Bottiglie, Degustazioni

Bucerchiale Chianti Rùfina Riserva 2016 – Fattoria Selvapiana

Bucerchiale Chianti Rùfina Riserva 2016 – Fattoria Selvapiana

La perfezione di un’opera la potrebbe definire intimamente il suo autore valutando lo scarto tra la realizzazione e l’urgenza iniziale che ne determinò la volontà della realizzazione. Ecco, questa bottiglia di Bucerchiale 2016 ha uno scarto decisamente ridotto tra quanto io in anni di ripetuti stappi ho immaginato essere il vertice espressivo raggiungibile da questo vino in relazione a quello che ho pensato potesse essere l’idea originaria di questa etichetta. Un pensiero parziale, unilaterale, da bevitore, ma senza alcun timore di esagerare questo è uno dei miei candidati ideali per i 100 punti se mai mi dedicassi a valutare i vini in punti.

Sangiovese della Rufina con passaggio in legno piccolo.

Veste più chiara del solito, raggiante granato e si parte al naso con quel che si potrebbe respirare in una strada costeggiata da cipressi in un caldo pomeriggio di giugno (la resina fresca per chi non apprezza i giri di parole) e poi il rosmarino, la scorza d’arancia, ciliegia e meno pronunciate note balsamiche, di prugna, sottobosco, ematiche.
Un vino dai ricordi olfattivi intensi e nitidi con un sorso che non ha una virgola fuori posto. Incisivo, espressivo, vitale, risolto, rara profondità e il tutto su registri meno cupi di alcune recenti annate. Ogni elemento sembra intimamente fuso dentro al vino, che ha persistenza e qualità di gusto di assoluto valore e un finale frutto/mentolato molto arioso.

Un grande classico del bere Toscano che non bisogna mai sottovalutare.

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Bucerchiale 2013 Chianti Rufina Riserva – Selvapiana

Bucerchiale 2013 Chianti Rufina Riserva – Selvapiana

Concludo il mio anno da “onesto raccontatore di vini”, nel mentre cucino per gli ospiti della cena di fine anno, scrivendo due cose sul Bucerchiale 2013 di Selvapiana che ha trovato posto tra i vini delle feste, ma finendo in secondo piano tanto che in definitiva me lo sono bevuto da solo.

Bucerchiale è una pietra miliare del bere toscano di qualità. Da una sottozona, la Rùfina, del calderone immenso della denominazione “Chianti” che rischia di finire incompresa ai meno attenti alla singolarità di questa regione vinicola.
Questo vino anticipa i tempi di molto sulla introduzione della menzione geografica in Toscana, cercando di valorizzare le peculiarità del territorio, l’identità del vitigno.
Stapparlo è un po’ sempre come ripensare alle geometrie di Paul Scholes, a una ben riuscita lunga subordinata di Antonio Lobo Antunes. Fa parte di quelle cose senza tempo che ogni volta che le incontri svelano un particolare nuovo.

Mai seriale negli anni, ripetitivo, questo 2013 è Vino carnoso, sanguigno, ottimamente tannico, meno luminoso che in altre annate con freschezza meno vitale, ma di grande maturità fruttata, suadenza, concentrazione. Non il mio preferito, che rimane il 2009 (anche il 2010), ma a suo modo avvincente.

Il colore è rubino scuro, vivo, propone ricordi di Cassis, altri frutti scuri a piena maturazione, spezie dolci, sottobosco, tabacco. Altri sentori ematici e di carne. Bouquet che si apre con forza, ma senza acuti.
Il palato è caldo, ha stoffa morbida e avvolgente, energia cupa, tannino ben maturato e finisce per dare buone sensazioni e a lungo. Coerentemente tornano il frutto maturo e le spezie.
Con Cinghiale in Umido troverebbe giusta collocazione a tavola.

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Nipozzano 2018 – Frescobaldi

Nipozzano 2018 – Frescobaldi

Chianti Rufina Riserva DOCG

Un vino, il Nipozzano di Frescobaldi, che in Toscana fa parte dell’educazione al gusto di molti, vuoi per il rapporto qualità prezzo, vuoi per la diffusione capillare, e che ribevo volentieri dopo alcuni anni spinto dalla promozione di un supermercato. Lo ritrovo esattamente come l’ultima volta. Sorprendentemente buono in relazione al costo (in questo caso decisamente basso).
Se uno si aspetta l’espressività assoluta magari non la trova. Però ci può trovare solidità, grande piacevolezza di beva, precisione, fedeltà. Che non è poco. Che anzi è assai.
Sangiovese con saldo di vitigni complementari. Malvasia nera sicuramente, merlot e cabernet sauvignon forse. Vinificazione in acciaio e poi Barrique.
Il colore è rubino scuro, ha sentori di prugna e viola, di arancia matura e marasca, misurate note di tostatura e di incenso, ematiche, di foglia bagnata.
Il sorso è caldo e pieno in ingresso, ha buon volume e centrobocca gratificante, l’acidità è avvolgente, tannini ben rifiniti che lasciano spazio a un bel finale fedele sul frutto maturo. Persistente.

L’essere più venduto, sicuramente molto venduto, al supermercato che in enoteca lo penalizza un po’ tra gli appassionati snob, ma il pregiudizio nuoce talvolta più a chi ne è portatore che a chi ne è oggetto.

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Pasta e Ceci e Canestrino – Storia di un abbinamento ben riuscito

Canestrino 2019

Bianco di Toscana

IGT

Fattoria Cerreto Libri

Un abbinamento ben riuscito merita una foto, anche se venuta malino, e due note di degustazione.
A una tradizionale pasta ceci & patate avvicino con successo un vino che dichiaratamente sposa la tradizione. Vino di cui già scrissi canestrino 2015 per quanto riguarda l’annata 2015.
È il Canestrino 2019 della Fattoria Cerreto Libri. Azienda operante nella zona del Chianti Rùfina.
Trebbiano e Malvasia, macerazione breve e lungo affinamento sulle fecce in cemento (renaissance) .
Conferma anche nel 2019 quanto di buono bevuto negli scorsi anni, per cui risulta essere un vino color ambra, con intensi sentori di mela golden, floreali, di miele e zenzero ed erbe aromatiche e che al palato ha spessore, acidità modulata, ottima persistenza, finale ammandorlato e che anno dopo anno sembra guadagnare in precisione di tratto e intensità.

Con la pasta e ceci fu un buon connubio per una sempre ripetibile esperienza quotidiana.

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Chianti Rùfina Riserva Vigneto Quona 2015 – I Veroni

Chianti Rùfina Riserva 2015 “Vigneto Quona”

I Veroni

Pranzo domenicale con amici presso lo storico Ristorante Zocchi di Pratolino e ci facciamo stappare questo Chianti Rùfina Riseva 2015 “Vigneto Quona” de I Veroni.

Sangiovese in purezza

Con maturazione in legno (500 litri) per 18 mesi e a seguire 12 mesi in bottiglia

Un sangiovese di razza e di grande carattere.

Fine ed incisivo al naso con sentori di viola, mora e fragolina di bosco, arancia rossa, terriccio con foglie umide, un timido accenno di legno stagionato.

Porta in dote un 15% di alcool, molto volume ed esordisce come una bomba. L’alcol sviluppa in aromaticità e il succo in profondità e risulta vivace, fresco, setato, imprendibile e sopratutto capace di grande persistenza. Tannino maturo e di grana fitta.

Tra le migliori interpretazioni del Sangiovese bevute nell’ultimo anno.

Con le pappardelle al capriolo prima e con l’ossobuco in umido poi un sodalizio vincente.

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Bucerchiale 2010 – Selvapiana

Chianti Rufina Riserva

Vigneto Bucerchiale

2010

Selvapiana

Sangiovese con maturazione in barriques delle quali il 10% nuove.

Stappare una bottiglia di Bucerchiale per me è come tornare da un viaggio e trovare la giacca da camera e la calma che ti consente di ripensare al nuovo appena vissuto sulla scorta delle antiche sicurezze.

Colore granato scuro, molto consistente.

All’apertura è molto chiuso, quasi ermetico. Il tempo e la pazienza del bevitore gli permettono di rivelare la sua natura.

Sentori ematici, di arancia rossa, marasca e prugna in confettura, spezie, sottobosco autunnale, ma soprattutto una lunga scia balsamica che è il tratto distintivo di questa bottiglia.

Carattere ed espressività.

Ha buona struttura e polpa densa dentro cui si muovono acidità viva e una struttura tannica importante ben amalgamata. Dà l’impressione di essere fine e rude al tempo stesso. Di poter sviluppare sapore all’infinito.

Il finale è un lungo assolo balsamico.

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Quattro Enonauti da Selvapiana
Gite in Cantina

Quella Volta Vol. 1 – Selvapiana (Rùfina)

Quella Volta Vol. 1 – Selvapiana

Quella volta che quattro Enonauti, i tre in foto più il quarto che scattava, si recarono alla Rùfina per andare da Selvapiana.
L’Enonauta non potrà mai dimenticare la prodiga ospitalità offerta ai quattro pellegrini giunti in loco senza preavviso, guidati dalla sete e dall’ispirazione del momento, alla fine di una memorabile giornata di assaggi.
Per non parlare dei sempre ottimi vini.
Bucerchiale 2009 in testa.

That Time Vol. 1 – Selvapiana

That time when four Enonauts, the three in the picture plus the fourth with the camera, moved to Rùfina to visit Selvapiana winery.
The Enonauta will never forget the generous hospitality offered to the four pilgrims who arrived on site without warning, guided by the thirst and inspiration of the moment, at the end of a memorable day of tasting.

Not to mention the always excellent wines.

Bucerchiale 2009 in the lead.

Quattro Enonauti da Selvapiana
Gite in Cantina, Enotour, vagabondaggi enoici

Selvapiana - Rufina
Quattro Enonauti da Selvapiana
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