Bottiglie, Degustazioni

Grignolino d’Asti DOC “Lasme Sté” 2022 di Cascina Rey

Ci sono grandissimi vini e ci sono grandissimi Grignolini. Le due cose non si escludono. Io però faccio parte di quella schiera di enomaniaci convinti che un vino vada valutato prima di tutto all’interno del proprio insieme originario: rispetto al vitigno che lo genera, al territorio da cui proviene, alla storia delle sue interpretazioni. Solo in un secondo momento ha senso collocarlo dentro un insieme più vasto.

Quello di cui si tratta qui è un grandissimo Grignolino, Grignolino d’Asti per la precisione, prodotto da una delle più piacevoli scoperte del 2025: Cascina Rey. È prodotto in sole 380 bottiglie.

Cascina Rey si trova a Valle del Re, a pochi chilometri dal centro di Asti, ed è nelle mani della stessa famiglia dal 1913. Oggi la conduce Monica Monticone, che ha preso le redini dell’azienda alla fine del 2016. Sei ettari complessivi, circa 12.000 bottiglie l’anno, vigne in parte storiche — alcuni impianti di Barbera, Grignolino e Cortese risalgono al 1970 — e terreni costituiti in larga parte dalle sabbie astiane plioceniche di origine marina. Una piccola realtà familiare che continua a lavorare soprattutto sui vitigni tradizionali dell’Astigiano.

La vinificazione è in rosso, in vasche d’acciaio, con una macerazione sulle bucce di circa dieci giorni a temperatura controllata. Dopo la malolattica spontanea, il vino affina per diciotto mesi in barrique di quarto passaggio: un legno quindi già ampiamente utilizzato, che sembra avere soprattutto una funzione di affinamento e di lenta evoluzione, di “contenitore” senza sovrapporsi al carattere del Grignolino.

È l’ultima bottiglia rimasta di quelle recuperate al Mercato FIVI 2025.

Com’è un grandissimo Grignolino?

Fragrante, prima di tutto. Brillante e chiaro. Fresco, tannico, tonico. Capace di sviluppare molto sapore senza ricorrere alla concentrazione. Riconoscibile al naso con piccoli frutti rossi, agrumi, floreale delicato, spezie, una vena amaricante che allunga il sorso. Energia, precisione e bevibilità. 

E che mostri appieno le potenzialità del vitigno. Che indubbiamente sono molte.

In piena corrispondenza con l’identikit appena tracciato, il Grignolino di Cascina Rey mostra di avere tutte le carte in regola: fragrante e con un profilo profondamente riconoscibile: fragolina di bosco, agrumi, una sottile vena bitter, un floreale delicato e spezie appena accennate.
Al palato è fresco, tannico, energico, con una materia senza peso, ma tonico e con intensità di gusto. Il tannino ha carattere, mai rustico però. Insieme all acidità diffusa dona al vino struttura restituendo un Grignolino saldo e dinamico, che va  oltre l’immagine del rosso leggero e immediato in un’interpretazione che sembra voler ricordare quanto questo vitigno possa essere serio, profondamente territoriale e dotato di una evidente attitudine all’evoluzione.

Grignolino d’Asti DOC “Lasme Sté” 2022 di Cascina Rey

There are great wines, and there are great Grignolinos. The two things are not mutually exclusive. I belong, however, to that group of wine obsessives who believe that a wine should first be judged within its own original context: in relation to the grape variety it comes from, the territory it belongs to, and the history of its interpretations. Only afterwards does it make sense to place it within a broader framework.

What we are dealing with here is a truly great Grignolino — Grignolino d’Asti, to be precise — made by one of the most pleasant discoveries of 2025: Cascina Rey. Only 380 bottles were produced.

Cascina Rey is located in Valle del Re, just a few kilometres from the centre of Asti, and has been in the hands of the same family since 1913. Today it is run by Monica Monticone, who took over the estate at the end of 2016. Six hectares in total, around 12,000 bottles a year, with some old vineyards — certain plots of Barbera, Grignolino and Cortese date back to 1970 — and soils largely composed of Pliocene Asti sands of marine origin.

A small family estate that continues to work mainly with the traditional grape varieties of the Asti area.

This is the last bottle left from those I picked up at the 2025 Mercato FIVI.

How should a truly great Grignolino be?

Fragrant, first and foremost. Bright and clear. Fresh, tannic, taut. Capable of developing plenty of flavour without relying on concentration. Recognisable on the nose through small red berries, citrus fruit, delicate floral notes, spices, and a slightly bitter vein that lengthens the palate. Energy, precision and drinkability.

And it should fully reveal the potential of the grape variety. Which is undoubtedly considerable.

Perfectly matching the profile just outlined, Cascina Rey’s Grignolino has everything in place: fragrant and deeply recognisable, with wild strawberry, citrus fruit, a subtle bitter note, delicate floral aromas and lightly sketched spices.

On the palate it is fresh, tannic and energetic, with substance but no heaviness, taut and intensely flavourful. The tannin has character without ever becoming rustic. Together with the pervasive acidity, it gives the wine structure, producing a firm and dynamic Grignolino that goes well beyond the image of a light, immediate red.

It is an interpretation that seems intent on reminding us just how serious, deeply rooted in its territory and naturally suited to evolution this grape variety can be.

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Degustazioni, Eventi

Il Nizza È… tre giornate di Barbera a Nizza Monferrato (22/24 ottobre 2022)

Il Nizza È… tre giornate di Barbera a Nizza Monferrato (22/24 ottobre 2022)

 

Nizza Monferrato è una cittadina posta al centro di un immaginario quadrilatero avente agli angoli Alba, Asti, Ovada e Alessandria. Nizza, considerato uno dei territori d’elezione della Barbera, dal 2014 (prima annata uscita nel 2016) dopo essere stata una sottozona della Docg Barbera d’Asti, è anche una DOCG. Vini prodotti con solo uve barbera coltivate in18 comuni (Agliano Terme, Belveglio, Bruno, Calamandrana, Castel Boglione, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castel Rocchero, Cortiglione, Incisa Scapaccino, Moasca, Mombaruzzo, Mombercelli, Nizza Monferrato, Rocchetta Palafea, San Marzano Oliveto, Vaglio Serra, Vinchio).

Eventi Vino #2 - 2022 - Il Nizza È... tre giornate di Barbera a Nizza Monferrato (22/24 ottobre 2022)

 

Il Nizza è… per chi scrive è principalmente l’occasione di colmare una lacuna, capire dove cerca di andare questa recente denominazione (DOCG NIZZA) nata da ciò che era precedentemente una sottozona della Docg Barbera d’Asti, cosa vuole proporre all’appassionato di vini, cos’è che la contraddistingue nel panorama dei produttori di Barbera, che sono molti, e dei territori che ne esprimono l’anima. Non ultima l’opportunità di percorrere per la prima volta nella sua vita il passo del Turchino, famoso per essere uno dei punti di snodo della più classica e famosa delle corse ciclistiche in linea italiane. La Milano – Sanremo.
Enonauta tra le vigne del Monferrato

 

Enonauta tra le vigne del Monferrato

La manifestazione è raccolta, con banchi d’assaggio divisi per zone geografiche all’interno del Palazzo Crosa nel centro storico di Nizza Monferrato.
 
Un centinaio di bottiglie in degustazione ed io credo di averne assaggiate una cinquantina. Tutti i vini risultavano essere non meno che di corpo, di corpo pieno. Nessuna traccia di vini esili o poco concentrati. Abbondanza di quei vini che il buon Giampi Moretti, vignaiolo lucchese de “Le Terre del Sillabo”, definì “vini da esposizione” o anche “Vini Fallici”. Abbondanza di legno. Legno aromatico, resinoso, vanigliato, pizzicoso, pepato, molti tannini anestetizzanti. A Nizza si usa il legno e si sente. Il disciplinare ne prevede l’uso per entrambe le tipologie proposte, ne ero consapevole, ma insieme al legno ho avvertito il tentativo del colpo ad effetto, molti vini mi hanno fatto pensare a un progetto unitario, con esiti alterni, di portare il Barbera su un piano diverso, su un piano espressivo ipotetico di livello superiore. Ma questo livello a mio avviso resta ipotetico. Molti corpo a corpo, un po’ di fatica, anche nell’ascoltare il sempiterno sermone sull’integrazione futura e ipotetica (anche lei) del legno. Ché poi nessuno lo sa quantificare il tempo in cui questo legno si integra e del resto se ha bisogno di integrarsi vuol dire che al momento in cui non è integrato la situazione non è ottimale.
Con questo tra i cinquanta vini che ho assaggiato ne ho trovati di molto buoni, per gusto, fedeltà alla tipologia, tipicità, esecuzione. Cito dunque solo ciò che lasciò una buona impressione per onorare la bella esperienza, le buone compagnie trovate e non far torto a nessuno elevando il gusto proprio a giudizio definitivo. Confido invece di tornare a Nizza Monferrato per ampliare ulteriormente la confidenza con questa eccellenza enoica piemontese.
 
Su tutti gli assaggi ha brillato il “Viti Vecchie” 2019 di Gianni Doglia (https://giannidoglia.it/) per l’integrità, la precisione e uno sviluppo gustativo davvero coinvolgente.
 

Ottimi il “Laficaia” 2020 di Guasti Clemente & Figli, “Le Nicchie” 2019 de La Gironda , così come i vini di Cascina Garitina, le due proposte de La Barbatella “La Vigna dell’Angelo” 2019 e “La Vigna dell’Angelo” Riserva 2018, i due vini presentati da l’ Armangia “Titon” e “Vignali”, entrambi 2019 ed egualmente animati da grande energia ed espressività, il “Pragerolamo” 2019 dell’Azienda Durio che sorprende per la lunga distensione, la varietà delle suggestioni.

Una menzione particolare per “Noceto” 2018 di Ricossa per il quale, forse a causa della troppa esposizione in GDO, nutrivo degli ingiustificati pregiudizi e che invece alla prova del bicchiere è risultato un vino di sicura eleganza, ricchezza e forza espressiva.

 
Mappa del Nizza
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Eventi Vino #2 - 2022 - Il Nizza È... tre giornate di Barbera a Nizza Monferrato (22/24 ottobre 2022)
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