Venafro (Isernia – Molise)

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Venafro

Isernia • Molise • Italia • conca interna e pedemonte del Molise sud-occidentale

Poster illustrato dedicato a Venafro per la serie Luoghi del vino

In breve

Parole chiave: Volturno, conca interna, Mainarde, Matese, pedemonte, Tintilia.

Vitigni: Tintilia, Montepulciano, Trebbiano Toscano, Bombino Bianco.

Denominazioni: Tintilia del Molise DOC, Pentro di Isernia DOC, Molise DOC.

Idea chiave: Venafro occupa l’estremo occidentale del Molise, in una conca attraversata dal Volturno e racchiusa tra le Mainarde e il Matese. La viticoltura si inserisce in un paesaggio agricolo storicamente dominato dall’olivo, con condizioni molto diverse da quelle della fascia adriatica regionale.

Il territorio

Venafro sorge a circa 220 metri di altitudine ai piedi del Monte Santa Croce, sul margine orientale di una pianura alluvionale attraversata dal Volturno. Il territorio occupa una posizione di passaggio tra Molise, Campania e Lazio, lungo una direttrice naturale che collega la valle del Volturno con l’interno appenninico.

La piana si apre tra il sistema delle Mainarde, a nord e nord-ovest, e quello del Matese, più a sud. Intorno al fondovalle il paesaggio sale rapidamente verso rilievi calcarei, terrazzamenti agricoli e versanti coperti da boschi.

La vite occupa uno spazio meno dominante rispetto ad altre colture. Venafro è infatti storicamente conosciuta soprattutto per l’olivo, già celebrato in epoca romana, ma rientra pienamente nella geografia vitivinicola della provincia di Isernia.

La piana e il pedemonte

La Piana di Venafro è formata da depositi alluvionali legati al Volturno e ai corsi d’acqua che scendono dai rilievi circostanti. Ai margini della conca cambiano rapidamente pendenza e natura dei terreni, con il passaggio verso i materiali calcarei dell’Appennino e la presenza locale di argille, arenarie e depositi detritici.

Questa alternanza distingue il fondovalle dai settori di pedemonte e dalle prime colline. Profondità del terreno, drenaggio ed esposizione possono quindi cambiare sensibilmente nello spazio di pochi chilometri.

Il Volturno costituisce l’elemento geografico principale della conca. Dopo aver attraversato l’alta valle molisana entra nella Piana di Venafro e prosegue verso la Campania, mettendo in relazione il versante interno del Molise con il bacino tirrenico.

Clima

La posizione interna e occidentale distingue Venafro dalla parte del Molise maggiormente esposta all’Adriatico. La conca è protetta da sistemi montuosi e risente delle dinamiche climatiche della valle del Volturno e dei rilievi appenninici circostanti.

Le condizioni cambiano tra il fondovalle e i versanti: alle quote inferiori le estati possono essere calde, mentre altitudine, esposizione e circolazione dell’aria modificano progressivamente temperature ed escursioni termiche procedendo verso il pedemonte.

La Tintilia

Venafro rientra nella zona di produzione della Tintilia del Molise DOC. Il disciplinare richiede che i vini della denominazione siano ottenuti per almeno il 95% da Tintilia, lasciando fino al 5% ad altri vitigni non aromatici autorizzati nelle province di Isernia e Campobasso.

La Tintilia è una varietà a bacca nera strettamente associata alla viticoltura molisana. La maturazione relativamente tardiva, la buona dotazione di colore e la struttura tannica ne permettono interpretazioni differenti, dal rosato ai rossi destinati ad affinamenti più prolungati.

Nei vini possono ricorrere frutto rosso e scuro, viola, spezie ed erbe, con acidità e tannino che assumono intensità diverse secondo maturazione, vigneto e vinificazione.

Pentro di Isernia

Venafro appartiene anche alla zona della Pentro di Isernia DOC, denominazione riconosciuta nel 1983 e circoscritta alla provincia di Isernia.

Per le tipologie Rosso e Rosato il disciplinare prevede Montepulciano dal 75 all’80% e Tintilia dal 20 al 25%. Il Bianco è invece ottenuto da Trebbiano Toscano per il 60-70% e Bombino Bianco per il 30-40%.

La presenza della Tintilia accanto al Montepulciano testimonia una fase precedente alla sua affermazione come varietà autonoma nelle denominazioni regionali. La Pentro conserva così una composizione storicamente diversa rispetto alla più recente Tintilia del Molise DOC.

Molise DOC

Il territorio comunale è compreso anche nella Molise DOC, denominazione regionale che riunisce un numero molto più ampio di vitigni e tipologie. Le tre denominazioni si sovrappongono quindi sullo stesso territorio, ma rispondono a impostazioni differenti.

La Molise DOC rappresenta il quadro regionale più ampio; la Pentro di Isernia mantiene un legame specifico con la provincia e con assemblaggi tradizionali; la Tintilia del Molise concentra invece quasi interamente la propria identità sulla varietà autoctona.

Una terra agricola antica

La storia agricola di Venafro precede largamente le denominazioni moderne. L’antica Venafrum era già conosciuta in epoca romana per la fertilità del territorio e soprattutto per la qualità dell’olio, ricordato da autori latini come Catone, Varrone, Orazio, Plinio e Marziale.

Gli oliveti secolari, i terrazzamenti e i muri a secco conservati sui versanti sopra la città rimangono una delle testimonianze più evidenti di questa continuità agricola. La vite appartiene allo stesso paesaggio, pur senza aver acquisito nel tempo il ruolo dominante dell’olivo.

Venafro nel bicchiere

Non esiste un profilo sensoriale unico attribuibile ai vini di Venafro. Nel territorio convivono varietà, denominazioni e tecniche produttive differenti, mentre anche le condizioni ambientali cambiano tra piana, pedemonte e collina.

La Tintilia costituisce oggi il riferimento varietale più specificamente molisano. Montepulciano, Trebbiano Toscano e Bombino Bianco appartengono invece alla tradizione della Pentro di Isernia e collegano Venafro a una viticoltura appenninica più ampia.

La posizione nella valle del Volturno distingue infine questo territorio dalle colline orientali del Molise: una geografia rivolta verso l’interno e verso il versante tirrenico, racchiusa tra pianura alluvionale e rilievi appenninici.