Prepotto è la casa dello Schioppettino: il luogo dov’è nato e poi rinato quando, a rischio di estinzione definitiva, la volontà di salvare questo antico patrimonio ampelografico locale ha prevalso su mode passeggere e decisioni amministrative che lo avevano escluso dalle varietà coltivabili in regione. Prima che una scelta comunitaria lo riportasse tra i vitigni autorizzati, e prima che la famiglia Nonino istituisse il Premio Nonino Risit d’Aur (dedicato alla valorizzazione della civiltà contadina), lo Schioppettino era già un’identità: un rosso speziato, nervoso, poco incline a farsi addomesticare. Il premio, di fatto, accese un riflettore su chi, a Cialla di Prepotto, aveva avuto l’ostinazione di piantarlo comunque.
Nel 1976 il primo Risit d’Aur venne assegnato proprio ai Ronchi di Cialla “per aver dato razionale impulso” alla coltivazione dello Schioppettino nel suo habitat più vocato; e nel 1978 Veronelli lo raccontò senza mezzi termini, definendo “rivoluzionari” il premio e l’impianto, perché quel vitigno era stato “fuori-legge”. Da lì in avanti la storia cambia passo: la diffusione riparte negli anni Settanta, lo Schioppettino entra nella DOC Colli Orientali del Friuli (1989) e poi nella sottozona Cialla (1995), tornando ufficialmente a casa.
Di questo Schioppettino di Vigna Petrussa serbavo il ricordo di un assaggio convincente a una manifestazione di settore e trovo adesso conferma in questa bottiglia.
Vigna Petrussa ci restituisce dello Schioppettino di Prepotto, nell’annata 2021, un’interpretazione molto raffinata e godibile a cui l’affinamento, 24 mesi in barrique e 6 mesi in bottiglia, ha probabilmente mitigato l’animo rustico. Colore scuro, fitto. Al naso i tratti dominanti sono quelli tipici di pepe e mora accompagnati da sentori di humus e lievi ricordi balsamici. Forza ed espressività congiunte.
Sorso ampio e profondo dove a spiccare è l’equilibrio generale in un quadro di corposa fruttuosità. La misura e la definizione, un senso di generale consonanza rendono l’esperienza di beva gratificante e qualificano il vino come una declinazione dello Schioppettino molto amichevole.
Nota fonti: per i passaggi storici su divieti, reintroduzione, Risit d’Aur e citazione di Veronelli ho fatto riferimento al dossier “Schioppettino – Storia e tradizione” (Ronchi di Cialla).


Schioppettino di Prepotto 2021 – Vigna Petrussa
Prepotto is the home of Schioppettino: the place where it was born—and later reborn when, on the verge of disappearing for good, the determination to safeguard this ancient local ampelographic heritage prevailed over passing fashions and the administrative decisions that had excluded it from the list of authorised grape varieties in the region. This was before a community-led choice brought it back among permitted cultivars, and before the Nonino family established the Premio Nonino Risit d’Aur (dedicated to the valorisation of rural culture), turning a powerful spotlight on those who, in Cialla di Prepotto, had stubbornly kept planting it anyway. Schioppettino was already an identity: a spicy, nervy red, not easily tamed.
In 1976 the first Risit d’Aur was awarded to Ronchi di Cialla “for having given rational impetus” to the cultivation of Schioppettino in its most suitable habitat; and in 1978 Veronelli wrote about it without mincing words, calling both the award and the planting “revolutionary,” because the grape had been “outlawed.” From there on, the story shifts gear: distribution resumes in the 1970s, Schioppettino enters the Colli Orientali del Friuli DOC (1989) and later the Cialla subzone (1995), officially returning home.
I had kept the memory of a convincing tasting of Vigna Petrussa’s Schioppettino at an industry event, and I now find confirmation in this bottle. In the 2021 vintage, Vigna Petrussa offers a very refined and enjoyable interpretation—one that the ageing, 24 months in barrique and 6 months in bottle, has likely made more polished, softening the grape’s rustic edge. Deep, dark, dense colour. On the nose, the dominant traits are the classic notes of pepper and blackberry, joined by hints of humus and faint balsamic echoes: power and expressiveness in tandem.
On the palate it is broad and deep, with overall balance standing out within a framework of full-bodied fruit. Poise and definition—an underlying sense of harmony—make for a gratifying experience and mark this wine as a notably “friendly” expression of Schioppettino.
Sources note: for the historical passages on the ban, re-authorisation, the Risit d’Aur award, and the Veronelli reference, I relied on the dossier “Schioppettino – Storia e tradizione” (Ronchi di Cialla).

L’Enonauta è un navigatore.
A spingere il suo natante di tappi di sughero, nel grande mare delle cose del vino, sono il vento della curiosità, la “sete di conoscenza” e il piacere di condividere la mensa e la bottiglia. Non ha pregiudizi, non teme gli imprevisti, cambia volentieri idea, beve tutto con spirito equanime pur conservando le sue preferenze.
E questo blog è un diario di bordo a più voci, fatto di sensazioni e mai di giudizi. Sensazioni irripetibili, racconti di cantina, note di degustazione, percezioni talvolta chiare e talvolta oscure, non discorso sul vino, ma discorso dal vino e nel vino. Con l’umiltà di chi sa bene che il dominio dell’ancora da scoprire è vasto, che le bottiglie di vino sono tante e ci vuole molto impegno per berle tutte.