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e quando ti ricapita di bere i vini di Gigondas a Pistoia? – il racconto della serata

Resoconto della serata “e quando ti ricapita di bere i vini di Gigondas a Pistoia”

mercoledì 14 gennaio al Magazzino Vino e Vino di Pistoia

a cura di Simone Molinaroli de L’Enonauta che ha stappato, versato e raccontato.

Serata riuscita: 14 persone, tutte sul pezzo, buona cultura e buon umore.


Batteria mediamente di buona qualità: vini estroversi e di corpo, ma con poche derive su surmaturazione e alcol eccessivo. Identità dell’AOC chiara: frutto scuro, garrigue/spezie, struttura, e – nei migliori – misura e definizione.


Gli 8 vini (ordine di servizio)

1) Domaine Brunely – Gigondas 2023
Impatto immediato, vino che entra “di spalla”: materia e presenza.
Grenache con quota importante di Mourvèdre, quindi è normale che punti più su volume e presa che su trasparenza.

2) Famille Perrin – La Gille 2023
Il vino “strano” in senso buono: sottile, chiaro, quasi metafisico rispetto agli altri.
La linea tende a cercare finezza e scorrevolezza (suoli più leggeri/sabbiosi dichiarati per la cuvée).

3) Domaine Brusset – Le Grand Montmirail 2023
Sostanza, ma senza essere torbido: già qui si vede più definizione che semplice muscolo.
Spunto: blend spesso con piccola quota di Cinsault e uso misurato del legno (demi-muids), quindi più “impianto” che trucco.

4) Domaine Les Pallières (Fam. Brunier) – Terrasse du Diable 2022
Un fuoriclasse: tutto al posto giusto (energia, dettaglio, ritmo).
Grenache molto dominante con aggiunte minime (talvolta anche bianche in traccia): può spiegare quel mix di ampiezza + tenuta verticale.

5) Maison Arnoux & Fils – Le Vieux Clocher 2022
Florido e generoso, ma forse quel quid di Mourvèdre in meno lo rende più dinamico e meno impegnativo.

6) Domaine Santa Duc – Aux Lieux-Dits 2021
Il mio preferito, e non solo il mio: finezza, alcol misurato, definizione.
“Sottrattivo” nel senso giusto: non toglie sostanza, toglie rumore. Cuvée da più lieux-dits e scelte di affinamento spesso orientate a precisione (botti grandi / anfore in alcune annate).

7) Romain Duvernay – Prestige Arabesque 2021
Unico vero punto interrogativo: monumentale alcolicità percepita, che prende spazio e sposta l’asse dal territorio al “peso”.

8) E. Guigal – Gigondas 2021
Finale “da adulto”: saldo, preciso, magari non il più profumato, ma molto saporito.
Stile spesso da macerazioni/affinamenti lunghi in legni grandi → meno immediatezza aromatica, più tenuta e definizione.

Se devo riassumere la serata in una riga: Gigondas è potenza con un confine, e quando quel confine è rispettato (Pallières, Santa Duc, e in parte Perrin/Guigal) il vino non è “solo grosso”: è identitario.

Il tutto è successo grazie agli amici di Happy Wine e al Magazzino Vino e Vino in via Antonelli 19 di Pistoia. Dove tutte le settimane troverete degustazioni tematiche e buona compagnia e dove l’Enonauta vi consiglia caldamente di andare.

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