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Castiglione di Sicilia / Solicchiata
Catania • Sicilia • Italia • versante nord-orientale dell’Etna tra Alcantara, contrade e vigne d’altitudine • Etna DOC

In breve
Parole chiave: Nerello Mascalese, Carricante, versante nord, Alcantara, lave, contrade, alberello, terrazzamenti, Solicchiata.
Vitigni: Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante, Catarratto e altre varietà presenti nella viticoltura storica etnea.
Denominazione: Etna DOC.
Quadro territoriale: Castiglione di Sicilia occupa una parte del versante settentrionale dell’Etna, tra le pendici del vulcano e la valle dell’Alcantara. Solicchiata è una delle frazioni del comune e appartiene a un’estesa area viticola che comprende anche Passopisciaro, Rovittello e numerose contrade. Il disciplinare Etna DOC riconosce nel territorio comunale quarantasei unità geografiche aggiuntive.
Il territorio
Castiglione di Sicilia si trova nella parte nord-orientale della provincia di Catania, tra l’Etna e i rilievi che delimitano a nord la valle dell’Alcantara.
Il territorio comunale è molto esteso e comprende ambienti profondamente differenti: il borgo storico di Castiglione, le frazioni di Solicchiata, Passopisciaro, Rovittello, Verzella, Gravà e Mitogio, le campagne lungo l’Alcantara e le pendici che risalgono verso il vulcano.
La vite occupa soprattutto la fascia meridionale e sud-occidentale del comune, dove colate laviche, valloni, strade storiche e piccoli nuclei abitati dividono un mosaico di vigneti e contrade.
Solicchiata
Solicchiata è una frazione di Castiglione di Sicilia situata sul versante nord dell’Etna, lungo l’asse che collega Linguaglossa, Passopisciaro e Randazzo.
L’abitato si trova all’interno di una delle aree a maggiore continuità viticola del territorio comunale, circondato da vigneti, colate storiche e numerose contrade riconosciute dalla Etna DOC.
Il nome Solicchiata identifica quindi un centro abitato e un riferimento geografico locale, ma non corrisponde a una contrada ufficiale del disciplinare.
Passopisciaro, Rovittello e Solicchiata
Sul versante nord i nomi dei centri abitati vengono spesso utilizzati per orientarsi all’interno della geografia viticola.
Passopisciaro, Solicchiata e Rovittello appartengono allo stesso comune, ma non rappresentano unità geografiche equivalenti alle contrade previste dal disciplinare.
Le contrade costituiscono delimitazioni catastali più precise e possono trovarsi intorno o tra questi centri, attraversando una geografia agricola molto più frammentata rispetto alla suddivisione in frazioni.
La valle dell’Alcantara
Il fiume Alcantara costituisce uno dei principali riferimenti geografici del territorio.
Nel settore settentrionale della zona viticola il corso del fiume segna in più punti anche il limite della Etna DOC.
La valle separa le pendici dell’Etna dai rilievi situati più a nord e raccoglie le acque provenienti da un sistema di valloni e torrenti.
L’attuale assetto dell’Alcantara è stato ripetutamente modificato anche dall’avanzamento delle colate laviche, che in epoche diverse hanno sbarrato o deviato antichi alvei.
Una geologia di confine
Castiglione di Sicilia occupa una posizione particolare perché mette in contatto i prodotti vulcanici dell’Etna con i terreni sedimentari della valle dell’Alcantara.
Sul fianco etneo si sovrappongono lave e materiali piroclastici prodotti da eruzioni di epoche differenti.
Procedendo verso il fiume compaiono invece depositi alluvionali e formazioni sedimentarie che precedono l’attuale edificio vulcanico.
La vicinanza tra questi differenti contesti geologici rende insufficiente una descrizione del territorio fondata semplicemente sull’espressione “suolo vulcanico”.
Colate di età diversa
Il paesaggio viticolo del versante nord è attraversato da colate laviche formatesi in momenti diversi della storia dell’Etna.
Alcune superfici sono state profondamente modificate dall’alterazione, dalla vegetazione e dal lavoro agricolo; altre conservano strutture laviche ancora chiaramente riconoscibili.
Lo stesso disciplinare utilizza alcune colate come elementi di confine: nel territorio di Castiglione, per esempio, la colata del 1923 compare nella delimitazione di alcune contrade.
L’età di una colata non corrisponde però direttamente all’età o alla profondità del suolo agricolo presente in ogni singolo vigneto.
I suoli
I vigneti possono insistere su materiali costituiti da lave alterate, ceneri, lapilli, sabbie vulcaniche e frammenti di roccia.
Profondità, dimensione dello scheletro, quantità delle frazioni fini e capacità di trattenere l’acqua cambiano secondo posizione, pendenza e storia della superficie.
Nelle aree prossime alla valle dell’Alcantara possono inoltre intervenire depositi sedimentari e alluvionali.
Due vigneti relativamente vicini possono quindi trovarsi su materiali e profili pedologici differenti.
Quota ed esposizione
I vigneti si distribuiscono lungo una fascia altimetrica ampia, dalle zone più vicine all’Alcantara fino alle pendici superiori del vulcano.
Le quote maggiori modificano temperature e tempi di maturazione, mentre esposizione, pendenza e posizione rispetto ai valloni intervengono sulle condizioni dei singoli appezzamenti.
Anche sul versante nord l’altitudine non può quindi essere utilizzata da sola per prevedere acidità, struttura o profilo aromatico di un vino.
Clima
Il versante settentrionale presenta condizioni climatiche differenti rispetto ai settori meridionali e sud-occidentali dell’Etna.
Le temperature diminuiscono progressivamente con la quota e le escursioni tra giorno e notte possono risultare marcate durante la stagione vegetativa.
Le precipitazioni si concentrano soprattutto tra autunno e inverno, mentre l’estate è generalmente asciutta.
Esposizione, venti, andamento dell’annata e posizione rispetto alla valle introducono ulteriori variazioni all’interno dello stesso comune.
Nerello Mascalese
Il Nerello Mascalese costituisce il principale vitigno a bacca nera della viticoltura di Castiglione di Sicilia.
Nella Etna DOC rappresenta almeno l’80% della base ampelografica di Rosso e Rosato.
Nei vini possono ricorrere ciliegia, piccoli frutti, fiori, erbe e spezie, con tannino e acidità che cambiano secondo maturazione, annata e vinificazione.
La presenza del vitigno in contrade molto differenti rende particolarmente evidente la necessità di separare identità varietale e provenienza geografica.
Nerello Cappuccio
Il Nerello Cappuccio accompagna tradizionalmente il Nerello Mascalese nella viticoltura etnea.
Nella Etna DOC può concorrere fino al 20% alla composizione dei vini rossi e rosati.
Non è però obbligatorio in ogni assemblaggio e diverse aziende scelgono proporzioni differenti entro i limiti stabiliti dal disciplinare.
Carricante e uve bianche
Il Carricante rappresenta il principale riferimento a bacca bianca della Etna DOC.
Anche nel territorio di Castiglione di Sicilia è presente insieme a Catarratto e ad altre varietà tradizionalmente coltivate sull’Etna.
L’Etna Bianco richiede almeno il 60% di Carricante, mentre la menzione Bianco Superiore è riservata esclusivamente alla zona delimitata nel comune di Milo e non può quindi essere utilizzata per vini di Castiglione.
Castiglione nella Etna DOC
Castiglione di Sicilia è uno dei venti comuni interessati dalla Etna DOC, riconosciuta nel 1968.
Come negli altri comuni della denominazione, non tutto il territorio amministrativo di Castiglione appartiene automaticamente alla zona DOC.
La delimitazione segue strade, quote, valloni, corsi d’acqua, confini comunali e altri riferimenti specificati nel disciplinare.
Le quarantasei contrade
Il disciplinare riconosce nel comune di Castiglione di Sicilia 46 unità geografiche aggiuntive.
Sono: Acquafredda, Cottanera, Diciasettesalme, Mille Cocchita, Carranco, Torreguarino, Feudo di Mezzo, Santo Spirito, Marchesa, Passo Chianche, Guardiola, Rampante, Montedolce, Zucconerò, Pettinociarelle, Schigliatore, Imboscamento, Grotta della Paglia, Mantra Murata, Dafara Galluzzo, Dragala Gualtieri, Palmellata, Piano Filici, Picciolo, Caristia, Moscamento, Fossa San Marco, Pontale Palino, Grasà, Piano dei Daini, Zottorinotto, Malpasso, Pietra Marina, Verzella, Muganazzi, Arcuria, Pietrarizzo, Bragaseggi, Sciambro, Vena, Iriti, Trimarchisa, Vignagrande, Canne, Barbabecchi e Collabbasso.
Castiglione è quindi uno dei territori comunali maggiormente articolati nella geografia ufficiale delle contrade etnee.
Contrade e frazioni
Contrade e frazioni appartengono a due sistemi geografici differenti.
Solicchiata, Passopisciaro, Rovittello e Verzella sono frazioni o nuclei abitati del comune.
Le contrade del disciplinare sono invece unità geografiche delimitate attraverso particelle catastali, strade, ferrovie, valloni, corsi d’acqua e confini naturali o amministrativi.
In alcuni casi un toponimo può comparire in entrambe le geografie, ma le due categorie non devono essere confuse.
Contrada non significa cru
Il riconoscimento delle contrade consente di indicare in etichetta una provenienza più circoscritta quando vengono rispettate le condizioni previste dal disciplinare.
Non si tratta però di una classificazione gerarchica dei vigneti né di una graduatoria qualitativa.
Una contrada può inoltre contenere differenze di quota, pendenza, esposizione e profondità dei terreni.
L’indicazione geografica definisce quindi l’origine delle uve, non uno stile sensoriale prestabilito.
Feudo di Mezzo, Guardiola e Santo Spirito
Tra le contrade del settore occidentale del comune figurano Feudo di Mezzo, Guardiola e Santo Spirito, oggi frequentemente presenti anche sulle etichette dei vini etnei.
I loro confini ufficiali utilizzano strade, torrenti, limiti comunali e altri riferimenti catastali.
La notorietà contemporanea di alcuni di questi nomi non modifica il loro significato normativo: sono indicazioni di provenienza geografica.
Rampante, Montedolce e le contrade orientali
Procedendo verso est lungo la fascia viticola compaiono contrade come Rampante, Montedolce, Zucconerò, Pettinociarelle, Schigliatore e Imboscamento.
Ancora più a est, verso il confine con Linguaglossa, si trovano tra le altre Picciolo, Caristia, Moscamento e Piano Filici.
La successione dei toponimi mostra quanto la geografia viticola comunale sia più dettagliata delle semplici categorie “versante nord” o “zona di Solicchiata”.
Alberello e terrazzamenti
Una parte dei vecchi vigneti conserva la tradizionale forma di allevamento ad alberello, con piante sostenute individualmente da tutori.
I terreni in pendenza sono spesso organizzati in terrazze sostenute da muri a secco costruiti con pietra lavica.
Accanto a questi vigneti sono presenti impianti più recenti a spalliera, che appartengono pienamente alla viticoltura contemporanea del territorio.
Forma di allevamento, età delle piante e sistemazione del terreno devono quindi essere osservate vigneto per vigneto.
Vigne vecchie
Castiglione di Sicilia conserva numerosi vigneti di età significativa, alcuni dei quali con piante molto vecchie.
In singoli appezzamenti possono essere presenti anche ceppi non innestati, generalmente descritti come piante a piede franco.
La presenza di queste vigne non deve però essere generalizzata all’intero territorio comunale.
Età delle piante, portainnesto e composizione varietale sono caratteristiche specifiche dei singoli vigneti.
Castiglione e la storia del territorio
Il capoluogo di Castiglione di Sicilia sorge su un rilievo che domina la valle dell’Alcantara.
Il borgo medievale, tradizionalmente indicato come Castrum Leonis, conserva il Castello di Lauria, torri, chiese e resti del sistema fortificato.
Nel territorio comunale si trova anche la Cuba di Santa Domenica, edificio religioso di età altomedievale legato alla storia della valle dell’Alcantara.
Il paesaggio viticolo contemporaneo convive quindi con un sistema insediativo molto precedente alla nascita della Etna DOC.
Il paesaggio viticolo
Il vigneto del territorio di Castiglione non forma una superficie uniforme e continua.
Colate laviche, boschi, noccioleti, oliveti, abitati, strade, ferrovie e terreni non coltivati separano piccoli e grandi appezzamenti.
Procedendo dall’Alcantara verso le quote superiori cambiano pendenza, vegetazione e rapporto tra superfici agricole e formazioni laviche.
Le quarantasei contrade riconosciute dal disciplinare descrivono una parte di questa complessità senza esaurirla.
Castiglione di Sicilia / Solicchiata nel bicchiere
Il Nerello Mascalese costituisce il principale riferimento dei vini rossi del territorio, mentre Carricante, Catarratto e altre varietà partecipano alla produzione dei vini bianchi.
Nei rossi possono ricorrere ciliegia, piccoli frutti, fiori, erbe e spezie; nei bianchi agrumi, mela, fiori e componenti erbacee possono assumere intensità differenti.
Le differenze tra contrade, quote, età dei vigneti, maturazione delle uve, annate e tecniche di cantina impediscono però di attribuire a Castiglione o a Solicchiata un unico profilo sensoriale.
Lava, lapilli, sabbie vulcaniche, vicinanza all’Alcantara, altitudine ed escursione termica descrivono condizioni ambientali reali, ma non determinano automaticamente mineralità, sapidità, finezza, austerità o longevità del vino.
I temi affrontati qui trovano naturale prosecuzione anche negli incontri e nei percorsi dal vivo. → Didattica e Servizi