← Torna a I luoghi del vino · Didattica · Didattica e Servizi
Serralunga d’Alba
CUNEO • PIEMONTE • Italia • borgo lineare di crinale nel cuore orientale della Langa del Nebbiolo • Barolo DOCG

In breve
Parole chiave: Nebbiolo, Barolo, Langhe, dorsale, Formazione di Lequio, Marne di Sant’Agata Fossili, MGA, castello.
Vitigno: Nebbiolo in purezza per il Barolo DOCG.
Denominazioni: Barolo DOCG, oltre alle altre denominazioni delle Langhe ammesse nel territorio comunale.
Quadro territoriale: Serralunga d’Alba occupa una lunga dorsale nel settore orientale della zona del Barolo. L’intero territorio comunale rientra nella DOCG e presenta una successione di versanti vitati nella quale assumono particolare rilievo la Formazione di Lequio e, nelle parti più basse, le Marne di Sant’Agata Fossili.
Il territorio
Serralunga d’Alba si trova nella parte orientale delle Langhe del Barolo, tra Castiglione Falletto e Monforte d’Alba a ovest e le colline che scendono verso Sinio, Roddino, Montelupo Albese e Diano d’Alba sul versante opposto.
Il borgo sorge a circa 414 metri di altitudine sulla sommità di una dorsale stretta e allungata, dominata dal castello medievale. Intorno al centro abitato i vigneti scendono sui due versanti seguendo pendenze ed esposizioni differenti.
A differenza di molti altri comuni della denominazione, l’intero territorio comunale di Serralunga d’Alba è compreso nella zona del Barolo DOCG. I vigneti destinati al Barolo devono comunque rispettare le condizioni di giacitura, altitudine ed esposizione stabilite dal disciplinare.
La dorsale di Serralunga
La struttura del territorio è dominata da una dorsale principale che procede approssimativamente da nord a sud. Il paese ne occupa uno dei punti più elevati, mentre una successione di crinali secondari e valloni divide i vigneti sui due lati.
Sul versante occidentale le colline guardano verso Castiglione Falletto e Monforte; a est degradano verso la valle del Talloria di Sinio e le colline che precedono l’Alta Langa.
Questa disposizione produce esposizioni molto diverse, comprese quelle meridionali, sud-occidentali, occidentali, orientali e sud-orientali. Pendenza, quota e orientamento cambiano anche nello spazio di poche centinaia di metri.
Geologia
Le colline di Serralunga appartengono al bacino sedimentario terziario piemontese. I materiali che oggi affiorano furono depositati in ambiente marino e successivamente sollevati e modellati dall’erosione.
La formazione geologica più caratteristica della parte centro-meridionale del comune è la Formazione di Lequio, costituita da un’alternanza di marne argillose e livelli sabbiosi.
Nelle parti più basse del territorio compaiono invece le Marne di Sant’Agata Fossili, costituite prevalentemente da sedimenti fini, con una forte presenza di limo e argilla e una componente calcarea significativa.
Il passaggio tra le diverse formazioni non segue necessariamente i confini delle singole vigne o delle Menzioni Geografiche Aggiuntive. Anche all’interno della stessa area possono variare profondità, tessitura e composizione dei suoli.
La Formazione di Lequio
La Formazione di Lequio risale al Serravalliano ed è caratterizzata da strati di marna argillosa alternati a livelli di sabbia.
I terreni che ne derivano presentano generalmente una forte componente limosa, una quota significativa di argilla e sabbia e un contenuto calcareo elevato. Nell’area del Barolo questa formazione affiora soprattutto nella parte centro-meridionale di Serralunga e sul versante orientale di Monforte d’Alba.
L’alternanza degli strati e il diverso grado di erosione producono variazioni anche sensibili tra i vigneti: la Formazione di Lequio non corrisponde quindi a un terreno perfettamente uniforme.
Le Marne di Sant’Agata Fossili
Le Marne di Sant’Agata Fossili sono diffuse in numerose zone del Barolo e affiorano anche nella parte più bassa di Serralunga.
Sono costituite prevalentemente da marne ricche di sedimenti fini, soprattutto limo e argilla, con una presenza relativamente limitata di sabbia.
La loro presenza accanto alla Formazione di Lequio introduce un’ulteriore diversità geologica all’interno di un comune territorialmente compatto.
Composizione e origine dei terreni descrivono le condizioni fisiche nelle quali cresce la vite, ma non determinano automaticamente caratteristiche sensoriali come potenza, austerità o longevità.
Clima ed esposizioni
Il clima è quello temperato subcontinentale delle Langhe, con estati calde, inverni freddi e precipitazioni concentrate soprattutto nelle stagioni intermedie.
La posizione elevata della dorsale favorisce una buona circolazione dell’aria, mentre le differenze di esposizione modificano quantità e durata dell’insolazione sui singoli versanti.
Il disciplinare del Barolo ammette vigneti compresi tra 170 e 540 metri di altitudine e richiede una giacitura esclusivamente collinare. Per i nuovi impianti sono escluse le esposizioni direttamente settentrionali comprese nell’arco stabilito dalla normativa.
Il Nebbiolo
Il Barolo prodotto a Serralunga deve essere ottenuto esclusivamente da uve Nebbiolo.
Il vitigno germoglia relativamente presto e raggiunge la maturazione tardivamente. La lunga stagione vegetativa rende importanti esposizione, quota, disponibilità idrica e andamento climatico dell’annata.
Acidità e tannino costituiscono elementi strutturali frequenti nel Nebbiolo. Intensità del colore, maturità del frutto, profilo aromatico e consistenza variano però secondo vigneto, vendemmia e tecniche di vinificazione e affinamento.
Le Menzioni Geografiche Aggiuntive
Il territorio comunale è suddiviso in numerose Menzioni Geografiche Aggiuntive del Barolo DOCG. Tra queste figurano Arione, Badarina, Baudana, Boscareto, Brea, Cerrati, Cerretta, Francia, Gabutti, Lazzarito, Margheria, Ornato, Parafada, Prapò, San Rocco, Sorano e Vignarionda.
Le MGA hanno dimensioni differenti e occupano versanti con esposizioni, altitudini e substrati geologici diversi. Alcune si sviluppano intorno al borgo, altre si trovano nei settori settentrionali o meridionali del comune.
La loro funzione è identificare provenienze geograficamente delimitate. Non costituiscono una classificazione gerarchica e il disciplinare non attribuisce alle singole menzioni uno specifico profilo organolettico.
Lazzarito e Gabutti
Lazzarito e Gabutti occupano il sistema di versanti immediatamente prossimo al borgo di Serralunga e appartengono ai nomi storicamente più conosciuti della viticoltura comunale.
La conformazione della dorsale determina una successione di esposizioni e pendenze differenti anche all’interno delle due menzioni. I confini amministrativi delle MGA consentono di distinguere queste provenienze senza trasformarle in categorie stilistiche prestabilite.
Cerretta e Baudana
Cerretta e Baudana occupano il settore settentrionale del territorio comunale, verso il confine con Diano d’Alba e le colline che precedono Grinzane Cavour.
Cerretta comprende una superficie articolata, distribuita su differenti versanti. Baudana identifica invece un’area più circoscritta, storicamente legata all’omonima località.
La vicinanza geografica non implica identità di esposizione o terreno: la morfologia collinare produce differenze anche tra parcelle confinanti.
Francia, Arione e il settore meridionale
Francia e Arione si trovano nel settore meridionale della zona vitata di Serralunga, verso il confine con Monforte d’Alba e Roddino.
In questa parte del comune la Formazione di Lequio assume particolare rilievo e i vigneti occupano una successione di pendii separati da valloni che scendono verso le quote inferiori.
Anche qui la denominazione geografica identifica il luogo di provenienza e non prescrive una determinata espressione sensoriale del Nebbiolo.
Vignarionda
Vignarionda occupa un settore collinare a sud del borgo ed è uno dei toponimi storici più riconoscibili di Serralunga.
La menzione comprende vigneti appartenenti a produttori differenti e presenta variazioni interne di pendenza, esposizione e posizione sulla dorsale.
Il nome identifica una provenienza delimitata dal disciplinare del Barolo e può comparire in etichetta secondo le norme previste per le Menzioni Geografiche Aggiuntive.
La Barolo DOCG
Serralunga d’Alba è uno dei tre comuni, insieme a Barolo e Castiglione Falletto, compresi integralmente nella zona di produzione del Barolo DOCG.
Il vino deve essere prodotto esclusivamente da Nebbiolo. Il periodo minimo di invecchiamento è di 38 mesi, dei quali almeno 18 in legno, con decorrenza dal 1° novembre dell’anno della vendemmia.
Per il Barolo Riserva il periodo minimo sale a 62 mesi, dei quali almeno 18 in legno.
Alla denominazione può essere aggiunta una delle MGA previste dal disciplinare e, alle condizioni stabilite dalla normativa, la menzione vigna seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale.
Il castello e il paesaggio
Il castello trecentesco domina la sommità della dorsale e costituisce il riferimento visivo principale del borgo. L’abitato si raccoglie intorno alla fortificazione, mentre i vigneti scendono immediatamente lungo i versanti circostanti.
Il territorio comunale conserva numerose località e nuclei rurali legati alla viticoltura, tra cui Baudana, Cerretta, Fontanafredda, Gabutti, Meriame, Parafada e Sorano.
La continuità tra borgo, cascine e vigneti rende particolarmente evidente la struttura agricola del paesaggio serralunghese, nonostante la forte specializzazione contemporanea nella produzione di Barolo.
Serralunga d’Alba nel bicchiere
Nei Barolo di Serralunga possono ricorrere rosa, viola, ciliegia, piccoli frutti rossi, spezie ed erbe, con evoluzioni verso note balsamiche, terrose e altre componenti terziarie.
Acidità e tannino appartengono alla struttura del Nebbiolo, ma intensità e sviluppo del vino dipendono dalla posizione del vigneto, dalla maturazione dell’uva, dall’annata e dalle scelte di vinificazione e affinamento.
La frequente associazione tra Serralunga e termini come “potenza”, “austerità” o “longevità” descrive una tradizione interpretativa, non una conseguenza necessaria della provenienza. Formazione di Lequio, Marne di Sant’Agata Fossili, esposizione e altitudine definiscono condizioni fisiche differenti; il loro rapporto con il vino non può essere ridotto a una corrispondenza organolettica automatica.
I temi affrontati qui trovano naturale prosecuzione anche negli incontri e nei percorsi dal vivo. → Didattica e Servizi

Serralunga d’Alba al tramonto vista dal cortile di Elio Sandri