Bottiglie, Degustazioni

Barolo Cannubi 2016 – Brezza

Barolo Cannubi 2016 –  Brezza

Per raccontare questo vino possiamo partire dalle tre parole che circoscrivono l’ambito d’indagine in modo piuttosto preciso:

2016, Cannubi e Brezza. Nell’ordine: un’annata largamente considerata tra le migliori delle Langhe recenti; uno dei cru più prestigiosi e conosciuti di Barolo, il cui nome compare già su una bottiglia datata 1752; una delle aziende storiche del territorio, interprete coerente di un’idea tradizionale di Barolo, e il cui Cannubi 2016 è stato considerato dalla critica tra le migliori espressioni dell’annata.

Nebbiolo vinificato in cemento, due anni in botti grandi e affinamento in bottiglia. L’attitudine è classicista.

Desta qualche perplessità all’apertura per una certa ritrosia a sviluppare fragranze, ma già a fine cena comincia ad aprirsi.

Dá il meglio a 24 ore dall’apertura quando sviluppa un ventaglio di fragranze decisamente ampio e rigoroso.

Si va dal lampone al rosmarino, dall’eucalipto all’agrume delicato, con un fondo di goudron — credo sia una delle poche volte che lo avverto così distintamente.

Il sorso è teso, slanciato, pieno di forza nervosa con acidità fluente e tannini nobili nella loro forza. Finale prolungato, arioso, tutto centrato sul frutto rosso. 

Il fatto che dia il meglio a ventiquattro ore dall’apertura suggerisce soprattutto questo: siamo davanti a un Barolo ancora in piena traiettoria evolutiva, capace di distendersi senza perdere tensione e con parecchia aspettativa di vita davanti.

Vino ottimo che può essere accompagnato a questo punto della sua evoluzione con un  carrè d’agnello al forno o con una faraona ai funghi porcini in tegame. No panna e/o pomodoro.

Enonauta/Degustazione di Vino #509 - review - Barolo Cannubi 2016 - Brezza | Barolo classicamente energico
Enonauta/Degustazione di Vino #509 - review - Barolo Cannubi 2016 - Brezza | Barolo classicamente energico

Barolo Cannubi 2016 – Brezza

To tell the story of this wine, we can start with three words that define the scope of the discussion quite precisely: 2016, Cannubi and Brezza.

In that order: a vintage widely regarded as one of the finest in the Langhe in recent decades; one of Barolo’s most prestigious and renowned crus, whose name already appeared on a bottle dated 1752; and one of the historic estates of the area, a consistent interpreter of a traditional idea of Barolo, whose 2016 Cannubi has been considered by critics among the finest expressions of the vintage.

Nebbiolo vinified in concrete, aged for two years in large oak casks and then further refined in bottle. Its attitude is decidedly classicist.

At first it raises a few doubts, showing a certain reluctance to develop its aromas, but by the end of dinner it already begins to open up.

It gives its best, however, twenty-four hours after opening, when it develops a broad and remarkably precise aromatic range. Raspberry, rosemary, eucalyptus and delicate citrus notes emerge over a background of goudron — I believe this is one of the very few times I have perceived it so distinctly.

The palate is taut and slender, charged with nervous energy, with flowing acidity and tannins that are noble in their strength. The finish is long and airy, entirely centred on red fruit.

The fact that it reaches its finest expression after twenty-four hours suggests above all that this is a Barolo still firmly on its evolutionary path, capable of unfolding without losing tension and with plenty of life ahead of it.

At the table, its combination of tension, fine tannins, balsamic notes and red fruit calls for dishes with depth but without excessive richness. A rack of lamb with herbs would work beautifully, but I would be particularly tempted by guinea fowl with mushrooms, slowly cooked in a pan: the succulence of the meat would meet the wine’s acidity and tannins, while the earthy character of the mushrooms would echo its more balsamic and goudron-like nuances without overwhelming the finesse of Cannubi.

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Bottiglie, Degustazioni

L’irripetibile composizione del tavolo o “anche dal colore sembra un Barolo”

L’irripetibile composizione del tavolo o “anche dal colore sembra un Barolo” – Degustazione Barolo

(ricordi di una serata con sei Baroli)

Degustazione Barolo – Per quale motivo si organizza una serata come quella illustrata nella documentazione fotografica? La risposta è semplice. Per L’irripetibile composizione del tavolo. Composizione VISIVA, umana, enoica, verbale. Ma se è abbastanza facile replicare una compagnia di bevitori, non è altrettanto facile replicare le bevute proposte soprattutto quando si tratta di bottiglia prestigiose e d’annata. E quando il caso, coadiuvato dalla dedizione nella ricerca, ti porge una opportunità non c’è da indugiare, ma solo da agire, ché solo modo per progredire nella conoscenza del vino è il confronto. Di percezioni e bottiglie.
Ed eccoci dunque a tavola con questi 6 Baroli.

Degustazione Barolo

  1. Barolo Fossati 2012 GIACOMO BORGOGNO (mga in Barolo)
  2. Barolo Gabutti 2010 BOASSO (mga in Serralunga)
  3. Barolo Dardi le Rose Bussia 2010 PODERI COLLA (sottozona in Bussia Soprana – Monforte)
  4. Barolo Sottocastello di Novello 2010 CÀ VIOLA (mga in Novello)
  5. Barolo Cannubi 2009 GIACOMO BORGOGNO (mga in Barolo)
  6. Barolo LISTE 2009 GIACOMO BORGOGNO (mga in Barolo)

Il Barolo Fossati (mga del Comune di Barolo) 2012 è il primo che viene stappato e versato e subito si alza una voce “dal colore sembra un barolo” e infatti è un Barolo. L’unico che tradisce una qualche flessione pur essendo, paradossalmente, il più giovane.
Colore rubino pieno, naso prevalentemente di frutto maturo, con qualche noterella di confettura, poi humus, ricordi fungini e mentolato/balsamici.
Sorso dalla vitalità moderata, acidità media, con volume e concentrazione, ritorno consistente di frutto maturo e spezie, tannino un po’ tranchant, buona sapidità. Trova apprezzamenti alterni, io sinceramente l’ho trovato un po’ moscio nella sua pur apprezzabile consistenza.

Enonauta/Degustazione di Vino #290/295 - review - Serata Degustazione con Barolo d'annata | Borgogno, Boasso, Ca' Viola, Poderi Colla

Barolo Gabutti (Serralunga d’Alba) 2010 di Boasso sconta il fatto di essere molto chiuso d’acchìto e di essere stato l’ultimo ad assumere una fisionomia precisa.
Granato scuro, inizialmente non dà molti segnali, solo cenere, incenso, appena un po’ di visciola. Anche al palato appare un po’ involuto, confusionario.
Nel tempo che vengono stappate e assaggiate le altre bottiglie il vino cambia faccia, non radicalmente ma la cambia.
Emergono fragranze di mazzetto aromatico, rosa, ribes/cassis, spezie. Non esplosivo.
Al palato risulta austero, di corpo medio, con acidità lineare, puntuta, tannini non domati che tendono un po’ a chiudere e a limitare l’espressività del vino.

Enonauta/Degustazione di Vino #290/295 - review - Serata Degustazione con Barolo d'annata | Borgogno, Boasso, Ca' Viola, Poderi Colla

I due vini centrali sono l’essenza della prontezza, della piacevolezza e della centratura.

Enonauta/Degustazione di Vino #290/295 - review - Serata Degustazione con Barolo d'annata | Borgogno, Boasso, Ca' Viola, Poderi Colla

Barolo Bussia 2010 Dardi Le Rose di Poderi Colla

Tra il rubino e il granato, molto brillante.
Nitore e forza nei sentori di melograno, scorza d’arancio, spezie dolci, china.
Al palato è immediato, senza sbavature, luminoso, materia viva, con tannini maturi che lasciano lo spazio a un finale lungo centrato sul frutto dolce. Vino al punto giusto.

Barolo Sottocastello di Novello 2009 di Ca’ Viola

Il più muscolare, ma anche il più pronto.
Un punto di colore più scuro, vivo, ha ancora florealità, ricordi di marasca e balsamici, vagamente terroso, profusione di spezie e radici, con intensità.
Sorso di spessore, robusto, ma innervato da acidità fluente, ben delineato, tannini e finale aperto, rinfrescante. Come premesso è il più pronto.

I due Borgogno 2009, Cannubi e Liste,

Barolo Cannubi 2009 – Borgogno

Vino traslucido brillantissimo, impattante con gran varietà di sentori. Ciliegia, etereo/smalto, sottobosco, cuoio, foglia di the, origano, ultimi cenni di rosa.

Ti investe con un’onda d’urto sul cui effetto rimani a meditare a lungo, potenza a tratti “intimidatoria”, vino compatto, coeso, dall’acidità brillante e dal tannino serrato, pepato direi, una coda lunghissima, nella quale riprendere fiato. Buono.

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Barolo Liste 2009 – Giacomo Borgogno

Senza nulla togliere agli altri vini presenti in tavola, ognuno apprezzabile a suo modo e nel suo punto di evoluzione, ciò che si trova in questo Barolo Liste 2009 di Borgogno è un po’ ciò che si va cercando nelle bottiglie.
Definizione, equilibrio, unite a grande tensione ed energia.
Buono adesso, ma sarà buono anche nel 2029. Forse anche meglio.
Colore simile al coevo Cannubi, solo leggermente più rubino. Bouquet decisamente elegante, con ricordi di melograno, tamarindo, chinotto, spezie dolci, nessuna flessione.

Fluido e spaziale, ti investe a ondate forte di questa acidità che sale e scende, va e ritorna, ha un tannino che tratteggia il sorso, è sapido, nerbo e distensione, piacevolezza per cui ti porteresti via la bottiglia, litigheresti per l’ultimo sorso.
Vino memorabile.

Enonauta/Degustazione di Vino #290/295 - review - Serata Degustazione con Barolo d'annata | Borgogno, Boasso, Ca' Viola, Poderi Colla
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