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Montesodi 2021 Chianti Rufina Riserva – Marchesi Frescobaldi

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Montesodi 2021 Chianti Rufina Riserva – Frescobaldi

Chianti Rufina Riserva DOCG • Sangiovese • Castello Nipozzano / Frescobaldi • Rùfina, Toscana

Da qualunque angolazione lo si guardi, Montesodi 2021 è un vino di impressionante evidenza. Ci si potrebbe limitare alla reazione più immediata e dire semplicemente: “è buonissimo”, senza esagerare. Lo si potrebbe valutare da un punto di vista tecnico e sottolinearne l’assenza di punti deboli. Oppure, e forse è il modo più onesto, lo si potrebbe riportare al suo contesto di origine e parlarne come di una grande interpretazione del Sangiovese della Rùfina.

Ci sarà sempre qualcuno (gli enosnob) pronto a storcere il naso davanti a un vino firmato da una grande cantina, ma questo Montesodi 2021 di Frescobaldi si afferma nel bicchiere come uno dei più nitidi esempi di ciò che quel territorio può esprimere. In questo senso si può definire emblematico, forse persino paradigmatico. Con buona pace degli enosnob.

Sangiovese, 30 giorni di macerazione, 18 mesi in botti da 30 hl di rovere austriaco e francese e circa 12 mesi in bottiglia.

È anche la conferma di una sensazione sedimentata alla fine di una lunga giornata di assaggi nel febbraio 2025 ad Anteprima Altra Toscana 2025, dove risultò entusiasmante.

Nel bicchiere è traslucido, chiaro. Il naso è ricco, con ricordi di marasca, agrumi freschi, fiore di malva, note balsamiche e mentolate, e terra smossa. Al sorso colpiscono ritmo, tensione e saldezza, uniti a una precisione di tratto, a una definizione della forma e a una piacevolezza che si può dire formidabile.

È un vino che parte rigoroso, si apre in una progressione lunghissima e finisce arioso, fruttato. Una manifestazione di eccellenza che non ha bisogno di pose. C’è molta naturalezza. Storico vino della Tenuta Castello di Nipozzano, è oggi anche il contributo dell’azienda all’ambizioso progetto Terraelectae del Consorzio Chianti Rufina, che prova a raccogliere il meglio del territorio attraverso selezioni di Sangiovese da vigneto.

Montesodi 2021 Chianti Rufina Riserva – Frescobaldi

However you choose to approach it, Montesodi 2021 is a wine of remarkable clarity and authority. You could stop at the most immediate reaction and simply say, “this is outstanding,” without overstating the case. You could assess it on technical grounds and point to the complete absence of weak spots. Or, perhaps more honestly, you could place it back in its context and speak of it as a great expression of Rufina Sangiovese.

There will always be a few wine snobs inclined to dismiss it simply because it comes from a major estate, but this 2021 Montesodi from Frescobaldi establishes itself in the glass as one of the clearest examples of what Rufina can achieve. In that sense, it feels emblematic, perhaps even paradigmatic.

Sangiovese, with 30 days of maceration, 18 months in 30-hectolitre Austrian and French oak casks, followed by around 12 months in bottle.

It also confirms an impression that had already taken shape at the end of a long tasting day: I had previously tasted it at Anteprima Altra Toscana 2025, where it was one of the wines that impressed me most.


https://www.enonauta.it/2025/02/23/anteprima-altra-toscana/

In the glass it is translucent and light in colour. The nose is generous, offering sour cherry, fresh citrus, mallow blossom, balsamic and menthol notes, and hints of freshly turned earth. On the palate, what stands out is its rhythm, tension and firmness, all carried by precision, shape and an ease of drinking that, at the risk of sounding excessive, can only be described as formidable.

It begins in a rigorous, tightly drawn manner, then opens into an exceptionally long progression, finishing airy and fruit-lifted. It is an expression of excellence that wears its stature naturally. A historic wine from the Nipozzano estate, it now also stands as Frescobaldi’s contribution to the ambitious Chianti Rufina Terrae Electae project, which aims to bring together the very best of the territory.

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Morellino di Scansano 2023 – Roccapesta

Morellino di Scansano 2023 – Roccapesta

Roccapesta si trova in località Macereto, nel comune di Scansano, dunque nel cuore storico della denominazione Morellino di Scansano.

Una cosa che davvero mi piace è riprovare, a distanza di tempo, i vini che mi avevano lasciato una buona impressione in una di quelle occasioni in cui si assaggiano molte bottiglie diverse e si prendono appunti sempre più rapidi e stringati.

Questo Morellino lo avevo assaggiato alla manifestazione mareMMMa 2025: la Maremma del vino tra cliché e rinnovamento, alla Certosa di Firenze, nel novembre 2025. Era finito nella lista dei buoni, e oggi, dopo averlo ritrovato sugli scaffali dell’Enoteca da David di Pistoia, lo stappo con piacere: le sensazioni trovano conferma.

Sangiovese in purezza, anche se alcune fonti riportano una piccola quota di Ciliegiolo. Macerazione lunga, fermentazione in acciaio e 12 mesi in botti da 600 e 5000 litri.

La sua brillantezza scura e la sua immediatezza al naso invogliano. A dominare il quadro olfattivo sono i ricordi di frutto scuro, amarena e cassis. Completano il profilo note più discrete di erbe aromatiche, una fine speziatura e una tenue idea di arancia tarocco.

In bocca mostra un certo volume, ma anche una tessitura che mi viene da definire rugosa, capace di dare al sorso personalità. C’è la freschezza del Sangiovese, tannini gentili e un senso di frutto maturo al punto giusto, che lascia soddisfatti.

Approfondimenti


Morellino di Scansano 2023 – Roccapesta

Roccapesta is based in Località Macereto, in the municipality of Scansano, placing the estate in the historic heart of the Morellino di Scansano appellation.

One thing I really enjoy is revisiting, after some time, wines that had already made a good impression on me during those tastings where you sample a great many bottles and your notes become shorter and shorter as you go.

I first tasted this Morellino at mareMMMa 2025: the wines of Maremma between cliché and renewal, held at the Certosa in Florence in November 2025. It ended up on my shortlist of the good ones, and today, opening it after coming across it on the shelves of Enoteca da David in Pistoia, those impressions are confirmed.

It is Sangiovese-based, though some sources mention a small percentage of Ciliegiolo. Long maceration, fermentation in stainless steel, and 12 months in 600- and 5,000-litre casks.

Its deep, dark brightness and its immediacy on the nose are inviting. The aromatic profile is led by dark fruit, sour cherry and cassis, followed by subtler notes of aromatic herbs, fine spice, and a faint hint of blood orange.

On the palate it shows a certain breadth, yet with a slightly rugged texture that gives the wine personality. There is the freshness you expect from Sangiovese, gentle tannins, and a sense of fully ripe fruit, right at the point where it leaves you satisfied.

Enonauta/Degustazione di Vino #501 - review - Morellino di Scansano Roccapesta 2023 - Venica | Morellino Piacevole e misurato
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Chianti Classico DUELAME 2021 – Lamole di Lamole

Chianti Classico DUELAME 2021 – Lamole di Lamole

Io e Martino Baldi lo assaggiammo alla Chianti Classico Collection 2024. Ci colpì ed emerse alla fine della fiera come uno degli assaggi più nitidi e convincenti tra la moltitudine di bottiglie presenti a dispetto del suo essere reperibile al supermercato e prodotto da un’azienda di proprietà di un grande gruppo. Contravvenendo quindi ulteriormente a una delle regole capitali del winelover di alta categoria, ovvero che la GDO è il demonio e tutto ciò che vi si compra non è buono, usufruimmo poi della stessa offerta del solito supermercato.

Un vino a cui darei la massima valutazione per i valori espressi in relazione alla tipologia e alle metodiche di produzione.

Sangiovese vinificato in acciaio. Poi invecchiato in botte e a seguire l’affinamento in bottiglia. L’altitudine e il suolo sono qui come in tutti i vini di Lamole una componente fondamentale.

Vino di colore mediamente fitto, fragrantissimo e filologico presenta prevalenti ricordi di giaggioli e marasche, l’arancia navel e il timo, con più discreti rimandi ematici e balsamici.

Al palato risulta pienamente definito, preciso, entra con freschezza tipica ben innervata, corpo snello e ottima e lunga dinamica di gusto. Ha tannini di carattere e fini, si beve e si ribeve con gioia accompagnando il pasto, finisce coerentemente con ritorno del frutto e in parte balsamico.

Bevuto ora dà grande soddisfazione, ma ancora tra qualche anno, con buona probabilità, regalerà emozioni a chi saprà conservarne qualche bottiglia.

Enonauta/Degustazione di Vino #435 - review - Chianti Classico DUELAME 2021 - Lamole di Lamole | Chianti Classico Filologicamente Lamolese
Enonauta/Degustazione di Vino #435 - review - Chianti Classico DUELAME 2021 - Lamole di Lamole | Chianti Classico Filologicamente Lamolese

Chianti Classico DUELAME 2021 – Lamole di Lamole

Martino Baldi and I tasted it at the Chianti Classico Collection 2024. It struck us and emerged at the end of the fair as one of the clearest and most convincing tastings among the multitude of bottles present despite its being available in the supermarket and produced by an owned company of a large group. Therefore further violating one of the capital rules of high-class wine lovers, namely that large-scale retail trade is the devil and everything you buy there is not good, we then took advantage of the same offer as the usual supermarket.

A wine to which I would give the highest rating for the values ​​expressed in relation to the type and production methods.

Sangiovese vinified in steel. Then aged in barrels followed by refinement in the bottle. Altitude and soil are a fundamental component here, as in all Lamole wines.

A wine with a medium-dense colour, very fragrant and philological, with prevalent hints of irises and morello cherries, navel orange and thyme, with more discreet blood and balsamic references.

On the palate it is fully defined, precise, enters with typical well-innervated freshness, slim body and excellent and long dynamic flavour. It has characterful and fine tannins, it can be drunk over and over again with joy accompanying the meal, it ends consistently with a return of fruit and is partly balsamic.

Drunk now it gives great satisfaction, but in a few years, it will probably give emotions to those who know how to keep a few bottles of it.

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Chianti Riserva Collezione Oro 2019 – Piccini

CHIANTI RISERVA COLLEZIONE ORO 2019 – PICCINI

Non è una provocazione, tantomeno una descrizione con intento denigratorio, bensì un tentativo sincero di rendere per scritto, cosa peraltro non facile, l’esperienza con un vino appartenente a una categoria nella quale non mi capita quasi più di imbattermi. Questo l’ho trovato stappato a una tavola a cui ero stato invitato.

Sangiovese e Cabernet Sauvignon con affinamento in legno.

Colore rubino molto scuro, di primo acchito non diresti che è un Sangiovese, cosa che per un Sangiovese non è promettente, alla cieca lo avrei detto un pugliese di fascia bassa.

Naso con poca spinta, ci sono ricordi di frutti a bacca scura, cacao, legumi, chiodo di garofano ed erbacei.
Al palato non mostra particolare vigoria. Acidità blanda, tannini non pervenuti, tocco morbido di scarsa durata, sembra un vino pensato principalmente per non infastidire nessuno e che termina senza lasciare nessuna suggestione.
Espressività e fedeltà alla tipologia decisamente ai minimi.

In estrema sintesi lo potrei definire un vino inespressivo ed inoffensivo.

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CHIANTI RISERVA COLLEZIONE ORO 2019 – PICCINI
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Cepparello 2016 – Isole e Olena

Che possiamo dire di Cepparello 2016 di Isole & Olena? Ottima l’annata, credo in Toscana nessuno sia riuscito a fallire nemmeno provandoci volontariamente, celebrato il vino. Il risultato è buono.
Ultima bottiglia acquistata al prezzo di prima della deriva delirante del mercato e credo sarà, proprio per l’aumento del prezzo, l’ultima volta che ci incontriamo. Questo però non cambia il giudizio di valore sul vino che è indubbiamente ottimo.

Sangiovese con lunga macerazione e invecchiamento in barrique per un terzo nuove.

A differenza di altre volte, ho stappato la bottiglia a casa e ne ho potuto seguire la dinamica evolutiva.
È un vino fondista che acquisisce brillantezza col passare del tempo e si va componendo col tempo un bouquet con ricordi preminenti di marasca e scorza d’arancia, reminiscenze  di lavanda e incenso, alloro, residuali sentori di torrefazione e muschio/balsamico.
Spiccano al palato la sapidita, la stratificazione e la stoffa di questo Sangiovese. Che è ricco di materia cosi come di scheletro,  ha sorso definito, acidità fluida e tannini finissimi vagamente pungenti. Mostra già un certo equilibrio che lo rende godibile. Godibilissmo.

Enonauta/Degustazione di Vino #370 - review - Cepparello 2016 - Isole & Olena | Grande Vino da una Grande Annata
Enonauta/Degustazione di Vino #370 - review - Cepparello 2016 - Isole & Olena | Grande Vino da una Grande Annata

What can we say about Cepparello 2016 di Isole & Olena?

The vintage was excellent, I don’t think anyone in Tuscany managed to fail even by trying voluntarily, the wine was celebrated. The result is good.
Last bottle purchased at the price before the delirious drift of the market and I believe it will be, precisely because of the price increase, the last time we meet. However, this does not change the value judgment on the wine which is undoubtedly excellent.

Sangiovese with long maceration and aging in one third new barriques.

Unlike other times, I uncorked the bottle at home and was able to follow its evolutionary dynamics.
It is a cross-country wine that acquires brilliance as time passes and over time a bouquet is composed with prominent memories of morello cherry and orange peel, reminiscences of lavender and incense, bay leaves, residual hints of roasting and musk/balsamic.
The flavor, stratification and texture of this Sangiovese stand out on the palate. Which is rich in substance as well as skeleton, it has a defined sip, fluid acidity and very fine, vaguely pungent tannins. It already shows a certain balance that makes it enjoyable. Enjoyable.

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“Doccio a Matteo” Chianti Classico Riserva 2016 – Caparsa

Doccio a Matteo 2016 Chianti Classico Riserva – Caparsa

Non da oggi sostengo che Paolo Cianferoni di Caparsa è uno dei migliori vignaioli, non voglio dire il migliore nonostante la tentazione e il convincimento, dell’area del Chianti Classico. Peraltro con la collaborazione di Federico Staderini. Ho avuto l’occasione di dirglielo di persona alla Collection e a Radda in azienda. E questa è l’ultima delle bottiglie riportate dall’ultima visita in azienda ormai alcuni anni fa.

Per le note tecniche rimando al sito di Caparsa.

Comunque Sangiovese con un due percento di Colorino.

Il tempo ha fatto un buon lavoro e ciò che si beve oggi è un vino rubino scuro, con bei profumi tipici di lavanda e viola, scorza di arancia, altri ricordi fruttati delicati che dopo una prima impressione di marasca fanno pensare al melograno. Speziatura fine, sentori di carne cruda, appena terrosi.
In piena corrispondenza il sorso ha corpo ed è temperato, con acidità e tannini fusi in luminoso equilibrio  che fanno emergere la straordinaria fruttuosa delicatezza di questo vino. Che è profondo e avvolgente, tenace sul finale, sapido e di qualità eccellente nel richiamare il frutto in fase retronasale.

Un bellissimo vino.

Enonauta/Degustazione di Vino #366 - review - Doccio a Matteo 2016 Chianti Classico Riserva - Caparsa | Un bellissimo vino di Radda
Doccio a Matteo 2016 di Caparsa
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Doccio a Matteo 2016 di Caparsa
Enonauta/Degustazione di Vino #366 - review - Doccio a Matteo 2016 Chianti Classico Riserva - Caparsa | Un bellissimo vino di Radda
Vigna di Caparsa a Radda in Chianti

Doccio a Matteo 2016 Chianti Classico Riserva – Caparsa

Not since today have I maintained that Paolo Cianferoni of Caparsa is one of the best winemakers, I don’t want to say the best despite temptation and conviction, in the Chianti Classico area. Moreover with the collaboration of Federico Staderini. I had the opportunity to tell him in person at the Collection and in Radda at the company. And this is the last of the bottles brought back from the last visit to the company a few years ago.

For technical notes, please refer to the Caparsa website.

However Sangiovese with two percent Colorino.

Time has done a good job and what we drink today is a dark ruby ​​wine, with beautiful typical aromas of lavender and violet, orange peel, other delicate fruity flavors which after a first impression of morello cherry make you think of pomegranate. Fine spiciness, hints of raw meat, slightly earthy.
In full correspondence, the sip has body and is temperate, with acidity and tannins blended in luminous balance which bring out the extraordinary fruitful delicacy of this wine. Which is deep and enveloping, tenacious on the finish, savory and of excellent quality in recalling the fruit in the retronasal phase.

A beautiful wine.

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Brunello di Montalcino “Cielo d’Ulisse” 2015 – Podere Le Ripi

Brunello di Montalcino “Cielo d’Ulisse” 2015 – Podere Le Ripi

Questo Brunello di Montalcino 2015 del Podere Le Ripi è un esempio di quanto splendidi risultati si possano ottenere dal Sangiovese con l’impegno, l’ispirazione e la “vocazione” . Fa inoltre dimenticare la delusione per l’omologo 2016 aperto un paio di mesi addietro e che era palesemente difettato.

36 mesi di invecchiamento in botti di rovere e 12 mesi in bottiglia.

Luminoso e chiaro il colore, incisivo, netto e ricco al naso con ricordi di arancia tarocco, lampone, lavanda, una finissima speziatura, note balsamiche e ematiche. Si distanzia radicalmente da certe interpretazioni bolse e inespressive che talvolta càpita di trovare nel bicchiere.
Al palato si conferma vino di spiccata espressività, rigore e fedeltà alla tipologia. Acidità tonica, tannino fermo e nobile, lunga progressione, vino asciutto nella forma cui non manca però la forza di gusto. Finale molto arioso.


Enonauta/Degustazione di Vino #338 - review - Brunello di Montalcino "Cielo d'Ulisse" 2015 - Podere Le Ripi | vino di spiccata espressività, rigore e fedeltà
Enonauta/Degustazione di Vino #338 - review - Brunello di Montalcino "Cielo d'Ulisse" 2015 - Podere Le Ripi | vino di spiccata espressività, rigore e fedeltà
Enonauta/Degustazione di Vino #338 - review - Brunello di Montalcino "Cielo d'Ulisse" 2015 - Podere Le Ripi | vino di spiccata espressività, rigore e fedeltà

Brunello di Montalcino “Cielo d’Ulisse” 2015 – Podere Le Ripi

This Brunello di Montalcino 2015 from Podere Le Ripi is an example of how splendid results can be obtained from Sangiovese with commitment, inspiration and “vocation”. It also makes us forget the disappointment of the 2016 counterpart opened a couple of months ago and which was clearly defective.

36 months of aging in oak barrels and 12 months in the bottle.

The color is bright and clear, incisive, clean and rich on the nose with hints of tarot orange, raspberry, lavender, a very fine spiciness, balsamic and blood notes. It radically distances itself from certain dull and inexpressive interpretations that sometimes happen to be found in the glass.
On the palate it confirms itself as a wine of marked expressiveness, rigor and fidelity to the typology. Tonic acidity, firm and noble tannin, long progression, dry wine in form which however does not lack the strength of taste. Very airy finish.

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I Sodi di San Niccolò 2018 – Castellare di Castellina

I Sodi di San Niccolò 2018 – Castellare di Castellina


Sangiovese con saldo variabile di Malvasia Nera.
Vinificazione in acciaio, 24/30 mesi di invecchiamento in barrique nuove e usate, 12 mesi di affinamento in bottiglia.

I Sodi di San Niccolò è una di quelle bottiglie che, ormai un po’ di anni addietro, hanno contribuito ad innescare la mia passione per il vino.

Nel portare il calice alla bocca pare di scorgere qualche riflesso porpora nel liquido brillante, al naso è vitale e con precisione porge ricordi di ciliegia e di mirto, speziatura delicata, agrume fresco, balsamicità accennata, essenze varie.
Vino dalla lunga progressione con acidità modulata e larga, di medio corpo e buona forza di gusto, colpiscono la trama del tannino, la sua maturità, la forma netta del sorso che si slancia in un allungo finale davvero intenso, l’azione composta e incessante di questo vino che risulta molto buono ed espressivo anche e soprattutto alla distanza.

Il prezzo è diventato negli anni un po’ caro, ma la soddisfazione perlomeno c’è. Ognuno dà il valore che vuole alla soddisfazione.

Uno dei primi autentici Supertuscan…

Enonauta/Degustazione di Vino #337 - review - I Sodi di San Niccolò 2018 - Castellare di Castellina | Uno dei primi autentici Supertuscan
Enonauta/Degustazione di Vino #337 - review - I Sodi di San Niccolò 2018 - Castellare di Castellina | Uno dei primi autentici Supertuscan

I Sodi di San Niccolò 2018 – Castellare di Castellina

Sangiovese with a variable balance of Malvasia Nera.
Vinification in steel, 24/30 months of aging in new and used barriques, 12 months of refinement in bottle.

I Sodi di San Niccolò is one of those bottles that, a few years ago, contributed to triggering my passion for wine.

When bringing the glass to your mouth you seem to see some purple reflections in the brilliant liquid, on the nose it is vital and with precision offers memories of cherry and myrtle, delicate spiciness, fresh citrus, hinted balsamicity, various essences.
Wine with a long progression with modulated and broad acidity, medium body and good strength of taste, striking the texture of the tannin, its maturity, the clear shape of the sip which launches into a truly intense final extension, the composed and incessant action of this wine which is very good and expressive even and above all at a distance.

The price has become a little expensive over the years, but at least the satisfaction is there. Everyone gives the value they want to satisfaction.

One of the first authentic Supertuscans…

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Chianti Classico 2020 – Tenuta di Carleone

Chianti Classico 2020 – Tenuta di Carleone

Sangiovese di Radda con lunga macerazione e affinamento in acciaio e cemento.
Dal colore rosso chiaro con riflessi purpurei, intense fragranze di giaggiolo, ciliegia, arancia, lavanda e cannella, escono coi minuti anche lievi sentori mentolati. Vino profumatissimo e preciso che, come disse il mio compagno di degustazione all’ultima collection, “sembra di mettere il naso in un profumo”.
In bocca si conferma ciò che fa immaginare il naso. Un vino asciutto, scarno, freschissimo e tonico, che rifugge qualsiasi morbidezza e con tannini appena ruvidi e che si lascia bere con piacere che si ripete. Vino che potrebbe lasciare deluso chi si aspetta più materia, ma che nel suo dispiegarsi netto mostra qualità indiscutibile, carattere ed espressività.
Spiccava all’ultima collection, si conferma a tavola.

Enonauta/Degustazione di Vino #326 - review - Chianti Classico 2020 - Tenuta di Carleone | "sembra di mettere il naso in un profumo"
Enonauta/Degustazione di Vino #326 - review - Chianti Classico 2020 - Tenuta di Carleone | "sembra di mettere il naso in un profumo"
Enonauta/Degustazione di Vino #326 - review - Chianti Classico 2020 - Tenuta di Carleone | "sembra di mettere il naso in un profumo"

Chianti Classico 2020 – Tenuta di Carleone

Sangiovese di Radda with long maceration and aging in steel and concrete.
With a light red color with purple reflections, intense fragrances of iris, cherry, orange, lavender and cinnamon, even slight mentholated hints emerge over the minutes. A very fragrant and precise wine which, as my tasting partner said at the last collection, “seems like putting your nose in a perfume”.
What the nose suggests is confirmed in the mouth. A dry, lean, very fresh and tonic wine, which eschews any softness and with slightly rough tannins and which can be drunk with repeating pleasure. A wine that could leave those expecting more substance disappointed, but which in its clear unfolding shows indisputable quality, character and expressiveness.
It stood out at the latest collection, it is confirmed at the table.

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Chianti Classico 2018 – Le Masse di Lamole

Chianti Classico 2018 – Le Masse di Lamole

Il nome de Le Masse di Lamole è apparso spesso sulle pagine de L’Enonauta (vedi qui).


Un Sangiovese di Lamole, oltre 600 metri slm, vinificato in acciaio e con invecchiamento in botti di castagno.

Un Chianti Classico/Sangiovese smagliante, di colore vivace, giovane, con profumi di agrumi, lampone e lavanda in mezzo a un onda di floreale fragrantissimo. Con qualche eco di sottobosco e spezie. Tutto qui. Nettamente, con vigoria. Un tutto qui che è assai.

Enonauta/Degustazione di Vino #313 - review - Chianti Classico 2018 - Le Masse di Lamole | L'essenza del Terroir ben spiegata in toscano

Freschissimo al palato, diretto, schietto di carattere, ma equilibrato nel suo sviluppo, lineare, giustamente alcolico e tannico per un sorso tonico, ma sempre ben definito e direzionato. Retrogusto agrumato e di frutti rossi dolci, molto aperto sul finale. Vino identitario, territoriale, comprensibile e ampiamente godibile. Il consiglio di abbinarlo con la bistecca è inevitabile e altrettanto inevitabile è specificare che una bottiglia a persona è la “giusta proporzione” in questo caso.

Enonauta/Degustazione di Vino #313 - review - Chianti Classico 2018 - Le Masse di Lamole | L'essenza del Terroir ben spiegata in toscano

Chianti Classico 2018 – Le Masse di Lamole

The name of Le Masse di Lamole often appeared in the pages of L’Enonauta (see here).

A Sangiovese from Lamole, over 600 meters above sea level, vinified in steel and aged in chestnut barrels.

A dazzling Chianti Classico/Sangiovese, lively in color, young, with aromas of citrus, raspberry and lavender amidst a wave of very fragrant florals. With some echoes of undergrowth and spices. That’s all. Clearly, with vigor. An all here which is a lot.

Very fresh on the palate, direct, frank in character, but balanced in its development, linear, rightly alcoholic and tannic for a tonic sip, but always well defined and directed. Citrus and sweet red fruit aftertaste, very open on the finish. Wine with identity, territorial, understandable and widely enjoyable. The advice to pair it with steak is inevitable and equally inevitable is to specify that one bottle per person is the “right proportion” in this case.

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