Gavi (Alessandria – Piemonte)

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Gavi

ALESSANDRIA • PIEMONTE • Italia • borgo di confine fra colline del Cortese, Appennino ligure e memoria genovese • Gavi DOCG

Poster L’Enonauta dedicato a Gavi, borgo del Cortese fra Piemonte e Liguria
Gavi, borgo del grande bianco piemontese fra fortezza e colline di confine. Poster: L’Enonauta

In breve

Parole chiave: Cortese, Appennino ligure, Val Lemme, marne, arenarie, terre rosse, confine, Genova.

Vitigno: Cortese in purezza.

Denominazione: Gavi DOCG o Cortese di Gavi DOCG, nelle tipologie tranquillo, frizzante, spumante, Riserva e Riserva Spumante metodo classico.

Quadro territoriale: il Gavi occupa l’estremo sud-orientale del Piemonte, nella parte meridionale della provincia di Alessandria, dove la pianura incontra i primi rilievi dell’Appennino ligure. La denominazione comprende undici comuni e presenta una geologia articolata in terre rosse, marne e arenarie e marne argillose più chiare verso il settore appenninico.

Il territorio

Gavi si trova nella Val Lemme, poco a nord dell’Appennino ligure e a circa trenta chilometri in linea d’aria dal mare. Il borgo sorge ai piedi del Monte Moro, dominato dal Forte, in una posizione che per secoli ha controllato una delle principali vie di comunicazione tra la pianura padana e Genova.

Intorno al centro abitato le colline si sviluppano verso Novi Ligure e Tassarolo a nord, Serravalle Scrivia a est e Bosio, Carrosio e Parodi Ligure verso sud. Procedendo in direzione dell’Appennino aumentano altitudine e pendenza e il paesaggio diventa progressivamente più boscoso.

La viticoltura occupa prevalentemente versanti collinari, alternandosi a boschi, seminativi e piccoli nuclei abitati. La zona di produzione non coincide con il solo comune di Gavi, ma comprende un territorio molto più ampio.

Undici comuni

La Gavi DOCG comprende, interamente o in parte, i territori di undici comuni della provincia di Alessandria: Bosio, Capriata d’Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia e Tassarolo.

Gavi, Carrosio, Bosio, Parodi Ligure e San Cristoforo rientrano integralmente nella delimitazione, mentre negli altri comuni il disciplinare individua porzioni territoriali specifiche.

Questa estensione riunisce paesaggi differenti: dalle colline più dolci prossime a Novi Ligure ai versanti più ripidi che precedono l’Appennino.

Una terra di confine

La posizione geografica di Gavi ha determinato per secoli un rapporto stretto con la Liguria e in particolare con Genova. Nel 1202 il borgo e il castello passarono alla Repubblica di Genova, e da allora le vicende politiche e commerciali del territorio rimasero a lungo legate alla città ligure.

Gavi costituiva un presidio lungo la strada che collegava Genova alla pianura padana e ai mercati dell’Italia settentrionale. Il Forte conserva ancora oggi la testimonianza più evidente di questa funzione strategica.

Nel 1814, con la soppressione della Repubblica di Genova, il territorio entrò definitivamente nel Regno di Sardegna. Il legame storico con la Liguria rimase tuttavia evidente nella cultura agricola, nella cucina e nei rapporti commerciali.

Tre fasce geologiche

Il territorio della denominazione non possiede una geologia uniforme. Il Consorzio distingue tre grandi fasce, distribuite da nord verso sud.

Nella parte settentrionale, verso Tassarolo e Novi Ligure, prevalgono le cosiddette terre rosse, formate dall’alterazione di antichi depositi alluvionali composti da ghiaie e argille.

La fascia centrale, lungo l’asse che collega Serravalle Scrivia, Gavi e San Cristoforo, presenta invece un’alternanza di marne e arenarie.

Procedendo verso sud e verso i rilievi appenninici diventano più diffuse le marne argillose chiare, di origine marina e localmente ricche di fossili.

Le terre rosse

Le terre rosse caratterizzano soprattutto il settore settentrionale della denominazione. Derivano da antichi depositi alluvionali composti da ghiaie mescolate ad argilla, successivamente modificati dai processi di alterazione e ossidazione dei minerali di ferro.

Le colline sono generalmente più dolci rispetto alla parte meridionale e il vigneto si alterna frequentemente a boschi di quercia e robinia.

Tessitura, profondità e disponibilità idrica cambiano comunque da sito a sito e impediscono di considerare tutta la fascia settentrionale come un terreno perfettamente omogeneo.

Marne e arenarie

La fascia centrale attraversa il territorio tra Serravalle Scrivia, Gavi e San Cristoforo. Qui marne e arenarie si alternano secondo stratificazioni sedimentarie formatesi nell’antico bacino marino piemontese.

La proporzione tra componente argillosa, calcarea e sabbiosa varia lungo i versanti. In alcune aree gli strati arenacei risultano più evidenti, in altre prevalgono le componenti marnose.

Appartengono a questo settore anche diverse aree viticole storiche del comune di Gavi, tra cui Monterotondo.

Le marne bianche

Nella parte meridionale della denominazione, procedendo verso Bosio, Carrosio e i rilievi dell’Appennino, le colline diventano più ripide e compaiono diffusamente marne argillose chiare.

La presenza di fossili testimonia l’origine marina di questi sedimenti, appartenenti al Bacino Terziario Piemontese.

Anche in questa fascia composizione e profondità dei terreni cambiano secondo esposizione, pendenza ed erosione. Il colore chiaro delle marne non rappresenta quindi una caratteristica uniforme di tutta la denominazione.

Clima e Appennino

La vicinanza dell’Appennino ligure distingue il clima del Gavi da quello di molte altre aree viticole piemontesi.

Le estati sono generalmente calde ma ventilate, mentre gli inverni possono essere freddi. La posizione tra pianura e rilievi favorisce frequenti movimenti d’aria lungo le vallate.

Il Mar Ligure esercita un’influenza indiretta attraverso le correnti che attraversano i valichi appenninici, ma quota, esposizione e posizione dei singoli vigneti modificano sensibilmente le condizioni locali.

Il Cortese

Il Gavi DOCG deve essere prodotto esclusivamente da uve Cortese.

Il vitigno è documentato in Piemonte da secoli. Una testimonianza del 1659 cita espressamente impianti costituiti da “viti tutte di cortese”, mentre alla fine del Settecento il Cortese compare nelle prime descrizioni ampelografiche piemontesi.

La varietà possiede generalmente una buona acidità e può essere utilizzata sia per vini fermi sia per versioni frizzanti e spumanti. La denominazione comprende inoltre tipologie Riserva.

Agrumi, mela, frutto a polpa chiara, fiori e mandorla ricorrono frequentemente nei vini giovani, mentre l’affinamento può modificare e ampliare il profilo aromatico.

Una viticoltura documentata da oltre mille anni

Una delle più antiche testimonianze della viticoltura locale risale al 972. Un documento conservato presso l’Archivio di Stato di Genova registra l’affitto di vigne e castagneti da parte del vescovo di Genova a due abitanti di Gavi.

Nel XVII secolo è documentata la presenza di vigneti specializzati in Cortese, mentre nell’Ottocento la coltivazione della varietà acquistò una dimensione sempre più definita.

Dal 1856 sono attestati impianti specializzati di Cortese nelle proprietà del marchese Cambiaso, tra cui La Centuriona e La Toledana. Nel corso dell’Ottocento il vino iniziò inoltre a circolare sui mercati europei e oltreoceano.

Gavi e Genova

Il rapporto politico con Genova ebbe riflessi anche sulla proprietà agricola e sulla circolazione del vino. Famiglie genovesi possedevano tenute e residenze nella zona e utilizzavano Gavi come luogo di villeggiatura e di passaggio tra la costa e la pianura.

Nel Seicento e Settecento il territorio ospitò proprietà legate a famiglie come Doria, Giustiniani e Lomellini.

Questa continuità storica contribuisce a distinguere Gavi all’interno del Piemonte: un territorio amministrativamente piemontese ma a lungo inserito nei circuiti politici, commerciali e culturali della Repubblica di Genova.

Il Forte

Il Forte di Gavi domina il borgo dalla sommità del Monte Moro. Il nucleo originario era un castello medievale posto a controllo della strada tra Genova e la pianura padana.

Dopo l’assedio franco-sabaudo del 1625, la Repubblica di Genova avviò una profonda trasformazione della struttura difensiva. I lavori iniziati nel 1626 convertirono il castello in una moderna fortezza bastionata.

Il complesso mantenne una funzione militare fino all’Ottocento e costituisce ancora oggi l’elemento monumentale più riconoscibile del paesaggio gaviese.

La Gavi DOCG

La denominazione Gavi o Cortese di Gavi fu riconosciuta come DOC nel 1974 e ottenne la DOCG nel 1998.

Il disciplinare prevede Cortese al 100% e comprende le tipologie tranquillo, frizzante, spumante, Riserva e Riserva Spumante metodo classico.

La zona di produzione si estende negli undici comuni della provincia di Alessandria previsti dalla delimitazione ufficiale. La vinificazione deve avvenire secondo le condizioni stabilite dal disciplinare per ciascuna tipologia.

Comuni e frazioni in etichetta

Per le tipologie tranquillo, frizzante e spumante il disciplinare consente di accompagnare la denominazione con indicazioni geografiche riferite ai comuni e ad alcune frazioni espressamente delimitate.

Nel comune di Gavi sono riconosciute Monterotondo, Pratolungo e Rovereto.

Nel comune di Bosio sono previste Costa Santo Stefano e Capanne di Marcarolo; nel territorio di Parodi Ligure Cadepiaggio e Tramontana.

L’indicazione geografica restringe la provenienza rispetto all’intera DOCG e identifica una specifica area di origine delle uve. Non costituisce una classificazione qualitativa né prescrive un profilo sensoriale determinato.

Il paesaggio viticolo

Il paesaggio del Gavi cambia sensibilmente procedendo da nord verso sud. Le colline più dolci del settore settentrionale lasciano progressivamente spazio a versanti più incisi e boscosi in prossimità dell’Appennino.

La vite non occupa in modo continuo l’intera superficie: vigneti, boschi, seminativi e aree naturali formano un mosaico particolarmente evidente nei comuni meridionali.

Geologia, altitudine ed esposizione introducono differenze significative all’interno di una denominazione fondata interamente su un solo vitigno.

Gavi nel bicchiere

Nei Gavi giovani possono ricorrere agrumi, mela, pera, fiori bianchi, erbe e mandorla, sostenuti generalmente da una buona componente acida.

Le versioni destinate a un affinamento più lungo possono sviluppare profili più articolati, con variazioni determinate da provenienza delle uve, maturazione, annata e tecniche di cantina.

Terre rosse, marne, arenarie e marne argillose descrivono le diverse condizioni geologiche della denominazione. Non corrispondono automaticamente a categorie come finezza, tensione, mineralità o struttura: il carattere del vino deriva dall’interazione tra vitigno, ambiente e scelte produttive.

I temi affrontati qui trovano naturale prosecuzione anche negli incontri e nei percorsi dal vivo. → Didattica e Servizi

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