Bottiglie, Degustazioni

ELI ZAMBROTTA 2020 – Cantine Telaro Fiano IGT Roccamonfina

ELI ZAMBROTTA 2020 – Cantine Telaro

Fiano IGT Roccamonfina

Fiano coltivato nel parco di Roccamonfina sulle pendici del vulcano spento.

Un anno in acciaio. Il Colore quasi tendente al verde, profumi decisi di pesca percoca, orzo, sambuco, erba medica, agrume aromatico.

Secco e salino al palato, deciso nella sua essenzialità sviluppa una considerevole forza gustativa, con acidità misurata e prolungato ritorno finale di bergamotto e frutto fresco.

Vino ben eseguito che suggerisce chiarezza d’intenti.

Nel mio caso ha accompagnato brillantemente i Filetti di Ombrina in padella con cannellini e crema di peperoni in guscio di verza. Ed è sostanzialmente con piatti di mare che io lo vedo accompagnarsi. E, perché no, con formaggi freschi caprini.

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Fiano Don Chisciotte 2007 – Zampaglione

Fiano Don Chisciotte 2007 – Zampaglione

Pasqua avara, ma il dopo Pasqua si apre con questo cimelio riportato dall’ultima edizione di Viniveri a Cerea.

Fiano vinificato tradizionalmente a Calitri, alta Irpinia, quasi Basilicata.

Al banco a Cerea si rimane colpiti dalla forza e dalla precisione con cui si esprime questo vino. I cui profumi e il cui gusto ricordano quanto espresso nelle annate più recenti a sottolineare un’idea e una identità netta, ma se vogliamo con ancora più riconoscibilità.

Il colore è giallo scuro, meno tendente all’arancio di quanto appaia in foto, ed è appena velato. E non lo definirei un orange wine. Lo classificherei più come un bianco tradizionale. Non è un orange. Degli orange non ha la vena confusionaria che spesso li contraddistingue al naso e non ha quel tocco un po’ sgraziato da cui spesso, non tutti specifichiamo, vengono caratterizzati.

Sentori di nespole, elicriso secco, caramella d’orzo, datteri, col passare del tempo si concentrano aromi di purea di albicocche, cera d’api, il piretro che avevo riscontrato nel 2020 bevuto, e raccontato, da poco.

Il Sorso è secco, incisivo, piuttosto preciso nelle sue suggestioni, molto equilibrato e persistente. Dotato di una eleganza rustica e confortevole, per analogia come una bella giacca alla cacciatora di panno. Il ritorno del frutto nel centrobocca e sul finale brilla per integrità, e nel complesso è certamente un vino dalla spiccata personalità.

È uno dei pochi vini che mi sentirei di paragonare al Trebbiano di Valentini. Proprio per il fatto che al pari suo non somiglia a nessun altro vino e si somigliano in questo. Nell’essere unici e tradizionalmente fuori da ogni schema.

Nel momento in cui chiudo questa nota l’ultimo gróndo di vino e di residui sono nel bicchiere da 48 ore. Non c’è traccia di derive. Purea di albicocche, c’era d’api, vegetale aromatico. Uno stress test che mi capita talvolta di fare con quei vini che sembrano avere un bel rapporto con l’aria.

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Fiano Don Chisciotte 2020 – Zampaglione

Fiano Don Chisciotte 2020 – Zampaglione
Igt Campania

Appena il tempo di tornare a casa da Assisi dove ho avuto la fortuna di assaggiarlo per la prima volta ed eccomi qui con una bottiglia di Fiano Don Chisciotte dell’azienda Zampaglione di Calitri, nell’alta Irpinia, grazie a Martino Baldi che me lo ha portato a casa.

Vino artigianale, da uve coltivate in altura, come spiegatoci dai Signori Zampaglione al banco d’assaggio. 10 giorni di macerazione dopo la fermentazione spontanea e a seguire affinamento in acciaio.

Il vino è appena velato, giallo scuro, più che profumato è saporito, ma è anche profumato, senza picchi, senza dominanze, offre reminiscenze di nespola, elicriso, frutto della passiflora, cappero essicato, ricordi di scorza di limone schiacciata, piretro. il bouquet è ampio e originale anche se, come scrivevo, non di grande forza, articolato su registri tenui.

Sapidità spiccata che fa ripensare a vini di omologhi, ben più famosi, produttori di bianchi di stampo tradizionale che ricorda per forma e gusto. Ha bella stoffa, spazialità, profondità e intensità gustative davvero non comuni ed equilibrio. Finale aperto dove tornano il frutto, cenni di salamoia, un tocco di spezie.
Vino che ho apprezzato davvero molto.

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Fiano 2019 – Mila Vuolo

Fiano 2019 – Mila Vuolo

Colli di Salerno IGT

Antefatto:
Conobbi i vini di Mila Vuolo durante l’edizione 2021 del Mercato Fivi. Ne rimasi colpito e il giorno seguente tornai al banco per acquistare delle bottiglie che però non c’erano più. Seguì delusione.
A novembre 2022, per l’ultima edizione del Mercato Fivi, il banco di Mila Vuolo è stato il primo a cui mi sono avvicinato e le bottiglie le ho acquistate subito.

Viene dall’entroterra Salernitano e non ha da superare paragoni ingiustificati con omologhi di altre provenienze. Buono di suo. Il mio giudizio è certamente parziale perché raccoglie alcune delle caratteristiche che mi fanno apprezzare entusiasticamente un vino bianco. Ovvero l’eleganza dei profumi, la loro suggestività, la stratificazione del sorso, la suadenza, il suo gusto pieno, l’impatto non meramente tattile.

Vinificato in acciaio con 12 mesi di sosta sulle fecce fini.
Il colore è giallo verso il dorato, profumi tanti, narciso, mela opal, zafferano, altre spezie, tracce di miele e di noce, di agrume dolce. Il tutto con grande precisione.
Vino sapido, non fino alla salamoia, ma sapido, il gusto è intenso, acidità misurata, materia spessa, stratificata, che riporta fedelmente al palato quanto percepito dal naso. Finisce lungo, succoso, a tratti rugoso. Per me buonissimo.

Io lo accompagnai felicemente a uno Spaghetto con le Vongole.

Ha molti punti di forza e, a questo punto della sua vita, nessuna debolezza. La prossima volta un furgone…

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Fiano Particella 928 – Cantina Del BARONE

Fiano Particella 928 – Cantina Del BARONE

Campania Fiano IGP

Fiano che fermenta spontaneamente e affina sulle fecce prima e in bottiglia poi.
Uva da un singolo vigneto in Cesinali (AV).

La premessa da fare è che è un vino ottimo. Ottimo, suggestivo, di carattere e con una identità particolare che lo rende riconoscibile.
Per quanto già ottimo, come premesso, questo è un vino che suggerisce chiaramente di avere in nuce un altro vino che assaporerai tra qualche anno quando la volontà umana e il caso troveranno un incastro che potrà essere magico e fortuito, frutto di intuizione, più semplicemente figlio della buona conservazione o tutte queste cose insieme.
Per oggi mi contento di bere questo ottimo vino, che non è per tutti.

Il colore è giallo vivo, profumi di mandarino, nespola, floreale di ginestra, incursioni vegetali di verbena, erba medica, poi ancora frutto tropicale come il mango, note petrose, cera d’api.
Il tutto sembra una promessa, una anteprima di qualcosa che sta per accadere.
Il sorso è secco e salino, a tratti ruvido, c’è intensità gustativa e presenza, spessore, acidità ben diffusa e nel bel finale aperto si rievocano la nespola, lo zafferano, qualcosa di appena citrico.

I miei complimenti a Luigi Sarno per questa bottiglia.

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Fiano di Avellino 2018 – Guido Marsella

Fiano di Avellino 2018

Guido Marsella Fiano di Avellino Docg

Ho stappato svariate bottiglie di Fiano negli ultimi mesi, sempre per scopi educativi s’intende, e alla fine è diventato il mio bianco preferito del 2021. Quest’ultima bottiglia di Guido Marsella mi ha definitivamente convinto e si e distinta dalle altre che ho stappato per una più spiccata freschezza, una acidità più fluente e un equilibrio più marcato. Vinificazione e affinamento sulle fecce  in acciaio. A Summonte (AV). Il colore è giallo intenso brillante. Fragranze floreali di narciso, melone bianco, pesca, appena citrino, ricordi di pietra bagnata. Al palato è ricco, intenso, di spessore, eppure risulta anche mobile, dinamico, incisivo, in virtù di una acidità diffusa, ma mai preponderante. Un bel finale che riporta al frutto e allo zafferano. Vino che alla fine dell’ultimo bicchiere proietta il pensiero sulla prossima bottiglia stappata tra 4/5 anni. Da non sottovalutare l’ottimo rapporto soddisfazione/prezzo.

FIANO 2018 Guido Marsella

Fiano 2018 Guido Marsella
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Pietraincatenata 2016 – Luigi Maffini

Pietraincatenata 2016 – Luigi Maffini

Fiano

Cilento Doc

“Ricordati di prendere più spesso in considerazione il Fiano”. Questo mi dico da un po’ di tempo dopo alcune esperienze dall’esito entusiasmante.Il tappo mi tende una trappola, ma ne veniamo fuori. Il colore è giallo scuro luminoso, porge al naso un bouquet che si può definire complesso senza remore. Pietra focaia, susina goccia d’oro, nespola, fiori dal profumo intenso come l’elicriso, Resina di Cipresso. In un contesto di grande precisione.

Il sorso ha durata, densità, buon equilibrio, tornano le sensazioni legate al frutto maturo, acidità avvolgente, un vino che sembra fatto per non esaurirsi mai.

In abbinamento a uno sformato di patate prima, ma soprattutto a un Tonno del Chianti (in foto) poi, a tavola fece grandissima figura.

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