Turbiana
L’uva bianca del basso Garda: agrumi, fiori, mandorla e una struttura attraversata dall’acidità, capace di passare dalla fragranza del Lugana giovane alla profondità delle Riserve.

In breve
- Colore: bacca bianca
- Nome locale: Turbiana
- Altri nomi: Trebbiano di Lugana, Trebbiano di Soave, Verdicchio Bianco
- Registro nazionale: iscritta come Trebbiano di Soave B., codice 239
- Identità genetica: corrisponde al medesimo genotipo del Verdicchio Bianco e del Trebbiano di Soave
- Territorio principale: basso Garda, tra le province di Brescia e Verona
- Profilo: limone, mandarino, mela, pera, fiori bianchi, erbe, mandorla, cera e spezie
- Struttura: corpo medio, acidità sostenuta, buona consistenza e finale frequentemente sapido o amarognolo
- Impiego: vini bianchi secchi, Superiore, Riserva, Vendemmia Tardiva e spumanti
Turbiana, Trebbiano di Lugana e Verdicchio
Turbiana è il nome con cui viene identificata nel basso Garda la varietà utilizzata per il Lugana. Per lungo tempo è stata chiamata Trebbiano di Lugana e avvicinata, a seconda degli autori, al Trebbiano Toscano, al Trebbiano di Soave o al Verdicchio.
Le analisi genetiche hanno chiarito che Turbiana, Trebbiano di Lugana, Trebbiano di Soave e Verdicchio Bianco appartengono allo stesso genotipo. Il Registro Nazionale delle Varietà di Vite iscrive la cultivar con il nome Trebbiano di Soave e riconosce Turbiana, Trebbiano di Lugana e Verdicchio Bianco come sinonimi ufficiali.
La Turbiana non corrisponde invece al Trebbiano Toscano, conosciuto in Francia come Ugni Blanc. I due vitigni possiedono identità genetiche, caratteristiche agronomiche e impieghi enologici differenti.
La coincidenza genetica con il Verdicchio non rende automaticamente identici i vini del Garda e quelli marchigiani. Popolazioni locali, selezioni clonali, condizioni ambientali, sistemi di allevamento, date di raccolta e pratiche di cantina hanno costruito espressioni territoriali riconoscibili.
Turbiana può quindi essere considerato il nome storico e territoriale assunto dalla varietà nel Lugana. Non indica una specie distinta dal Verdicchio, ma una particolare storia viticola sviluppata intorno alla sponda meridionale del lago di Garda.
Origine e storia
L’origine remota della varietà non è stata stabilita con certezza. La sua diffusione storica attraversa l’Italia centrale e nord-orientale, con presenze consolidate nelle Marche, nel Veneto e nell’area gardesana.
Il nome Turbiana appartiene alla nomenclatura locale del Garda. Nella documentazione ampelografica ricorrono anche le forme Turbiano, Turviana e Terbiana, accanto a Trebbiano di Lugana.
Le fonti storiche relative al vino del territorio precedono la classificazione moderna del vitigno. Andrea Bacci ricordava nel 1595 gli “squisiti Trebulani”, mentre Ottavio Rossi descriveva nel 1693 il vino “gagliardo e soave” della “fangosa Lugana”.
Queste citazioni testimoniano la reputazione antica dei vini bianchi locali, ma non permettono di identificare con assoluta sicurezza il materiale vegetale allora coltivato. Nei vigneti premoderni nomi e varietà non erano separati con la precisione dell’ampelografia contemporanea.
La zona fu a lungo caratterizzata da boschi, acquitrini e terreni difficili da coltivare. Le opere di bonifica iniziate in modo sistematico durante il dominio della Repubblica di Venezia trasformarono progressivamente la pianura in un’area agricola.
Tra Ottocento e Novecento il vino bianco della Lugana consolidò il proprio legame con il territorio. La denominazione di origine venne riconosciuta nel 1967 e conserva ancora oggi i confini stabiliti al momento della sua istituzione.
Caratteristiche ampelografiche
L’apice del germoglio presenta una pelosità distesa di media intensità. Le foglie giovani sono verdi e possono assumere sfumature bronzate, soprattutto nelle prime fasi dello sviluppo.
La foglia adulta è generalmente media, pentagonale e divisa in tre lobi. Il lembo mostra una bollosità debole, mentre la pagina inferiore conserva una pelosità da media a fitta.
Il seno peziolare è normalmente chiuso e presenta una base a V. I denti hanno una forma variabile, con lati rettilinei oppure convessi.
Il grappolo è medio, conico o piramidale, allungato e generalmente compatto. La densità degli acini può aumentare nei terreni fertili e nelle annate favorevoli alla produzione.
Gli acini sono piccoli o medi, sferici, con buccia verde-gialla, spessa e mediamente ricoperta di pruina. Le esposizioni più luminose possono portare tonalità dorate durante le fasi finali della maturazione.
La polpa è succosa, sciolta e di sapore sostanzialmente neutro, accompagnato da una lieve sensazione acidula. L’identità aromatica del vino non deriva quindi da profumi primari intensi come quelli presenti nei Moscati.
Caratteristiche agronomiche
La Turbiana presenta vigoria e produttività medie. Nel territorio del Lugana tende a offrire rese più contenute rispetto a quelle associate a numerose varietà genericamente indicate con il nome Trebbiano.
La fertilità delle gemme basali è medio-bassa e può rendere utile una potatura capace di conservare un numero sufficiente di gemme produttive. Forma di allevamento e lunghezza dei capi a frutto cambiano secondo suolo, vigoria e impostazione aziendale.
La maturazione avviene generalmente tra la seconda metà di settembre e l’inizio di ottobre, con differenze legate all’andamento dell’annata, alla posizione del vigneto e al tipo di terreno.
I terreni argillosi della pianura rallentano frequentemente la maturazione e conservano una buona disponibilità idrica durante l’estate. Nelle zone collinari, più sabbiose, ghiaiose e drenanti, il ciclo può procedere con maggiore rapidità.
La buccia spessa offre una certa protezione agli acini, ma la compattezza del grappolo aumenta la sensibilità al marciume nelle annate umide. La varietà può inoltre essere colpita da oidio e peronospora.
Una vegetazione troppo fitta riduce la ventilazione e rende più difficoltoso il controllo sanitario. La gestione della chioma deve quindi bilanciare protezione dal sole, circolazione dell’aria e maturazione uniforme.
Il momento della raccolta determina in modo evidente lo stile. Una vendemmia precoce conserva acidità e agrumi, ma può lasciare il vino sottile e poco maturo; una raccolta tardiva aumenta volume, alcol e frutto giallo, rischiando di ridurre la tensione.
La vendemmia destinata a Superiore, Riserva o Vendemmia Tardiva può essere condotta verso una maturità più avanzata, purché l’uva mantenga integrità, freschezza e una concentrazione non esclusivamente zuccherina.
Il basso Garda
Il territorio storico della Turbiana si trova sulla sponda meridionale del lago di Garda, tra Lombardia e Veneto. La denominazione comprende l’intero comune di Sirmione e parte dei territori di Desenzano del Garda, Lonato del Garda, Pozzolengo e Peschiera del Garda.
Quattro comuni appartengono alla provincia di Brescia; Peschiera del Garda ricade invece nella provincia di Verona. La denominazione attraversa così un confine regionale senza interrompere la continuità geografica del vigneto.
Il lago esercita un’azione mitigatrice sulle temperature. Le brezze riducono gli eccessi di calore, favoriscono la circolazione dell’aria e rendono il clima più stabile rispetto alle aree continentali poste a maggiore distanza dall’acqua.
Il paesaggio non coincide con le sponde immediatamente visibili del Garda. Una parte consistente dei vigneti occupa la pianura interna, le lievi ondulazioni moreniche e i terreni posti tra il lago e le colline di San Martino della Battaglia.
Il territorio può essere diviso in due aree principali. La prima comprende la pianura argillosa tra Desenzano, Sirmione, Pozzolengo e Peschiera; la seconda si sviluppa sulle colline moreniche verso San Martino, Lonato e le parti più elevate di Pozzolengo.
La distinzione non produce due stili rigidamente separati. Profondità del terreno, esposizione, drenaggio, età delle vigne e pratiche agricole introducono differenze anche tra vigneti vicini.
Argille e colline moreniche
La parte pianeggiante del Lugana è caratterizzata da argille stratificate di origine morenica e sedimentaria, generalmente ricche di componenti calcaree. Quando sono asciutte diventano dure e compatte; dopo la pioggia si trasformano in terreni pesanti e fangosi.
La capacità di trattenere acqua permette alla vite di affrontare con maggiore continuità i periodi caldi. La maturazione tende a essere graduale e può conservare acidità anche quando gli zuccheri raggiungono livelli sufficienti.
Nella fascia collinare le argille si mescolano maggiormente con sabbie, ghiaie e materiali morenici. Il drenaggio aumenta, i terreni si riscaldano più rapidamente e le vigne possono raggiungere maturità in anticipo rispetto alla pianura.
I vini delle argille più profonde vengono spesso associati a una struttura compatta, a un’acidità continua e a una spiccata sensazione sapida. Le colline possono produrre interpretazioni più aperte, fruttate e voluminose.
Queste differenze non derivano dal passaggio diretto di minerali o sapori dal terreno al vino. Suolo e sottosuolo agiscono sulla disponibilità idrica, sulla temperatura, sulla nutrizione e sul ritmo di maturazione della pianta.
La sensazione comunemente descritta come minerale nasce dall’insieme di acidità, sapidità, sostanze aromatiche, estratto e andamento gustativo, non dalla presenza nel bicchiere di un generico sapore di argilla o pietra.
Profilo del vino
La Turbiana produce vini dal colore giallo paglierino, frequentemente attraversato in gioventù da riflessi verdolini. Le versioni mature, le Riserve e le vendemmie tardive assumono tonalità progressivamente dorate.
Il profilo aromatico comprende limone, cedro, mandarino, mela verde, pera e pesca bianca. Fiori, erbe di campo, finocchio e mandorla completano il registro più frequente.
Nei vini giovani il profumo può apparire inizialmente misurato. La Turbiana non costruisce il proprio carattere sull’impatto aromatico immediato, ma sulla progressiva apertura di frutto, erbe e sfumature floreali.
Al palato mostra corpo medio, acidità sostenuta e una consistenza capace di aumentare con maturità delle uve e permanenza sulle fecce. Il finale è spesso segnato da agrumi, mandorla e una sensazione sapida.
L’amarezza può assumere la forma sottile della mandorla o della scorza di agrume. Quando rimane integrata prolunga il sorso; se diventa dominante può rendere il vino rigido o asciutto.
Con l’evoluzione emergono mela matura, mandarino, nocciola, cera, miele leggero, erbe secche e spezie. Alcune bottiglie sviluppano sensazioni balsamiche, affumicate o simili alla pietra focaia.
I risultati meno riusciti possono apparire diluiti e semplicemente acidi oppure, al contrario, maturi e privi di slancio. La qualità si manifesta nell’equilibrio tra struttura, freschezza, maturità del frutto e persistenza.
Lugana DOC
La Turbiana costituisce la base del Lugana DOC. Il disciplinare richiede almeno il 90% della varietà; fino al 10% può provenire da altre uve bianche non aromatiche già presenti nei vigneti aziendali situati all’interno della zona delimitata.
Nella pratica contemporanea molti produttori scelgono la vinificazione in purezza. La centralità della Turbiana rende possibile confrontare direttamente annata, vigneto, maturazione e metodo di affinamento.
Le tipologie previste sono Lugana, Lugana Superiore, Lugana Riserva, Lugana Vendemmia Tardiva e Lugana Spumante. Non sono contemplate le indicazioni Lugana Classico o Lugana Frizzante.
La denominazione utilizza oggi Turbiana come nome territoriale di riferimento. Trebbiano di Lugana e Trebbiano di Soave rimangono sinonimi varietali, mentre il semplice termine Trebbiano non può essere impiegato nella presentazione del vino Lugana.
La vinificazione e l’imbottigliamento devono avvenire nella zona prevista dal disciplinare, salvo le deroghe espressamente autorizzate. Il legame con il territorio comprende quindi tanto la provenienza delle uve quanto le principali fasi di trasformazione.
Lugana
Il Lugana d’annata rappresenta la parte largamente prevalente della produzione. Viene generalmente vinificato in acciaio e immesso al consumo dopo il 15 gennaio dell’anno successivo alla vendemmia.
Il colore è paglierino tenue, con possibili riflessi verdi. Limone, mela, pera, fiori ed erbe accompagnano una nota di mandorla che diventa più evidente nel finale.
Il sorso è fresco, asciutto e progressivo, con una struttura sufficiente a superare la semplice funzione di aperitivo. Le versioni più precise conservano continuità anche dopo l’impatto iniziale dell’acidità.
L’acciaio protegge il frutto e mantiene il profilo nitido. Una breve permanenza sulle fecce può aumentare volume e persistenza senza allontanare il vino dalla fragranza giovanile.
Il Lugana base può essere consumato nei primi anni, ma le interpretazioni provenienti da vigne equilibrate riescono spesso a sviluppare maggiore complessità dopo una fase iniziale dominata da agrumi e freschezza.
Lugana Superiore e Riserva
Lugana Superiore
Il Lugana Superiore deve affrontare almeno dodici mesi di affinamento a partire dalla vendemmia. La permanenza in cantina permette al vino di ampliare il profilo e di integrare maggiormente acidità e struttura.
Mela matura, mandarino, erbe, nocciola e spezie si aggiungono agli agrumi e ai fiori. Il corpo diventa più ampio, mentre la sensazione sapida e il finale di mandorla conservano continuità.
Acciaio, cemento, botti grandi e tonneau possono essere utilizzati singolarmente o in combinazione. Il contenitore modifica il rapporto tra freschezza, ossigenazione e volume, ma non definisce da solo il livello qualitativo.
Lugana Riserva
Il Lugana Riserva richiede almeno ventiquattro mesi di affinamento, dei quali almeno sei in bottiglia. Rappresenta l’interpretazione più direttamente orientata verso struttura e longevità.
Il colore tende verso il dorato e il profilo si sviluppa su agrumi maturi, mela, erbe secche, cera, nocciola, spezie e sfumature balsamiche. La componente fruttata rimane riconoscibile ma perde l’immediatezza del vino giovane.
La Riserva non richiede necessariamente un impiego marcato del legno. Lunghi affinamenti in acciaio o cemento sulle fecce possono produrre vini complessi senza introdurre tostatura e vaniglia.
La riuscita dipende dalla qualità dell’uva e dalla tenuta dell’acidità. Una semplice maturazione prolungata non trasforma un vino largo o diluito in una Riserva profonda.
Lugana Vendemmia Tardiva
La Vendemmia Tardiva nasce da uve lasciate surmaturare sulla pianta e raccolte generalmente tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Non coincide necessariamente con un passito ottenuto attraverso l’appassimento in fruttaio.
La permanenza prolungata in vigneto concentra zuccheri, estratto e aromi. Pesca, albicocca, mandarino, miele ed erbe si accompagnano a una struttura più morbida e densa.
Il disciplinare richiede almeno dodici mesi di affinamento. Il vino può conservare un residuo zuccherino percepibile, ma la sua identità non si fonda necessariamente su una dolcezza intensa.
L’acidità naturale della Turbiana svolge un ruolo decisivo, contrastando maturità e morbidezza. Nei risultati migliori il vino rimane progressivo e non assume la consistenza statica di un bianco semplicemente sovramaturo.
La raccolta tardiva aumenta però l’esposizione a piogge, marciumi e perdita di freschezza. Integrità delle uve e andamento dell’annata determinano la possibilità di produrre questa tipologia.
Lugana Spumante
Il Lugana Spumante appartiene al disciplinare dal 1975, ma la tradizione locale della spumantizzazione è più antica. Alla fine dell’Ottocento vennero già osservate le possibilità offerte dall’acidità della Turbiana.
Può essere prodotto attraverso il metodo Martinotti, con la seconda fermentazione in autoclave, oppure mediante il metodo classico, con rifermentazione e affinamento in bottiglia.
Il metodo Martinotti privilegia agrumi, mela, fiori e immediatezza. La spuma rende più dinamica la struttura e sottolinea la freschezza del vitigno.
Il metodo classico aggiunge i caratteri derivati dalla permanenza sui lieviti: pane, pasticceria, mandorla, spezie e una tessitura più cremosa. Il tempo attenua gli aromi primari ma può aumentare profondità e persistenza.
La raccolta destinata alla spumantizzazione avviene generalmente prima di quella dei vini fermi più maturi. L’obiettivo è conservare acidità e una gradazione potenziale proporzionata alla seconda fermentazione.
Vinificazione e affinamento
La pressatura diretta e la fermentazione in acciaio costituiscono l’impostazione più frequente. La protezione dall’ossigeno mantiene limpidi gli aromi di agrumi, mela e fiori.
La permanenza sulle fecce fini amplia la struttura e introduce note di pane, mandorla e cera. Rimescolamenti frequenti aumentano la sensazione cremosa, ma possono ridurre la precisione quando il vino possiede già una materia ampia.
La fermentazione in cemento o in botte consente una lenta trasformazione del profilo. Il cemento conserva una fisionomia relativamente neutra; il legno aggiunge ossigenazione, spezie e maggiore rotondità.
Barrique e tonneau richiedono misura. La Turbiana possiede profumi delicati e può essere facilmente coperta da tostatura, vaniglia e aromi dolci del legno nuovo.
Le botti grandi permettono generalmente una presenza meno evidente del contenitore. Possono accompagnare Superiore e Riserva senza cancellare agrumi, erbe e mandorla.
La fermentazione malolattica viene gestita secondo maturità dell’uva e stile ricercato. Il suo svolgimento completo riduce l’acidità e aumenta la morbidezza; evitarla aiuta a conservare maggiore tensione.
Le macerazioni sulle bucce rimangono minoritarie ma producono vini più colorati e strutturati. Scorza d’arancia, tè, erbe secche e mandorla si accompagnano a una trama tannica leggera.
La buccia spessa offre materiale estraibile, ma grappoli compatti e sensibilità al marciume richiedono uve perfettamente sane. Una macerazione eccessiva può accentuare amarezza e astringenza.
Tra Lugana, Soave e Verdicchio
Turbiana, Trebbiano di Soave e Verdicchio Bianco condividono lo stesso profilo genetico, ma vengono coltivati in ambienti profondamente differenti.
Nel Lugana la varietà incontra argille moreniche, pianure prossime al lago e un clima mitigato dalle acque del Garda. Nel Soave cresce soprattutto su colline vulcaniche o calcaree, spesso insieme alla Garganega.
Nelle Marche costituisce la base del Verdicchio dei Castelli di Jesi e del Verdicchio di Matelica, attraversando colline sedimentarie, vallate aperte verso l’Adriatico e territori interni dal clima più continentale.
La comune identità genetica permette confronti interessanti: agrumi, mandorla, erbe e capacità evolutiva costituiscono possibili punti di contatto, mentre struttura, maturazione e andamento aromatico cambiano secondo territorio.
Studi comparativi sui vini Lugana e Verdicchio hanno individuato differenze chimiche e sensoriali riconducibili alla provenienza, alla gestione del vigneto e alla vinificazione. Il genotipo rappresenta la base comune, non il risultato finale.
Anche le selezioni locali contribuiscono alla diversità. Nel Lugana sono stati registrati cloni identificati espressamente come Turbiana, scelti all’interno del patrimonio viticolo della denominazione e iscritti sotto il codice nazionale del Trebbiano di Soave.
Capacità di evoluzione
La Turbiana possiede una capacità evolutiva superiore a quanto suggerisca l’immagine del Lugana come bianco giovane, semplice e immediato.
Le versioni d’annata mostrano generalmente il proprio carattere nei primi due o tre anni, ma vini equilibrati possono attraversare periodi più lunghi, modificando gradualmente il rapporto tra agrumi, frutto ed erbe.
Superiore e Riserva possono evolvere per un decennio e, nelle annate favorevoli, anche oltre. La tenuta dipende da acidità, concentrazione, maturità delle uve e precisione della vinificazione.
Con il tempo limone e mela verde lasciano spazio a mandarino, mela matura, cera, miele leggero, nocciola, mandorla ed erbe secche. Possono comparire note balsamiche, affumicate e speziate.
Il colore passa dal paglierino all’oro. La consistenza aumenta e l’acidità perde aggressività, integrandosi in un sorso più ampio ma ancora sostenuto.
La presenza di note mature o affumicate non indica automaticamente ossidazione positiva. Un’evoluzione riuscita conserva energia e precisione; un vino stanco mostra invece frutto spento, colore brunito e finale privo di contrasto.
La Turbiana non evolve imitando vitigni più aromatici. Il suo sviluppo rimane discreto e si manifesta attraverso consistenza, mandorla, agrume maturo e una progressiva trasformazione delle erbe e del frutto.
Abbinamenti e servizio
Il Lugana giovane accompagna aperitivi, pesce di lago, molluschi, crostacei, fritture, verdure, risotti, paste ripiene e formaggi freschi.
Il rapporto territoriale più immediato è con il pesce del Garda: coregone, luccio, tinca, persico e trota trovano nella freschezza e nella mandorla della Turbiana un accompagnamento naturale.
Le versioni più strutturate sostengono baccalà, pesci al forno, anguilla, pollame, coniglio, funghi, legumi e formaggi di media stagionatura.
Superiore e Riserva possono accompagnare preparazioni cremose, carni bianche, pesci grassi e piatti nei quali sapidità e struttura richiedono un bianco non esclusivamente aromatico.
La Vendemmia Tardiva trova spazio con foie gras, formaggi erborinati, pasticceria non troppo dolce e preparazioni nelle quali maturità del frutto e componente salata possano incontrarsi.
Il Lugana Spumante accompagna antipasti, fritti, salumi delicati, pesce e piatti da aperitivo. Le versioni metodo classico di lungo affinamento possono sostenere preparazioni più complesse.
Il Lugana giovane può essere servito tra 8 e 11 °C. Superiore e Riserva esprimono meglio struttura e complessità tra 11 e 13 °C. Temperature troppo basse irrigidiscono il finale e comprimono i profumi.
Un calice di media ampiezza è adatto alle versioni giovani. I vini maturi e di lungo affinamento richiedono maggiore spazio e possono beneficiare di una breve ossigenazione.
L’identità della Turbiana
La Turbiana occupa una posizione particolare nell’ampelografia italiana. È geneticamente la stessa varietà del Verdicchio Bianco e del Trebbiano di Soave, ma possiede nel basso Garda un nome, una popolazione viticola e una storia produttiva specifici.
Chiamarla semplicemente Trebbiano rischia di avvicinarla al Trebbiano Toscano e all’immagine di una vasta famiglia di uve produttive e neutre. La Turbiana mostra invece una struttura, un’acidità e una capacità evolutiva che richiedono una lettura più precisa.
Il vino giovane può essere delicato e immediato, ma non rappresenta l’unica forma possibile. Superiore, Riserva, spumanti e vendemmie tardive mostrano una varietà capace di reagire in modo differente a maturazione e affinamento.
L’identità non deriva da un generico sapore minerale trasferito dalle argille. Nasce dal modo in cui quei terreni regolano acqua e maturazione, dall’azione climatica del lago e dalla capacità dell’uva di conservare acidità dentro una materia progressivamente più ampia.
Agrumi, mandorla, erbe e sapidità costituiscono i riferimenti più riconoscibili, ma la profondità emerge soprattutto nel tempo. La Turbiana può apparire discreta da giovane e rivelare la propria complessità attraverso l’evoluzione.
Il legame con il Lugana non cancella la parentela con Verdicchio e Trebbiano di Soave. Permette piuttosto di osservare come uno stesso patrimonio genetico possa assumere identità diverse quando attraversa paesaggi, culture viticole e tradizioni produttive differenti.
Degustare la Turbiana
Il confronto tra Lugana giovane, Superiore, Riserva, Vendemmia Tardiva e Spumante permette di osservare come raccolta, fecce, legno, rifermentazione e tempo modifichino la stessa base varietale.
Un confronto con Verdicchio dei Castelli di Jesi, Verdicchio di Matelica e Trebbiano di Soave mostra invece come territori differenti possano trasformare lo stesso genotipo in vini riconoscibili.
Consulta il Manuale di Degustazione oppure esplora I Luoghi del Vino.
Approfondimenti istituzionali e tecnici
- Registro Nazionale delle Varietà di Vite — Trebbiano di Soave B., codice 239
- Registro Nazionale — Ampelografia del Trebbiano di Soave e della Turbiana
- Italian Vitis Database — Ampelografia del Verdicchio Bianco
- Disciplinare di produzione — Lugana DOC
- Consorzio Tutela Lugana DOC — Territorio, suoli e Turbiana
- Consorzio Tutela Lugana DOC — Tipologie e stili
- Consorzio Tutela Lugana DOC — Disciplinare, uve e affinamenti
- Molecules — Identità genetica e confronto aromatico tra Lugana e Verdicchio
- Molecules — Caratterizzazione chimica e volatile del Trebbiano di Lugana
- Beverages — Profilo aromatico e capacità di evoluzione del Lugana