Bottiglie, Degustazioni

Saumur Champigny 2018 Vieilles Vignes – Domaine Filliatreau

Saumur Champigny 2018 Vieilles Vignes – Domaine Filliatreau

Monumentale Cabernet Franc della Loira di colore scuro, che offre ottime reminiscenze di cassis, pepe, erbe aromatiche tritate, balsamiche, ma che ritorna sempre sui frutti scuri maturi.
Vino concentrato, spesso, pieno, che riporta nel sorso la frutta, molta frutta, eppure fluisce, non manca di freschezza. Inoltre ha profondità, tannini robusti ma non spigolosi, un vino festoso, esuberante, quasi muscolare, però mai viscoso che finisce lungamente come comincia, ovvero con una grossa onda di frutto.

Per la mia precedente esperienza avevo cominciato a pensare che i Cabernet Franc della Loira fossero tutti sottili e salati e invece questo mi ricorda che sono anche corposi.

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53 – La Grange aux Belles

53 – La Grange aux Belles
Vin de France
Cabernet Franc – Loira

È un Cabernet Franc della Loira, eseguito con attitudine fortemente artigianale. Vinificato in cemento, affinato in vetroresina.
Rubèsto al momento d’essere sturato. Appare un po’ scombinato, sghembo e puzzone. In questi casi è necessario tornare dopo un po’ e così mi bevo un paio di sorsi lasciando due dita di vino nel bicchiere e torno ad assaggiare la sera.

Con l’ossigeno ha evidentemente un rapporto privilegiato perché ha trovato nel tempo intercorrente tra il pranzo e la cena una sua quadratura, sempre comunque all’insegna della rusticità.
Di colore scuro purpureo, reminiscenze di geranio, cassis, pepe nero, altre note balsamiche e di smalto, appena terroso. Residui sentori più “informali” che ci riportano all’iniziale rusticità. Direi un po’ di Brett.
Al palato è immediato, pieno, fruttuoso, quasi morbido, di acidità larga e tenore alcolico ben bilanciato, tannini non domesticati. A tratti pare di avvertire una punta di dolcezza. È in fase retrolfattiva che ritorna l’anima un po’ selvatica di questo vino che qualcuno avrebbe ceduto alla tentazione di lavandinare all’apertura, qualcuno probabilmente lo avrebbe trovato ancora irricevibile anche dopo l’arieggiatura.
A me è parso un vino di carattere, non preciso, ma che porta le sue imprecisioni in un quadro di piacevolezza in cui, pur non arrivando a definirle organiche a questa piacevolezza, trovano una collocazione. A tratti trascinante insieme a una teglia di lasagne (vedi foto) per un bell’incontro amichevole Italia – Francia.

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La Marginale 2010 Saumur Champigny – Thierry Germain/Domaine des Roches Neuves

Le precedenti esperienze con la cantina di Thierry Germain avevano ingenerato delle aspettative. Che non sono andate deluse.

Cabernet Franc con lunga macerazione ed elevamento in barrique 

Vino agile, setoso, profumato. 

Chiaro, reminiscenze ben articolate di lamponi e fico d’india, mentolate, escono col tempo note di erbe officinali e di pepe sichuan. 

Sorso delicato, fresco, piacevole e spiccatamente salino (che trovo essere una costante dei vini di Thierry Germain), equilibrio compiuto, il vino è risolto e ha tannini quasi in filigrana e un finale frutto/spezie piuttosto prolungato. Nel caso specifico di questa bottiglia un paio d’anni di anticipo avrebbero reso l’esperienza perfetta

Cabernet Franc e Loira si confermano una delle mie accoppiate preferite. A tavola ottimamente con Risotto al Colombaccio e Pluma di Maiale Iberico con insalata di finocchi e arance e patatas bravas.

La marginale 2010 – Saumur Champigny – Thierry Germain Domaine des Roches Neuves
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L’Alberello 2018 Bolgheri Superiore – Grattamacco

L’Alberello 2018 – Grattamacco

Bolgheri Superiore

“Pole Bolgheri permettisi di pareggiare con tutti gli altri territori vocati così da poter essere considerato vocato allo stesso modo?”
Prendo a prestito, parafrasandola, una famosa battuta del film “Berlinguer ti voglio bene” per introdurre le mie note su questo Bolgheri Superiore.
Certi assaggi ci dicono di sì e questo è tra quelli. Assaggiato in diverse occasioni nel 2022, occasioni in cui mi sembrò sempre un vino piuttosto convincente, stappo finalmente una bottiglia a casa.

Cabernet Sauvignon per il 70 percento Cabernet Franc per il restante 30. Un anno in barrique e un anno in bottiglia. Questo si evince dalla scheda tecnica reperibile sul sito aziendale. Altrove si legge che il blend si completa con un saldo di Petit Verdot.

Veste color rubino scuro, impenetrabile, vino aperto, gioviale, profumato e non ci mette molto a presentarsi con ricordi di cassis, spezie dolci, mirto, timo fresco pestato e reminiscenze di tabacco, terrose e vagamente balsamiche.

Caldo senza mai strabordare, freschezza misurata molto larga/diffusa, buon corpo, ricchezza di gusto e tannini ben maturi per un sorso gratificante ed equilibrato dal lungo finale fruttato/balsamico.

Approcciabile e godibile fin da subito, ma non escluderei ottimi risultati anche nel tempo. Ma sicuramente consiglio a chi ne avesse comprate alcune bottiglie di stapparne una subito.

L’Alberello 2018 – Grattamacco

L’Alberello 2018 – Grattamacco

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San Leonardo 2008/Capo di Stato 2009

Per una rimpatriata che mancava dall’agosto scorso due magnum per cui non necessitano tante presentazioni e preamboli. Due simboli della viticoltura italiana. San Leonardo 2008 (Vigneti delle Dolomiti IGT) di Tenuta San Leonardo
Capo di Stato 2009 (Colli Trevigiani IGT) di Loredan Gasparini – Venegazzù60% Cabernet Sauvignon, 30% Carmenére, 10% Merlot con affinamento in barrique di primo, secondo e terzo passaggio per San Leonardo10% Cabernet Franc, 70% Cabernet Sauvignon, 15% Merlot, 5% Malbec
18-24 mesi in botti grandi di rovere, per il 30%, in barrique, poi 12 in bottiglia per il Capo di Stato. Arrivano all’appuntamento col cavatappi in modo diametralmente opposto. Un po’ seduto il Capo di Stato, con brillante eleganza San Leonardo. Capo di Stato ci fa pensare, per via del tappo e del colore un po’ opaco, a una bottiglia che ha avuto un trascorso burrascoso.
Il colore è rosso scuro non molto vivo, il bouquet risulta un po’ ristretto a note di cassis, vegetali, e sentori riconducibili al passaggio in legno che appaiono troppo marcati.
Anche il sorso appare un po’ piatto, poco fresco, poco dinamico, sviluppando molto in volume e calore con tannino un po’ sgraziato e finale amaricante. San Leonardo 2008 arriva invece in stato di grazia.
Colore granato molto vivo, finezza e complessità al naso con ricordi di cassis, scorza d’arancia, liquirizia, foglia di the, cacao.
Dietro l’apparenza di un sorso sottile si celano una forza inarrestabile, lunghezza e profondità gustativa, equilibrio, tannino ricamato, ma più di tutto resta impressa l’accelerazione sapida del finale. Martino Baldi, padrone di casa a capotavola lo definì “una bevuta pacificante”. Se ne parla spesso in termini denigratori, dopo questa Magnum mi chiedo il perché.

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Cosa succedeva a Bolgheri nel 2013 o anche Ripassare i Classici

Cosa succedeva a Bolgheri nel 2013 o anche Ripassare i Classici

Non posso ricordare con esattezza cosa succedeva a Bolgheri nel 2013, ma posso cercare di farmi un’idea del fatto enoico stappando tre bottiglie che nascevano quell’anno in quel territorio.

Io per certo girovagavo per cantine e stazionavo a più riprese a Riotorto con la mia compagna in attesa del mio primogenito. A rivedere le foto il tempo sembrava bello e l’umore alto.

Uno dei tre vini degustati fu definito epocale, tutti rimembrano il clima di quell’anno come il più adatto ad ottenere uve giustamente mature. Torniamo dunque a stappare questi vini un po’ come un ripasso dei grandi classici, come riprendere in mano Dostoevskij o Dante, riguardare Apocalypse Now!, ascoltare un disco dei Pink Floyd.

Tre i vini in degustazione

Piastraia 2013 di Michele Satta

Cabernet Sauvignon, Merlot, Sangiovese e Syrah in parti uguali con affinamento in barrique nuove e usate.

Si conferma come sempre. Bel colore rubino scuro, profumi di frutti scuri, ma anche ricordi floreali e di agrumi, spezie dolci e erbe aromatiche.

Levità, giusto calore, equilibrio, acidità avvolgente, grande bevibilità.

Paleo 2013 – Le Macchiole
Cabernet Franc in barrique

Rosso scuro impenetrabile. D’impatto. Aperto, franco e intenso al naso con aromi di viola, mirto, frutti di bosco, ricordi di erbe aromatiche.

D’impatto anche al palato. Caldo, strutturato, concentrato, ricco, con tannini rigorosi e un grande finale.

Sassicaia 2013 – Tenuta San Guido

Una onda lunga e sapida, spiazzante progressione olfattiva e gustativa, dal poco iniziale a una fine complessità duratura, progressione che sembra non finire, ma che finisce quando finisce la bottiglia. Colore rubino scuro, Balsamico, eucalipto, cassis, tannino di seta, acidità carezzevole, persistenza. Si può spendere il termine elegante una volta tanto.

A Bolgheri nel 2013 nascevano belle bottiglie.

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Cabernet Franc 2015 – Flaibani

Cabernet Franc 2015

Flaibani

IGP Venezia Giulia

Alla prima folata di vento freschino e ai primi sentori del calo termico metto subito sul fuoco un tegame di salsicce rifatte coi fagioli. Poi vado alla ricerca di una bottiglia di rosso, che abbia una buona struttura, tannini vivi e una bella persistenza per accompagnare questo succulento piatto della tradizione toscana.

Scelgo il Cabernet Franc 2015 di Bruna Flaibani. Vino di cui conservo un bel ricordo dal giorno in cui lo bevvi durante la visita alla cantina e che ricordo possedere le caratteristiche ricercate.

Rosso rubino scuro, c’è forza nei profumi che richiamano la viola, la mora, la liquirizia, ma è proverbiale la componente speziata.

In bocca è un bel mix di struttura e bevibilità, esordio di velluto e poi una bella accelerata grazie alla bella freschezza e alla misurata rusticità. La pai cercata c’è e trovano il tempo di tornare il frutto di bosco e le spezie per una bevuta soddisfacente e un abbinamento inedito, ma azzeccato.

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Turpino 2010 – Querciabella

Turpino 2010 – Querciabella

Turpino di Querciabella viene fatto con le Uve dalle vigne aziendali in Maremma.

Blend di Cabernet Franc (40), Merlot (20) e Syrah (40). Biodinamico Steineriano in vigna. Fermentazione con lieviti indigeni. Affinamento in barrique nuove per il 20%

Consistente granato scuro. Turpino 2010 è un vino che si distingue per la sua elegante forza. Potente e dinamico al naso, dispiega un ventaglio aromatico complesso in cui risaltano i sentori di prugna e mora e accenni di tabacco dolce, spezie, di grafite e incenso.

Enonauta/Degustazione di Vino #014 review - Turpino 2010 di Querciabella. Un blend elegante dalle colline sopra Greve in Chianti

{Nez puissant et dynamique, il déploie une gamme aromatique complexe dans laquelle se détachent les arômes de prune et de mûre et des notes de tabac doux, d’épices, de graphite et d’encens.}

(Powerful and dynamic on the nose, it unfolds a complex aromatic range in which the scents of plum and blackberry and hints of sweet tobacco, spices, graphite and incense stand out.)

Attacco caldo, aromatico e non di petto, acidità vellutata e viva, tannino rifinito e setoso.

Piacevole ritorno di frutti di bosco nel centro bocca e lungo finale dove si riverbera la freschezza.

A volergli trovare per forza un punto debole si potrebbe dire che un po’ di corpo, di volume in più avrebbe forse giovato, ma resta la sensazione di aver bevuto un ottimo vino che è ulteriore conferma della vocazione di Querciabella per vini eleganti e puliti.

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Rosso delle Miniere 2010 Montescudaio Rosso – Fattoria di Sorbaiano

Sangiovese, Malvasia e Cabernet Franc per questo Montescudaio Rosso della Fattoria di Sorbaiano, azienda per i cui vini l’Enonauta ammette di avere un debole. Vinificazione in acciaio e a seguire malolattica e affinamento in barrique per un periodo tra i 12 e i 18 mesi.
L’accostamento Sangiovese/Malvasia Nera si conferma, qui come nell’areale del Chianti Classico, come uno dei più convincenti e tiene testa agli omologhi corregionali più quotati.
Si presenta di un bel rubino fitto. Il naso è maturo, intenso di frutti rossi maturi, scorza di arancio, una sottile nuance ematica, liquirizia.
L’attacco è di sostanza. Ha volume morbido e caldo in cui s’innestano una acidità grintosa e un tannino integrato e smussato.
Coda gustativa di frutto maturo e coerentemente di scorze d’agrume che tornano insieme a una punta amaricante di china.
Vino di calibrata forza ed espressività che promette di dare il meglio ancora tra qualche anno.

Trovò nelle Tagliatelle all’uovo al Ragù di Lepre un piatto ideale a farne risaltare le caratteristiche.

Enonauta/Degustazione di Vino #6 - Rosso delle Miniere 201 di Sorbaiano. Sangiovese , malvasia e Cabernet Franc. Sostanza e calibrata forza.
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