Conegliano (Treviso – Veneto)

Conegliano

Treviso • Veneto • Italia • polo orientale delle colline del Prosecco Superiore, fra città, Feletti e morene • Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG

Poster illustrato di Conegliano: castello, colline vitate e settore orientale del Conegliano Valdobbiadene
Il polo orientale della denominazione: colline più aperte, tre Rive e una storia decisiva per l’enologia italiana. Poster: L’Enonauta

In breve

Parole chiave:
Glera, Scuola Enologica, Feletti, Ogliano, Scomigo, Collalbrigo.
Uva/vino guida:
Glera • Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG • Rive di Scomigo, Collalbrigo-Costa e Ogliano.
Idea chiave:
Conegliano è il polo orientale della denominazione: una città del vino affiancata da colline meno estreme rispetto al Valdobbiadenese e da una tradizione scientifica ed enologica iniziata nell’Ottocento.

Conegliano occupa l’estremità orientale della fascia collinare che porta il suo nome insieme a Valdobbiadene. La città si sviluppa ai piedi e sui primi rilievi, mentre verso nord e nord-ovest iniziano le colline di Collalbrigo, Ogliano e Scomigo, che proseguono verso San Pietro di Feletto e il sistema dei Feletti.

La sua importanza nella storia del vino non deriva soltanto dai vigneti. Nel 1876 venne istituita qui la prima Scuola Enologica d’Italia; nel Novecento la città divenne uno dei principali centri italiani di formazione, sperimentazione e ricerca vitivinicola. Il rapporto fra collina e sapere tecnico costituisce quindi una parte essenziale della sua identità.

Caratteristiche pedoclimatiche

Il settore orientale della denominazione

Le colline di Conegliano sono generalmente meno ripide di quelle che caratterizzano il settore occidentale fra Valdobbiadene, Miane e Farra di Soligo. La zonazione della DOCG le inserisce nel più ampio settore Conegliano–Feletti, costituito da rilievi prevalentemente orientati lungo l’asse nord-sud.

Le quote passano indicativamente dai 60–70 metri delle zone più basse ai circa 270 metri raggiunti nel vicino territorio di San Pietro di Feletto. I versanti più luminosi e le sommità vengono utilizzati per la vite, mentre boschi e vegetazione rimangono soprattutto nelle incisioni e sui pendii più ripidi o rivolti a nord.

Ogliano e le morene

Nel settore di Ogliano assume particolare evidenza l’eredità delle glaciazioni quaternarie. Depositi morenici e materiali trasportati dagli antichi ghiacciai hanno lasciato ciottoli, ghiaie e sedimenti di granulometria differente sulle colline orientali.

Questi depositi distinguono una parte del territorio coneglianese dalle successioni prevalentemente marnoso-arenacee delle aree più occidentali della DOCG.

La matrice morenica non è tuttavia presente in modo uniforme su ogni collina del comune. Anche qui la posizione sul versante, i depositi successivi e l’evoluzione del suolo introducono variazioni significative.

Collalbrigo e i Feletti

Procedendo verso Collalbrigo e il confine con San Pietro di Feletto compaiono superfici collinari più antiche e stabili, sulle quali si sono sviluppati suoli profondamente evoluti.

Alcuni di questi terreni presentano colorazioni rossastre dovute agli ossidi di ferro e una forte componente argillosa. Sono i suoli che la zonazione associa al sistema dei Feletti, ben rappresentato nelle colline immediatamente a nord di Conegliano.

La loro presenza non definisce l’intero territorio comunale, ma costituisce uno dei caratteri pedologici più riconoscibili del settore.

Scomigo

Scomigo occupa la parte settentrionale del comune e introduce progressivamente alle colline di Vittorio Veneto e dei Feletti. Il paesaggio diventa più rurale rispetto alla fascia urbana di Conegliano e alterna vigneti, piccoli nuclei abitati e boschi.

Anche qui i terreni derivano da successioni sedimentarie e depositi differenti e non possono essere ricondotti a un’unica matrice.

Clima

Il territorio si trova fra le Prealpi trevigiane e l’alta pianura veneta. Le precipitazioni sono relativamente abbondanti e distribuite durante buona parte dell’anno, mentre le colline favoriscono circolazioni locali dell’aria e differenze di insolazione fra i diversi versanti.

Le quote mediamente inferiori rispetto al settore occidentale e le forme più aperte dei rilievi introducono condizioni differenti da quelle di Guia, Santo Stefano o Combai, senza determinare però un profilo uniforme per tutti i vigneti coneglianesi.

La Glera

La Glera è la varietà fondamentale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Può essere accompagnata complessivamente fino al 15% da Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Perera e Glera Lunga.

La specializzazione contemporanea sulla Glera si è sovrapposta a una viticoltura storicamente più diversificata. La presenza della Scuola Enologica e degli istituti di ricerca ha inoltre fatto di Conegliano uno dei luoghi nei quali selezione clonale, tecniche di allevamento, vinificazione e spumantizzazione sono state studiate in modo sistematico.

Cultura e tradizione

La prima Scuola Enologica d’Italia

La Scuola Enologica di Conegliano venne istituita il 9 luglio 1876 con Regio Decreto di Vittorio Emanuele II. Giovanni Battista Cerletti ne fu il primo direttore, mentre Antonio Carpenè ebbe un ruolo decisivo nella nascita dell’istituzione.

La scuola divenne rapidamente un punto di riferimento per la viticoltura e l’enologia italiane. Alla formazione tecnica si affiancarono ricerca, sperimentazione e divulgazione, contribuendo alla trasformazione moderna del comparto vitivinicolo veneto.

L’attuale Istituto G.B. Cerletti conserva questa eredità e ospita attività scolastiche, universitarie e di ricerca legate alla vite e al vino.

Luigi Manzoni

Fra le figure più legate alla storia scientifica di Conegliano compare Luigi Manzoni, preside, ricercatore e sperimentatore. Il suo lavoro sugli incroci della vite ha prodotto varietà ancora oggi coltivate, fra cui il Manzoni Bianco 6.0.13.

Il Museo Manzoni, all’interno della Scuola Enologica, conserva documenti, strumenti e materiali relativi alla sua attività.

La spumantizzazione

Conegliano ha avuto un ruolo centrale anche nello sviluppo della moderna cultura spumantistica del territorio. La seconda fermentazione in recipiente chiuso, progressivamente affinata nel Novecento, ha trovato nelle aziende e negli istituti locali un ambiente particolarmente favorevole alla sperimentazione.

Il metodo oggi generalmente associato al Conegliano Valdobbiadene utilizza autoclavi per la presa di spuma, ma nella denominazione continua a essere presente anche la rifermentazione in bottiglia della tipologia Sui Lieviti.

Il castello e la città alta

Il centro storico risale lungo la collina verso il Castello di Conegliano, che domina la pianura e i rilievi circostanti. La posizione permette di osservare la relazione fra città e campagna: a breve distanza dal tessuto urbano iniziano le colline vitate che collegano Conegliano al Feletto.

Questa compresenza di centro urbano, istituzioni enologiche e vigneti distingue Conegliano da molti altri luoghi della denominazione, organizzati soprattutto intorno a piccoli borghi rurali.

Luoghi d’elezione

Rive di Scomigo

Scomigo è una delle tre Rive riconosciute nel comune di Conegliano. La località occupa la parte settentrionale del territorio comunale, in una fascia di colline che introduce verso Vittorio Veneto e il sistema prealpino.

Per utilizzare la menzione Rive, le uve devono provenire dall’unità geografica delimitata, essere raccolte manualmente e rispettare la resa massima di 13 tonnellate per ettaro. Il millesimo è obbligatorio.

Rive di Collalbrigo-Costa

Collalbrigo-Costa occupa le colline poste immediatamente a nord-ovest della città. La menzione nella forma attuale è entrata nell’elenco delle Rive con la revisione del disciplinare del 2019.

Il territorio si collega direttamente ai Feletti e alle colline di San Pietro di Feletto, in un paesaggio dalle forme generalmente più morbide rispetto alle dorsali occidentali della denominazione.

Rive di Ogliano

Ogliano si trova nella parte nord-orientale del comune. Depositi morenici e materiali grossolani lasciati dagli antichi ghiacciai costituiscono uno degli elementi geologici più riconoscibili della zona.

La Rive di Ogliano porta quindi all’interno della DOCG una geografia distinta sia dalle colline sedimentarie centrali sia dai rilievi più ripidi del Valdobbiadenese.

I Feletti

Le colline che da Collalbrigo salgono verso San Michele, Santa Maria e San Pietro di Feletto costituiscono un sistema territoriale continuo. I confini amministrativi separano Conegliano da San Pietro di Feletto, ma la morfologia e la geologia attraversano questa frontiera senza una cesura netta.

Su alcune superfici sommitali si sviluppano i caratteristici terreni rossastri e argillosi dei Feletti, mentre nelle incisioni aumentano boschi e corsi d’acqua.

In chiusura

Conegliano rappresenta un volto differente del Conegliano Valdobbiadene rispetto alle colline occidentali. Le pendenze sono generalmente più moderate, i depositi morenici e i suoli evoluti assumono maggiore evidenza e la città entra direttamente nel paesaggio della denominazione.

La sua specificità più profonda rimane però l’incontro fra vigneto e conoscenza tecnica. Dalla Scuola Enologica del 1876 alla ricerca del Novecento, Conegliano ha contribuito a trasformare il vino delle colline trevigiane non soltanto attraverso la coltivazione della Glera, ma attraverso lo studio sistematico della vite, della cantina e della spumantizzazione.

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