Bottiglie, Degustazioni

Barolo Sarmassa 2010 – Brezza

Ogni tanto bisogna prendersi il rischio di stappare una di quelle bottiglie, ad esempio il Barolo Sarmassa 2010 di Brezza, cercate e tenute da parte, una di quelle bottiglie su cui abbiamo proiettato aspettative rilevanti e farlo senza un’occasione precisa se non per celebrare la gioia di vivere. Così da dare una misura al vino e alle proprie convinzioni. Ad esempio la mia di cercare di bere il Barolo sempre, o quasi sempre, nella finestra 10/12 anni per cercare di intercettare il liquido nella fase di massima espressività prima dell’inizio della fase discendente.
In questo caso si sarebbe potuto aspettare ancora qualche anno vista l’integrità e le caratteristiche del vino, ma la mia convinzione si rafforza.

Barolo classicista con invecchiamento in botte grande con uve dal cru posto a nord di Barolo verso il confine con La Morra.

Grande finezza espressiva, precisione, eleganza, struttura, previsione di vita futura non calcolabile se conservata al meglio.

Colore granato vivo, complessità e finezza olfattiva. Apre con una nota mentolata che accompagna per tutto il tempo della bevuta, lampone e melograno, floreale residuale, carruba, eucalipto, sentori minimi di cuoio fresco e di spezie. Preciso e intenso anche nel tempo.
In bocca è un crescendo continuo, non è un vino da esposizione che lascia di stucco in ingresso, lascia semmai estasiati in uscita, con quella sua lunga scia balsamico/sapida, con la sua struttura, la sua stoffa, lo scheletro solido di questo vino che promette di essere buono anche in tempo X lontano da noi, il suo bilanciamento, questa progressione di gusto che non finisce, la bevibilità incredibile, ebbe ragione chi ne intravide le potenzialità a suo tempo e peccato per tutte quelle bottiglie imprigionate nelle cantine dei mercanti del nordeuropa.

Il mio consiglio a chi lo dovesse trovare è di prenderne quanto più possibile.

Enonauta/Degustazione di Vino #184 - Barolo Sarmassa 2010 - Brezza | Grande finezza espressiva, precisione, eleganza, struttura, previsione di vita futura non calcolabile se conservata al meglio.
Enonauta/Degustazione di Vino #184 - Barolo Sarmassa 2010 - Brezza | Grande finezza espressiva, precisione, eleganza, struttura, previsione di vita futura non calcolabile se conservata al meglio.
Enonauta/Degustazione di Vino #184 - Barolo Sarmassa 2010 - Brezza | Grande finezza espressiva, precisione, eleganza, struttura, previsione di vita futura non calcolabile se conservata al meglio.

Barolo Sarmassa 2010 – Brezza

Every now and then we have to take the risk of uncorking one of those bottles, for example the Barolo Sarmassa 2010 by Brezza, sought out and kept aside, one of those bottles on which we have projected significant expectations and doing so without a specific occasion other than to celebrate the joy of life. So as to give a measure to the wine and to one’s own beliefs. For example, mine is to try to drink Barolo always, or almost always, in the 10/12 year window to try to intercept the liquid in the phase of maximum expressiveness before the beginning of the descending phase.
In this case we could have waited a few more years given the integrity and characteristics of the wine, but my conviction is strengthened.

Classicist Barolo aged in large barrels with grapes from the cru located north of Barolo towards the border with La Morra.

Great expressive finesse, precision, elegance, structure, prediction of future life that cannot be calculated if preserved in the best possible way.

Bright garnet color, complexity and olfactory finesse. It opens with a minty note that accompanies the entire drinking time, raspberry and pomegranate, residual floral, carob, eucalyptus, minimal hints of fresh leather and spices. Precise and intense even over time.
In the mouth it is a continuous crescendo, it is not a show wine that leaves you stunned on entry, if anything it leaves you enraptured on the way out, with its long balsamic/savory trail, with its structure, its fabric, the solid skeleton of this wine which promises to be good even in time far from us, its balance, this progression of taste that never ends, the incredible drinkability, those who glimpsed its potential at the time were right and it’s a shame for all those bottles imprisoned in the cellars of Northern European merchants.

My advice to anyone who finds it is to get as much as possible.

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Barolo Albe 2013 – G. D. VAJRA

Barolo Albe 2013 – GD VAJRA

Uve provenienti da tre vigneti nel Comune di Barolo, lunga macerazione e 36 mesi in botte per questo Barolo Albe 2013 dell’azienda Vajra
Portando al naso il calice che lo contiene il pensiero torna a un loro nebbiolo che bevvi un paio d’anni fa, e di cui scrissi (qui), e mi pare di scorgere una continuità, quasi una firma.
Ed è l’attacco olfattivo floreale, pervasivo, che inebria. Seguono sentori di fragolina di bosco, rosa, spezie e radici appena accennate, direi anche lavanda, un tratto terragno. Tutto molto preciso, pulito. Il colore è un bel rosso rubino brillante.
Al palato si fanno notare la verve acida e il tannino ancora mordente che ne fanno un vino molto tattile a questo punto della sua evoluzione in bottiglia. Ha buon corpo, giusto calore, penalizzato un poco nel centrobocca, si conferma però un in fase retrolfattiva dove si ribadiscono le anticipazioni avute al momento dell’impugnare il bicchiere, arricchite da una piacevole rievocazione mentolato/balsamica e da un ritorno fruttato freschissimo. Credo potrà esprimersi al meglio tra qualche anno per quanto già godibile. Mi veniva in principio di dirlo austero, ma ci ripenso sul finale di bottiglia perché non è austero affatto, ma solo ancora animato da irruenza giovanile.
Enonauta/Degustazione di Vino #174 - Barolo Albe 2013 - G. D. VAJRA | Giovane Barolo ancora austero da riprovare
Enonauta/Degustazione di Vino #174 - Barolo Albe 2013 - G. D. VAJRA | Giovane Barolo ancora austero da riprovare

Barolo Albe 2013 – GD VAJRA

Grapes from three vineyards in the municipality of Barolo, long maceration and 36 months in barrel for this Barolo Albe 2013 from the Vajra company
Bringing the glass that contains it to my nose, my thoughts go back to one of their Nebbiolos that I drank a couple of years ago, and about which I wrote (here), and I seem to see a continuity, almost a signature.
And it is the floral, pervasive olfactory attack that inebriates. Followed by hints of wild strawberry, rose, spices and barely mentioned roots, I would also say lavender, an earthy trait. Everything very precise, clean. The color is a beautiful bright ruby ​​red.
On the palate, the acidic verve and the still biting tannin stand out, making it a very tactile wine at this point in its evolution in the bottle. It has good body, the right heat, penalized a little in the mid-mouth, but it confirms a retro-olfactory phase where the anticipations had when holding the glass are reiterated, enriched by a pleasant menthol/balsamic reminiscence and a very fresh fruity return. I believe it will be able to express itself at its best in a few years, although it is already enjoyable. At first I felt like calling it austere, but I think about it again at the end of the bottle because it’s not austere at all, but just still animated by youthful impetuosity.

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Barolo Gramolere 2013 – Giovanni Manzone

Barolo Gramolere 2013
Giovanni Manzone
Monforte d’Alba

Lunga macerazione, invecchiamento in botti grandi e tonneaux, esposizione a sud e sud ovest in Monforte.

Bevo per la prima volta, ma credo non sarà l’ultima, un vino dell’azienda di Giovanni Manzone e ne resto piacevolmente impressionato. Un Barolo che potrebbe essere definito tradizionale e che combina le suggestioni tipiche di questa tipologia con una struttura importante che ne amplifica la piacevolezza, un Barolo lineare, termine che uso in senso laudativo, espressivo e di carattere aperto al naso e dotato di suadenza gustativa il che lo rende un vino godibile anche in questa fase giovanile. Buono nell’immediato, ma anche a ragion veduta.

Colore rubino intenso, un bouquet intenso e definito con sentori floreali di rosa, ampiamente fruttato con note prevalenti di marasca e melograno, ricordi agrumati e di radice aromatica, lievemente speziato, balsamico.

Enonauta/Degustazione di Vino #157 - Barolo Gramolere 2013
Giovanni Manzone  | Vino molto preciso, equilibrato e piacevole

Al palato esordisce caldo e con discreto volume, c’è concentrazione, ma l’acidità è distribuita e vitale, i tannini che sono un perfetto connubio di forza e maturità. Lungo il finale che è tutto sul frutto in piena coerenza. Vino molto preciso, equilibrato e piacevole che vale ampiamente il suo prezzo e che riberrei e che consiglio vivamente.

Enonauta/Degustazione di Vino #157 - Barolo Gramolere 2013
Giovanni Manzone  | Vino molto preciso, equilibrato e piacevole
Enonauta/Degustazione di Vino #157 - Barolo Gramolere 2013
Giovanni Manzone  | Vino molto preciso, equilibrato e piacevole

Barolo Gramolere 2013 – Giovanni Manzone – Monforte d’Alba

Long maceration, aging in large barrels and tonneaux, exposure to the south and south-west in Monforte.

I drink a wine from Giovanni Manzone’s company for the first time, but I think it won’t be the last, and I am pleasantly impressed. A Barolo that could be defined as traditional and that combines the typical suggestions of this typology with an important structure that amplifies its pleasantness, a linear Barolo, a term that I use in a laudatory sense, expressive and of a character open to the nose and endowed with persuasive taste. which makes it an enjoyable wine even in this youthful phase. Good immediately, but also with good reason.

Intense ruby ​​colour, an intense and defined bouquet with floral hints of rose, widely fruity with prevailing notes of morello cherry and pomegranate, citrus and aromatic root notes, slightly spicy, balsamic.


On the palate it begins warm and with discreet volume, there is concentration, but the acidity is distributed and vital, the tannins are a perfect combination of strength and maturity. Long finish which is all about the fruit in full coherence. A very precise, balanced and pleasant wine that is well worth its price and which I would drink again and highly recommend.

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Barolo San Lorenzo Di Verduno 2011 – F. LLI Alessandria

Barolo San Lorenzo Di Verduno 2011 – Fratelli Alessandria

Vigneto nel Comune di Verduno con esposizione a sud. 25 giorni di macerazione in acciaio, 30 mesi in botti da 30 hl, poi 2 mesi in acciaio e 6 in bottiglia.

C’è da dire che mi ricordero di questa bottiglia per lungo tempo. Cercherò di riverberarne i ricordi per utilizzarli come pietra di paragone qualitativa. Per la finezza espressiva, per la potenza e l’eleganza congiunte, l’equilibrio e la progressione gustativa, la fortuna di essere stato stappato a un punto di evoluzione, a mio giudizio, ottimale.

Colore rubino tendente al granato. Intenso e preciso al naso con sentori sentori di Rosa e Melograno e chinotto su tutto e poi carruba e vaghe reminiscenze eteree e di rabarbaro.

Il sorso è caldo in partenza, del resto i gradi sono 15, poi si innesca una brillante progressione. Tensione acida, lunga scia sapida, pienezza di gusto, tannino setoso e di buona forza, finale maestoso e coerente.

Trovare un Barolo in quello che sembra il punto esatto in cui la curva evolutiva comincia a cambiare direzione è un’emozione enoica impareggiabile.

Enonauta/Degustazione di Vino #135 - review - Barolo San Lorenzo Di Verduno 2011 - F. LLI Alessandria | Eccezionale. 100/100 dell'Enonauta
Enonauta/Degustazione di Vino #135 - review - Barolo San Lorenzo Di Verduno 2011 - F. LLI Alessandria | Eccezionale. 100/100 dell'Enonauta
Enonauta/Degustazione di Vino #135 - review - Barolo San Lorenzo Di Verduno 2011 - F. LLI Alessandria | Eccezionale. 100/100 dell'Enonauta
Enonauta/Degustazione di Vino #135 - review - Barolo San Lorenzo Di Verduno 2011 - F. LLI Alessandria | 100/100 dell'Enonauta

Barolo San Lorenzo Di Verduno 2011 – Fratelli Alessandria

Vineyard in the municipality of Verduno with southern exposure. 25 days of maceration in steel, 30 months in 30 hl barrels, then 2 months in steel and 6 in the bottle.

It must be said that I will remember this bottle for a long time. I will try to reverberate the memories to use them as a qualitative touchstone. For the expressive finesse, for the combined power and elegance, the balance and the taste progression, I am lucky to have been uncorked at an optimal point of evolution, in my opinion.

Ruby color tending towards garnet. Intense and precise on the nose with hints of rose and pomegranate and chinotto on everything and then carob and vague ethereal reminiscences of rhubarb.

The sip is warm at the start, after all the degrees are 15, then a brilliant progression is triggered. Acidic tension, long savory trail, fullness of flavour, silky tannins with good strength, majestic and coherent finish.

Finding a Barolo at what seems like the exact point where the evolutionary curve begins to change direction is an unparalleled wine emotion.

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Barolo Castellero 2012 – Giacomo Fenocchio

il Barolo Castellero 2012 di Giacomo Fenocchio. La cantina è a Monforte. Il cru Castellero è nel comune di Barolo (vedi la mappa). Fenocchio è uno degli emblemi della classicità e della tradizione. Giornata indimenticabile quella in cui comprai questa e altre bottiglie dal Signor Fenocchio che fu prodigo nel farci assaggiare i suoi vini così come nella compagnia e nel discorrere.

Lunga macerazione, sei mesi in acciaio e poi 30 mesi in botti da 25 hl. Tra i più tradizionali tra i tradizionali alla prova dell’assaggio. Vini che hanno bisogno di pazienza quelli di Giacomo Fenocchio. Questo tra gli altri suoi pari età della cantina sembra comunque il più pronto, quello che ha sviluppato al momento un equilibrio più manifesto.

Tra il rubino scarico e il granato, naso classico di viola, amarene, ribes, radice aromatica, balsamico, per il momento nessun terziario, vino ancora in fase evolutiva ascendente. Il sorso è rigoroso, ma non così austero come ad esempio il Villero 2012 del quale non ha la chiusura tannica asciugante. Il tannino è più levigato, la freschezza è più avvolgente, distribuita, il centrobocca gratificante e porta in dote una persistenza notevole con finale appassionante su amarena e balsamico. A dispetto dell’annata, che ha una brutta nomea, un vino ottimissimo.

 
 
 
Enonauta/Degustazione di Vino #134 - review - Barolo Castellero 2012 - Giacomo Fenocchio | Barolo di prontezza ed energia
Enonauta/Degustazione di Vino #134 - review - Barolo Castellero 2012 - Giacomo Fenocchio | Barolo di prontezza ed energia
Enonauta/Degustazione di Vino #134 - review - Barolo Castellero 2012 - Giacomo Fenocchio | Barolo di prontezza ed energia

Barolo Castellero 2012 by Giacomo Fenocchio.

The cellar is in Monforte. The Castellero cru is in the municipality of Barolo (see the map). Fenocchio is one of the emblems of classicism and tradition. An unforgettable day when I bought this and other bottles from Mr. Fenocchio who was generous in letting us taste his wines as well as in company and conversation.

Long maceration, six months in steel and then 30 months in 25 hl barrels. Among the most traditional among the traditional ones to the test of tasting. Wines that require patience are those of Giacomo Fenocchio. However, this one among others of the same age in the cellar seems to be the most ready, the one that has currently developed a more evident balance.

Between pale ruby ​​and garnet, classic nose of violets, black cherries, currants, aromatic root, balsamic, for the moment no tertiary, wine still in an ascending evolutionary phase. The sip is rigorous, but not as austere as for example the Villero 2012 which does not have the drying tannic closure. The tannin is smoother, the freshness is more enveloping, distributed, the mid-mouth is gratifying and brings notable persistence with a passionate finish of black cherry and balsamic. Despite the vintage, which has a bad reputation, an excellent wine.

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Barolo Ornato 2011 – Palladino

Barolo Ornato 2011 – Palladino – Serralunga d’Alba

Tra i cru proposti dalla Cantina Palladino. Mi ricorda di un bel pomeriggio di maggio passato a Serralunga d’Alba, il luogo dove sono transitato più volte nella mia storia di bevitore di vini e da cui venivano alcuni dei miei vini preferiti.
Lo definirei amaranto. Molto luminoso seppur fitto il colore. Mi preoccupa un po’ all’apertura per una decisa ritrosia. Stappato al ristorante in più persone e bevuto in breve tempo avrebbe fatto poca figura, ma a casa ha avuto il giusto tempo per manifestarsi.
È ancora un vino giovane. Con sentori fruttati maturi, di radice aromatica, vagamente agrumati e speziati e un leggero ricordo floreale. Robusto e caldo (forse leggermente troppo), con tannino possente e acidità molto viva. Ne risulta un sorso molto fisico, a tratti un corpo a corpo, eppure non manca di intensità gustativa, di persistenza, di un bel finale coerente centrato su agrume e radice.
Al momento lo consiglierei insieme a piatti di carne strutturati.
Io ormai l’ho stappato, ma sicuramente meglio nel 2025.
 
 
Enonauta/Degustazione di Vino #131 - review - Barolo Ornato 2011 - Palladino | sorso molto fisico, a tratti un corpo a corpo

Barolo Ornato 2011 – Palladino – Serralunga d’Alba

Among the crus proposed by the Palladino winery. It reminds me of a beautiful May afternoon spent in Serralunga d’Alba, the place where I have passed several times in my history as a wine drinker and where some of my favorite wines came from.
I would call it amaranth. The color is very bright yet dense. It worries me a little when I open it due to a strong reluctance. Uncorked in a restaurant by several people and drunk in a short time it would have made little impression, but at home it had the right time to manifest itself.
It is still a young wine. With ripe fruity, aromatic root, vaguely citrus and spicy hints and a light floral hint. Robust and warm (perhaps slightly too much), with powerful tannins and very lively acidity. The result is a very physical sip, at times a melee, yet it does not lack gustatory intensity, persistence, a nice coherent finish centered on citrus and root.
At the moment I would recommend it together with structured meat dishes.
I’ve uncorked it now, but it will certainly be better in 2025.

Enonauta/Degustazione di Vino #131 - review - Barolo Ornato 2011 - Palladino | sorso molto fisico, a tratti un corpo a corpo
Enonauta/Degustazione di Vino #131 - review - Barolo Ornato 2011 - Palladino | sorso molto fisico, a tratti un corpo a corpo
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Nebbiolo d’Alba Cascinotto 2016 – Claudio Alario

Nebbiolo d’Alba Cascinotto 2016 – Claudio Alario

Nebbiolo d’Alba Doc

Tra gli enoappassionati è idea diffusa, tra le altre, che il rotofermentatore e la barrique usate insieme per vinificare il Nebbiolo siano strumenti del Dimonio per svilire l’anima e travisare l’identità di questo nobilissimo vitigno piemontese, ma questa del Nebbiolo d’Alba Cascinotto 2016 di Claudio Alario da Diano d’Alba è la bottiglia che, se mai ce ne fosse bisogno, smentisce in pieno l’idea risultandone all’assaggio una brillantissima interpretazione.

Enonauta/Degustazione di Vino #115 - review - Nebbiolo d'Alba Cascinotto 2016 - Alario | Sostanzioso, pronto, gratificante, mi aspetto di trovarlo tra altri 10 anni a dire la sua.

Dicevamo per l’appunto: vinificazione in rotofermentatore e affinamento per 20 mesi in Barrique (metà nuove, metà di secondo passaggio).
Definizione, intensità, piacevolezza le parole chiave per descrivere questo vino.
Il colore è concentrato, vivo, lo confronto col 2015 bevuto l’anno scorso e al contrario di quello, che risultò inizialmente molto chiuso, è estroverso, dinamico e si rivela prontamente con richiami fruttati di ribes rosso e melograno, di rosa seguiti da note di cacao, e radice aromatica e vaghi ricordi d’agrume e spezie.

Enonauta/Degustazione di Vino #115 - review - Nebbiolo d'Alba Cascinotto 2016 - Alario | Sostanzioso, pronto, gratificante, mi aspetto di trovarlo tra altri 10 anni a dire la sua.

In bocca ha buon corpo, acidità smagliante e cremosa, trama tannica importante e nobile con finale intenso.
Sostanzioso, pronto, gratificante, mi aspetto di trovarlo tra altri 10 anni a dire la sua.

Enonauta/Degustazione di Vino #115 - review - Nebbiolo d'Alba Cascinotto 2016 - Alario | Sostanzioso, pronto, gratificante, mi aspetto di trovarlo tra altri 10 anni a dire la sua.

Nebbiolo d’Alba Cascinotto 2016 – Claudio Alario

Nebbiolo d’Alba Doc

Among wine enthusiasts there is a widespread idea, among others, that the rotary fermenter and the barrique used together to vinify Nebbiolo are tools of the Devil to debase the soul and misrepresent the identity of this most noble Piedmontese grape variety, but this of Nebbiolo d’Alba Cascinotto 2016 by Claudio Alario from Diano d’Alba is the bottle that, if ever it were needed, completely denies the idea, resulting in a brilliant interpretation when tasted.

We were precisely saying: vinification in a rotary fermenter and aging for 20 months in barriques (half new, half second passage).
Definition, intensity, pleasantness are the key words to describe this wine.
The color is concentrated, lively, I compare it with the 2015 drunk last year and unlike that, which was initially very closed, it is extrovert, dynamic and promptly reveals itself with fruity hints of red currant and pomegranate, of rose followed by notes of cocoa, and aromatic root and vague memories of citrus and spices.

In the mouth it has good body, dazzling and creamy acidity, an important and noble tannic texture with an intense finish.
Substantial, ready, rewarding, I expect to find him in another 10 years to have his say.

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Barolo 2010 – Viglione

Incentivato dal racconto di un 2015 passatomi davanti nel grande gruppo dei bevitori di vino di FB decido di stappare la mia bottiglia di Barolo Viglione 2010 a cui già ero passato vicino molte volte. Parto con delle aspettative che non vengono tradite. Dal sentito dire si passa al sentito per davvero ed è un sentire di prima categoria.

Cantina in Monforte d’Alba

Fermentazione in acciaio, 36 mesi in tonneaux usati.

Di primo acchito si presenta come un Barolo Classico. Sobrio ed elegante.

Enonauta/Degustazione di Vino #108 - review - Barolo 2010 - Viglione | Vino in una evidente fase di brillante evoluzione

Bel granato scuro il colore, brilla per il nitore dei profumi di amarena sotto spirito, foglia di the, rosa essiccata e per il fondo mentolato. Sorso caratterizzato da una lunghissima progressione. Caldo e avvolgente in ingresso, la massa poi si dipana e si distende, intensità e profondità gustativa spinta dalla fluente acidità, tannini maturi da cui riemergono nel lungo finale note delicate di frutto maturo.

Enonauta/Degustazione di Vino #108 - review - Barolo 2010 - Viglione | Vino in una evidente fase di brillante evoluzione

Vino in una evidente fase di brillante evoluzione. Per chi come me punta sui 10 anni dalla vendemmia una conferma confortante.

Enonauta/Degustazione di Vino #108 - review - Barolo 2010 - Viglione | Vino in una evidente fase di brillante evoluzione

Barolo Viglione 2010

Incentivized by the story of a 2015 passed before me in the large group of FB wine drinkers, I decide to uncork my bottle of Barolo Viglione 2010 which I had already passed by many times. I leave with expectations that are not betrayed. From hearsay we move on to what is truly heard and it is a first-class feeling.

Cellar in Monforte d’Alba

Fermentation in steel, 36 months in used tonneaux.

At first glance it presents itself as a Classic Barolo. Sober and elegant.

The color is a beautiful dark garnet, it shines with the clarity of the aromas of black cherry in spirit, tea leaf, dried rose and the mentholated base. Sip characterized by a very long progression. Warm and enveloping on entry, the mass then unravels and relaxes, intensity and depth of flavor driven by the flowing acidity, ripe tannins from which delicate notes of ripe fruit re-emerge in the long finish.

Wine in a clear phase of brilliant evolution. For those like me who are aiming for 10 years from the harvest, a comforting confirmation.

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Nebbiolo 2016 – Giuseppe Rinaldi

Prolusione – cosa chiediamo a un vino?

(Cosa chiediamo a un vino? Cosa chiediamo a noi stessi quando stappiamo una bottiglia? Il vino, come l’uomo, è molte cose. Alimento, bene di posizionamento, esperienza edonica, complemento nutritivo per gli uomini di un tempo, bevanda, collante per sodalizi di vario genere. Ma il Vino ha soprattutto il potere di aiutarci a storicizzare la nostra esistenza aldilà dell’edonismo dell’eterno presente che non stratifica.

L’antefatto – entrare in enoteca

Per il sottoscritto stappare il Nebbiolo di Rinaldi è quasi come chiudere il cerchio di un lungo amore per il vino cominciato casualmente proprio con una bottiglia di Nebbiolo di Giuseppe Rinaldi. Quel pomeriggio di un giorno di molti anni fa che passando davanti a una enoteca sentii il richiamo ad entrare. Fui consigliato dall’illuminato titolare all’acquisto quando ancora i vini di Rinaldi si potevano comprare in enoteca per 15000 lire e non erano oggetto di una speculazione spaventosa e ridicola. Bevendo quel vino compresi che il vino era assai diverso da quello che bevevano i più e cominciai la mia esplorazione che ancora continua)

Nebbiolo 2016 – Giuseppe Rinaldi – Langhe Doc – Barolo

18 mesi in botte grande

Colore granato, vivo e ricco all’olfatto con sentori di viola e di melograno, ribes rosso, genziana e sentori vagamente speziati spinti da dietro da una sottile volatile.

Sembra fatto di una materia indisgregabile, di una stoffa resistentissima. Giovane e come tale non incline al compromesso. Assertorio senza essere sfrontato, acidità verticale, tesa, che scende e riscende, tannino serrato e nobile, ma non asciuga e sul finale, che definire infinito non è un eufemismo, si fa strada la gentilezza del frutto, melograno in corrispondenza totale col naso, con cui ti saluta questo vino.

Non è un vino equilibrato, anzi è burbero a tratti, ma a mio avviso è buono da bersi adesso proprio cercando di immaginare quel famoso ipotetico punto d’equilibrio di cui spesso si parla e che nessuno può garantirci che il vino raggiungerà effettivamente e tantomeno nessuno può garantirci di esserci quel giorno che il vino sarà considerato pronto da bere.

Enonauta/Degustazione di Vino #101 - review - Nebbiolo 2016 - Giuseppe Rinaldi | Assertorio senza essere sfrontato
Enonauta/Degustazione di Vino #101 - review - Nebbiolo 2016 - Giuseppe Rinaldi | Assertorio senza essere sfrontato
Enonauta/Degustazione di Vino #101 - review - Nebbiolo 2016 - Giuseppe Rinaldi | Assertorio senza essere sfrontato

Langhe Nebbiolo 2016 – Giuseppe Rinaldi

18 months in large barrels

Garnet colour, lively and rich on the nose with hints of violet and pomegranate, red currant, gentian and vaguely spicy hints pushed from behind by a subtle volatile.

It seems to be made of an indisintegrable material, of a very resistant fabric. Young and as such not inclined to compromise. Assertive without being brazen, vertical, tense acidity, which descends and descends, tight and noble tannin, but does not dry out and on the finish, which to define infinite is not a euphemism, the kindness of the fruit makes its way, pomegranate in total correspondence with the nose, with which this wine greets you.

It is not a balanced wine, in fact it is gruff at times, but in my opinion it is good to drink now just trying to imagine that famous hypothetical point of balance which is often talked about and which no one can guarantee us that the wine will actually reach, much less anyone can guarantee us to be there on the day that the wine is considered ready to drink.

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Barolo Riserva 2008 – Lorenzo Accomasso

Barolo Riserva 2008 – Lorenzo Accomasso

Ultima in ordine temporale, last but non least direbbero gli anglofoni, delle bottiglie bevute la scorsa settimana. Il Barolo Riserva 2008 di Lorenzo Accomasso per accompagnare la cucina di Amerigo a Savigno, trattoria alla cui cucina la sosta obbligata non sembra aver tolto smalto, per un pranzo eccezionale.

Delle pratiche di cantina del Cavaliere/Commendatore si sa per quel che si riesce a evincere dai racconti del Cavaliere stesso quando si ha la possibilità di essere ricevuti per qualche acquisto nella sua saletta/magazzino. Cavaliere che si autodefinisce un “classicista”. Sappiamo dunque che il nebbiolo fa lunghe macerazioni e che invecchia a lungo in grandi botti. A La Morra in frazione Annunziata.

Questo Riserva 2008 è granato vivo chiaro con naso ancora floreale, ma soprattutto fruttato, melograno e ciliegia a polpa rosa, lievi accenni di genziana, cuoio e di scorza di arancio. Pulitissimo.

Lontano dalla assertività e dalla austerità evidente che di solito contraddistinguono i suoi Barolo, e che ricordo nell’ultimo bevuto (un Rocchette Riserva 2009), questo Riserva 2008 è un Barolo godibile, pronto, equilibrato, i cui tratti di rilievo sono il calore, la coerenza fruttata e la potenza dell’aroma di bocca.

Tannino tangibile, ma maturo e acidità ben distribuita.

Con la Coscia di Daino affumicata con cicorie e amarene fu un matrimonio trionfale.

Enonauta/Degustazione di Vino #087 - review - Barolo Riserva 2008 - Accomasso | il   Cavaliere è l'essenza della tradizione e della classicità
Enonauta/Degustazione di Vino #087 - review - Barolo Riserva 2008 - Accomasso | il   Cavaliere è l'essenza della tradizione e della classicità
Enonauta/Degustazione di Vino #087 - review - Barolo Riserva 2008 - Accomasso | il   Cavaliere è l'essenza della tradizione e della classicità

Barolo Riserva 2008 – Lorenzo Accomasso

Last in chronological order, last but not least as English speakers would say, of the bottles drunk last week. To accompany the cuisine of Amerigo in Savigno, a trattoria whose cuisine the obligatory stop does not seem to have taken away its lustre, for an exceptional lunch.

We know about the cellar practices of the Knight/Commendatore from what we can deduce from the stories of the Knight himself when we have the possibility of being received for some purchases in his room/warehouse. Knight who calls himself a “classicist”. We therefore know that Nebbiolo undergoes long macerations and that it ages for a long time in large barrels.

This Riserva 2008 is a light bright garnet with a still floral but above all fruity nose, pomegranate and cherry with pink pulp, slight hints of gentian, leather and orange peel. Very clean.

Far from the assertiveness and obvious austerity that usually distinguish his Barolos, and which I remember in the last drink (a Rocchette Riserva 2009), this Riserva 2008 is an enjoyable, ready, balanced Barolo, whose notable features are warmth, the fruity consistency and the power of the mouthfeel.

Tangible but ripe tannin and well-distributed acidity.

With the smoked deer leg with chicory and black cherries it was a triumphal marriage.

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