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San Pietro di Feletto
Treviso • Veneto • Italia • versante coneglianese del sistema delle Rive • Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Rive

San Pietro di Feletto occupa la fascia collinare immediatamente a nord-ovest di Conegliano, tra il margine dell’alta pianura e le prime elevazioni che conducono verso Refrontolo e le Prealpi trevigiane. È un territorio di colline generalmente più morbide rispetto alle dorsali ripide del settore occidentale del Conegliano Valdobbiadene, ma fortemente articolato da piccoli versanti, crinali, valloni, torrenti e superfici boscate.
Il comune comprende cinque frazioni: San Pietro di Feletto, Rua di Feletto, Santa Maria di Feletto, San Michele di Feletto e Bagnolo. Rua è il capoluogo amministrativo dal 1830, mentre San Pietro conserva il nome storico del territorio e la pieve che per secoli ne ha costituito il principale riferimento religioso. Le stesse cinque località compaiono nel disciplinare come altrettante Rive del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.
Il Feletto
Il nome Feletto identifica un sistema collinare più ampio della singola frazione di San Pietro. Il territorio si trova fra Conegliano, Refrontolo e la fascia pedemontana e guarda a sud verso la pianura trevigiana, mentre a nord l’orizzonte è chiuso dai rilievi del Pizzoc e del Visentin.
Le quote sono relativamente contenute: nel settore individuato dagli studi territoriali come Conegliano–Feletti si passa indicativamente dai 60–70 metri delle aree più basse ai circa 270 metri di San Pietro di Feletto. Le colline hanno frequentemente andamento nord-sud e pendenze meno estreme rispetto a Valdobbiadene, Miane o Farra di Soligo.
Le superfici meglio esposte sono state progressivamente occupate dai vigneti, mentre boschi e vegetazione spontanea rimangono soprattutto sui pendii più ripidi, nelle incisioni e sui versanti meno favorevoli. Bagnolo costituisce il settore più basso e maggiormente aperto verso Conegliano; salendo verso Santa Maria, San Michele, Rua e San Pietro il paesaggio diventa più decisamente collinare.
I Feletti
Gli studi di zonazione della denominazione utilizzano il nome Feletti anche per indicare alcuni dei suoli più caratteristici del settore orientale. Si sviluppano soprattutto sulle superfici sommitali relativamente stabili, dove l’erosione è stata meno intensa e i processi di formazione del suolo hanno potuto agire per periodi molto lunghi.
Questi terreni sono facilmente riconoscibili per la colorazione rossastra, legata alla presenza di ossidi di ferro. Presentano generalmente una tessitura ricca di argilla, una forte evoluzione pedogenetica e una progressiva perdita dei carbonati dagli orizzonti superficiali. La reazione può essere moderatamente acida o prossima alla neutralità.
Il colore rosso non deve però essere trasformato in una caratteristica generale di tutto San Pietro di Feletto. I Feletti rappresentano una componente importante del territorio, soprattutto sulle superfici più antiche e stabili, ma a breve distanza possono comparire suoli meno evoluti, depositi di versante e terreni direttamente collegati al substrato conglomeratico.
Conglomerati, acqua e carsismo
Sotto numerose colline del Feletto è presente un potente banco di conglomerati, formato da ciottoli cementati in una matrice più fine. In alcuni settori questi materiali poggiano su strati meno permeabili e condizionano in modo evidente la circolazione delle acque.
La struttura emerge con particolare chiarezza tra Santa Maria e San Michele di Feletto, lungo la valle del torrente Crevada. L’acqua penetra nelle fratture del conglomerato e ha prodotto nel tempo sorgenti, piccole cavità, inghiottitoi e forme localmente conosciute come Landri e Landron.
Il paesaggio viticolo convive così con una rete idrologica in parte superficiale e in parte sotterranea. Nei valloni prevalgono bosco e vegetazione ripariale; sulle superfici più aperte e sui versanti soprastanti ritornano i vigneti.
La Val Trippera e il Crevada
Il torrente Crevada attraversa la parte orientale del territorio e ha inciso una serie di piccole valli fra Santa Maria, San Michele e le colline rivolte verso Conegliano. Una delle più riconoscibili è la Val Trippera, stretta incisione boscata che interrompe la continuità delle superfici agricole.
Lungo il corso d’acqua rimangono tracce di antichi mulini e di attività rurali che sfruttavano la forza idraulica. Il vigneto appartiene quindi a un paesaggio storicamente più composito, nel quale bosco, cerealicoltura, piccoli allevamenti, acqua e vite occupavano spazi differenti dello stesso sistema collinare.
La presenza di queste valli distingue il Feletto da un territorio integralmente occupato dai filari: anche nei settori fortemente vitati rimangono corridoi boscati e superfici non coltivate che seguono l’andamento naturale del terreno.
La Glera
La Glera costituisce oggi la varietà dominante e la base del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Come nel resto della denominazione, può essere accompagnata complessivamente fino al 15% da Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Perera e Glera Lunga.
La specializzazione contemporanea ha reso la Glera nettamente prevalente, ma la viticoltura storica era più diversificata. Nei vecchi vigneti potevano convivere varietà differenti e la vite era inserita in un sistema agricolo meno specializzato rispetto a quello attuale.
La posizione orientale del Feletto introduce inoltre condizioni differenti rispetto alle colline più elevate di Valdobbiadene. Quote generalmente inferiori, forme più aperte dei rilievi ed esposizioni favorevoli rendono frequente un andamento della maturazione più precoce rispetto ai settori occidentali della denominazione, pur con differenze significative fra versante e versante.
Le cinque Rive
San Pietro di Feletto presenta una particolarità evidente all’interno del sistema delle 43 Rive: a ciascuna delle cinque frazioni comunali corrisponde un’unità geografica riconosciuta dal disciplinare:
- Rive di San Pietro di Feletto
- Rive di Rua di Feletto
- Rive di Santa Maria di Feletto
- Rive di San Michele di Feletto
- Rive di Bagnolo
La suddivisione permette di leggere il territorio a una scala più precisa rispetto alla semplice indicazione del comune. Bagnolo occupa infatti una posizione più bassa e aperta; San Pietro raggiunge le quote maggiori; Rua, Santa Maria e San Michele si distribuiscono lungo sistemi collinari e vallivi differenti.
Le Rive non costituiscono una graduatoria qualitativa e non equivalgono a singoli cru. Identificano piuttosto aree di provenienza delimitate nelle quali rimangono differenze fra singoli vigneti per esposizione, quota, pendenza e caratteristiche dei suoli.
La disciplina delle Rive
Per utilizzare una delle cinque menzioni, le uve devono provenire dalla relativa unità geografica. La resa massima prevista per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG con menzione Rive è di 13 tonnellate per ettaro e la raccolta deve essere effettuata esclusivamente a mano.
L’annata della vendemmia deve essere indicata in etichetta e il vino può essere immesso al consumo soltanto dal 1° marzo dell’anno successivo alla raccolta.
Il sistema introduce quindi una relazione esplicita fra luogo e vendemmia, restringendo la provenienza rispetto alla denominazione generale senza trasformare le singole Rive in categorie stilistiche prestabilite.
San Pietro di Feletto
La frazione che dà il nome al comune occupa uno dei punti più elevati del territorio. Il nucleo storico si sviluppa intorno all’antica Pieve di San Pietro Apostolo, posta su un colle dal quale lo sguardo raggiunge la pianura e le colline circostanti.
La presenza di un edificio religioso in questo luogo viene fatta risalire probabilmente all’alto Medioevo; la pieve divenne successivamente il centro di una giurisdizione che comprendeva non soltanto il Feletto, ma anche territori vicini come Formeniga, Collalbrigo e Refrontolo.
L’edificio conserva un importante insieme di affreschi databili fra XIII e XV secolo. Sotto il portico si trova il cosiddetto Cristo della Domenica, immagine tardomedievale nella quale gli strumenti delle attività quotidiane circondano la figura di Cristo; all’interno sono conservati il ciclo del Credo, decorazioni della cappella di San Sebastiano e altre pitture medievali.
Rua di Feletto
Rua è il capoluogo amministrativo del comune. Il nucleo si sviluppa sul colle Capriolo intorno all’antico complesso camaldolese fondato nella seconda metà del Seicento.
L’eremo comprendeva originariamente una serie di celle individuali disposte attorno agli edifici comuni, ciascuna accompagnata da un piccolo spazio coltivato. Dopo la soppressione dell’istituzione religiosa all’inizio dell’Ottocento, parte del complesso fu trasformata e oggi ospita la sede municipale.
Il paesaggio circostante è prevalentemente collinare e vitato, ma conserva boschi e piccole incisioni che separano le superfici agricole. La Rive di Rua individua questo settore come unità geografica distinta dalle altre frazioni comunali.
Santa Maria di Feletto
Santa Maria occupa il settore centrale-orientale del comune e costituisce uno degli ingressi naturali alla parte più incisa del sistema del Crevada.
La chiesa parrocchiale è documentata almeno dal XIII secolo e testimonia l’antica organizzazione degli insediamenti rurali. Intorno al nucleo abitato si alternano vigneti e superfici boscate, con una morfologia più articolata avvicinandosi ai valloni.
È in quest’area che diventano particolarmente visibili le forme carsiche legate al conglomerato: cavità, piccole grotte, sorgenti e inghiottitoi interrompono localmente la continuità delle colline.
San Michele di Feletto
San Michele prosegue verso sud-est il sistema collinare di Santa Maria e comprende anche la località di Crevada, lungo l’omonimo torrente.
La piccola chiesa dedicata a San Michele conserva una storia documentata almeno dal tardo Medioevo e rappresenta uno dei riferimenti dell’insediamento rurale. Intorno, il vigneto si distribuisce sulle superfici più aperte, mentre boschi e vegetazione seguono le valli e le zone maggiormente incise.
La continuità morfologica con Santa Maria è evidente nel paesaggio, ma il disciplinare distingue le due frazioni come Rive autonome.
Bagnolo
Bagnolo rappresenta la parte più bassa del comune e quella che si raccorda più direttamente con Conegliano e la pianura. Il paesaggio è meno nettamente collinare e l’urbanizzazione contemporanea assume un peso maggiore rispetto alle altre frazioni.
La sua presenza nell’elenco delle Rive mostra però che il sistema delle unità geografiche non coincide semplicemente con i punti più alti o con i pendii più spettacolari della denominazione. La delimitazione interessa le superfici viticole idonee comprese nella specifica area geografica e risponde alla storia della suddivisione territoriale.
Un paesaggio meno estremo
Rispetto alle colline di Guia, Santo Stefano, Combai o Col San Martino, il Feletto presenta generalmente pendenze più contenute. Gli studi di zonazione descrivono infatti colline arrotondate, con pochi settori nei quali le inclinazioni superano il 40–50%.
Questa differenza morfologica non implica una graduatoria fra i territori. Segnala piuttosto una diversa struttura delle colline: nel settore occidentale dominano spesso strette dorsali fortemente acclivi; intorno a San Pietro di Feletto assumono maggiore importanza superfici sommitali più larghe, versanti meno abrupti e suoli che hanno potuto evolvere a lungo senza essere continuamente asportati dall’erosione.
È proprio su alcune di queste superfici stabili che si sono sviluppati i caratteristici terreni rossi dei Feletti.
Vite e bosco
La specializzazione viticola contemporanea è molto evidente, ma il nome stesso Feletto conserva il ricordo di un territorio storicamente ricco di vegetazione forestale. Boschi di castagno, roverella e altre essenze occupavano superfici oggi in parte trasformate dall’agricoltura e continuano a essere presenti nelle zone meno coltivabili.
Il paesaggio attuale nasce dall’interazione fra queste componenti: filari sulle colline aperte, boschi nei valloni, nuclei rurali, corsi d’acqua e strade che seguono i crinali o attraversano le depressioni.
La vite non ha quindi cancellato completamente la struttura precedente del territorio. Anche nel cuore di una delle aree più intensamente vitate del Veneto rimangono elementi che mostrano la diversa utilizzazione storica delle colline.
Una storia documentata del vino
La presenza della vite nel Feletto è documentata molto prima della nascita del moderno Prosecco Superiore. Fonti comunali ricordano una testimonianza del 1431 nella quale il doge Francesco Foscari fa riferimento al vino prodotto nel territorio.
Nel corso dei secoli la vite rimase inserita nelle economie poderali locali insieme ad altre colture. La trasformazione verso una viticoltura specializzata avvenne progressivamente, soprattutto fra Ottocento e Novecento, accompagnata dalla crescita del ruolo di Conegliano nella ricerca agronomica ed enologica.
La moderna denominazione ha infine inserito San Pietro di Feletto all’interno del sistema del Conegliano Valdobbiadene, mantenendo però attraverso le cinque Rive una distinzione fra le diverse parti del comune.
Un comune, cinque geografie
San Pietro di Feletto permette di osservare con particolare chiarezza il significato della menzione Rive. Un territorio amministrativamente piccolo viene suddiviso in cinque unità che corrispondono alle comunità storiche di San Pietro, Rua, Santa Maria, San Michele e Bagnolo.
La distinzione non elimina la continuità del Feletto: conglomerati, suoli evoluti, valloni, vigneti e boschi attraversano i confini delle singole frazioni. Permette però di riconoscere differenze di quota, morfologia e posizione che la sola indicazione comunale tenderebbe a nascondere.
Il risultato è una geografia viticola meno spettacolare nelle pendenze rispetto alla parte occidentale del Conegliano Valdobbiadene, ma particolarmente articolata nella struttura dei suoli e degli insediamenti. Dalle superfici rosse e argillose dei Feletti alle cavità del Crevada, dalla pieve medievale al complesso camaldolese di Rua, il vigneto si inserisce in un paesaggio costruito molto prima della moderna specializzazione sulla Glera.
I temi affrontati qui trovano naturale prosecuzione anche negli incontri e nei percorsi dal vivo. → Didattica e Servizi