Matelica (Macerata – Marche)

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Matelica (conca interna del Verdicchio)

Macerata • Ancona • Marche • conca appenninica interna • Verdicchio di Matelica DOC / Verdicchio di Matelica Riserva DOCG

Illustrazione di Matelica: conca appenninica, colline interne e vigne del Verdicchio
Verdicchio in conca interna: meno influenza marina diretta, più tensione e contrasto termico.

Matelica

Macerata • Ancona • Marche • Italia • alta valle dell’Esino • Verdicchio di Matelica DOC • Verdicchio di Matelica Riserva DOCG

In breve

Parole chiave: Verdicchio, valle interna, Esino, Monte San Vicino, Appennino, calcare, marne, escursione termica.

Vitigno guida: Verdicchio.

Denominazioni: Verdicchio di Matelica DOC; Verdicchio di Matelica Riserva DOCG.

Idea chiave: Matelica occupa una valle interna orientata da nord a sud, separata dalla costa adriatica dalla dorsale del Monte San Vicino. Il Verdicchio cresce qui in condizioni più continentali rispetto a gran parte delle colline dei Castelli di Jesi.

La valle

Matelica si trova nell’alta valle dell’Esino, in una conca interna delle Marche centro-occidentali. Il centro abitato sorge a circa 354 metri di altitudine.

La valle segue una direttrice prevalentemente nord-sud, insolita nel sistema geografico marchigiano, le cui principali vallate scorrono invece verso l’Adriatico.

A est la dorsale del Monte San Vicino separa Matelica dalla fascia costiera; a ovest si innalzano i rilievi appenninici. Questa disposizione limita l’influenza diretta del mare e accentua alcuni caratteri continentali del clima.

La zona del Verdicchio di Matelica

La denominazione non coincide con il solo comune di Matelica. Comprende porzioni dei territori di Matelica, Esanatoglia, Gagliole, Castelraimondo, Camerino e Pioraco in provincia di Macerata, oltre a Cerreto d’Esi e Fabriano in provincia di Ancona.

I vigneti si distribuiscono indicativamente tra 250 e 650-700 metri di altitudine, soprattutto sui versanti che circondano il fondo della valle.

Le esposizioni favorevoli permettono al Verdicchio di raggiungere una maturazione completa anche nei siti più elevati.

Suoli

La geologia della valle non è uniforme. Nella parte settentrionale si incontrano terreni più profondi con una maggiore componente limosa.

Intorno a Matelica aumentano le componenti marnose e calcaree, mentre procedendo verso Castelraimondo possono diventare più evidenti suoli chiari e ricchi di calcare.

Argille, limi, marne, calcari e materiali arenacei compongono quindi un mosaico nel quale cambiano profondità, drenaggio e disponibilità idrica.

Clima

La protezione offerta dai rilievi riduce l’azione mitigatrice dell’Adriatico. Gli inverni sono più freddi rispetto alla fascia costiera e durante la stagione vegetativa possono verificarsi escursioni termiche marcate tra giorno e notte.

La maturazione delle uve può quindi procedere più lentamente rispetto alle zone marchigiane maggiormente esposte all’influenza marina.

Altitudine, orientamento del versante e posizione all’interno della valle introducono tuttavia differenze importanti tra i singoli vigneti.

Il Verdicchio

Il Verdicchio deve costituire almeno l’85% della base ampelografica del Verdicchio di Matelica.

La varietà mantiene generalmente una buona dotazione acida anche a maturazione avanzata e possiede una struttura che consente sia vinificazioni destinate al consumo relativamente giovane sia affinamenti prolungati.

Agrumi, mela, frutto bianco, fiori, erbe e mandorla appartengono ai profili frequentemente associati al vitigno, ma la loro intensità cambia secondo vigneto, annata e vinificazione.

Una denominazione storica

Il Verdicchio di Matelica ottenne il riconoscimento della DOC nel 1967, un anno prima del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

La delimitazione riconobbe una tradizione produttiva sviluppata nella valle interna dell’Esino e distinta geograficamente dalle colline jesine.

La denominazione ha mantenuto dimensioni relativamente contenute e una forte concentrazione della produzione intorno a Matelica e ai comuni della valle.

Verdicchio di Matelica Riserva

La tipologia Riserva è riconosciuta come DOCG e richiede almeno l’85% di Verdicchio.

L’affinamento minimo previsto è di diciotto mesi. Il tempo permette alla varietà di sviluppare profili che possono allontanarsi dal frutto giovanile e comprendere miele, mandorla, spezie, erbe, note balsamiche e frutta secca.

La possibilità di evoluzione costituisce una delle caratteristiche più consolidate del Verdicchio prodotto nella valle matelicese, senza trasformarsi per questo in un carattere identico per tutte le etichette e le annate.

Matelica nel bicchiere

La maggiore continentalità non determina automaticamente un vino più “verticale” o più “severo”. Influisce innanzitutto sui tempi della maturazione e sulla relazione tra zuccheri, acidità e sviluppo aromatico.

Vigneti più elevati o freschi possono conservare maggiore acidità, mentre esposizioni calde e siti più riparati possono favorire maturità e volume.

Anche all’interno di una denominazione relativamente piccola convivono quindi Verdicchio snelli e immediati, vini più strutturati e selezioni destinate a una lunga permanenza in bottiglia.

Approfondimenti

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