Degustazioni

Nebbioland al Magazzino

Gli amici del Magazzino in Viale Antonelli 19 a Pistoia continuano nella loro opera di divulgazione sul vino, mescolandola all’intrattenimento e alla buona compagnia. Riccardo Viganò ci racconta la  serata del 21 gennaio dedicata al Nebbiolo, se non  il principe dei vitigni italiani, perlomeno il Generale.

Cosa succede quando togliamo l’etichetta e lasciamo che sia solo il calice a parlare? Ieri sera al Magazzino in Viale Antonelli a Pistoia, abbiamo esplorato l’anima del Nebbiolo sotto la guida della nostra super Anastasia.

L’obiettivo della serata non era la competizione, ma la libertà sensoriale. Parlando con i produttori o leggendo i libri di settore si racconta sempre del suolo e di come questo imprima un carattere indelebile ai vini. Ma poi, all’atto di berli, si tratta di narrazione, suggestione o realtà? Servendo i 7 vini rigorosamente alla cieca, abbiamo voluto verificare proprio questo: ricercare le differenze geografiche e pedoclimatiche reali, eliminando il condizionamento psicologico del blasone.

Per orientarsi, ogni partecipante ha ricevuto una mappa delle varie zone e la lista dei vini in ordine sparso. Dopo un briefing iniziale per introdurre denominazioni meno note come Boca e Carema, siamo partiti con la degustazione.

I Protagonisti

Le etichette che hanno composto il puzzle della serata:

  • Carema DOC 2022 – Produttori di Carema
  • Langhe Nebbiolo DOC 2023 – Bosco
  • Boca DOC “Vigna Cristina” 2015 – Podere ai Valloni
  • Ghemme DOCG – Quarna
  • Gattinara DOCG 2022 – Vegis
  • Barolo DOCG (La Morra) 2021 – Borgogno Rivata (Cru Boiolo 50%)
  • Fara DOC 2012 – Castaldi

La bellezza della diversità

A fine serata, alla fatidica domanda sul vino preferito, non c’è stata alcuna unanimità. Se per il rapporto qualità-prezzo il Gattinara di Vegis 2022 e il Carema dei Produttori 2022 sono stati indicati come i migliori della batteria, per il resto i voti si sono frammentati in modo sorprendente. È emerso chiaramente come le diverse sensibilità a tavola portino a preferenze opposte: c’è chi cerca la verticalità e chi ama note più suadenti ed esili, come la fresca frutta agrumata del Langhe di Bosco 2023.

Il grande nome non ha dominato necessariamente la tavola. Il Barolo di Borgogno Rivata 2021, figlio del Cru Boiolo a La Morra, si è rivelato ancora “un bimbo”: un vino con tutte le componenti per farsi grande, ma dove tannino e acidità stanno ancora litigando in bocca in attesa di trovare l’armonia del tempo. Un esempio perfetto di come non sempre il “titolo” debba essere il protagonista assoluto.

Grande curiosità ha destato il Ghemme di Quarna: ha spiazzato molti al naso per una pulizia non esemplare, ma ha recuperato con una pienezza di sorso incredibile. È stato il più nominato, nel bene e nel male, ma alla fine nei calici non ne è rimasta una goccia… a riprova del detto “chi disprezza, compra”.

Conclusioni

Riconoscere le differenze tra il tannino dell’Alto Piemonte e la struttura di un Barolo senza poter leggere il nome in etichetta è un esercizio di umiltà. La serata al Magazzino ha dimostrato che il Nebbiolo cambia volto a seconda che affondi le radici nel porfido vulcanico, nelle marne di Sant’Agata o tra le rocce granitiche delle Alpi.

Grazie ad Anastasia e a tutti i partecipanti per aver condiviso questo viaggio dove a vincere è stata la soggettività del gusto e l’incredibile ricchezza del Piemonte.

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Sandro 2023 – Vino Rosso – Alberto Oggero 

Sandro 2023 – Vino Rosso – Alberto Oggero 

Sandro il Vino Rosso del Roero o della difficoltà di non finire la bottiglia in 20 minuti

Il Vino Rosso “Sandro” di Alberto Oggero è un vino divertente e gratificante fatto con Uve Rosse (nebbiolo) da terreni sabbiosi nel Roero, breve macerazione di 5 giorni, affinamento in cemento. Lieviti indigeni, no chiarifica e filtrazione.

Il colore è chiaro e invitante.

Ha fragranze vivaci di Rosa, Fragolina selvatica e Melograno, Bitter. Vivaci, intense e nette.

Nella sua lineare semplicità è un vino, come premesso, assai piacevole e divertente. Ma non solo per l’indubbia facilità di beva che certamente lo rende simpatico d’acchito.

Principalmente per la sua precisa forma, per la sua linearità coerente fatta di acidità smagliante, tannini accennati, poca concentrazione, radicale qualità del gusto, sorso che non perde mai di forza, un finale arioso e rinfrescante.

Un vino semplice pensato ed eseguito davvero bene.

Dall’ultima trasferta d’acquisto in Piemonte

Enonauta/Degustazione di Vino #458 - review - Sandro 2023 - Vino Rosso - Alberto Oggero | Un vino divertente e buono
Enonauta/Degustazione di Vino #458 - review - Sandro 2023 - Vino Rosso - Alberto Oggero | Un vino divertente e buono

Sandro 2023 – Red Wine – Alberto Oggero 

Sandro the Red Wine of Roero or the difficulty of not finishing the bottle in 20 minutes

The Red Wine “Sandro” by Alberto Oggero is a fun and rewarding wine made with Red Grapes (nebbiolo) from sandy soils in Roero, short maceration of 5 days, aging in cement. Indigenous yeasts, no clarification and filtration.

The color is light and inviting.

It has lively fragrances of Rose, Wild Strawberry and Pomegranate, Bitter. Lively, intense and clear.

In its linear simplicity it is a wine, as mentioned, very pleasant and fun. But not only for the undoubted ease of drinking which certainly makes it nice at first sight.

Mainly for its precise shape, for its coherent linearity made of dazzling acidity, hinted tannins, little concentration, radical quality of taste, sip that never loses strength, an airy and refreshing finish.

A simple wine thought out and executed really well.

From the last purchasing trip to Piedmont

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Carema 2016 – Cantina Produttori Nebbiolo di Carema

Carema 2016 – Cantina Produttori Nebbiolo di Carema

A Parigi dal 1875 esiste il Bureau international des poids et mesures. 

Al suo interno è conservato, insieme alle altre 6 grandezze fondamentali, la barra di platino-iridio che riproduce il Metro.

Ecco. Questa Espressione cristallina del Nebbiolo della Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema si potrebbe utilizzare come una sorta di metro di misura, una sorta di Nebbiolo archetipico, e si potrebbe depositare l’esperienza percettiva prodotta da questo vino in un immaginario e apposito Boureau mentale ispirato a quello di Parigi. Il Metro del Nebbiolo. 

Questo a prescindere dal fatto che ne potresti preferire un altro.

Nebbiolo con 12 giorni di macerazione e 24 mesi (almeno 12 in legno) di invecchiamento.

Il Colore è granato di luminosità e brillantezza assolute. La finezza delle fragranze fa il pari con la leggiadria del sorso. E la leggiadria del sorso è direttamente proporzionale alla sua intensità gustativa.

Lampone in principio, più melograno con l’arieggiamento. Rose, misurata speziatura, un tocco di scorza d’arancia e di erbe aromatiche.

Vino secco e decisamente fresco, con tannini di grana fina e alcool dosato magistralmente. Ciò che lo rende irresistibile è la qualità e la durata del ritorno del frutto che si potrebbe definire delizioso Questo lo rende un vino dalla bevuta equilibrata e piacevole. Pronto adesso, ma senza ansie si potrebbe conservare in cantina.

Non si finisce mai di rinnovare la propria stima per Cantina di Carema.

Enonauta/Degustazione di Vino #409 - review - Carema 2016 - Cantina Produttori Nebbiolo di Carema | Nebbiolo Paradigmatico

Carema 2016 – Cantina Produttori Nebbiolo di Carema

The Bureau international des poids et mesures has existed in Paris since 1875.

Inside it, together with the other 6 fundamental quantities, the platinum-iridium bar that reproduces the Meter is preserved.

Here you are. This crystalline expression of Nebbiolo from the Nebbiolo Producers Cellar of Carema could be used as a sort of measuring stick, a sort of archetypal Nebbiolo, and the perceptive experience produced by this wine could be deposited in an imaginary and specific mental Boureau inspired by that of Paris. The Nebbiolo Metro.

This is regardless of the fact that you might prefer another.

Nebbiolo with 12 days of maceration and 24 months (at least 12 in wood) of aging.

The color is garnet with absolute brightness and brilliance. The finesse of the fragrances is matched by the gracefulness of the sip. And the gracefulness of the sip is directly proportional to its gustatory intensity.

Raspberry at first, more pomegranate as it aerates. Rose, measured spiciness, a touch of orange peel and aromatic herbs.

Dry and decidedly fresh wine, with fine-grained tannins and masterfully dosed alcohol. What makes it irresistible is the quality and duration of the return of the fruit which could be defined as delicious. This makes it a balanced and pleasant drinking wine. Ready now, but without worries it could be stored in the cellar.

You never stop renewing your esteem for Cantina di Carema.

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Nebbiolo d’Alba “Vigna Santa Rosalia” 2020 – Brezza

Nebbiolo d’Alba “Vigna Santa Rosalia” 2020 – Brezza

Ci sono vini ammantati di hype, magia, mistero, speculazioni ridicole, anticipati da aspettative smisurate e prezzi folli che mettono a dura prova la capacità critica del bevitore schiacciato in un angolo dalla mole di lodi che precedono lo stappo.

Poi ci sono i vini normali, dove il termine normale non è da intendersi peggiorativo o denigratorio, che si stappano per la soddisfazione quotidiana, senza pensiero alcuno, accompagnando il ritmo del vivere. Tra i vini normali, questo Nebbiolo dell’azienda Brezza di Barolo è uno dei miei preferiti.

Nebbiolo da una Vigna che si trova appena fuori dal paese di Barolo, breve macerazione e poi 1 anno in botte grande e 1 anno in bottiglia.

Vino dal colore massimamente brillante, la documentazione fotografica non filtrata lo testimonia, decisamente fragrante, floreale spiccato di viola, frutti rossi come il lampone e il ribes, un filo di spezie e di erbe aromatiche. 

Sorso fresco, diretto, dal profilo netto. Ha un’impronta tattile, ma non difetta in gusto che è centrato sul frutto delicato. Gradazione importante senza derive, tannini rigorosi, nebbiolità radicale, senza compromessi, disegnata con pochi tratti precisi per un vino completo, più che semplice, coinciso. 

Enonauta/Degustazione di Vino #327 - review - Nebbiolo d'Alba Vigna Santa Rosalia 2020 - Brezza | nebbiolità radicale, senza compromessi
Enonauta/Degustazione di Vino #327 - review - Nebbiolo d'Alba Vigna Santa Rosalia 2020 - Brezza | nebbiolità radicale, senza compromessi
Enonauta/Degustazione di Vino #327 - review - Nebbiolo d'Alba Vigna Santa Rosalia 2020 - Brezza | nebbiolità radicale, senza compromessi

Nebbiolo d’Alba “Vigna Santa Rosalia” 2020 – Brezza

There are wines cloaked in hype, magic, mystery, ridiculous speculation, anticipated by enormous expectations and crazy prices that put the critical capacity of the drinker to the test, crushed in a corner by the mass of praise that precedes the uncorking.

Then there are normal wines, where the term normal is not to be understood as pejorative or denigrating, which are uncorked for daily satisfaction, without any thought, accompanying the rhythm of life. Among normal wines, this Nebbiolo from the Brezza di Barolo company is one of my favorites.

Nebbiolo from a vineyard located just outside the town, short maceration and then 1 year in large barrels and 1 year in the bottle.

Wine with a very bright colour, unfiltered photographic documentation testifies to this, decidedly fragrant, floral with strong violets, red fruits such as raspberries and currants, a hint of spices and aromatic herbs.

Fresh, direct sip, with a clear profile. It has a tactile imprint, but does not lack in taste which is centered on the delicate fruit. Important alcoholic strength without drifts, rigorous tannins, radical haziness, without compromises, designed with a few precise traits for a complete, rather than simple, concise wine.

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Barolo Pisapola 2016 – Edoardo Sobrino

Barolo Pisapola 2016 – Edoardo Sobrino

Vigneto in Verduno, in Diano d’Alba l’azienda.
Invecchiamento in botte grande.

Premessa buffa:
Nell’aprile 2022 stavo organizzando un giro nelle Langhe con alcuni amici e l’azienda di Edoardo Sobrino era tra quelle che avevo contattato, spinto dall’entusiasmo di alcuni racconti raccolti e senza aver mai bevuto i suoi vini.
Poi è finita che io non ho potuto partecipare alla gita e da Edoardo Sobrino sono andati gli amici senza di me e qui si può leggere il resoconto di quel viaggio

(https://www.enonauta.it/2022/12/30/la-prima-volta-non-si-scorda-mai/)

Questa bottiglia è una di quelle che ritornarono da quel viaggio.

Vino chiaro, luminoso, nitido nei rimandi olfattivi con predominanti note floreali e balsamiche, di eucalipto, anice stellato, erbe officinali. Più tenui ricordi di ribes, bergamotto, felce.
Vino dall’intensità olfattiva sopra la media.

Al palato è sottile, dall’andatura lineare e incisiva, senza sbavature, con acidità calibratissima e tannini di grana fine, sapidità spiccata con ben apprezzabile bilanciamento di tattile e gustativo e si conferma la precisione di tratto già suggerita al naso.

Vino ottimo da riassaggiare sicuramente.




Enonauta/Degustazione di Vino #371 - review - Barolo Pisapola 2016 - Edoardo Sobrino | Vino chiaro, luminoso, nitido, lineare al palato

Barolo Pisapola 2016 – Edoardo Sobrino

Vineyard in Verduno, the company in Diano d’Alba.
Aging in large barrels.

Funny premise:
In April 2022 I was organizing a tour in the Langhe with some friends and Edoardo Sobrino’s company was among those I had contacted, driven by the enthusiasm of some stories I had collected and without ever having drunk his wines.
Then it ended up that I wasn’t able to take part in the trip and my friends went to Edoardo Sobrino without me and you can read the report of that trip here

(https://www.enonauta.it/2022/12/30/la-prima-volta-non-si-corda-mai/)

This bottle is one of those that returned from that trip.

Clear, bright wine, clear in its olfactory references with predominant floral and balsamic notes of eucalyptus, star anise, medicinal herbs. More subtle memories of currant, bergamot, fern.
Wine with above average olfactory intensity.

On the palate it is subtle, with a linear and incisive gait, without smudging, with very calibrated acidity and fine-grained tannins, marked flavor with a very appreciable balance of tactile and gustatory aspects and the precision of trait already suggested on the nose is confirmed.

Excellent wine to definitely taste again.

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Barolo Cannubi 2012 – Giacomo Fenocchio

Barolo Cannubi 2012 – Giacomo Fenocchio

Non voglio parlare dell’annata, ma ho avuto l’occasione di assaggiare un certo numero di vini del 2012, anche blasonati, famosi, unicorni e alcuni non avevano sprint, energia, carattere. Questo non è il caso. Il Barolo Cannubi 2012 di Giacomo Fenocchio è certo invece uno dei migliori 2012 da me assaggiato fino ad oggi.

Prima di ogni altro discorso bisogna parlare del colore di questo vino. Granato splendente, luminoso, la luce lo attraversa e lo pervade rendendolo raggiante.
Ampio al naso con ricordi decisi di frutti rossi maturi, scorza di chinotto, carruba, radici aromatiche, cipria e noce moscata. Ampio e finissimo.

Ha molte buone carte da giocare. Energia, calore, potenza, acidità ben diffusa, sapidità, tannini tangibili e vigorosi, qualità dell’aroma fruttato. Cede qualcosa in presenza e in profondità, a tratti l’alcol sembra troppo/scollegato però senza mai sconfinare nell’incontrollabile. Ottimo il finale dolce/amaro molto persistente.

Credo di poter dire che questo sarà forse il suo apice espressivo, perché ha uno scheletro che il tempo ha levigato appena, alcol evidente a momenti un po’ disorganico e cominciano a tratteggiarsi segnali, se non di maturità, perlomeno di fine della gioventù.

In base a quanto esperito dò un consiglio a chi lo detiene in cantina: Bevilo adesso.

Enonauta/Degustazione di Vino #327 - review - Barolo Cannubi 2012 - Giacomo Fenocchio | uno dei migliori 2012 da me assaggiato fino ad oggi

Enonauta/Degustazione di Vino #327 – review – Barolo Cannubi 2012 – Giacomo Fenocchio | uno dei migliori 2012 da me assaggiato fino ad oggi

Barolo Cannubi 2012 – Giacomo Fenocchio

I don’t want to talk about the vintage, but I had the opportunity to taste a certain number of 2012 wines, even noble, famous, unicorns and some lacked sprint, energy, character. This is not the case. Giacomo Fenocchio’s Barolo Cannubi 2012 is certainly one of the best 2012s I have tasted to date.

Before any other discussion we must talk about the color of this wine. Shining, luminous garnet, the light passes through it and pervades it, making it radiant.
Broad on the nose with strong hints of ripe red fruits, chinotto peel, carob, aromatic roots, face powder and nutmeg. Large and very fine.

He has many good cards to play. Energy, heat, power, well-diffused acidity, flavor, tangible and vigorous tannins, quality of the fruity aroma. It gives something in presence and in depth, at times the alcohol seems too/disconnected but without ever bordering on the uncontrollable. Excellent, very persistent sweet/bitter finish.

I think I can say that this will perhaps be his expressive pinnacle, because he has a skeleton that time has barely smoothed, alcohol is evident at times a little disorganized and signs are beginning to emerge, if not of maturity, at least of the end of youth.

Based on what I have experienced, I give some advice to those who have it in their cellar: Drink it now.

Enonauta/Wine Tasting #327 – review – Barolo Cannubi 2012 – Giacomo Fenocchio | one of the best 2012s I’ve tasted to date

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Barolo Lazzairasco 2006 – Guido Porro

Barolo Lazzairasco 2006 – Guido Porro

Ciò che un tempo fu probabilmente un vino potente e austero è oggi un vino ottimamente evoluto, caratterizzato da determinata gentilezza. E potrebbe essere portato ad esempio delle potenzialità di un vino adatto all’invecchiamento. Il Lazzairasco di Guido Porro da Serralunga, fuoriclasse indiscusso del Nebbiolo, è un Barolo fortemente tradizionale. A 17 anni dalla vendemmia è un vino di colore chiaro luminoso che si dispiega con estrema precisione al palato e nitore al naso dove prevalgono i ricordi fruttati di Melograno maturo, agrumati di scorza di chinotto, e poi sentori di timo, genziana, cuoio, the nero, a tratti etereo.
Vino potente, caldo, il cui filo conduttore sono l’integrità e la qualità del ritorno fruttato nel centrobocca, il suo prolungarsi lineare, definito ed equilibrato, con un tannino adesso disegnato e giusta freschezza, senza flessioni. In coda tornano anche l’agrume e le radici aromatiche.

Vino che avrebbe ancora del tempo a sua disposizione, ma adesso forse al culmine della sua evoluzione positiva.

Enonauta/Degustazione di Vino #318 - review - Barolo Lazzairasco 2006 - Guido Porro | Ciò che un tempo fu probabilmente un vino potente e austero è oggi un vino ottimamente evoluto, caratterizzato da determinata gentilezza
Enonauta/Degustazione di Vino #318 - review - Barolo Lazzairasco 2006 - Guido Porro | Ciò che un tempo fu probabilmente un vino potente e austero è oggi un vino ottimamente evoluto, caratterizzato da determinata gentilezza

Barolo Lazzairasco 2006 – Guido Porro

What was once probably a powerful and austere wine is today an excellently evolved wine, characterized by determined kindness. And it could be given as an example of the potential of a wine suitable for aging. Guido Porro da Serralunga’s Lazzairasco, the undisputed champion of Nebbiolo, is a highly traditional Barolo. 17 years after the harvest, it is a wine with a bright light color that unfolds with extreme precision on the palate and clarity on the nose where the fruity notes of ripe pomegranate, citrus notes of chinotto peel, and then hints of thyme, gentian, leather, tea prevail. black, at times ethereal.
Powerful, warm wine, whose common thread is the integrity and quality of the fruity return in the mid-mouth, its linear, defined and balanced extension, with a well-defined tannin and the right freshness, without inflections. Citrus fruits and aromatic roots also return at the end.

A wine that still has some time at its disposal, but now perhaps at the peak of its positive evolution.

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Barbaresco Sanadaive 2011 – Adriano Marco & Vittorio

Barbaresco Sanadaive 2011 – Adriano Marco & Vittorio

San Rocco Seno d’Elvio

(o del piacere di arrivare al momento giusto)

Una delle migliori emozioni che può innescare una bottiglia di vino è quella che si prova allora che ci si rende conto di averla aperta nel momento giusto.
Quando l’integrità del frutto, lo sviluppo aromatico, l’evoluzione e l’accordo delle parti sembrano aver trovato una sintonia che non potrà essere ripetuta e si può dire a voce piena “Questo è un vino pronto!” .

Barbaresco di ispirazione classica, macerazione per 20 giorni e 12 mesi di passaggio in grandi botti da 30 e 50 hl e 9 mesi in bottiglie.

Colore granato traslucido, alterna sentori di piccoli frutti rossi, melograno in prevalenza e ribes rosso alle spezie dolci, e poi scorza di chinotto, foglia di the, cipria, ricordi eterei e di timo in un quadro di grande precisione.

Ha l’impatto del Melograno. Estrema delicatezza del frutto e al contempo acidità radiosa e ficcante, la fermezza del tannino che un tempo doveva essere molto compatto e che qui, adesso, ha cominciato a sgranarsi conservando però forza. Sorso asciutto, sapido, intenso, definito, molto persistente e altamente equilibrato.
Il Finale è un lento sfumare di ricordi fruttati e speziati che coinvolge tutto il cavo orale.
In ottima compagnia con un piatto misto di formaggi (gorgonzola, parmigiano e caciotta fresca della Montagna Pistoiese).

Era il momento giusto.

Enonauta/Degustazione di Vino #273 - review - Barbaresco Sanadaive 2011 - Adriano Marco & Vittorio | Barbaresco classico aperto nel giusto momento
Enonauta/Degustazione di Vino #273 - review - Barbaresco Sanadaive 2011 - Adriano Marco & Vittorio | Barbaresco classico aperto nel giusto momento
Enonauta/Degustazione di Vino #273 - review - Barbaresco Sanadaive 2011 - Adriano Marco & Vittorio | Barbaresco classico aperto nel giusto momento
Enonauta/Degustazione di Vino #273 - review
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Barbaresco Sanadaive 2011 – Adriano Marco & Vittorio

San Rocco Seno d’Elvio

(or the pleasure of arriving at the right time)

One of the best emotions that a bottle of wine can trigger is the one you feel when you realize you have opened it at the right time.
When the integrity of the fruit, the aromatic development, the evolution and the agreement of the parts seem to have found a harmony that cannot be repeated and you can say in full voice “This is a ready wine!” .

Classically inspired Barbaresco, maceration for 20 days and 12 months in large 30 and 50 hl barrels and 9 months in bottles.

Translucent garnet colour, it alternates hints of small red fruits, mainly pomegranate and red currant with sweet spices, and then chinotto peel, tea leaf, face powder, ethereal memories and thyme in a highly precise framework.

It has the impact of Pomegranate. Extreme delicacy of the fruit and at the same time radiant and punchy acidity, the firmness of the tannin which once must have been very compact and which here, now, has begun to break down while retaining strength. Dry, savory, intense, defined, very persistent and highly balanced sip.
The finish is a slow blur of fruity and spicy memories that involves the entire oral cavity.
In excellent company with a mixed plate of cheeses (gorgonzola, parmesan and fresh caciotta from the Pistoiese mountains).

It was the right time.

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Bramaterra 2010 – Antoniotti

Bramaterra 2010 – Antoniotti

Una splendida bevuta che ha bisogno di una premessa. Bevvi la stessa bottiglia qualche anno fa in un ristorante del quartiere San Salvario a Torino durante un diluvio, lo Scannabue (www.scannabue.it). Lo cito, non per fare pubblicità, perché la scoperta fu indotta dall’entusiasmo del sommelier nel proporsi di scegliere un vino, a suo dire particolare, per degli amanti del nebbiolo. Apprezzo questo entusiasmo quando mi sembra provenire da qualcuno che sembra competente e sincero al solito tempo.

Arrivò in tavola questo Bramaterra 2010 della cantina Antoniotti che riscosse un grande successo. Andai poi in seguito a conoscere la famiglia Antoniotti e a procurarmi questa bottiglia di stasera in quel di Sostegno.

Bevute anche altre annate (leggi qui ad esempio), ma nessuna come questa.

È nebbiolo con 20 percento di Croatina, 7 percento di Vespolina e 3 percento di Uva Rara. Cemento e botte grande per tre anni, approccio tradizionale.
Il vino è granato, integro fino al bordo, pieno, luminoso, ampio ed aperto da subito, intenso, con aromi nettissimi di rosa, lampone, ciliegia matura, chiodo di garofano e speziatura che sottolineano il buon uso dei vitigni complementari e che a questo Bramaterra donano una personalità davvero unica. È inoltre lievemente etereo, con ricordi di radici, appena un po’ di scorza di arancio. Rigore e precisione rari.
Nel sorso tutti gli elementi convergono affinché l’esperienza sia entusiasmante. Tenore alcolico misurato, acidità e salinità davvero importanti, ma che non tagliano mai il flusso di gusto, ne sono invece propulsore infinito. Tannino finissimo, di buona forza e non smussato, un ricamo, centro bocca fruttato, pieno, definito e gustoso. Il Finale è lungo, rinfrescante dove trova il modo di essere rievocato tutto ciò che era stato suggerito al naso.

98 punti, ma anche 100.

Enonauta/Degustazione di Vino #264 - review - Bramaterra 2010 - Antoniotti | Vino perfettamente compiuto, per esecuzione, piacevolezza, carattere e anche originalità.
Un Bramaterra da 100 punti
Enonauta/Degustazione di Vino #264 - review - Bramaterra 2010 - Antoniotti | Vino perfettamente compiuto, per esecuzione, piacevolezza, carattere e anche originalità.
Bramaterra 2010
Enonauta/Degustazione di Vino #264 - review - Bramaterra 2010 - Antoniotti | Vino perfettamente compiuto, per esecuzione, piacevolezza, carattere e anche originalità.
Antoniotti

Bramaterra 2010 – Antoniotti

A splendid drink that needs a premise. I drank the same bottle a few years ago in a restaurant in the San Salvario district of Turin during a flood, Scannabue (www.scannabue.it). I mention it, not to advertise, because the discovery was induced by the sommelier’s enthusiasm in proposing to choose a wine, which he said was particular, for Nebbiolo lovers. I appreciate this enthusiasm when it seems to come from someone who seems competent and sincere at the same time.

This Bramaterra 2010 from the Antoniotti winery arrived on the table and was a great success. I then later went to meet the Antoniotti family and to get this bottle tonight in Sostegno.

I also drank other vintages (read here for example), but none like this one.

It is Nebbiolo with 20 percent Croatina, 7 percent Vespolina and 3 percent Uva Rara. Cement and big barrel for three years, traditional approach.
The wine is garnet, intact up to the edge, full, bright, ample and immediately open, intense, with very clear aromas of rose, raspberry, ripe cherry, clove and spiciness which underline the good use of complementary vines and which to this Bramaterra give a truly unique personality. It is also slightly ethereal, with hints of roots, just a little orange peel. Rare rigor and precision.
In the sip all the elements converge so that the experience is exciting. Measured alcohol content, really important acidity and salinity, but which never cut off the flow of flavour, are instead an infinite driving force. Very fine tannin, of good strength and not blunt, an embroidery, fruity, full, defined and tasty center of the mouth. The finish is long, refreshing where everything that was suggested to the nose finds a way to be evoked.

98 points, but also 100.

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Barbaresco 2018 – Giuseppe Cortese

Barbaresco 2018 – Giuseppe Cortese

Il sig. Giuseppe Cortese è un vignaiolo cortese di nome e di fatto. Sono stato in visita da lui 5/6 anni addietro a Barbaresco e rimasi decisamente colpito dalla sua semplicità e disponibilità nell’accogliermi presso la sua cantina senza il minimo preavviso (dove, oltre ad assaggiare tutti i suoi bei vini, ebbi anche la fortuna di acquistare alcune annate vecchie del suo Cru Rabajà a prezzi all’epoca veramente onesti e che oggi risulterebbero irrisori).

Anche il suo Barbaresco 2018 potrebbe essere definito cortese, perché è un vino buonissimo, accogliente e di grande equilibrio. Ma “l’etichetta” di cortese rischia però di stargli stretta, perché è anche un vino corroborante, dal sorso dinamico e vivo. Un vino che rappresenta a mio avviso un grande esempio di classicità nell’interpretazione del Barbaresco, territoriale, schietto ed elegante. Le uve sono avviate alla fermentazione in serbatoi d’acciaio con fermentazione sulle bucce per circa un mese. Matura poi 18 mesi in botti grandi e completa l’affinamento con almeno 6 mesi in bottiglia.

Nel calice si presenta non troppo carico, di colore rosso granato luminoso, riflessi rubino e netto contorno aranciato. Al naso piccoli frutti a bacca rossa, ciliegia sottospirito, violetta, caramella al rabarbaro, radice di liquirizia, leggermente mentolato. Al palato si concede subito senza tante ritrosìe, giustamente morbido, avvolgente e caldo. Tannino di trama fine e ben cesellato, mai irruento; il sorso progredisce succoso, con regolarità e piacevolezza, supportato da argini di freschezza e mineralità che donano equilibrio al sorso e grande bevibilità. Gestione dell’alcool (14.5°) magistrale, finale fresco, leggermente sapido e di buona persistenza.

Questo Barbaresco 2018 di Giuseppe Cortese è a mio avviso in uno stato di grazia, potrebbe certamente aspettare ancora in cantina alcuni anni ed evolvere in maniera interessante. Ma è buonissimo ora, e se ne avessi ancora una bottiglia in cantina non esiterei a stapparlo ancora entro la fine dell’anno. Vino di grande piacevolezza ed immediatezza che danza tra le linee di gioco con equilibrio, prontezza, eleganza e concretezza. Ottimo anche il rapporto qualità-prezzo-piacere e sugli abbinamenti ci si può solo sbizzarrire.

Enonauta/Degustazione di Vino #255 - review - Barbaresco 2018 - Giuseppe Cortese | vino buonissimo, accogliente e di grande equilibrio
Enonauta/Degustazione di Vino #255 - review - Barbaresco 2018 - Giuseppe Cortese | vino buonissimo, accogliente e di grande equilibrio
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