Bottiglie, Degustazioni

Vernatsch 2022 – Bergmannhof

Vernatsch 2022 – Bergmannhof 

Bergmannhof – Azienda in Appiano sulla Strada del Vino (Bolzano) – ci propone questa Schiava (Vernatsch) che ci ricorda tutti i motivi per cui si può amare questo tradizionale vitigno Tirolese. Il bel colore rosso brillante e traslucido, profumi di frutti freschi  – fragoline di bosco in primo piano – e spezie dolci, di fiori di malva, con un piacevole ricordo di agrumi misti. La tonica snellezza del sorso, la precisione e l’equilibrio, la moderata alcolicità, un senso di generale efficienza, un finale appena amaricante con una punta di dolcezza dovuta forse all’annata calda. 

Macerazione e susseguente affinamento in botte di quercia.

Vernatsch 2022 – Bergmannhof

Bergmannhof, based in Appiano sulla Strada del Vino (Bolzano), offers a Vernatsch (Schiava) that reminds us why this traditional Tyrolean grape can be so lovable.

Its bright, translucent ruby-red hue anticipates a lively bouquet of fresh forest strawberries, sweet spices, mallow blossom and a pleasant touch of mixed citrus zest.

On the palate it shows a slender, tonic frame, precise and well-balanced, with moderate alcohol and an overall sense of composure and efficiency. The finish is slightly bitter-edged, enlivened by a faint sweet hint, perhaps a reflection of the warm 2022 vintage.

The wine is made with skin-contact fermentation followed by aging, both, in oak casks.

Enonauta/Degustazione di Vino #474 - review - Vernatsch 2022 - Bergmannhof | Una Schiava che fa ottima pubblicità al vitigno
Standard
Degustazioni, Eventi

Autoctoni con L’Enonauta – la Schiava – un resoconto

Resoconto del terzo appuntamento con i vitigni Autoctoni Italiani

Magazzino 19, Pistoia


10 settembre 2025 – in collaborazione con happywine.it

Una serata intensa e conviviale, animata da curiosità e voglia di confronto. Abbiamo stappato bottiglie, condiviso sensazioni e lavorato insieme per mettere in discussione qualche pregiudizio.

La protagonista è stata la Schiava e le sue diverse espressioni territoriali. Fin dal primo assaggio si è imposta l’elevata qualità dei campioni presentati: nessuna sbavatura, nessun difetto, a testimonianza – se mai ce ne fosse bisogno – della vocazione autentica di territori come Santa Maddalena e Lago di Caldaro alla coltivazione di questo vitigno. Una tipologia che troppo spesso viene liquidata come “vino semplice da tavola”, ma che sa invece regalare episodi sorprendenti, come la serata ha confermato con chiarezza.

La selezione delle etichette ha privilegiato aziende medio-piccole, spesso con vini provenienti da singoli appezzamenti, per dare spazio all’espressione autentica e alla fedeltà territoriale.

Il percorso di degustazione ha seguito una progressione di finezza: si è aperto con la solida, sapida e vigorosa immediatezza dei due St. Magdalener, per passare poi a un’espressione più definita ed equilibrata, fino a chiudere con il Peterleiten e l’Upupa Rot – il primo completo, preciso e gustoso, il secondo raffinato, quasi metafisico.

Vini degustati:

1. St. Magdalener 2023 – Larcherhof

2. St. Magdalener 2023 – Thurnhof

3. Kalterersee Plantaditsch 2023 – Klosterhof

4. Edelvernatsch “Vigna Haselhof” 2023 – Josef Brigl

5. Kalterersee Classico “Peterleiten” 2021 – Peter Sölva

6. Upupa Rot 2023 – Weingut Abraham

Report on the third evening of Autoctoni Italiani – Magazzino 19, Pistoia
10 September 2025 – in collaboration with happywine.it

An engaging and convivial evening, driven by curiosity and the pleasure of sharing. Bottles were opened, impressions exchanged, and prejudices gently dismantled through collective participation.

The spotlight was on wines from Alto Adige, with a focus on Schiava and its diverse territorial expressions. From the very first sip, the high quality of the selected wines was clear: no flaws, no missteps—simply a confirmation, if ever needed, of the genuine vocation of areas such as Santa Maddalena and Lago di Caldaro for cultivating this grape variety. Too often dismissed as a simple table wine, Schiava revealed instead its surprising nuances, as this tasting so vividly demonstrated.

The choice of labels reflected a desire to highlight small and medium-sized estates, often working with single-vineyard plots, in order to emphasize authenticity and territorial expression.

The tasting unfolded as a journey of finesse: beginning with the solid, sapid, vigorous simplicity of the two opening St. Magdalener wines, moving towards a more defined and balanced expression, and culminating with Peterleiten and Upupa Rot—the former complete, precise, and flavorful; the latter refined, almost metaphysical.

Wines tasted:

1. St. Magdalener 2023 – Larcherhof

2. St. Magdalener 2023 – Thurnhof

3. Kalterersee Plantaditsch 2023 – Klosterhof

4. Edelvernatsch “Vigna Haselhof” 2023 – Josef Brigl

5. Kalterersee Classico “Peterleiten” 2021 – Peter Sölva

6. Upupa Rot 2023 – Weingut Abraham

Standard
Bottiglie, Degustazioni

St. Magdalener 2022 / due espressioni a confronto

St. Magdalener 2022 / due espressioni a confronto

Santa Maddalena una delle denominazioni più tipiche del vino altoatesino.

Santa Maddalena una delle denominazioni più tipiche del vino altoatesino.

Bevute le due bottiglie a distanza di un paio di giorni (St. Magdalener Huck am Bach di Kellerei Bozen e il St.Magdalener Classico di Kandlerhof), viene spontaneo fare un confronto.

Entrambe con saldo di Lagrein e passaggio in botte grande.

St. Magdalener Huck am Bach 2022

di Kellerei Bozen

ha veste scura, tendente al violaceo, floreale di viole, ricordi fruttati opulenti di ciliegia, vinoso, pepe bianco e cannella.
Sorso dai confini un po’ confusi, caldo in esordio, saporito e rotondo, con acidità moderata e finisce però per esaurire rapidamente la sua verve.

St. Magdalener 2022 Kandlerhof

di Kandlerhof

è invece traslucido vivo, evoca i fiori rossi selvatici come il rododendro, il frutto fresco, ciliegia principalmente, cannella, altre spezie e un accenno di erbe aromatiche.
Sorso definito e ben disteso, meno corpo e più forza che oltre a esprimersi bene nel centrobocca, con freschezza e sapidità, termina anche discretamente lungo e speziato.

Netta preferenza per Kandlerhof.

Enonauta/Degustazione di Vino #343/344 - review - St. Magdalener 2022 / due espressioni a confronto | Huck am Bach & Kandlerhof
Due espressioni di Santa Maddalena 2022 a confronto. Huck am Bach di Kellerei Bozen/Santa Maddalen classico di Kandlerhof

St. Magdalener 2022 / two expressions compared

Santa Maddalena is one of the most typical denominations of South Tyrolean wine.

Santa Maddalena is one of the most typical denominations of South Tyrolean wine.

Having drunk the two bottles a couple of days apart (St. Magdalener Huck am Bach by Kellerei Bozen and the St. Magdalener Classico by Kandlerhof), a comparison comes naturally.

Both with Lagrein balance and passage into the big barrel.

St. Magdalener Huck am Bach 2022

from Kellerei Bozen

it has a dark appearance, tending towards purple, floral notes of violets, opulent fruity notes of cherry, vinous, white pepper and cinnamon.
A sip with somewhat confused boundaries, warm at the start, tasty and rounded, with moderate acidity and which however ends up quickly running out of verve.

St. Magdalener 2022 Kandlerhof

of Kandlerhof

instead it is translucent and alive, evoking wild red flowers such as rhododendron, fresh fruit, mainly cherry, cinnamon, other spices and a hint of aromatic herbs.
Defined and well-relaxed sip, less body and more strength which, in addition to expressing itself well in the mid-mouth, with freshness and flavor, also ends up being fairly long and spicy.

Clear preference for Kandlerhof.

Standard
Bottiglie, Degustazioni

Edelvernatsch 2017 – Cantina Cembra

Edelvernatsch 2017 – Cantina Cembra

Dolomiti Igt

Schiava
Acciaio e cemento
Vigneti tra 500 e 700 metri

Ha il colore, la struttura e le suggestioni di un vino rosato. Luminoso rubino e profumato di fiori freschi, Fragoline, ribes, una manciatina di spezie e grafite.

Ti appassiona con la forza di un discorso semplice, senza doppi fondi, ma al contempo esaustivo e franco.

Enonauta/Degustazione di Vino #033 - wine review - Schiava 2017 di Cembra -  Ti appassiona con la forza di un discorso semplice, senza doppi fondi, ma al contempo esaustivo e franco.

Fresco, corpo asciutto e con spiccate note salino/minerali e maturità di frutto nel succo senza grevità. Equilibrato e piacevole.

Enonauta/Degustazione di Vino #033 - wine review - Schiava 2017 di Cembra -  Ti appassiona con la forza di un discorso semplice, senza doppi fondi, ma al contempo esaustivo e franco.

Comprata in cantina a un prezzo più che economico accolti inoltre con gentilezza e professionalità.

Standard
Manincor - Kalterersee Kiel 2015
Bottiglie, Degustazioni

Kalterersee Keil 2015 – Manincor

“Sarebbe bello incontrare più spesso vini di questa fatta”. Questo è ciò che ho pensato alla fine della bottiglia che, non so se è rilevante ai fini della narrazione, è durata circa venti minuti in un tavolo di tre persone. Sarà stata la sete, sarà stata la piacevolezza, la serbevolezza del vino, il liquido scomparve come risucchiato dalla falla in fondo alla bottiglia. E i commensali tutti, pochi a dire il vero, ma buoni, rilasciarono dichiarazioni di apprezzamento entusiastico per la finezza indiscutibile della Schiava di Manincor.
Io vorrei incontrare più spesso bottiglie di immediata piacevolezza e convincente carattere, animate da inarginabile beva e accessibili economicamente, senza costringersi a inutili sforzi di immaginazione per giustificare spese ingiustificabili, sapori irricevibili, aspettative illegittime.
Kalterersee Keil 2015 (Schiava) è prodotto da Manincor. Azienda del Sud Tirolo, situata sul versante settentrionale del Lago di Caldaro, che segue i dettami dell’agricoltura biodinamica senza rinunciare a proporre vini corretti e di indiscussa eleganza.
Il colore è lucente, rubino vivido, e lascia intendere un vino vibrante, vivo. E quel vino vibrante e vivo poi si palesa esattamente come tale.
Sorprende il nitore dei profumi. Ciliegia e ribes in testa. Profuma di frutta fresca, rosa e bacche rosse, un ricordo speziato e di erbe aromatiche.
È un vino scattante, dotato di vigoria nervosa, asciutto, mai fiacco. Anzi. Un vino incalzante, espressivo, animato da una acidità setosa accompagnata da un tannino gentile e saporito.
Torna il frutto nel finale insieme a una nota sapida, e come di china, che rende persistenti i sentori nel retrobocca.
Un vino che si fa bere, versatile nell’accompagnare il cibo a tavola.
Credo s’intenda che l’apprezzamento per questo Kiel 2015 è stato entusiastico.
Stappato nel dicembre 2017
© Simone Molinaroli
per L’Enonauta

Manincor - Kalterersee Kiel 2015
Manincor – Kalterersee Kiel 2015
Standard