Degustazioni

Flavio Roddolo – il Ronin delle Langhe – venerdì 12 giugno 2026

Flavio Roddolo, il Ronin delle Langhe

Con i vini di Flavio Roddolo, vignaiolo di Monforte d’Alba, si è chiusa venerdì 12 giugno la stagione di degustazioni 2025/26 de L’Enonauta, in collaborazione con Happy Wine e insieme al consueto gruppo di degustatori competenti, curiosi ed esigenti.

Cinque vini per provare ad avvicinare il suo universo vinicolo antico e contadino, di cui Roddolo rimane uno dei pochissimi rappresentanti credibili. Da qui la licenza di chiamarlo Ronin: non per costruire un mito, ma per indicare una postura reale, solitaria, indipendente, poco incline alle mode e alle scorciatoie comunicative.

Uomo dalla fama di solitario e poco ciarliero, Roddolo è artigiano di un vino talvolta rude, ma di grande carattere. Qualcuno potrebbe dire “come in Borgogna”, altri “come una volta”; quasi tutti, però, finiscono per riconoscergli una mano rara, sicura, personale.

Chi, come il sottoscritto, ha avuto la ventura di trascorrere qualche pomeriggio in sua compagnia a Bricco Appiani, non può che confermare questa impressione, aggiungendo però una nota più intima: una vena di malinconia crepuscolare e un attaccamento alla tradizione che, paradossalmente, nei momenti più colloquiali lo portano, quando vuole comunicare qualcosa di unico o sottolineare con discrezione la propria perizia, a sfoderare vecchie annate del suo Cabernet Sauvignon “Bricco Appiani“.

Per un contadino langarolo sarebbe forse stato più facile farlo con un Barolo. Per Flavio Roddolo, invece, il grande orgoglio mi è sempre parso proprio il Cabernet Sauvignon.

Ma veniamo alla serata. Abbiamo stappato nell’ordine:

Barbera d’Alba Superiore 2013

Generoso, tonico, ricco di suggestioni. Fa sempre un certo effetto incontrare un Barbera — declinato al maschile, come farebbe Flavio Roddolo — di tredici anni in questo stato di forma.

Si apre su ricordi ferrosi ed ematici, poi lascia spazio al frutto maturo, alla moka, a un tratto balsamico, prima di tornare in chiusura su una vena sanguigna. Il sorso è ampio, attraversato da un’acidità diffusa, ricco di stimoli e di gusto, integro, saldo, tutt’altro che stanco.

Mi ha ricordato un’altra Barbera d’annata bevuta di recente: la Barbera Francia 2015 di Giacomo Conterno.

Dolcetto d’Alba Superiore 2017

Nel Dolcetto d’Alba Superiore 2017 lo stile Roddolo sembra radicalizzarsi in un vino essenziale, quasi metafisico. Ossuto, severo, con reminiscenze di viola essiccata, mora scura e spezie. Secco, tannico, riservato, ma attraversato da una lunga coda sapida.

Annata e mano sembrano aver collaborato alla nascita di questo Dolcetto scabro: il 2017 ne accentua la concentrazione e l’asciuttezza, Roddolo ne porta in primo piano struttura, sottrazione e spigoli.

Forse non il suo miglior Dolcetto, ma una conferma della sua artigianalità: il vino non come prodotto sempre uguale a se stesso, ma come esito vivo di una stagione, di una vigna e di una mano.

Una mia nota personale: tra 10 anni, sempre ad averne ancora, ne riparliamo.

Nebbiolo d’Alba 2015

Il Nebbiolo d’Alba 2015 è quasi commovente nella sua bontà. Un Nebbiolo delicato e preciso come pochi: dopo averlo versato nei calici, sui volti dei presenti si forma un’espressione di piacere immediata, e il giudizio converge senza esitazioni verso l’idea di un grande vino.

Traslucido, più lontano degli altri dal confine con il rustico, si offre con sentori di ribes, foglia di tè e menta, senza cedimenti né piegamenti evolutivi. Il sorso fila via teso e fresco, lineare, con tannini integrati e un centrobocca emozionante di frutto ancora giovane. A seguire, un finale arioso, lungo, pienamente nel segno del Nebbiolo.

Barolo 2015

Il Barolo 2015 si presenta invece a un punto di evoluzione piuttosto avanzato. Devo dire che non è la prima volta che mi succede con il Barolo di Roddolo, e finisco per pensare che, cercando quel qualcosa in più che qualifichi un Barolo, si possa talvolta pagare un pegno troppo alto.

Mi sono tornate in mente le parole di un altro grande vignaiolo di Monforte d’Alba, che durante una visita ci concesse una lezione approfondita di vinificazione tradizionale e ci disse come, in annate calde e generose come la 2015, fosse necessario accorciare tutti i processi per evitare il rischio della sovramaturazione.

Il vino appare più stagionato al naso che al palato. Emergono sentori di prugna, cuoio, rosmarino, ma anche un fondo di vino evoluto che non si può ignorare. In bocca risulta più convincente: molto più concentrato del Nebbiolo d’Alba, sostenuto da uno scheletro imponente, non stanco quanto il naso farebbe pensare.

Resta però, nel quadro della serata, una delusione. Non un vino crollato, non un vino privo di sostanza, ma un Barolo che sembra avere già speso una parte significativa della propria energia espressiva.

Cabernet Sauvignon Bricco Appiani 2011

Un vino sconfinato, ruvido, animato da una forza che sul momento potrebbe sembrare inarrestabile.

Scuro di colore, con fragranze di Cassis e humus, vegetale autunnale, penetrante e intenso, offre poi altre suggestioni di spezie, balsamiche, vagamente rustiche, che arrivano, ritornano, a ondate. Qualcuno ha scorto il peperone, io personalmente sarei più propenso a rubricare il vegetale come Garrigue, macchia mediterranea o Artemisia comune.

Dopo l’assaggio sul volto dei presenti torna l’espressione già vista col Nebbiolo. Siamo di fronte a un vino di grande caratura.

L’ingresso è denso, deciso, una concentrazione critica di gusto che necessità di qualche minuto per delinearsi. Materico e stratificato, ha una dinamica gustativa articolata e prolungata, dove a prevalere sono il frutto scuro e le erbe aromatiche. È a suo modo equilibrato, grazie al tannino fitto che dà ordine a tutto questo agire. Più che per la forza, per la forma quasi masticabile, coesiva.

Ad averne avuto un bancale, sarebbe andato esaurito.

Viva dunque Flavio Roddolo, e viva tutti gli artigiani del vino: qualunque sia la loro provenienza, qualunque sia la loro filosofia produttiva, quando riescono a consegnare al bevitore qualcosa di così personale, vivo e riconoscibile.

Flavio Roddolo – il Ronin delle Langhe

Flavio Roddolo, the Ronin of the Langhe

With the wines of Flavio Roddolo, vigneron in Monforte d’Alba, the 2025/26 tasting season of L’Enonauta came to a close on Friday, June 12, in collaboration with Happy Wine and with the usual group of competent, curious and demanding tasters.

Five wines offered a way into his ancient, deeply rural wine universe, of which Roddolo remains one of the few truly credible representatives. Hence the licence, not merely graphic, to call him a Ronin: not to build a myth around him, but to indicate a real stance — solitary, independent, little inclined to fashions or communicative shortcuts.

A man with a reputation for being solitary and not especially talkative, Roddolo is the artisan of wines that can sometimes appear rough, but are always marked by character. Some might say “like Burgundy”, others “like wine used to be”; almost everyone, however, ends up recognising in his wines a rare, secure and personal hand.

Those who, like myself, have had the good fortune to spend a few afternoons in his company at Bricco Appiani can only confirm this impression, while adding a more intimate note: a certain crepuscular melancholy, and an attachment to tradition which, paradoxically, in his more conversational moments would lead him — when he wanted to communicate something unique, or discreetly underline his own skill — to bring out old vintages of his Cabernet Sauvignon Bricco Appiani.

For a Langhe farmer, it would perhaps have been easier to do so with a Barolo. In Flavio Roddolo’s case, however, the great source of pride has always seemed to me to be precisely the Cabernet Sauvignon.

Barbera d’Alba Superiore 2013

Generous, tonic, rich in suggestions. It is always somewhat striking to encounter a Barbera — declined in the masculine, as Flavio Roddolo himself would do in Italian — at thirteen years of age and in such precise form.

The nose opens immediately on ferrous and bloody recalls; then come ripe fruit, mocha and balsamic accents, before returning on a sanguine note in the finish. The palate is broad, supported by diffuse acidity, rich in stimuli and flavour, intact, firm, and far from tired.

It reminded me of another aged Barbera I had drunk recently: Giacomo Conterno’s Barbera Francia 2015.

Dolcetto d’Alba Superiore 2017

In the Dolcetto d’Alba Superiore 2017, Roddolo’s style applied to Dolcetto seems to radicalise itself into an essential, almost metaphysical wine. Bony, severe, with reminiscences of dried violet, dark blackberry and spices. Dry, tannic, reserved, yet crossed by a long savoury tail.

Vintage and hand seem to have worked together in shaping this rough-hewn Dolcetto: 2017 accentuates its concentration and dryness, while Roddolo brings structure, subtraction and edges to the foreground.

Perhaps not his finest Dolcetto, but a confirmation of his artisanal nature: wine not as a product always identical to itself, but as the living outcome of a season, a vineyard and a hand.

Nebbiolo d’Alba 2015

The Nebbiolo d’Alba 2015 is almost moving in its precision and goodness. Once poured into the glasses, an immediate expression of pleasure appeared on the faces of those present: the judgement quickly converged on the idea of a great wine.

Translucent, more distant than the others from the border with rusticity, it moves through redcurrant, tea leaf and mint, with no evolutionary sagging. The palate is tense, fresh, linear, with perfectly integrated tannins and an emotional mid-palate of still-youthful fruit. The finish is airy, long, fully in the sign of Nebbiolo.

Barolo 2015

The Barolo 2015, by contrast, presents itself at an advanced stage of evolution. This is not the first time this has happened to me with Roddolo’s Barolo, and I find myself thinking that, in the search for that extra degree of matter and depth that should qualify a Barolo, one may sometimes pay too high a price.

The words of another great vigneron from Monforte d’Alba came back to me. During a visit, he gave us a detailed lesson in traditional vinification and told us how, in warm and generous vintages, it was necessary to shorten every process in order to avoid overripeness. In this sense, 2015 seems to have required caution.

The nose is further along than the palate: plum, leather, rosemary, but also an undertone of aged wine that cannot be ignored. In the mouth the wine holds up better, thanks to concentration and structure, and does not feel as tired as the aromatic profile might suggest.

And yet, after the Nebbiolo d’Alba 2015, the comparison is unforgiving. The Barolo has more mass, but less grace; more structure, but less emotion. It is not a finished wine, but it is a disappointment.

Cabernet Sauvignon Bricco Appiani 2011

The Cabernet Sauvignon Bricco Appiani 2011 is a broad, rough wine of evident personality.

Dark in colour, it opens on cassis and humus, with an autumnal vegetal note that some read as bell pepper. Personally, I would be more inclined to place it within a register of garrigue, Mediterranean scrub or common mugwort. Spicy, balsamic, vaguely rustic notes follow, returning with good continuity.

After the tasting, something of the expression already seen with the Nebbiolo d’Alba returned to the faces of those present: not because of stylistic affinity, but because of evident quality.

The attack is dense and decisive, with a concentration of flavour that requires a few minutes to find definition. Material and layered, it develops through dark fruit, aromatic herbs and dense tannins, which give order to an important body of matter.

More than for sheer force, it impresses for the cohesive, almost chewable form with which it holds together rusticity, depth and character.

Had there been a pallet of it, it would have sold out.

So long live Flavio Roddolo, and long live all wine artisans, whatever their origin and whatever their production philosophy, when the result manages to be so personal, alive and recognisable.

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Nebbiolo d’Alba 2010 – Flavio Roddolo/Cascina Bricco Appiani

Nebbiolo d’Alba 2010 – Flavio Roddolo/Cascina Bricco Appiani


La visione di una bottiglia stappata del Signor Flavio Roddolo mi ha innescato la voglia di scendere in cantina a recuperare una delle sue ultime bottiglie rimaste.

Un Nebbiolo d’Alba 2010, tipologia che a cose normali qualcuno potrebbe stappare con qualche apprensione sulla tenuta. Ma qui si tratta di un Nebbiolo di Flavio Roddolo e non si teme. Il racconto dello stesso vino stappato il 29 aprile 2020


https://www.enonauta.it/2020/04/29/nebbiolo-dalba-2010-flavio-roddolo/


si chiudeva con queste parole: “Un vino di valore assoluto per cui non si può che immaginare un radioso futuro. Dentro un’altra bottiglia però…”

Quel futuro era ieri e ci ripaga di questi sei anni d’attesa. Nel 2020 lo ricordavo ancora severo, quasi arcigno: più nervo che distensione, più verticalità che ampiezza. Oggi è entrato in una fase di evoluzione positiva: il tono è generalmente meno assertivo, la forza non è più tutta in avanti ma più distribuita lungo il sorso, e la materia appare più composta.

Il colore è granato, decisamente luminoso, integro, con un bel ventaglio di profumi che ampliano il ricordo della severità originaria — fatta principalmente di erbe aromatiche e genziana — con reminiscenze di kumquat e carruba, tè nero e ribes.

Anche al palato, pur restando un vino di tempra e dallo scheletro robusto, trova distensione e aggiunge alla sua incredibile intensità di gusto una dimensione nuova fatta di ampiezza e definizione, con un passo complessivamente più misurato e meno frontale.

Se ce l’avete a casa stappatelo. Senza aspettare l’occasione giusta perché l’occasione giusta è adesso.

Enonauta/Degustazione di Vino #498 - review - Nebbiolo d'Alba 2010 - Flavio Roddolo/Cascina Bricco Appiani | Nebbiolo Da Ronin

Nebbiolo d’Alba 2010 – Flavio Roddolo / Cascina Bricco Appiani

Catching sight of an opened bottle from Mr. Flavio Roddolo sparked the urge to head down to the cellar and rescue one of the last bottles I still had.

A 2010 Nebbiolo d’Alba is the sort of wine that, under normal circumstances, one might open with a hint of concern about how it’s holding up. But this is a Nebbiolo by Flavio Roddolo, so there’s no fear. My note on the same wine, opened on April 29, 2020


https://www.enonauta.it/2020/04/29/nebbiolo-dalba-2010-flavio-roddolo/


ended with these words: “A wine of absolute value, for which one can only imagine a radiant future. Inside another bottle, though…”

That future was yesterday—and it rewards these six years of waiting. In 2020 I still remembered it as stern, almost austere: more nerve than ease, more vertical drive than breadth. Today it has entered a positive phase of evolution: the tone is generally less assertive, the force is no longer all thrust forward but more evenly distributed across the palate, and the whole feels more composed.

The color is garnet—bright, intact—with a fine range of aromas that broaden the memory of its original severity—built mainly on aromatic herbs and gentian—adding hints of kumquat and carob, black tea and currant.

On the palate too, while remaining a wine of stamina with a solid, robust frame, it has found a new ease. Alongside its incredible intensity of flavor it now brings a fresh dimension of breadth and definition, with an overall gait that is more measured and less head-on.

If you have it at home, open it. Don’t wait for the right occasion—because the right occasion is now.

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Nebbiolo d’Alba 2011 – Flavio Roddolo

Nebbiolo d’Alba 2011 – Flavio Roddolo

I vini di Flavio Roddolo, il Ronin del Bricco Appiani, finiscono per essere sempre sorprendenti e questo Nebbiolo non fa eccezione e se confrontato col 2010, ultimo da me bevuto e che era un campione di austerità, risulta essere un vino più caldo e denso e meno rigoroso del solito. Più pronto, anzi pronto adesso.

Colore rosso granato scuro, all’apertura asfalto bagnato, poi marasca sotto spirito, tamarindo, foglia di the, rosmarino e poi la cifra dei vini di Flavio Roddolo ovvero questa nota sanguigno/ferrosa che spesso si riscontra nei suoi vini. Non manca certo di aromi e dà qualche segnale di un iniziale avviamento verso la maturazione.

Sorso piuttosto caldo e ampio, acquisisce potenza espressiva col tempo, ha un filo di pungenza con sensazioni acido/sapide in evidenza, tannini lavorati e dentro il vino, prevalenza di frutto maturo in fase retrolfattiva. A tratti mostra morbidezza.
Vino pronto, tendente all’equilibrio, meno Roddoliano del solito.
Il tutto orchestrato su registri cupi. Un nebbiolo crepuscolare, di grande personalità.

A chi fortunello ne detenesse delle bottiglie io consiglio l’apertura entro un paio d’anni.

Enonauta/Degustazione di Vino #316 - review - Nebbiolo d'Alba 2011 - Flavio Roddolo | Un nebbiolo crepuscolare, di grande personalità
Enonauta/Degustazione di Vino #316 - review - Nebbiolo d'Alba 2011 - Flavio Roddolo | Un nebbiolo crepuscolare, di grande personalità
Enonauta/Degustazione di Vino #316 - review - Nebbiolo d'Alba 2011 - Flavio Roddolo | Un nebbiolo crepuscolare, di grande personalità

Nebbiolo d’Alba 2011 – Flavio Roddolo

The wines of Flavio Roddolo, the Ronin del Bricco Appiani, always end up being surprising and this Nebbiolo is no exception and if compared with the 2010, the last one I drank and which was a champion of austerity, it turns out to be a warmer and denser wine and less rigorous than usual. Readier, actually ready now.

Dark garnet red colour, wet asphalt at the opening, then morello cherry in spirit, tamarind, tea leaf, rosemary and then the signature of Flavio Roddolo’s wines, that is this sanguine/ferrous note that is often found in his wines. It certainly does not lack aromas and gives some signs of an initial start towards maturation.

Rather warm and broad on the palate, it acquires expressive power over time, has a hint of pungency with evident acid/savory sensations, tannins worked within the wine, prevalence of ripe fruit in the retro-olfactory phase. At times it shows softness.
Ready wine, tending towards balance, less Roddolian than usual.
All orchestrated in dark registers. A twilight Nebbiolo, with great personality.

For anyone lucky enough to have bottles of it, I recommend opening it within a couple of years.

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Memorie da un Aperitivo Ricco

Memorie da un aperitivo ricco con degustazione di vino

Ci si trova di pomeriggio, come imposto dalle vigenti disposizioni, si ritorna a casa presto.

4 bottiglie. Due Langhe, due Carso.

Il mitico Dolcetto Superiore di Flavio Roddolo. Un bel Nebbiolo giovane di Conterno Fantino. Due espressioni diverse del bianco macerato dal Carso. La Malvasia di Zahar e il Bezga, blend di Vitovska e Malvasia, di Milic.

Enonauta/Degustazione di Vino #136-139 - review - Malvasia Zahar/Bezga Milic/Dolcetto d'Alba Roddolo/Nebbiolo Ginestrino 19 Conterno Fantino

Dolcetto d’Alba Superiore 2013 di Flavio Roddolo da Monforte.

Brilla della sue consuete caratteristiche. Forza, espressività, persistenza, intensità dell’aroma di bocca. Impenetrabile. Mora e cassis, spezie dolci, erbe aromatiche, in bocca struttura, grande persistenza, il profumo nel bevante vuoto è da ricordare per sempre.

Nebbiolo Ginestrino 2019 di Conterno Fantino

Giovane, rubino con riflessi porpora, molto floreale, marasca, spezie, sorso pieno, di corpo, un tannino un po’ irruento.

Malvasia Zahar 2016 – Aperitivo Ricco con Degustazione di Vino

Una Malvasia Istriana macerata molto elegante, ambra chiara, di misura, con sentori di camomilla, albicocca disidratata, miele di Cardo. Equilibrato al palato, coerente, buona presenza e bel finale.

Bezga Lune Milic 2015 -Aperitivo Ricco con Degustazione di Vino

Malvasia e Vitovska
Orange wine pieno di energia, quasi strabordante. Lievemente rustico, intenso al naso con ricordi di camomilla, zenzero, caffé tostato, nespola. Il sorso è vitale, di non comune pienezza di gusto, persistente.

Enonauta/Degustazione di Vino #136-139 - review - Malvasia Zahar/Bezga Milic/Dolcetto d'Alba Roddolo/Nebbiolo Ginestrino 19 Conterno Fantino
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Dolcetto d’Alba Superiore 2013 – Flavio Roddolo

Dolcetto d’Alba Superiore 2013 – Flavio Roddolo

Il Dolcetto di Flavio Roddolo è uno di quei vini la cui conoscenza, meglio se accompagnata dalla conoscenza del Signor Flavio stesso, aiuta a sgretolare alcuni preconcetti con cui talvolta, nel mio caso sicuramente, si parte per avventurarsi nel vasto territorio del Vino. I pregiudizi verso alcuni vitigni ritenuti minori, le graduatorie fittizie, le sale d’assaggio fruffrù con visita tipo deportazione, l’appeal, le mode, etc.

I vini di Roddolo hanno tutti una forza non comune e il Dolcetto d’Alba Superiore 2013 è un’idea di Dolcetto forse estrema, che spoglia il Dolcetto di alcune sue caratteristiche per portarlo a un punto limite di evoluzione.

Barrique esauste per il lungo affinamento.

Il colore è rubino scuro, al limite dell’impenetrabile. Profumi di fiori secchi, cassis, leggere note di sottobosco, pepe bianco, vagamente rustico.

Asciutto, secco, sferzante, nervoso al palato. Delle morbidezze del dolcetto non c’è traccia, è un vino assolutamente essenziale, con un tannino rigoroso. Bitter, erbe secche in mazzo tritate, cassis in un finale più che persistente.

Personalmente lo metterei nel novero dei Dolcetto che mi sentirei di consigliare per farsi un’idea delle potenzialità del vitigno e dei vini che se ne traggono.

Enonauta/Degustazione di Vino #107 - review - Dolcetto d'alba Superiore 2013 - Flavio Roddolo |  Il Dolcetto Estremo del Ronin Flavio Roddolo
Enonauta/Degustazione di Vino #107 - review - Dolcetto d'alba Superiore 2013 - Flavio Roddolo |  Il Dolcetto Estremo del Ronin Flavio Roddolo

Dolcetto d’Alba Superiore 2013 – Flavio Roddolo

Flavio Roddolo’s Dolcetto is one of those wines whose knowledge, better if accompanied by the knowledge of Mr. Flavio himself, helps to crumble some preconceptions with which sometimes, in my case certainly, one sets out to venture into the vast territory of wine. The prejudices towards some vines considered minor, the fictitious rankings, the fruffrù tasting rooms with deportation-type visits, the appeal, the fashions, etc.

Roddolo’s wines all have an uncommon strength and the Dolcetto d’Alba Superiore 2013 is perhaps an extreme idea of ​​Dolcetto, which strips Dolcetto of some of its characteristics to bring it to a limit point of evolution.

Barriques exhausted from long aging.

The color is dark ruby, bordering on impenetrable. Aromas of dried flowers, cassis, light notes of undergrowth, white pepper, vaguely rustic.

Dry, dry, lashing, nervous on the palate. There is no trace of the softness of the dolcetto, it is an absolutely essential wine, with rigorous tannins. Bitters, chopped dried herbs, cassis in a more than persistent finish.

Personally, I would put it among the Dolcettos that I would recommend to get an idea of ​​the potential of the vine and the wines made from it.

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Nebbiolo d’Alba 2010 – Flavio Roddolo

Nebbiolo d’Alba 2010 – Flavio Roddolo

La quintessenza dell’Austerità. È questo il Nebbiolo d’Alba 2010 del Signor Flavio Roddolo da Monforte d’Alba. Esattamente dal Bricco Appiani.

Nebbiolo e vecchie barrique. Lunga maturazione prima di essere messo in vendita e poi eccolo.

Un Nebbiolo che ha la tempra e la finezza (e anche il prezzo per essere giusti) di un Barolo. Granato scuro, austero fino quasi a farsi definire arcigno, con profumi intensi molto centrati sulle radici aromatiche, sulle erbe medicamentose, con echi di rosa disidratata, ribes nero e ritorni eterei.

Il sorso è assertivo e caldo nel centrobocca, asciutto e senza compromessi, animato da una acidità diffusa, da un tannino tetragono, ma assolutamente maturo. Colpiscono l’intensità e la finezza dell’aroma di bocca e il nebbiolo del Signor Flavio Roddolo finisce coerente e lungo rievocando su tutto la genziana.

Vino di valore assoluto per cui non si può che immaginare un radioso futuro. Dentro un’altra bottiglia però…

Enonauta/Degustazione di Vino #077 - review - Nebbiolo d'Alba 2010 - Flavio Roddolo | Nebbiolo con la tempra e la finezza di un Barolo
Enonauta/Degustazione di Vino #077 - review - Nebbiolo d'Alba 2010 - Flavio Roddolo | Nebbiolo con la tempra e la finezza di un Barolo

Nebbiolo d’Alba 2010 – Flavio Roddolo

The quintessence of Austerity. This is the Nebbiolo d’Alba 2010 by Mr. Flavio Roddolo from Monforte d’Alba. Exactly from Bricco Appiani.

Nebbiolo and old barriques. Long maturation before being put on sale and then here it is.

A Nebbiolo that has the temper and finesse (and also the price to be fair) of a Barolo. Dark garnet, austere almost to the point of being defined as grim, with intense aromas very centered on aromatic roots, medicinal herbs, with echoes of dehydrated rose, blackcurrant and ethereal returns.

The sip is assertive and warm in the center of the mouth, dry and uncompromising, animated by a widespread acidity, by tetragonal tannins, but absolutely ripe. The intensity and finesse of the mouthfeel are striking and Mr. Flavio Roddolo’s Nebbiolo ends coherently and long, recalling the gentian above all.

A wine of absolute value for which one can only imagine a bright future. Inside another bottle though…

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BRICCO APPIANI 2008 – Flavio Roddolo

Bricco Appiani 2008 – Flavio Roddolo – Langhe Rosso Doc

Tra i vini adatti a ostacolare il contagio come non annoverare il Cabernet Sauvignon coltivato e vinificato a Monforte d’Alba dal Sig. Flavio Roddolo. Porta il nome del vigneto che sta dietro la cantina. Ed esprime una forza che sembra scaturire dalle profondità della terra.

Enonauta/Degustazione di Vino #068 - wine review - Bricco Appiani 2008 - Flavio Roddolo | La forza e la profondità di questo vino sono proverbiali

Rubino fitto impenetrabile. Intenso e fine il bouquet con profumi di Cassis e frutti di bosco, note ferrose e terrose, sentori vegetali aromatici come di origano e ginepro.

Il sorso è denso e caldo. Alcool importante, ma ben inserito e acidità distribuita. Ha il grip della pasta di cacao 100% e grande intensità e persistenza dell’aroma di bocca.

Enonauta/Degustazione di Vino #068 - wine review - Bricco Appiani 2008 - Flavio Roddolo | La forza e la profondità di questo vino sono proverbiali

La forza e la profondità di questo vino sono proverbiali e alla fine della bottiglia si ha la sensazione di aver bevuto un campione di compatta eleganza. Il Signor Flavio Roddolo è giustamente orgoglioso di questo suo vino e al pellegrino assetato che visita la sua cantina non manca di offrire una vecchia annata per dimostrarne le potenzialità.

Enonauta/Degustazione di Vino #068 - wine review - Bricco Appiani 2008 - Flavio Roddolo | La forza e la profondità di questo vino sono proverbiali

Bricco Appiani 2008 – Flavio Roddolo – Langhe Rosso Doc

Among the wines suitable for preventing contagion, we must include Cabernet Sauvignon grown and vinified in Monforte d’Alba by Mr. Flavio Roddolo. It bears the name of the vineyard behind the cellar. And it expresses a strength that seems to arise from the depths of the earth.

Dense impenetrable ruby. The bouquet is intense and fine with aromas of Cassis and berries, ferrous and earthy notes, aromatic vegetal hints such as oregano and juniper.

The sip is dense and warm. Significant alcohol, but well integrated and distributed acidity. It has the grip of 100% cocoa paste and great intensity and persistence of the mouthfeel.

The strength and depth of this wine are proverbial and at the end of the bottle you have the sensation of having drunk a sample of compact elegance. Mr. Flavio Roddolo is rightly proud of his wine and does not fail to offer an old vintage to the thirsty pilgrim who visits his cellar to demonstrate its potential.

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Barbera d’Alba Superiore 2009 – Flavio Roddolo

Barbera d’Alba Superiore 2009 – Flavio Roddolo

Monforte d’Alba
Barbera

Enonauta/Degustazione di Vino #017 - review - Barbera 2009 di Flavio Roddolo. Sembra animato da una forza oscura, incontrollata, possente.

Si suole dire che i cani finiscono per assomigliare al padrone. Non saprei dire, in un esercizio di analogie, se i vini possano finire per assomigliare ai vignaioli che ne hanno curato la produzione, ma posso dire che a me sembra che questo Barbera fatto dal Signor Flavio Roddolo somigli al Signor Flavio Roddolo.
Non per i baffi.

Enonauta/Degustazione di Vino #017 - review - Barbera 2009 di Flavio Roddolo. Sembra animato da una forza oscura, incontrollata, possente.

Perché, come chi l’ha fatto, questo Barbera sembra d’acchito di poche parole apparentemente forzate quando invece si va avanti per ore a parlare e si attende il momento buono per andare in cantina a cercare la bottiglia giusta che allontani il tempo dei saluti.

Enonauta/Degustazione di Vino #017 - review - Barbera 2009 di Flavio Roddolo. Sembra animato da una forza oscura, incontrollata, possente.

Di colore rubino compatto. Al naso di presenta con discrezione, poi il suo ventaglio comincia a comporsi con sentori di cassis e prugna, spunti fungini e speziati di chiodo di garofano. Sembra animato da una forza oscura, incontrollata, possente.
Al palato concentrazione di succo, intensità, freschezza oceanica e morbida che innesca una tensione rara.
E non finisce mai.
E mette d’accordo una platea variegata.

Enonauta/Degustazione di Vino #017 - review - Barbera 2009 di Flavio Roddolo. Sembra animato da una forza oscura, incontrollata, possente.

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On dit que les chiens finissent par ressembler à leur maître. Je ne peux pas dire, dans un exercice d’analogies, si les vins peuvent finir par ressembler aux viticulteurs qui ont pris soin de leur production, mais je peux dire qu’il me semble que cette Barbera faite par M. Flavio Roddolo ressemble à M. Flavio Roddolo.
Pas pour la moustache.
Parce que, comme ceux qui l’ont fait, cette Barbera semble à première vue quelques mots apparemment forcés quand vous continuez à parler pendant des heures et attendez le bon moment pour aller à la cave pour chercher la bonne bouteille qui enlève le temps de dire au revoir .
Couleur rubis compacte. Au nez, il présente avec discrétion, puis son éventail commence à composer avec des notes de cassis et de prune, de clou de girofle fongique et épicé. Il semble animé par une force sombre, incontrôlée et puissante.
En bouche concentration de jus, intensité, douceur douce et fraîcheur océanique qui déclenche une tension rare.
Et ça ne finit jamais.
Et un public varié l’apprécie.

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It is said that dogs end up looking like their master. I cannot say, in an exercise of analogies, if wines can end up resembling the winemakers who took care of their production, but I can say that it seems to me that this Barbera made by Mr. Flavio Roddolo resembles Mr. Flavio Roddolo.
Not for the mustache.
Because, like those who did it, this Barbera seems at first sight of a few apparently forced words when instead you go on talking for hours and wait for the right moment to go to the cellar to look for the right bottle that takes away the time to say goodbye .

Compact ruby ​​color. Initially discrete, then hints of cassis and plum, fungal and spicy cloves. It seems animated by a dark, uncontrolled, powerful force.
On the palate concentration of juice, intensity, soft and oceanic freshness that triggers a rare tension.
And it never ends.
And a variegated audience appreciated it.

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