I vigneti storici dell’azienda Albatreti sono posizionati sul versante sudoccidentale del territorio di Montalcino. Una piccola realtà a conduzione familiare, circa 8.000 bottiglie all’anno, la cui prima annata di Brunello risale al 2009. Non c’è voluto molto all’azienda di Gaetano Salvioni — e il cognome, in effetti, ha un suo perché — per affermarsi come una realtà qualitativamente rilevante nel panorama di Montalcino.
Nel 2023 Salvioni ha poi ceduto i vigneti e il podere alla confinante Il Palazzone, di proprietà dell’americano Peter Kern, mantenendo però il marchio Albatreti e dando inizio a una nuova fase dell’azienda con vigneti distribuiti in diverse zone della denominazione.
In questo caso si tratta di un 2016, annata prestigiosa e performante che, nei nostri assaggi, all’uscita e negli anni successivi, ha quasi sempre confermato le promesse.
Questo Brunello di Albatreti non sconfessa le premesse e giunge al suo appuntamento con il bicchiere, e con il bevitore, in forma splendida. Colore rubino piuttosto fitto; al naso un’onda ampia, quasi vertiginosa, di fragranze che spaziano dalla marasca alla nepitella — la mentuccia comune — transitando per il sottobosco, la lavanda, la foglia di tè e il tabacco, in un crescendo coinvolgente.
Dopo l’assaggio lo definirei un vino di confine. Confine stilistico, intendo. Non diafano e aereo come vorrebbe il gusto contemporaneo, che nella trasparenza estrema, nella sottrazione, nella verticalità e nella rarefazione del frutto individua il paradigma della finezza, e nemmeno smaccatamente concentrato e alcolico come predicato in un’epoca dominata dal gusto anglo-americano.
Il Brunello 2016 di Albatreti al palato è generoso, stratificato, polposo e, al contempo, acido e soprattutto tannico, nel senso più nobile del termine. Il tannino si apre a ventaglio e pare dinamizzare il sorso, accompagnandolo con continuità e allungandone il piacere. Vino di evidente qualità ed equilibrio che a mio avviso, in relazione a questa bottiglia, è da bersi adesso.
Approfondimenti
Su L’Enonauta
- Montalcino – I Luoghi del Vino
- Sangiovese – Atlante dei Vitigni
- Manuale di Degustazione
- Gli assaggi di Brunello 2016
Altre risorse

Brunello di Montalcino 2016 Albatreti
Albatreti’s historic vineyards are located on the south-western side of Montalcino. A small, family-run estate producing around 8,000 bottles a year, it released its first Brunello with the 2009 vintage. It did not take long for Gaetano Salvioni’s estate — and the surname, indeed, carries a certain resonance here — to establish itself as a significant quality producer within the Montalcino landscape.
In 2023, Salvioni sold the vineyards and the estate property to neighbouring Il Palazzone, owned by American entrepreneur Peter Kern, while retaining the Albatreti brand and beginning a new chapter with vineyards located in different areas of the appellation.
Here we are dealing with the 2016 vintage, a prestigious and highly successful year that, in our tastings, both upon release and in the years that followed, has almost always lived up to expectations.
This Albatreti Brunello does nothing to contradict those premises and arrives at its meeting with the glass — and with the drinker — in splendid form. The colour is a rather deep ruby. On the nose comes a broad, almost dizzying wave of aromas, ranging from sour cherry to wild mint, moving through undergrowth, lavender, tea leaf and tobacco in an increasingly engaging progression.
After tasting it, I would describe it as a wine on the border. A stylistic border, I mean. It is neither diaphanous nor airy in the manner favoured by contemporary taste, which increasingly finds its paradigm of finesse in extreme transparency, restraint, verticality and the rarefaction of fruit; nor is it overtly concentrated and alcoholic in the manner once advocated during an era dominated by Anglo-American taste.
On the palate, Albatreti’s 2016 Brunello is generous, layered and fleshy, while at the same time driven by acidity and, above all, tannin in the noblest sense of the word. The tannin opens out like a fan and seems to give the wine momentum, sustaining the flow of the palate and extending its pleasure.
Further reading
On L’Enonauta
- Montalcino – I Luoghi del Vino
- Sangiovese – Atlante dei Vitigni
- Manuale di Degustazione
- Our Brunello 2016 tastings
External resources

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A spingere il suo natante di tappi di sughero, nel grande mare delle cose del vino, sono il vento della curiosità, la “sete di conoscenza” e il piacere di condividere la mensa e la bottiglia. Non ha pregiudizi, non teme gli imprevisti, cambia volentieri idea, beve tutto con spirito equanime pur conservando le sue preferenze.
E questo blog è un diario di bordo a più voci, fatto di sensazioni e mai di giudizi. Sensazioni irripetibili, racconti di cantina, note di degustazione, percezioni talvolta chiare e talvolta oscure, non discorso sul vino, ma discorso dal vino e nel vino. Con l’umiltà di chi sa bene che il dominio dell’ancora da scoprire è vasto, che le bottiglie di vino sono tante e ci vuole molto impegno per berle tutte.
