Bottiglie, Degustazioni

Barolo Castellero 2012 – Giacomo Fenocchio

Barolo Castellero 2012

Giacomo Fenocchio

Monforte d’Alba

La cantina è a Monforte. Il cru Castellero è nel comune di Barolo. Fenocchio è uno degli emblemi della classicità e della tradizione. Giornata indimenticabile quella in cui comprai questa e altre bottiglie dal Signor Fenocchio che fu prodigo nel farci assaggiare i suoi vini così come nella compagnia e nel discorrere.

Lunga macerazione, sei mesi in acciaio e poi 30 mesi in botti da 25 hl. Tra i più tradizionali tra i tradizionali alla prova dell’assaggio. Vini che hanno bisogno di pazienza quelli di Giacomo Fenocchio. Questo tra gli altri suoi pari età della cantina sembra comunque il più pronto, quello che ha sviluppato al momento un equilibrio più manifesto.

Tra il rubino scarico e il granato, naso classico di viola, amarene, ribes, radice aromatica, balsamico, per il momento nessun terziario, vino ancora in fase evolutiva ascendente. Il sorso è rigoroso, ma non così austero come ad esempio il Villero 2012 del quale non ha la chiusura tannica asciugante. Il tannino è più levigato, la freschezza è più avvolgente, distribuita, il centrobocca gratificante e porta in dote una persistenza notevole con finale appassionante su amarena e balsamico. A dispetto dell’annata, che ha una brutta nomea, un vino ottimissimo.

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Ronco Bernizza Chardonnay 2019 – Venica

Ronco Bernizza Chardonnay 2019

Venica

Collio Doc

Non bevevo uno Chardonnay dalla sera del mio ultimo compleanno, nell’interzona temporale tra i due lockdown. Come allora è uno Chardonnay fatto entro confine e come allora è uno Chardonnay che lascia buoni ricordi. Anche se stavolta non era il mio compleanno e siamo in zona rossa.

Viene dal Collio.

Breve macerazione poi fermentazione e affinamento sulle fecce in legno di diverse dimensioni e acciaio (70%).

È uno Chardonnay denso, più fruttato che floreale, con acidità vischiosa, sorso ricco, profumi che ricordano la Mela Opal, il mango, il narciso e il miele di tiglio, color giallo intenso, che probabilmente ribevuto tra un anno darà ampia soddisfazione.

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Merlot 2016 – Edi Keber

Merlot 2016 – Edi Keber

Collio Doc

Mentre finisco questa unica bottiglia del Merlot di Edi Keber, ultimo reperto della visita in cantina nel novembre 2019, apprendo che è un progetto che verrà abbandonato per seguire i vitigni autoctoni del Collio. Nonostante la grande passione che nutro per i vitigni autoctoni del Collio, mi dolgo della cosa e del non aver comprato altre bottiglie di questo ottimo Merlot. Perché è ottimo essenzialmente. Espressivo, di carattere, intenso ed elegante al contempo.

Rosso scuro giovanile, profumi di mora e cassis, ricordi balsamici e di erbe aromatiche, al pari di altri omologhi del territorio trova il suo epicentro gustativo nella tensione tra morbidezze, la vellutata stoffa e una acidità dotata di un certo sprint. Ampio, gustoso, dal buon finale centrato sul frutto scuro.

 

 

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Pasta e Ceci e Canestrino – Storia di un abbinamento ben riuscito

Canestrino 2019

Bianco di Toscana

IGT

Fattoria Cerreto Libri

Un abbinamento ben riuscito merita una foto, anche se venuta malino, e due note di degustazione.
A una tradizionale pasta ceci & patate avvicino con successo un vino che dichiaratamente sposa la tradizione. Vino di cui già scrissi canestrino 2015 per quanto riguarda l’annata 2015.
È il Canestrino 2019 della Fattoria Cerreto Libri. Azienda operante nella zona del Chianti Rùfina.
Trebbiano e Malvasia, macerazione breve e lungo affinamento sulle fecce in cemento (renaissance) .
Conferma anche nel 2019 quanto di buono bevuto negli scorsi anni, per cui risulta essere un vino color ambra, con intensi sentori di mela golden, floreali, di miele e zenzero ed erbe aromatiche e che al palato ha spessore, acidità modulata, ottima persistenza, finale ammandorlato e che anno dopo anno sembra guadagnare in precisione di tratto e intensità.

Con la pasta e ceci fu un buon connubio per una sempre ripetibile esperienza quotidiana.

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Pinot Grigio Jesera 2019 – Venica (Collio Doc)

Ecco un vino che ho apprezzato integralmente. Il Pinot Grigio Jesera 2019 di VENICA

Per la foggia, una cosa secondaria che comunque completa l’esperienza, per la piacevolezza della beva, per il rapporto prezzo/soddisfazione e per l’apporto alla tavola imbandita.

Questo Pinot Grigio Jesera 2019 viene dal Collio, breve macerazione e poi sosta sulle fecce in acciaio e per il 10 percento in legno grande.

Il colore è quello della cipolla ramata.

Al naso una combinazione di suggestioni floreali e fruttate molto peculiari come il fiore di sambuco, lemongrass, la pera conference e pare di scorgere anche il profumo della fecoja e un leggera speziatura. Profumi densi.

Volume e sapore, ma non è un vino piazzato. È anzi dinamico, vivo, leggermente tannico, presente in bocca, coriaceo, con un buon finale giocato sulle reminiscenze di frutta disidratata.

Col risotto alla pescatora si accompagnò alla grande.

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Degustazioni

Chianti Classico 2016 – Isole e Olena

Chianti Classico 2016 – Isole e Olena

Una scarpinata in campagna si trasforma in un pranzo condiviso con un connubio tra i più classici della tradizione toscana. Chianti classico e salsicce coi fagioli. In questo caso nella versione in Vasocottura.

Sangiovese, canaiolo e syrah (82-15-3) con affinamento in legno di varie dimensioni.

Rubino con riflessi purpurei, ha una bella spinta al naso con profumi di marasca e more, lavanda, viola, e ricordi terragni.

Fresco, diretto, di buon corpo al palato e di media persistenza, si fa ricordare per la misura e l’equilibrio, per il ritorno fruttato in bocca, ma anche per il rapporto qualità prezzo tra i meno vantaggiosi tra i suoi omologhi. Risulta tra i più cari tra i Chianti Classico d’annata, ma non mi suggerisce in questo frangente valori indiscutibili e peculiari che ne siano spiegazione. Il che non significa che non sia buono, ma solo che il costo pare un po’ elevato.

Comunque ottimo con le salsicce con fagioli all’uccelletto.

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Dolcetto d’Alba Superiore 2013 – Flavio Roddolo

Dolcetto d’Alba Superiore 2013 – Flavio Roddolo

Dolcetto d’Alba Superiore 2013 – Flavio Roddolo

Il Dolcetto di Flavio Roddolo è uno di quei vini la cui conoscenza, meglio se accompagnata dalla conoscenza del Signor Flavio stesso, aiuta a sgretolare alcuni preconcetti con cui talvolta, nel mio caso sicuramente, si parte per avventurarsi nel vasto territorio del Vino. I pregiudizi verso alcuni vitigni ritenuti minori, le graduatorie fittizie, le sale d’assaggio fruffrù con visita tipo deportazione, l’appeal, le mode, etc.

I vini di Roddolo hanno tutti una forza non comune e il Dolcetto d’Alba Superiore 2013 è un’idea di Dolcetto forse estrema, che spoglia il Dolcetto di alcune sue caratteristiche per portarlo a un punto limite di evoluzione.

Barrique esauste per il lungo affinamento.

Il colore è rubino scuro, al limite dell’impenetrabile. Profumi di fiori secchi, cassis, leggere note di sottobosco, pepe bianco, vagamente rustico.

Asciutto, secco, sferzante, nervoso al palato. Delle morbidezze del dolcetto non c’è traccia, è in vino assolutamente essenziale, con un tannino rigoroso. Bitter, erbe secche in mazzo tritate, cassis in un finale più che persistente.

Personalmente lo metterei nel novero dei Dolcetto che mi sentirei di consigliare per farsi un’idea delle potenzialità del vitigno e dei vini che se ne traggono.

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Eventi

Gli eventi del Vino nel 2020/2021

Anche nel 2020 le manifestazioni dedicate al vino saranno molte. D’altronde l’interesse per il vino e per tutto ciò che ne concerne è in crescita e quale miglior modo per far incontrare vignaioli, enocuriosi, winewriter, addetti ai lavori?

Certamente la sete e la curiosità dei Winelovers non si estinguono mai, ma le occasioni per placarle, almeno momentaneamente, non mancheranno. Ecco una lista, non esaustiva, di manifestazioni dove recarsi con entusiasmo e sete di sapere con link per visitare i siti ufficiali.

Vino al Vino – Panzano in Chianti dal 17 al 20 settembre 2020. Ingresso acquistando il bicchiere da degustazione per 12 euro.

Expo del Chianti Classico – Greve in Chianti dal 11 al 13 settembre 2020

Milano Wine Week dal 3 al 11 ottobre 2020

domenica 18 e lunedì 19 ottobre 2020 la 3a edizione di “Orange Wine, il nuovo colore del bianco” che si svolgerà alla Corte la Faggiola a Gariga di Podenzano (PC)

Il 18 ottobre c’è Life of Wine presso l’HOTEL RADISSON BLU di Roma (Via Filippo Turati 171). 150 produttoei e vecchie annate in degustazione.

Autochtona a Bolzano dal 19 al 20 ottobre 2020

Vini di Vignaioli 1 e novembre e 8 e 9 novembre 2020 a Fornovo di Taro (PR)

Merano Wine Festival a Merano dal 6 al 10 Novembre 2020. Nel calendario dell’Enoappassionatovnon può mancare questa data.

Back to the Wine a Faenza il 22 e 23 novembre 2020

FIVI Wine Market a Piacenza dal 28 al 30 Novembre 2020. 500 espositori associati alla FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. Immancabile.

2021

25 e 26 gennaio 2021 ad Alba c’è Grandi Langhe – degustazione delle nuove annate di Barolo, Barbaresco, Dogliani, Roero e Diano a cura del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio del Roero. Imperdibile.

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Lugana Riserva 2016 Riserva del Lupo – Ca Lojera

Lugana Riserva 2016

Riserva del Lupo

Ca Lojera

Un Lugana Riserva fatto con uve da raccolta tardiva, botritizzazione e lungo affinamento in vasca e bottiglia.

Il fortunato che lo stappa trova un vino di colore tendente al dorato, brillante, vivace ed estroverso al naso con sentori di chinotto, cedro, gelsomino, pesca tabacchiera in primo piano mentre le note petroso/gessose che caratterizzano la versione base restano nitide nel loro stare però più defilate. Un quadro olfattivo certamente complesso, piacevole e originale.

Al palato se ne apprezzano la suadente freschezza, l’intensità dell’aroma di bocca, la capacità dinamica di un vino di grande struttura.

L’unico rammarico è non avere bottiglie con qualche anno sulle spalle per trovare una conferma empirica ad alcune intuizioni.

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Cavaliere 2011 – Michele Satta

Cavaliere 2011

Toscana Igt

Michele Satta

Fine settimana al mare con la famiglia e stappo non proprio a km 0, bensì a km 25 circa. Sangiovese in purezza di Castagneto Carducci opera di uno dei pionieri della moderna viticoltura bolgherese: Michele Satta.

Sangiovese in purezza, diraspato al 70 percento, fermentato in tino aperto con lieviti indigeni e affinato in barrique usate.

Colore granato luminoso, grande finezza espressiva al naso accompagnata da vigoria gustativa al palato. Sentori di prugna, agrumati, di timo e mirto, un lieve accenno di amarena sotto spirito e reminiscenze ematico/ferrose. Al palato è avvolgente, dotato di una freschezza inarginabile, di integrità e coerenza e di una trama tannica manifesta e nobile. La bevibilità di questo Sangiovese è ad alto rischio.

Ottimo il finale centrato sulla scorza d’arancio, il frutto fresco, le piante aromatiche.

Credo di poter prevedere per questo vino, ormai bevuto, una lunga vita potenziale che potremo semmai verificare stappando un’altra bottiglia.

Sinesteticamente riconduce a un pomeriggio di giugno in un paesaggio investito dalla luce, dalle forme dolci e nitide e dai colori accesi.

Tra le migliori bottiglie di Michele Satta che io abbia bevuto. Che non sono tutte, ma non sono nemmeno poche.

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