût nous parle d’une bouteille qui peut être considérée comme proche du point positif de son évolution. Ce qui apporte à la fois une grande dynamique gustative et un bon équilibre. Puissance verticale et la grâce.

 

 

Barbaresco Manzola 2008 - Fiorenzo Nada

Barbaresco Manzola 2008 – Fiorenzo Nada

 

Barbaresco Manzola 2008 - Fiorenzo Nada

Barbaresco Manzola 2008 – Fiorenzo Nada

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Barrosu 2016 (Cannonau di Sardegna Doc) – Giovanni Montisci

Barrosu 2016 (Cannonau di Sardegna Doc) – Giovanni Montisci

Un brindisi improvvisato tra tre Enonauti in occasione di un lieto evento e per brindare andiamo fino a Mamoiada.

Una bomba senza orologeria questo Cannonau del Signor Montisci. Viti vecchie, pochi interventi, un clima favorevole ed ecco Barrosu.

Naso esuberante e impressivo. Vasti sentori di frutta sotto spirito, macchia bagnata, mirto, echi di spezie dolci.
Al palato è caldo e non potrebbe non esserlo, ma al contempo non risulta schiacciato dalla sua enorme carica alcolica. Una importante, spessa e succosa dotazione acida rendono equilibrato, seppur impegnativo, il sorso.

Il finale, per durata degli aromi e per come si distende l’intensissima vena sapida, lascia storditi e disse bene l’oste che nel servirlo lo definì “una via di mezzo tra un distillato e un vino”.

Barrosu 2016 Montisci

Barrosu 2016 Montisci

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Rosso delle Miniere 2010 Montescudaio Rosso – Fattoria di Sorbaiano

Sangiovese, Malvasia e Cabernet Franc per questo Montescudaio Rosso della Fattoria di Sorbaiano, azienda per i cui vini l’Enonauta ammette di avere un debole. Vinificazione in acciaio e a seguire malolattica e affinamento in barrique per un periodo tra i 12 e i 18 mesi.
L’accostamento Sangiovese/Malvasia Nera si conferma, qui come nell’areale del Chianti Classico, come uno dei più convincenti e tiene testa agli omologhi corregionali più quotati.
Si presenta di un bel rubino fitto. Il naso è maturo, intenso di frutti rossi maturi, scorza di arancio, una sottile nuance ematica, liquirizia.
L’attacco è di sostanza. Ha volume morbido e caldo in cui s’innestano una acidità grintosa e un tannino integrato e smussato.
Coda gustativa di frutto maturo e coerentemente di scorze d’agrume che tornano insieme a una punta amaricante di china.
Vino di calibrata forza ed espressività che promette di dare il meglio ancora tra qualche anno.

Trovò nelle Tagliatelle all’uovo al Ragù di Lepre un piatto ideale a farne risaltare le caratteristiche.

miniere10-sm

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Bottiglie, Rifermentati

Vadum Caesaris Spumante Metodo Famigliare 2016 – Vallarom

Vadum Caesaris

Spumante Metodo Familiare 2016

Vallarom (Avio, Tn)

Vinificazione in acciaio e in percentuali diverse per Chardonnay, Sauvignon, Riesling Renano e Pinot Bianco. A seguire rifermentazione in bottiglia.

Verdolino opalescente, d’altra parte è un sur lie. Al naso è vivace, principalmente frutti esotici, mango e ananas, ma anche susina selvatica e pane fresco.

Effervescenza minuta e setosa e acidità vellutata per questo Metodo Famigliare di casa Vallarom che al palato risulta cremoso e di gusto pieno. Finale insistito di frutto esotico e un lungo, piacevole ricordo di arancia amara, di scorzette di cedro ed è un vino che si lascia bere agevolmente, piacevolmente, e che può accompagnare degnamente un bel risotto ai porri, che per l’appunto avevo cucinato in questa occasione, dei primi di pesce o anche semplicemente un aperitivo in agilità prima di una cena sostanziosa.

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