Borgogna - I Luoghi del Vino

Borgogna (Francia)

← Torna a I luoghi del vino · Didattica · Didattica e Servizi · Atlante dei vitigni

Borgogna - I Luoghi del Vino
Borgogna – I Luoghi del Vino

Borgogna

Regione geografico-storica e vitivinicola posizionata nella Francia centro-orientale. Pare che la vite ce l’abbiano portata i Romani, che non sottovalutavano l’importanza dello star bene nemmeno durante una campagna di guerra, e che siano stati poi i monaci benedettini e cistercensi ad occuparsi di continuarne l’opera perfezionandola, anche i monaci pur vivendo una dura regola di lavoro e preghiera evidentemente non ignoravano quanto il vino potesse avvicinare al Sovrumano, dando inizio al processo di valorizzazione del territorio individuandone le parcelle più vocate, recintandole poi con i famosi muretti di pietra e dandogli il nome che portano tuttora. I clos. E allo stesso tempo introducendo il tema della viticoltura di qualità con tutto quello che ne consegue (principalmente il prezzo che anch’esso pare fosse già più alto della media molti secoli fa).

Alain Bourguignon , Public domain, da Wikimedia Commons – Carte gastronomique de la France. Texte d’Alain Bourguignon. Dessinée par l’ingénieur géographe Thiebaut. Éditée par E. Girard, 17 rue de Buci, Paris.

Luogo del vino per eccellenza. Luogo d’elezione del Pinot Nero e dello Chardonnay, ma soprattutto il luogo dove è stata partorita l’idea di un vino territoriale ed espressivo al massimo grado, espressione di ciò che in Francia hanno denominato terroir, ovvero l’opera congiunta del territorio, del clima e del sapere stratificato.

Urban, Public domain, da Wikimedia Commons

Un luogo fatto di molti luoghi. Di molti luoghi a loro volta fatti da altri luoghi più piccoli, poi ancora più piccoli. Ci sono 1.463 climats neli vigneto di Borgogna. 1.247 lungo la Côte-d’Or (Côtes de Nuits e de Beaune, una striscia di terra di oltre 60 km di lunghezza per un massimo di tre di larghezza), un buon numero per ogni comune.

Ogni climat è contraddistinto da un pendio (che favorisce il drenaggio), un terreno (argilla o ghiaia), un sottosuolo (pietra calcarea o marna), dall’esposizione al sole (il Côte d’Or è esposto principalmente verso est, ma ci sono sfumature dovute alle valli), un microclima (a volte con caratteristiche submediterranee, anche semiaride) e una storia specifica (alcuni climat sono stati individuati sin dal Medioevo).

La 5 macrozone vitate sono:

Yonne – Chablis

Côte Chalonnais

Côte de Beaune

Côte de Nuits

Mâconnais

Generalizzando diciamo che il Pinot Nero ha la sua casa in Côte de Nuits che è la parte settentrionale della Côte d’Or e lo Chardonnay, con esiti anche molto diversi, ha il suo habitat in Côte de Beaune, la parte meridionale della Côte d’Or, nello Chablis e nel Mâconnais.

PRACC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commons – Vendemmia a Mersault

Poi abbiamo il cugino povero, il Gamay. Diffuso nel Beaujolais e che negli anni si è preso belle rivincite contro chi per l’appunto lo ritiene il cugino povero.

Si può dire però che la conformazione del territorio non è omogenea e anche che non esiste un vero e proprio stile/metodo borgognone, anzi il panorama in questo senso è piuttosto variegato, aldilà del richiamo alla territorialità e al contrario dei cugini di Bordeaux, che dello stile Bordeaux e della riconoscibilità hanno fatto il loro punto di forza, in Borgogna si è pensato che fosse invece più giusto dedicarsi al culto del terroir, all’esaltazione delle micro differenze sostanziali tra due parcelle distanti anche solo pochi metri con la ferma convinzione che possano dunque dare vini profondamente diversi. La riconoscibilità Borgognona è una paradossale radicale riconoscibile scelta identitaria. Dal momento che tutto in Borgogna ha a che fare con finezza ed eleganza può anche essere che abbiano visto giusto.

Landscape between Chassagne-Montrachet and Santenay from Rte de Chassagne, with Moulin Sorine

JopkeBCC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons – Landscape between Chassagne-Montrachet and Santenay from Rte de Chassagne, with Moulin Sorine

La Borgogna non si può dunque raccontare in due parole, ma chi volesse approfondire la materia certo potrà trovare fonti attendibili numerosissime. Ci sono pubblicazioni di importanza enorme per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento. Ed a quelle consigliamo di rivolgersi. Qui si cerca solo di stimolare la curiosità.

Il libro di Armando Castagno “Borgogna Le Vigne della Cote d’Or” è certamente un’opera monumentale. Non può mancare sullo scaffale dell’appassionato.

Segnaliamo anche il libro “Vini e Terre di Borgogna. Chablis, Côte d’Or, Côte Chalonnaise, Mâconnais”di Camillo Favaro e Giampaolo Gravina

Opera da 250000 copie “Les Vins de Bourgogne” di Laurent Gotti e Sylvain Pitiot non si può trascurare.

Per una lettura rapida e agile e ugualmente stimolante c’è la guida pratica di Triple A

Les régions viticoles de Bourgogne (Vins de l’Yonne dont Chablis non inclus) – DalGobboM¿!i?CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

← Torna a I luoghi del vino