Degustazioni, Eventi

La Barolata

Barolo 2018: stappare, assaggiare, poi parlare

Resoconto della Barolata di mercoledì 22 aprile al Magazzino.

Dell’annata 2018, per i Barolo, si è parlato e sentito parlare più volte. Quasi mai in termini convintamente positivi; più spesso con cautela, senza sbilanciarsi troppo, quasi temendo il confronto con chi l’aveva battezzata presto come annata fragile, diluita, sostanzialmente negativa.

Soprattutto una certa critica internazionale, a mio avviso, su quell’annata non disse il vero. O, almeno, non tutto il vero.

E poi le annate e le parole non si bevono. Si bevono i vini. La pratica, l’empiria, il cavatappi e il bicchiere prima di tutto. Stappare, assaggiare, e poi parlare.

Proprio perché la 2018 fu davvero un’annata climaticamente problematica nelle Langhe, la critica negativa non nasceva dal nulla. Ma il passaggio automatico da “annata piovosa e complicata” a “Barolo acquosi e privi di tenuta” mi è sempre sembrato quantomeno azzardato; e soprattutto prematuro, ripensando al momento in cui quel giudizio è stato formulato.

La degustazione orizzontale di mercoledì 22 ha permesso di tracciare un distinguo tra il dato climatico, che resta, e la resa concreta dei vini, che va verificata nel bicchiere. Il campione assaggiato, nella sua totalità, non solo ha conservato identità ed energia, ma ha anche suscitato pensieri prospettici su quanto di buono potrebbe ancora riservare nel futuro. Anche lontano.

I vini in degustazione

Barolo Gianetto 2018 — Guido Porro

Serralunga d’Alba · sito aziendale · Serralunga d’Alba su L’Enonauta

Una dimensione inedita per il classicista Guido Porro con questo Gianetto, MGA del comune di Serralunga d’Alba con esposizione sud-est. Riempie la bocca di frutto nonostante uno scheletro poderoso, ed è fragrante, luminoso, filologico nel suo profilo olfattivo: piccoli frutti rossi, un mazzetto di erbe essiccate, chinotto.

Nessuno dei presenti ha dubitato della sua longevità potenziale. Uno dei più apprezzati della serata, grazie a questa rara congiunzione di durezze e delicatezze.

Barolo Castellero 2018 — Giacomo Fenocchio

MGA Castellero, comune di Barolo; azienda a Monforte d’Alba · sito aziendale · Enotour Langhe su L’Enonauta

Barolo classico, figlio di un cru con presenza di sabbia, risulta principalmente balsamico e fruttato, caldo e mediamente corposo, con buona componente acida e tannini indulgenti. Probabilmente il più pronto. Anzi, pronto.

Non il più profondo della serie, ma il più disponibile, e proprio per questo capace di raccontare un volto più immediato e sorridente della 2018.

Barolo 2018 — Massolino

Serralunga d’Alba · scheda aziendale · Serralunga d’Alba su L’Enonauta · Barolo Massolino 2013 su L’Enonauta

Unico Barolo prodotto da Massolino nell’annata 2018, beneficia dell’apporto delle uve aziendali da cui, in altre annate, sarebbero nati i vari cru: Vigna Rionda, Parafada, Margheria e Parussi. Se nei passati assaggi era sempre risultato buono, ma un po’ contratto, oggi mostra invece di essere in un punto di evoluzione in cui appare piuttosto disinvolto e direi anche risolto.

Colore chiarissimo; fragranze di lampone, mandarino, eucalipto, spezia fine, ma si potrebbe continuare. Delicato e al contempo penetrante, pervasivo. Sorso teso, preciso, con acidità innervata e tannini di qualità.

Barolo Mosconi 2018 — E. Pira & Figli / Chiara Boschis

MGA Mosconi, Monforte d’Alba · scheda aziendale · Nebbiolo su L’Enonauta

Lascia interdetti gli amanti del Barolo classico e tradizionale, tra i quali mi annovero, ma piazza un allungo dove complessità e finezza vanno a braccetto. Unico Barolo modernista tra sei classici, a mio avviso fa buona figura.

Più frutto scuro che agrumi, più spezie che radici ed erbe aromatiche, viaggia sicuro fino al finale, dove fa breccia il ricordo del tè nero. Eseguito, per certo, da mano sapiente.

Barolo del Comune di Serralunga d’Alba 2018 — Rivetto

Serralunga d’Alba · scheda aziendale · Serralunga d’Alba su L’Enonauta

Scherzando, l’ho voluto definire un vino metafisico, per quanto di potenziale lascia intendere dietro il velo della sua misurata eleganza. L’equilibrio è la sua qualità principale: per qualcuno ricorda il Pinot Noir, con tutte le cose al loro posto. Sentori di rosa e frutti rossi, scorza d’arancia e bitter. Vino precisissimo.

Barolo Roncaglie 2018 — Eraldo Viberti

MGA Roncaglie, La Morra · scheda aziendale · La Morra su L’Enonauta · Nebbiolo su L’Enonauta

Il più generoso e materico del lotto. Barolo classico nei riferimenti, con un profilo principalmente fruttato, poi liquirizia, bosco, cenni ferrosi e una nota ematica che aggiunge profondità. Il sorso è caldo, pieno, già molto espressivo, con una maturità più evidente rispetto agli altri vini della batteria.

È probabilmente quello che oggi si concede con maggiore immediatezza: meno giocato sulla tensione prospettica, più sulla presenza e sulla pienezza del momento. Anche in questo caso, però, nessuna idea di annata fragile o diluita; semmai una 2018 interpretata sul versante della consistenza e della generosità.

Barolo Monvigliero 2018 — Fratelli Alessandria

Verduno · scheda aziendale · Nebbiolo su L’Enonauta

Quintessenza del Barolo di Verduno, ma anche del Barolo in senso lato. Potente, tanto radicalmente asciutto nella forma quanto profondamente saporito e vigoroso. Rosa, gelso, incenso, lampone, alloro.

Vino essenziale, idea di vino che esce dalla grotta delle ombre platonica.

Conclusioni

Si rinnova il piacere della condivisione delle buone bottiglie con il pubblico competente ed esigente del Magazzino Vino e Vino – Happy Wine.

Dell’annata 2018 per il Barolo, dopo questa serata, cosa possiamo affermare?

Ammesso che non sia stata la più grande delle annate, oggi, a un checkpoint gustativo di mezza corsa, il campione esaminato racconta altro rispetto alla caricatura di una vendemmia fragile o acquosa. Racconta tensione, ricchezza gustativa, tenuta, identità territoriale ed estrema fedeltà alla tipologia.

Non una 2018 da celebrare in blocco, dunque, ma nemmeno da archiviare con formule sbrigative. I vini assaggiati hanno mostrato energia, precisione e prospettiva: qualità che appartengono ai Barolo veri, e che il tempo, almeno per ora, non sembra aver indebolito.

Barolo 2018: open, taste, then speak

Report from the Barolata held on Wednesday, 22 April, at Magazzino.

The 2018 vintage for Barolo has been discussed many times. Rarely in openly positive terms; more often with caution, with a certain hesitation, almost as if there were some fear of contradicting those who had labelled it early on as a fragile, diluted, essentially negative vintage.

In my view, a certain strand of international criticism did not tell the truth about that vintage. Or at least, not the whole truth.

And in any case, vintages and words are not what we drink. We drink wines. Practice, empiricism, corkscrew and glass must come first. Open, taste, and only then speak.

Precisely because 2018 really was a climatically problematic vintage in the Langhe, the negative criticism did not come out of nowhere. But the automatic leap from “rainy and complicated vintage” to “watery Barolos with no ageing potential” has always seemed to me at least questionable; and above all premature, considering when that judgement was made.

The horizontal tasting held on Wednesday 22 made it possible to draw a distinction between the climatic data, which remain, and the actual performance of the wines, which must be verified in the glass. The sample tasted, in its entirety, not only retained identity and energy, but also raised forward-looking thoughts about how much good it may still have to offer in the future. Even a distant one.

Wines tasted

Barolo Gianetto 2018 — Guido Porro

Serralunga d’Alba · winery website · Serralunga d’Alba on L’Enonauta

An almost unexpected dimension for a classicist such as Guido Porro. This Gianetto, from the MGA of the same name in the commune of Serralunga d’Alba, with south-east exposure, fills the mouth with fruit despite its powerful frame. It is fragrant, luminous, almost philological in its aromatic profile: small red berries, a small bunch of dried herbs, chinotto.

None of those present had any doubt about its ageing potential. One of the most appreciated wines of the evening, thanks to this rare conjunction of firmness and delicacy.

Barolo Castellero 2018 — Giacomo Fenocchio

MGA Castellero, commune of Barolo; winery based in Monforte d’Alba · winery website · Enotour Langhe on L’Enonauta

A classic Barolo, born from a cru with a sandy component, mainly balsamic and fruit-driven, warm and medium-bodied, with good acidity and indulgent tannins. Probably the most ready of the group. In fact, ready.

Not the deepest wine in the line-up, but the most immediately open, and for that very reason capable of showing a more accessible and smiling side of the 2018 vintage.

Barolo 2018 — Massolino

Serralunga d’Alba · winery sheet · Serralunga d’Alba on L’Enonauta · Barolo Massolino 2013 on L’Enonauta

The only Barolo produced by Massolino in the 2018 vintage, it benefits from the contribution of estate grapes that, in other years, would have gone into the various crus: Vigna Rionda, Parafada, Margheria and Parussi. In previous tastings it had always seemed good, but somewhat compressed; today, instead, it appears to have reached a stage of evolution in which it is rather relaxed, and I would even say resolved.

Very pale in colour; aromas of raspberry, mandarin, eucalyptus, fine spice — and one could go on. Delicate and, at the same time, penetrating, pervasive. A taut, precise palate, with well-wired acidity and high-quality tannins.

Barolo Mosconi 2018 — E. Pira & Figli / Chiara Boschis

MGA Mosconi, Monforte d’Alba · winery sheet · Nebbiolo on L’Enonauta

It may leave lovers of classic and traditional Barolo — among whom I count myself — somewhat unsettled, but it makes a long stride where complexity and finesse go hand in hand. The only modernist Barolo among six classical wines, in my view it acquits itself very well.

More dark fruit than citrus, more spices than roots and aromatic herbs, it moves confidently through to the finish, where a memory of black tea breaks through. Clearly executed by a skilled hand.

Barolo del Comune di Serralunga d’Alba 2018 — Rivetto

Serralunga d’Alba · winery sheet · Serralunga d’Alba on L’Enonauta

Half-jokingly, I called it a metaphysical wine, because of the potential it seems to suggest behind the veil of its measured elegance. Balance is its main quality: for some, it recalled Pinot Noir, with everything in its proper place. Notes of rose and red fruit, orange peel and bitter. An extremely precise wine.

Barolo Roncaglie 2018 — Eraldo Viberti

MGA Roncaglie, La Morra · winery sheet · La Morra on L’Enonauta · Nebbiolo on L’Enonauta

The most generous and material wine of the line-up. Classical Barolo in its references, with a mainly fruit-driven profile, then liquorice, woodland, ferrous hints and a blood-like note that adds depth. The palate is warm, full, already highly expressive, with a more evident maturity than the other wines in the flight.

It is probably the wine that gives itself most readily today: less centred on future tension, more on presence and fullness in the moment. Here too, however, there is no sense of a fragile or diluted vintage; rather, this is a 2018 interpreted on the side of consistency and generosity.

Barolo Monvigliero 2018 — Fratelli Alessandria

Verduno · winery sheet · Nebbiolo on L’Enonauta

The quintessence of Barolo from Verduno, but also of Barolo in a broader sense. Powerful, as radically dry in form as it is deeply savoury and vigorous. Rose, mulberry, incense, raspberry, bay leaf.

An essential wine: an idea of wine emerging from the Platonic cave of shadows.

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