Bottiglie, Degustazioni

Nebbiolo 2016 – Giovanni Canonica

Langhe Nebbiolo 2016 – Giovanni Canonica

Cantina in pieno centro a Barolo
Nebbiolo affinato in acciaio e vetroresina
Non dichiarata, né certificata, conduzione biologica

C’è un alone di leggenda intorno a Giovanni Canonica e ai suoi vini. Per me che scrivo è un alone certamente legittimo perché, come altri sicuramente prima e altri in futuro, non sono mai riuscito a farmi ricevere dal Sig. Giovanni e sul territorio i suoi vini praticamente non esistono.
Sono venuto in possesso di questa bottiglia grazie a un amico di Roma e sono riuscito a tenerla in cantina sette mesi scarsi. Poi ha vinto la curiosità.

Per il mio palato un nebbiolo inedito.
Essenziale ed arcigno.

Core tra il rubino ed il granato, luminoso e trasparente.
Al naso soprattutto Erbe aromatiche, radici, pellame, ribes nero e mora.

L’alcol sviluppa una considerevole aromaticità e si confermano al palato le sensazioni olfattive. Frutto ben rifinito e una discreta freschezza, tannino molto fitto, combattivo, grande piacevolezza complessiva nella beva e persistenza non comune.

Lo riberrei, ma non si trova facilmente.

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Barbera d’Alba Superiore 2016 – Scarzello

Barbera d’Alba Superiore 2016 – Scarzello

Scarzello è a Barolo. Giustamente famoso il suo Barolo Vigna Merenda, ma insieme a quello fu riportato dalla gita in cantina anche questa vigorosa Barbera. Che fu aperta coraggiosamente in barba al clima torrido.

Lunga macerazione e affinamento per 18 mesi in legni di diversa capacità.

Rosso rubino intenso. Molto compatto. Forte la spinta olfattiva, agevolata dal considerevole elemento alcolico, con sentori di Viola, Ciliegia Durone e Prugna blu, una speziatura netta di pepe sichuan e chiodo di garofano.

Estroverso e potente all’assaggio, inizialmente si sviluppa su registri morbidi, molta dolcezza di frutto e calore, però ben equilibrati da una acidità fluente e da un tannino di grana fine.

Il passaggio in frigo lo rende ancora più gradevole, per quanto la componente alcoolica resti comunque un po’ sopra le righe.

Stappato il 25 luglio 2019 per onorare il Santo Jacopo, patrono della Città di Pistoia, insieme al piatto della festa, i Maccheroni col Sugo D’anatra.

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Nebbiolo Langhe 2015 – Cavallotto

Nebbiolo Langhe 2015 – Cavallotto

Castiglione Falletto

Nebbiolo da vigne da Barolo
15/18 mesi di affinamento in botte grande.

Uno straordinario esempio di equilibrio e compiutezza. Considerato da molti un piccolo barolo, credo sia più giusto definirlo un grande Nebbiolo. Perché questo è. Un vino che rivela ampiamente le possibilità del vitigno da cui deriva, anche quando non affinato per lunghissimo tempo e nelle sue declinazioni base.

Colore tra il rubino e il granato, limpido, trasparente e vivo, come si può vedere in foto.
Un vino che manifesta in atto le potenzialità dell’annata. Naso complesso e intenso dove a dominare sono note fruttate di lampone selvatico e ciliegia, floreali di rosa con sentori terragni e di liquirizia, un filo di spezia dolce.
Al contempo il sorso brilla per equilibrio, persistenza e bevibilità. Bella acidità e tannini maturi che compongono una trama ben integrata.

Da bere, ribere e poi ribere ancora.

 

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Barolo Bussia 2012 – Giacomo Fenocchio

BAROLO BUSSIA 2012 – GIACOMO FENOCCHIO

 

Ci troviamo a Monforte d’alba.
Barolo tradizionale. Lunga macerazione, affinamento in botti grandi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un bel granato lucido con sfumature sull’unghia color cipria.
Al naso porta un ventaglio olfattivo fine e complesso, che sviluppa suggestioni piacevoli e ben definite e che io riassumerei in quattro descrittori che mi sembrano, in questo momento che scrivo, i più consoni a replicare nel discorso le percezioni provate nel portare il bicchiere al naso: Rosa, Melograno, Cuoio fresco, Foglia di The.
Le aspettative generate dal naso restano però in parte deluse dal sorso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’attacco è caldo e misuratamente sapido, ma una freschezza poco brillante lo rende leggermente fiacco e poco profondo in fase centrale. L’alcool spinge rapidamente verso un un finale tannico caratterizzato da sentori di erboristeria.
Rispetto al Villero suo coevo, bevuto sei mesi fa, un gradino sotto.
Da riprovare.

 

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Langhe Nebbiolo 2016 – G. D. Vajra

Langhe Nebbiolo 2016 – G. D. Vajra

Uve nebbiolo da giovani vigne site in diversi comuni.

Affinamento in vasche d’acciaio con un minimo apporto di legni neutri prima dell’imbottigliamento.

Azienda sita in Barolo.

Non ho bevuto tutti i nebbioli del mondo, ma non ne ho nemmeno bevuti pochi. Probabilmente il Nebbiolo, in tutte le sue declinazioni, è il vitigno che ho incontrato più volte nel mio cammino e da che mi ricordi credo che questo Nebbiolo 2016 di Vajra sia il più floreale che abbia mai annusato/bevuto.

La veste è rubino chiaro, trasparente e vivo. Come premesso è un vino floreale, talmente floreale da risultare inebriante, come stare in un prato fiorito in piena primavera. Poi fragolina, cassis e ricordi dell’incenso che arde nel turibolo.

Langhe Nebbiolo 2016 - G. D. Vajra

Il nitore, la levità, la fragranza e la raffinata semplicità dei profumi che compongono il ventaglio odoroso di questo Nebbiolo mi fanno pensare alla composta brillantezza di certe canzoni di Nick Drake.

Langhe Nebbiolo 2016 - G. D. Vajra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al palato si conferma. Acidità setosa e tesa, succo fresco, tannino gentile e un buon finale di frutta fresca per un sorso più che piacevole.
Convincente.
Per fedeltà alla tipologia e valori espressi.

Langhe Nebbiolo 2016 - G. D. Vajra

Langhe Nebbiolo 2016 – G. D. Vajra

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