Montepulciano d’Abruzzo 2020 – Amorotti
Prima di stappare questa bottiglia, ciò che sapevo dell’azienda Amorotti si limitava alla sua provenienza: Loreto Aprutino in provincia di Pescara. Uno dei luoghi più significativi dell’Abruzzo del vino, capace di esprimere interpretazioni importanti e longeve del Montepulciano, e da tempo associato ad alcune delle esperienze più autorevoli della regione.
È un Montepulciano saldo, senza esagerazioni: 14 gradi alcolici, affinamento in botti grandi, colore impenetrabile.
Al naso non è esplosivo, ma continuo, con richiami di cassis, foglia di alloro, spezie scure ed echi balsamici.
In bocca conferma l’impressione iniziale. A spiccare è l’equilibrio fra tannino, acidità e materia, da cui emerge una sapidità indubbiamente cospicua che ci riporta generosamente in fase retrolfattiva il frutto nero e le spezie.
È un vino soddisfacente in senso generale, dotato di apprezzabile serietà, ma anche con pochi guizzi. Come se — pensiero personale e del tutto opinabile — nel tentativo di domare certe naturali e indomabili bizzarrie del Montepulciano, lo si fosse confinato in un vestito un po’ stretto.

Montepulciano d’Abruzzo 2020 – Amorotti
Before opening this bottle, what I knew about Amorotti was limited to its origin: Loreto Aprutino, in the province of Pescara. One of the most significant places in Abruzzo wine, capable of producing important and long-lived interpretations of Montepulciano, and long associated with some of the region’s most authoritative wine experiences.
It is a firm Montepulciano, without excess: 14% alcohol, aged in large oak casks, with an impenetrable colour.
On the nose it is not explosive, but steady, with notes of cassis, bay leaf, dark spices and balsamic echoes.
On the palate it confirms the initial impression. What stands out is the balance between tannin, acidity and substance, from which a clearly substantial savouriness emerges. On the finish, black fruit and spices return generously.
Overall, it is a satisfying wine, marked by an appreciable seriousness, but also by few real flashes of surprise. As if — this is a wholly personal and debatable thought — in the attempt to tame certain natural and untameable quirks of Montepulciano, the wine had been confined in a slightly too-tight suit.

L’Enonauta è un navigatore.
A spingere il suo natante di tappi di sughero, nel grande mare delle cose del vino, sono il vento della curiosità, la “sete di conoscenza” e il piacere di condividere la mensa e la bottiglia. Non ha pregiudizi, non teme gli imprevisti, cambia volentieri idea, beve tutto con spirito equanime pur conservando le sue preferenze.
E questo blog è un diario di bordo a più voci, fatto di sensazioni e mai di giudizi. Sensazioni irripetibili, racconti di cantina, note di degustazione, percezioni talvolta chiare e talvolta oscure, non discorso sul vino, ma discorso dal vino e nel vino. Con l’umiltà di chi sa bene che il dominio dell’ancora da scoprire è vasto, che le bottiglie di vino sono tante e ci vuole molto impegno per berle tutte.
