Bottiglie, Degustazioni

ElloNero 2020 Etna Rosso – Battiato

Ellonero 2020 Etna Rosso – Battiato

Nerello Mascalese dal versante orientale della montagna, fermentazione poi affinamento in tonneau e acciaio. Di ispirazione è un vino artigianale.

Il colore tende al granato, mostra fin da subito un carattere peculiare con profilo olfattivo centrato sui sentori vegetali di piante aromatiche e muschio, poi cenere spenta, resina e solo in secondo piano i ricordi di frutta che a me fanno sovvenire il corbezzolo e la bacca di Goji. Certamente peculiare, ma a mio avviso difetta un po’ in precisione/finezza..

Il Vino è ben sapido, con buon equilibrio, media densità e freschezza, tannini ruspanti con ritorno di frutto maturo e timo/rosmarino. Un po’ monotematico, ma si conferma al palato l’identità peculiare di questo vino che, seppure non abbia trovato entusiasmante, intendo riprovare.

Presentato in degustazione tematica sui vini dell’Etna il giorno 19 gennaio.

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“Selmo” Etna Rosso 2020 – Nuzzella

Etna Rosso Selmo 2020 – Nuzzella

Una giovane azienda di Piedimonte sul versante orientale della Montagna. Nerello Mascalese da coltivazione ragionata con vinificazione in acciaio e seguente affinamento in tonneau e acciaio.
Ha colore granato traslucido,
Vino che all’olfatto è decisamente aperto con ricordi fruttati delicati che possono ricordare il melograno come il Fico d’india, echi di tamarindo, bitter e chinotto.

In bocca a spiccare è l’asse acido/salina. L’acidità non arriva a essere tagliente, ma è ben affilata, incisiva. Il vino è di forma asciutta, ben sapido con considerevole progressione di gusto. I tannini sono peperini, ma mai invasivi.
Un vino buono, che si finisce in tempo breve. Lineare, ben fatto, pronto. Si potrebbe dire che manca forse di un guizzo in più, ma è un dettaglio.

Presentato con successo in degustazione tematica sui vini dell’Etna il giorno 19 gennaio.

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Etna Rosso 2019 – Tenuta delle Terre Nere

Etna Rosso 2019 – Tenuta delle Terre Nere

(O anche l’arte della degustazione ai tempi del SARS-CoV-2)
Questo vino della famosa tenuta di Randazzo (CT) è il primo che stappo dal momento in cui ho saputo di essere positivo al virus SARS-CoV-2. Vado quindi a testare le mie capacità gustative e olfattive e mi sembra che niente sia cambiato.
Nerello mascalese e una piccola percentuale di Nerello Cappuccio. Da Vigne di varia età sui 600 metri slm.
Passaggio in legno per 18 mesi poi bottiglia per questo vino di entrata che è davvero un bel biglietto di presentazione per l’azienda.
Rubino chiaro, nota alcolica in partenza che si modera, ma che resta come unico neo di un vino effettivamente molto buono, fruttato delicato e molto particolare dove si mixano fragranze di melograno, ribes rosso, fico d’India, finemente speziato di cannella e pepe bianco, viola, a tratti sembra di scorgere dei sentori di affumicatura.
Il Sorso è brillante e molto definito. Vino di grande equilibrio e godibilità, fresco, asciutto, salino, dal tannino finissimo e di forza misurata. Retrogusto fruttato gentile. Solo a tratti una sensazione pseudocalorica un po’ sopra le righe che non sembra accordarsi con questo vino.

A questo proposito verso la fine della bottiglia, mentre alimentavo il barbecue, decido che è colpa del covid. Perché nell’altro unico bicchiere di vino che ho assaggiato la sensazione pseudocalorica era la stessa. Ottimo vino da ristappare a fine Covid.

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Etna Rosso 2019 – Pietradolce

Etna Rosso 2019
Pietradolce
Doc

Ci sono vini che regalano grande soddisfazione a prezzi contenuti. Qui ci troviamo davanti a uno di questi vini.

Nerello Mascalese coltivato sul versante nord della Montagna. 18 giorni di macerazione e tre mesi in legno.

Questo vino da l’impressione di essere stato pensato e poi realizzato in modo consequenzialmente felice. In relazione alla tipologia e al prezzo potrebbe anche risultare entusiasmante. Ricorda a tratti un rosato per la poca intensità del colore che è rosso vivissimo, vira sul viola talvolta nel bicchiere, sembra giovane e in effetti lo è, ha profumi di lampone e viola, qualche appena percepibile nota di tostatura, spezie delicate. Levità e precisione.

Piacevole e ben fatto, ha ancora bei legami col frutto da cui discende, che a tratti sembra di masticare, molto vitale, tirato, asciutto, con un tannino di considerevole forza seppure evoluto. Un vino giovane e con un carattere ben definito. Non capita spesso.

Mi ricorda a tratti, senza paragone alcuno e solo per la suggestione generale, certi Chianti Classico di Lamole. Andrebbe bene anche se a qualcuno un certo chianti classico di Lamole ricordasse questo Etna Rosso.

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