Dolcetto d’Alba 2021 – Lorenzo Accomasso
Mi piace pensare a questo Dolcetto di Lorenzo Accomasso come a un vigoroso saluto rivolto a chi, negli anni, lo aveva apprezzato come vignaiolo e a chi ebbe la fortuna di conoscerlo di persona, anche come narratore di storie a più strati. È un’ultima annata prodotta prima dell’espianto dei vigneti aziendali di Dolcetto, e per questo assume oggi un significato simbolico ancora più forte, alla luce della recente scomparsa del Commendatore Accomasso: se considerava il Barbera il vino della felicità, nel Dolcetto riconosceva il vino della vita quotidiana.
Il vino si presenta scuro, con intensi richiami di cassis e chiodo di garofano, affiancati da note più sobrie di matrice rustica e boschiva.
Al palato la trama è densa e materica, calda, ampia, incisiva, sostenuta da una rara intensità di gusto, da tannini ben risolti e da una lieve dolcezza finale.
Accomasso è stato un grande interprete del Barolo, ma anche del Dolcetto, che in questa come in altre annate esce dal perimetro del vino quotidiano per accedere a un’idea più alta, più estesa e più nobile di sé.


Dolcetto d’Alba 2021 – Accomasso
I like to think of this Dolcetto by Lorenzo Accomasso as a vigorous farewell to those who, over the years, had admired him as a grower, and to those who were fortunate enough to know him in person, as a storyteller of many layers as well. It is the last vintage produced before the estate’s Dolcetto vineyards were uprooted, and for that reason it now takes on an even more symbolic meaning in light of the recent passing of Commendatore Accomasso: if he considered Barbera the wine of happiness, he saw Dolcetto as the wine of everyday life.
This is a dark wine, marked by powerful notes of cassis and clove, with subtler rustic and woodland hints in the background.
Its texture is dense and thick, warm and full-bodied, with remarkable intensity of flavor, well-tamed tannins, and a slight touch of sweetness on the finish.
Lorenzo Accomasso was a great interpreter of Barolo, but also a great interpreter of Dolcetto. In this vintage, as in others, he shows how capable he was of giving Dolcetto a broader, more complete, and more ennobled expression than one usually expects from it.

L’Enonauta è un navigatore.
A spingere il suo natante di tappi di sughero, nel grande mare delle cose del vino, sono il vento della curiosità, la “sete di conoscenza” e il piacere di condividere la mensa e la bottiglia. Non ha pregiudizi, non teme gli imprevisti, cambia volentieri idea, beve tutto con spirito equanime pur conservando le sue preferenze.
E questo blog è un diario di bordo a più voci, fatto di sensazioni e mai di giudizi. Sensazioni irripetibili, racconti di cantina, note di degustazione, percezioni talvolta chiare e talvolta oscure, non discorso sul vino, ma discorso dal vino e nel vino. Con l’umiltà di chi sa bene che il dominio dell’ancora da scoprire è vasto, che le bottiglie di vino sono tante e ci vuole molto impegno per berle tutte.
