Degustazioni, Eventi

Sicilia / altri orizzonti

Una degustazione dedicata alla vastità del mondo del vino siciliano

Per raccontare la Sicilia del vino in una singola serata di degustazione sarebbe necessario proporre quaranta bottiglie come minimo e organizzare una maratona a eliminazione che contravverrebbe a tutte le convenzioni sul bere responsabile e prevederebbe perlomeno un servizio taxi per riaccompagnare a casa i presenti.

La Sicilia, del resto, ha una vocazione antica e strutturata, un patrimonio vasto di vitigni autoctoni affiancato da una produzione altrettanto ampia legata alla coltivazione dei vitigni internazionali. Una varietà non comune di territori e microclimi, altimetrie variabili e diversità di stili. La Sicilia è praticamente un continente a sé stante.

Per questa occasione abbiamo tolto l’Etna, perché le occasioni di bere i suoi vini si moltiplicano sulla scorta della fascinazione esercitata da una narrazione sovrabbondante, non esente da zone oscure.

Abbiamo invece portato in tavola tre interpreti di consolidata fama, più un garagista che tenta declinazioni più ambiziose e internazionali del Frappato e di un bianco a base Grillo e Viognier.

Qualità espressa complessivamente buona, vini saldi, ben declinati. Qualcuno potrebbe essere rimasto sorpreso dalla gradazione alcolica: in nessun caso oltre i 13,5% vol.

Mercoledì 30 settembre, alle 21:00, al Magazzino Vino & Vino di Pistoia, una degustazione dedicata alla vastità del vino siciliano.

Feudo Montoni — Catarratto del Masso Sicilia DOC 2024

100% Catarratto. Vigna del Masso, Cammarata (AG), circa 700 m s.l.m., esposizione a levante, suoli sabbiosi; vigne di circa 55 anni allevate ad alberello. Vinificazione in bianco in riduzione di ossigeno, con macerazione pellicolare a freddo e fermentazione a temperatura controllata. Affinamento sur lies per 4 mesi. 13% vol.

Nota di degustazione

Sostanza e fragranza.

Non mancano i profumi: cedro, narciso e una vena vegetale fresca, quasi autunnale, che richiama l’umidità ombrosa di un sentiero di forra.

Non manca il sapore in questo Catarratto, che ha materia, giusto calore alcolico, una freschezza innervata e un’ammirevole precisione.

Feudo Montoni — Nero d’Avola Lagnusa 2022

100% Nero d’Avola. Vigna Lagnusa, Cammarata, circa 600 m s.l.m., esposizione a levante, terreni argilloso-sabbiosi; alberello e Guyot. Fermentazione e malolattica in cemento. Affinamento per 20 mesi in cemento, 4 mesi in botte e 4 mesi in bottiglia. 13,5% vol.

Nota di degustazione

Ottimo Nero d’Avola, saldo, sicuro, più ossuto rispetto a tanti suoi simili, con fragranze di scorza d’arancia, prugna, richiami di pomodoro secco e qualcosa di speziato e balsamico.

Il sorso si sviluppa intorno a un asse sapido/tannica e risulta deciso e lungo in fase retrolfattiva, ben definito.

Gulfi — Carjcanti 2021

100% Carricante. Vigna Campo, contrada Passo Guastella, Chiaramonte Gulfi, 420 m s.l.m., terreno calcareo-argilloso; conduzione biologica, vigneto non irrigato. Pressatura diretta dei grappoli interi, fermentazione in acciaio e botti da 500 e 2.500 litri; almeno un anno sui lieviti tra legno e acciaio, quindi alcuni mesi in bottiglia. 13% vol.

Nota di degustazione

Lascia il segno. Prima per il suo colore chiaro, poi per la ricchezza articolata del bouquet, con in primo piano evidenti richiami agrumati e di nespola e, a seguire, un bel carnevale di reminiscenze: orzo, fiore di cappero, mela selvatica e qualcosa di petroso.

Alla fine per la sua progressione in bocca, dove entra quasi flessuoso grazie alla sua fine matericità, per poi piazzare un allungo acido-sapido emozionante.

Gulfi — Nerojbleo 2022

100% Nero d’Avola. Uve provenienti da vigne di Chiaramonte Gulfi e Ragoleti, allevate ad alberello portato su spalliera. Vendemmia a fine settembre, vinificazione in rosso con macerazione prolungata sulle bucce; maturazione per almeno 12 mesi in barrique e tonneaux di rovere francese da 225 e 500 litri, quindi almeno un anno in bottiglia. 13,5% vol.

Nota di degustazione

Un classico di Gulfi. Nero d’Avola sempre maturo al giusto punto e dal bel colore rubino scuro.

Non mancano elementi di netta riconoscibilità olfattiva di un Nero d’Avola non evoluto, ma portato a una maturità piena e consapevole: frutto scuro maturo, spezia, una vena balsamica e mediterranea, ma anche oliva al forno, senza derive surmature. Elementi che me lo rendono apprezzabile anche oltre il dato strettamente gustativo.

Sorso davvero ricco, stratificato eppure fluente, con tannini di grana fine.

Carmelo Cappello — Julie 2024

Microvinificazione a base di Grillo e Viognier, in percentuali variabili. Fermentazione con lieviti indigeni; affinamento in piccoli fusti di rovere francese, senza filtrazione. Produzione nell’ordine delle 300 bottiglie. Per il 2024 il produttore indica un élevage più importante rispetto alle annate precedenti. Circa 13% vol.

Nota di degustazione

Julie 2024

Lo abbiamo degustato a fine serata, all’uso francese. Un bianco volutamente intenso e di spessore, nel quale, a mio avviso, si perde in parte la leggibilità dell’origine e ci si sposta verso un registro sensoriale più elaborato.

Zafferano, sandalo e pesca al naso; al palato molto volume e una materia importante. Il passaggio in legno è evidente e tende a prendere il sopravvento, lasciando in secondo piano tanto il profilo varietale quanto la riconoscibilità territoriale.

Emily 2022

Per me interlocutorio. L’idea di portare il Frappato verso un registro più ambizioso e strutturato è interessante, ma in questo caso il risultato mi è parso meno convincente dell’intenzione.

Il vino mostra una certa imprecisione espressiva, una marcatura decisa del legno e una riconoscibilità varietale ridotta. Resta però un giudizio personale: non è mancato chi ha apprezzato proprio questa sua “asimmetria”, leggendo nella distanza dallo stile consueto del Frappato il tratto che lo rende singolare.

Carmelo Cappello — Emily 2022

Frappato. È la lettura di Cappello destinata a un affinamento insolitamente lungo rispetto agli stilemi più immediati del vitigno. Le annate precedenti documentate mostrano lunghi élevage in rovere francese seguiti da prolungato affinamento in bottiglia; non disponendo di una scheda tecnica analitica specifica per la 2022, evitiamo di attribuirle tempi precisi non verificati.

Nota di degustazione

Emily 2022

Per me interlocutorio. L’idea di portare il Frappato verso un registro più ambizioso e strutturato è interessante, ma in questo caso il risultato mi è parso meno convincente dell’intenzione.

Il vino mostra una certa imprecisione espressiva, una marcatura decisa del legno e una riconoscibilità varietale ridotta. Resta però un giudizio personale: non è mancato chi ha apprezzato proprio questa sua “asimmetria”, leggendo nella distanza dallo stile consueto del Frappato una sua unicità.

Arianna Occhipinti — SP68 Bianco 2025

Moscato d’Alessandria 60%, Albanello 40%. Vittoria, circa 280 m s.l.m., sabbie subappenniniche di natura calcarea; agricoltura biodinamica e certificazione biologica. Fermentazione con lieviti indigeni e 15 giorni di macerazione sulle bucce; 6 mesi in cemento e 1 mese in bottiglia, senza filtrazione. 10,5% vol.

Nota di degustazione

Secco, diafano, con un tenore alcolico insolitamente contenuto e un vasto e inedito corredo aromatico, aromatico anche letteralmente, che mette insieme fiori di acacia, pesca bianca, piante aromatiche e un vago ricordo salmastro.

Un insieme che incuriosisce, cui però non corrisponde un eguale entusiasmo al momento dell’assaggio. Vino un poco scarno, dal gusto non prolungato, sebbene inneschi comunque pensieri sulla sua eventuale collocazione. Lo riproverei.

Arianna Occhipinti — SP68 Rosso 2025

Frappato 70%, Nero d’Avola 30%. Vittoria, circa 280 m s.l.m., sabbie subappenniniche calcaree; agricoltura biodinamica e biologica. Fermentazione con lieviti indigeni, 15 giorni di macerazione sulle bucce; 6 mesi in vasche di cemento e 1 mese in bottiglia, nessuna filtrazione. 12% vol.

Nota di degustazione

C’è voluto del tempo e c’è voluta della pazienza per attendere che il vino nel calice si liberasse di un deciso “puzzo” di cavolo e si riordinasse al punto da poter essere accostato al naso.

Alla fine ha trovato una sua forma e una sua identità. Rosso brillante, scarico, con ricordi di fragolina di bosco, arancia Navel, bitter e spezie piccanti.

Il sorso è lineare, con equilibrio spiccato e piacevolezza di beva; agile, con un finale tutto sul frutto fresco.

Sicily — Other Horizons

To tell the story of Sicilian wine in a single tasting evening, we would probably need to pour at least forty bottles and organize an elimination marathon that would violate every convention of responsible drinking and require, at the very least, a taxi service to take everyone home.

Sicily, after all, has an ancient and deeply rooted wine culture, a vast heritage of native grape varieties alongside an equally extensive production based on international grapes. An uncommon variety of territories and microclimates, changing altitudes and very different stylistic approaches. Sicily is practically a continent in its own right.

For this occasion, we left Etna out, because opportunities to drink wines from Etna have multiplied in the wake of the fascination generated by an abundant narrative that is not entirely free of grey areas.

Instead, we brought to the table three well-established producers, plus a garagiste attempting more ambitious and internationally inflected interpretations of Frappato and of a white blend based on Grillo and Viognier.

Overall quality was good: solid, well-shaped wines. Some may have been surprised by the alcohol levels, which in no case exceeded 13.5% abv.

On Wednesday, September 30, at 9:00 pm, at Magazzino Vino & Vino in Pistoia, we held a tasting devoted to the breadth of Sicilian wine.

Feudo Montoni — Catarratto del Masso Sicilia DOC 2024

100% Catarratto. Vigna del Masso, Cammarata (AG), around 700 metres above sea level, east-facing, sandy soils; approximately 55-year-old bush-trained vines. White vinification under reductive conditions, with cold skin maceration and temperature-controlled fermentation. Four months sur lie. 13% abv.

Tasting note

Substance and fragrance.

There is no shortage of aroma: citron, narcissus and a fresh, almost autumnal vegetal note, recalling the damp shade of a path running through a ravine.

Nor is there any shortage of flavour in this Catarratto, which has substance, well-judged alcoholic warmth, a taut freshness and admirable precision.

Feudo Montoni — Nero d’Avola Lagnusa 2022

100% Nero d’Avola. Vigna Lagnusa, Cammarata, around 600 metres above sea level, east-facing, clay-sandy soils; bush-trained and Guyot-trained vines. Fermentation and malolactic fermentation in cement. Aged for 20 months in cement, 4 months in large oak and 4 months in bottle. 13.5% abv.

Tasting note

An excellent Nero d’Avola: firm, assured, leaner and more angular than many of its peers, with notes of orange peel, plum, savoury umami-like nuances and something spicy and balsamic.

The palate develops around a savoury-tannic axis and comes across as decisive and long on the retro-olfactory finish, with very clear definition.

Gulfi — Carjcanti 2021

100% Carricante. Vigna Campo, Passo Guastella district, Chiaramonte Gulfi, 420 metres above sea level, limestone-clay soils; organically farmed, unirrigated vineyard. Whole-bunch direct pressing, fermentation in stainless steel and in 500- and 2,500-litre casks; at least one year on the lees between wood and steel, followed by several months in bottle. 13% abv.

Tasting note

It leaves an impression.

First for its pale colour, then for the layered richness of its bouquet, with clear citrus and medlar notes in the foreground, followed by a lively carnival of reminiscences: barley, caper flower, wild apple and something stony.

Finally, for its progression on the palate, entering almost sinuously thanks to its fine texture, before stretching out into an exciting acid-savoury finish.

Gulfi — Nerojbleo 2022

100% Nero d’Avola. Grapes from vineyards in Chiaramonte Gulfi and Ragoleti, bush-trained vines carried on trellis. Harvested at the end of September, red vinification with extended skin maceration; aged for at least 12 months in French oak barriques and 500-litre tonneaux, followed by at least one year in bottle. 13.5% abv.

Tasting note

A Gulfi classic. Nero d’Avola always picked at just the right level of ripeness, with a beautiful deep ruby colour.

There are clear, unmistakable aromatic traits of a Nero d’Avola that is not evolved, but deliberately brought to full and conscious ripeness: ripe dark fruit, spice, a balsamic and Mediterranean vein, together with baked olive, without tipping into overripeness. Elements that make me appreciate it beyond the strictly gustatory dimension.

The palate is genuinely rich and layered, yet still flowing, with fine-grained tannins.

Carmelo Cappello — Julie 2024

A micro-vinification based on Grillo and Viognier, in variable proportions. Fermented with indigenous yeasts; aged in small French oak barrels, unfiltered. Production is around 300 bottles. For the 2024 vintage, the producer indicates a more substantial élevage than in previous vintages. Around 13% abv.

Tasting note

We tasted it at the end of the evening, in the French manner. A deliberately intense, substantial white in which, to my mind, some of the wine’s origins become less legible and the sensory register shifts towards something more elaborated.

Saffron, sandalwood and peach on the nose; considerable volume and impact on the palate. The influence of oak is clear and tends to dominate, pushing both varietal character and territorial identity into the background.

Carmelo Cappello — Emily 2022

Frappato. Cappello’s interpretation is intended for an unusually long ageing period compared with the more immediate stylistic conventions usually associated with the grape. Previous documented vintages show extended élevage in French oak followed by prolonged bottle ageing; since no analytical technical sheet specific to the 2022 vintage is available, it is preferable not to assign precise ageing times that cannot be verified.

Tasting note

For me, inconclusive. The idea of taking Frappato towards a more ambitious and structured register is interesting, but in this case the result seemed less convincing than the intention.

The wine shows a certain expressive imprecision, a pronounced oak imprint and limited varietal recognisability. That is my view, though some tasters appreciated precisely this expressive “asymmetry”, seeing in its distance from the usual Frappato style the feature that makes it singular.

Arianna Occhipinti — SP68 Bianco 2025

Moscato d’Alessandria 60%, Albanello 40%. Vittoria, around 280 metres above sea level, sub-Apennine calcareous sands; biodynamic farming and certified organic viticulture. Fermented with indigenous yeasts and 15 days of skin maceration; 6 months in cement and 1 month in bottle, unfiltered. 10.5% abv.

Tasting note

Dry, pale and translucent, with an unusually low alcohol level and a broad, unusual aromatic profile — aromatic also in the literal sense — bringing together acacia blossom, white peach, aromatic herbs and a faint saline memory.

An intriguing combination, though the same enthusiasm does not fully carry over to the palate. The wine feels somewhat lean and not especially persistent in flavour, although it still provokes questions about where to place it stylistically. I would gladly try it again.

Arianna Occhipinti — SP68 Rosso 2025

Frappato 70%, Nero d’Avola 30%. Vittoria, around 280 metres above sea level, calcareous sub-Apennine sands; biodynamic and organic viticulture. Fermented with indigenous yeasts, 15 days of skin maceration; 6 months in cement vats and 1 month in bottle, unfiltered. 12% abv.

Tasting note

It took time and patience for the wine in the glass to shake off a clear “cabbage stink” and settle enough to be approached properly on the nose.

Eventually it found its shape and identity. Bright, pale red, with notes of wild strawberry, Navel orange, bitter nuances and pungent spices.

The palate is linear, with a marked sense of balance and easy drinkability; agile, with a finish entirely centred on fresh fruit.

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Bottiglie, Degustazioni

Chinens 2020 – Baronia della Pietra – Nero d’Avola Sicilia Doc

Un Nero d’Avola di Baronia della Pietra, azienda dell’entroterra agrigentino conosciuta e apprezzata a Vignaioli Contrari — e il bicchiere lo testimonia.

Secondo la scheda aziendale dedicata al vino, è vinificato in acciaio e affinato nello stesso materiale per un anno.

Ogni volta che ne stappo una bottiglia ripenso agli anni Novanta, quando il Nero d’Avola andava di moda e trainava la rinascita del vino siciliano per poi andare a perdersi dentro versioni troppo dense e poco identitarie, nate probabilmente per assecondare il gusto dominante e la critica che lo premiava. Poi quella stessa critica si orientò verso suggestioni ritenute più «raffinate» e, non di rado, esangui, e il Nero d’Avola finì paradossalmente per perderne il favore.

Questo non ne decise comunque la sfortuna commerciale dal momento che nel 2020 e nel 2021 il Nero d’Avola DOC Sicilia sfiorò i 50 milioni di bottiglie certificate e nel 2022 ne superò ancora 43 milioni.

Nel frattempo, nelle interpretazioni migliori, il Nero d’Avola è tornato a farsi vino di territorio, restituendo il lavoro in vigna e la natura dei suoli. Qui siamo sul terreno calcareo di contrada Chinesi, ad Alessandria della Rocca, in provincia di Agrigento.

Ma andiamo a descriverlo:

Il colore è fitto e compatto. Al naso è fragrante, con ricordi di arancia amara, prugna, chiodo di garofano e resina di cipresso; il profilo resta prevalentemente fruttato, su tonalità mature.

Al palato il Chinens 2020 è saldo, ben delineato, senza fronzoli e ampiamente godibile. Non cerca effetti particolari né esibisce una complessità costruita: procede diritto, sostenuto da una materia integra, da un tannino ben assestato e da una freschezza viva. A convincere soprattutto è la dinamica gustativa, intensa e prolungata.

Vino che ricomprerei e consiglierei.

Enonauta/Degustazione di Vino #509 - review - Chinens 2020 - Baronia della Pietra | saldo, ben delineato, senza fronzoli
Enonauta/Degustazione di Vino #509 - review - Chinens 2020 - Baronia della Pietra | saldo, ben delineato, senza fronzoli

Chinens 2020 – Baronia della Pietra

A Nero d’Avola from Baronia della Pietra, an estate in the Agrigento hinterland that I came to know and appreciate at Vignaioli Contrari—and the wine in the glass bears this out.

According to the technical sheet dedicated to the wine, it is vinified in stainless steel and aged there for one year.

Whenever I open a bottle of Nero d’Avola, I think back to the 1990s, when the variety was fashionable and spearheaded the renaissance of Sicilian wine. Yet that success also encouraged the spread of overly dense interpretations with little sense of identity, often shaped to cater to the prevailing taste and the critics who rewarded it. When that same critical establishment turned towards styles deemed more “refined” and, not infrequently, anaemic, Nero d’Avola paradoxically fell out of favour.

This decline in critical esteem did not, however, bring about a corresponding commercial downturn: in 2020 and 2021, certified Sicilia DOC Nero d’Avola production still approached 50 million bottles, while in 2022 it remained above 43 million.

Meanwhile, the finest interpretations have brought back to the fore what the more homogenised versions had obscured: Nero d’Avola’s ability to become a wine of place, conveying both the work carried out in the vineyard and the nature of its soils. Here, the setting is Contrada Chinesi, in Alessandria della Rocca, in the province of Agrigento, with its limestone-rich soils.

The colour is deep and saturated. The nose is fragrant, with notes of bitter orange, plum, spice and cypress resin; ripe fruit remains the dominant register.

On the palate, Chinens 2020 is firm, well-defined, unfussy and thoroughly enjoyable. It does not reach for showy effects or parade a contrived complexity: it goes straight to the point, supported by a sound core, well-integrated tannins and lively freshness. Most compelling of all is its intense, sustained development across the palate.

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Degustazioni

Nerojbleo 2022 – Gulfi

Nerojbleo 2022 – Gulfi

Vino d’ingresso della nota azienda di Chiaramonte che può ben rappresentare la Sicilia nel mondo del vino di qualità. 

Nero d’Avola coltivato sui Monti Iblei con lunga sosta sulle bucce, 12 mesi tra barrique e tonneau e altri 12 mesi in bottiglia.

Vino di colore scuro.  Il naso è di buona intensità con fragranze di frutto maturo, cassis e amarena principalmente, spezie ed essenze orientali, ma anche l’estratto di pomodoro/umami, che ritroviamo anche al palato, e un ché di carnoso/sanguigno.

Di buon corpo senza strafare, gratificante e tonico. Saldo, quasi morbido, con tutti gli elementi di struttura che agiscono all’unisono ben fusi nella materia. La dominante resta il frutto, ricco e maturo.

Non un vino da aspettare, molto centrato sulla maturità, per quanto io sia testimone “gustativo” di grandi performance sulla distanza da parte dei vini di Gulfi.

Nerojbleo 2022 Gulfi

Nerojbleo 2022 – Gulfi

An entry-level wine from the well-known estate in Chiaramonte Gulfi, and one that can effectively represent Sicily in the world of quality wine. Nero d’Avola grown in the Iblei Mountains, with extended skin contact; it spends 12 months ageing between barriques and tonneaux, followed by another 12 months in bottle.

In the glass it is deeply coloured. The bouquet shows good intensity, centred on ripe fruit—cassis and, above all, sour cherry—along with spices and a hint of oriental essences. In the background there is an umami-like note of tomato extract, which also reappears on the palate, together with a slightly meaty/bloody nuance.

It has good body without overdoing it: satisfying and lively, firm, almost supple, with all structural elements acting in unison and well integrated into the wine’s substance. The dominant note remains the fruit, rich and ripe.

Not a wine to hold back for later: it’s best enjoyed in its current phase, even though Gulfi’s wines have repeatedly proven they can perform superbly over time.

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Bottiglie, Degustazioni

Funnari 2015 – Mimmo Paone

Funnari 2015

Terre Siciliane igt

Mimmo Paone

A Torregrotta (Me) all’estremo nordorientale dell’isola nasce Funnari di Mimmo Paone.

Nero d’Avola in purezza.
1 anno in barrique di rovere.

Una piacevole ed economica sorpresa il Funnari 2015 di Mimmo Paone.
Vivo il colore, tra il granato scuro ed il Rubino.
Naso intenso con sentori di frutti scuri a piena maturazione, spezie dolci, caffè in tostatura.

Enonauta/Degustazione di Vino #025 - review - Funnari 2015 di Mimmo Paone. Nero d'Avola a metà strada tra modernità e tradizione

Esordisce estroverso, caldo e corposo. Il sorso però vira velocemente su toni piacevolmente sapidi e tannici che si prolungano abbondantemente e che al Funnari di Paone conferiscono personalità ed equilibrio.
Felice e centrata la mano che dosò il legno su questo vino. Che è avvertibile, credo, volendo essere avvertita.

Enonauta/Degustazione di Vino #025 - review - Funnari 2015 di Mimmo Paone. Nero d'Avola a metà strada tra modernità e tradizione

Con la porchetta. Con le melanzane al forno. Con la lasagna.

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