Degustazioni

Chianti Classico 2016 – Isole e Olena

Chianti Classico 2016 – Isole e Olena

Una scarpinata in campagna si trasforma in un pranzo condiviso con un connubio tra i più classici della tradizione toscana. Chianti classico e salsicce coi fagioli. In questo caso nella versione in Vasocottura.

Sangiovese, canaiolo e syrah (82-15-3) con affinamento in legno di varie dimensioni.

Rubino con riflessi purpurei, ha una bella spinta al naso con profumi di marasca e more, lavanda, viola, e ricordi terragni.

Fresco, diretto, di buon corpo al palato e di media persistenza, si fa ricordare per la misura e l’equilibrio, per il ritorno fruttato in bocca, ma anche per il rapporto qualità prezzo tra i meno vantaggiosi tra i suoi omologhi. Risulta tra i più cari tra i Chianti Classico d’annata, ma non mi suggerisce in questo frangente valori indiscutibili e peculiari che ne siano spiegazione. Il che non significa che non sia buono, ma solo che il costo pare un po’ elevato.

Comunque ottimo con le salsicce con fagioli all’uccelletto.

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Dolcetto d’Alba Superiore 2013 – Flavio Roddolo

Dolcetto d’Alba Superiore 2013 – Flavio Roddolo

Dolcetto d’Alba Superiore 2013 – Flavio Roddolo

Il Dolcetto di Flavio Roddolo è uno di quei vini la cui conoscenza, meglio se accompagnata dalla conoscenza del Signor Flavio stesso, aiuta a sgretolare alcuni preconcetti con cui talvolta, nel mio caso sicuramente, si parte per avventurarsi nel vasto territorio del Vino. I pregiudizi verso alcuni vitigni ritenuti minori, le graduatorie fittizie, le sale d’assaggio fruffrù con visita tipo deportazione, l’appeal, le mode, etc.

I vini di Roddolo hanno tutti una forza non comune e il Dolcetto d’Alba Superiore 2013 è un’idea di Dolcetto forse estrema, che spoglia il Dolcetto di alcune sue caratteristiche per portarlo a un punto limite di evoluzione.

Barrique esauste per il lungo affinamento.

Il colore è rubino scuro, al limite dell’impenetrabile. Profumi di fiori secchi, cassis, leggere note di sottobosco, pepe bianco, vagamente rustico.

Asciutto, secco, sferzante, nervoso al palato. Delle morbidezze del dolcetto non c’è traccia, è in vino assolutamente essenziale, con un tannino rigoroso. Bitter, erbe secche in mazzo tritate, cassis in un finale più che persistente.

Personalmente lo metterei nel novero dei Dolcetto che mi sentirei di consigliare per farsi un’idea delle potenzialità del vitigno e dei vini che se ne traggono.

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Eventi

Gli eventi del Vino nel 2020/2021

Anche nel 2020 le manifestazioni dedicate al vino saranno molte. D’altronde l’interesse per il vino e per tutto ciò che ne concerne è in crescita e quale miglior modo per far incontrare vignaioli, enocuriosi, winewriter, addetti ai lavori?

Certamente la sete e la curiosità dei Winelovers non si estinguono mai, ma le occasioni per placarle, almeno momentaneamente, non mancheranno. Ecco una lista, non esaustiva, di manifestazioni dove recarsi con entusiasmo e sete di sapere con link per visitare i siti ufficiali.

Vino al Vino – Panzano in Chianti dal 17 al 20 settembre 2020. Ingresso acquistando il bicchiere da degustazione per 12 euro.

Expo del Chianti Classico – Greve in Chianti dal 11 al 13 settembre 2020

Milano Wine Week dal 3 al 11 ottobre 2020

domenica 18 e lunedì 19 ottobre 2020 la 3a edizione di “Orange Wine, il nuovo colore del bianco” che si svolgerà alla Corte la Faggiola a Gariga di Podenzano (PC)

Il 18 ottobre c’è Life of Wine presso l’HOTEL RADISSON BLU di Roma (Via Filippo Turati 171). 150 produttoei e vecchie annate in degustazione.

Autochtona a Bolzano dal 19 al 20 ottobre 2020

Vini di Vignaioli 1 e novembre e 8 e 9 novembre 2020 a Fornovo di Taro (PR)

Merano Wine Festival a Merano dal 6 al 10 Novembre 2020. Nel calendario dell’Enoappassionatovnon può mancare questa data.

Back to the Wine a Faenza il 22 e 23 novembre 2020

FIVI Wine Market a Piacenza dal 28 al 30 Novembre 2020. 500 espositori associati alla FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. Immancabile.

2021

25 e 26 gennaio 2021 ad Alba c’è Grandi Langhe – degustazione delle nuove annate di Barolo, Barbaresco, Dogliani, Roero e Diano a cura del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio del Roero. Imperdibile.

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Lugana Riserva 2016 Riserva del Lupo – Ca Lojera

Lugana Riserva 2016

Riserva del Lupo

Ca Lojera

Un Lugana Riserva fatto con uve da raccolta tardiva, botritizzazione e lungo affinamento in vasca e bottiglia.

Il fortunato che lo stappa trova un vino di colore tendente al dorato, brillante, vivace ed estroverso al naso con sentori di chinotto, cedro, gelsomino, pesca tabacchiera in primo piano mentre le note petroso/gessose che caratterizzano la versione base restano nitide nel loro stare però più defilate. Un quadro olfattivo certamente complesso, piacevole e originale.

Al palato se ne apprezzano la suadente freschezza, l’intensità dell’aroma di bocca, la capacità dinamica di un vino di grande struttura.

L’unico rammarico è non avere bottiglie con qualche anno sulle spalle per trovare una conferma empirica ad alcune intuizioni.

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Cavaliere 2011 – Michele Satta

Cavaliere 2011

Toscana Igt

Michele Satta

Fine settimana al mare con la famiglia e stappo non proprio a km 0, bensì a km 25 circa. Sangiovese in purezza di Castagneto Carducci opera di uno dei pionieri della moderna viticoltura bolgherese: Michele Satta.

Sangiovese in purezza, diraspato al 70 percento, fermentato in tino aperto con lieviti indigeni e affinato in barrique usate.

Colore granato luminoso, grande finezza espressiva al naso accompagnata da vigoria gustativa al palato. Sentori di prugna, agrumati, di timo e mirto, un lieve accenno di amarena sotto spirito e reminiscenze ematico/ferrose. Al palato è avvolgente, dotato di una freschezza inarginabile, di integrità e coerenza e di una trama tannica manifesta e nobile. La bevibilità di questo Sangiovese è ad alto rischio.

Ottimo il finale centrato sulla scorza d’arancio, il frutto fresco, le piante aromatiche.

Credo di poter prevedere per questo vino, ormai bevuto, una lunga vita potenziale che potremo semmai verificare stappando un’altra bottiglia.

Sinesteticamente riconduce a un pomeriggio di giugno in un paesaggio investito dalla luce, dalle forme dolci e nitide e dai colori accesi.

Tra le migliori bottiglie di Michele Satta che io abbia bevuto. Che non sono tutte, ma non sono nemmeno poche.

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Campo dell’Orzo 2016 – Vallone di Cecione

Campo dell’Orzo 2016

Vallone di Cecione

Toscana I.G.T

Sangiovese in purezza da Panzano in Chianti. Lieviti non selezionati, cemento e poi 12 mesi in botte grande.

Sempre dal pranzo di domenica scorsa una bella conferma da una piccola azienda di Panzano in Chianti chiamata Vallone di Cecione. Il cui Campo dell’orzo mi ricorda quell’unica volta che si andò in gruppo a visitare la suddetta azienda Panzanese. È un vino amichevole, ma non carezzevole. Più simile a una vigorosa pacca sul groppone come succede al Sangiovese quando è Sangiovese e buono allo stesso tempo.

Color rubino vivace e trasparente e sentori che definire tipici è un eufemismo. Viola, marasca, tratti ematici e di erbe aromatiche, qualche accenno agrumato e di lavanda. Preciso e intenso.

Il sorso ha nerbo ed energia, acidità e tannini di carattere e non comune coerenza, lunghezza e piacevolezza dell’aroma di bocca.

In Abbinamento a una classica bistecca fiorentina al sangue per un classico, semplice, soddisfacente connubio.

L’amante del Sangiovese non può che restare positivamente impressionato.

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Nebbiolo d’Alba 2010 – Flavio Roddolo

Nebbiolo d’Alba 2010 – Flavio Roddolo

La quintessenza dell’Austerità. È questo il Nebbiolo d’Alba 2010 del Signor Flavio Roddolo da Monforte d’Alba. Esattamente dal Bricco Appiani.

Nebbiolo e vecchie barrique. Lunga maturazione prima di essere messo in vendita e poi eccolo.

Un Nebbiolo che ha la tempra e la finezza (e anche il prezzo per essere giusti) di un Barolo. Granato scuro, austero fino quasi a farsi definire arcigno, con profumi intensi molto centrati sulle radici aromatiche, sulle erbe medicamentose, con echi di rosa disidratata, ribes nero e ritorni eterei.

Il sorso è assertivo e caldo nel centrobocca, asciutto e senza compromessi, animato da una acidità diffusa, da un tannino tetragono, ma assolutamente maturo. Colpiscono l’intensità e la finezza dell’aroma di bocca e il nebbiolo del Signor Flavio Roddolo finisce coerente e lungo rievocando su tutto la genziana.

Vino di valore assoluto per cui non si può che immaginare un radioso futuro. Dentro un’altra bottiglia però…

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Chianti Classico Riserva 2013 – Le Masse di Lamole

Chianti Classico Riserva 2013 – Le Masse di Lamole

Le Masse di Lamole è una piccola azienda con una posizione di assoluto privilegio in una delle zone più vocate parlando di Sangiovese e Chianti Classico. Vini tradizionali, legati al territorio e a un fare antico, rivendicato e tramandato orgogliosamente.

Sangiovese con saldo di Merlot

Acciaio e botti grandi di rovere per questa riserva identitaria e leggiadra dal colore rubino intenso, con profumi ancora centrati sul floreale e sulla marasca, scorze d’agrume, lavanda e con note appena accennate di tabacco e cacao.

Al palato si conferma Sangiovese di Lamole, fresco, brillante, profondo, solo appena arrotondato dal Merlot, in una fase di grande equilibrio che ne amplifica la piacevolezza e la bevibilità. Il giusto apporto alcolico, i tannini ricamati e il finale tutto agrume e balsamicità ne fanno davvero una bella bottiglia.

Per mia opinione al vertice della curva evolutiva.

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Trebbiano 2016 – Tenuta di Capezzana

Trebbiano 2016 – Tenuta di Capezzana

In questi giorni di reclusione decido di stappare questo Trebbiano 2016 della Tenuta di Capezzana della famiglia Contini Bonacossi. Il produttore di qualità più vicino a casa mia, tanto che potrei e vorrei andare in cantina in bicicletta e nei giorni migliori addirittura a piedi. 23 km che in tempo di quarantena sembrano uno scherzo e che percorrerei volentieri come voto per far terminare questo delirio.

Ricordo sempre con piacere che la prima bottiglia che acquistai e stappai consapevolmente, molti anni fa, passando dal consumo casuale alla scelta mirata, fu proprio una bottiglia di Barco Reale della Tenuta di Capezzana.

Trebbiano con fermentazione in acciaio e legno di varia dimensione ed elevazione in barrique e tonneaux.

Giallo dorato brillante con bouquet ricco e di buona intensità. Ricordi floreali di tarassaco e passiflora, di susina gialla, sentori di vaniglia e spezie dolci.

Sorso strutturato e stratificato con buona acidità a bilanciare le sensazioni. Lunga la persistenza aromatica con echi di mandorla, frutto giallo maturo e vaniglia.

Non si nasconde il tentativo, peraltro riuscito, di declinare il Trebbiano Toscano in una versione più internazionale e strutturata.

In abbinamento con vari piatti quotidiani brillò particolarmente col classico crostino con burro e pasta di acciughe.

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BRICCO APPIANI 2008 – Flavio Roddolo

Bricco Appiani 2008 – Flavio Roddolo

Langhe Rosso Doc

Tra i vini adatti a ostacolare il contagio come non annoverare il Cabernet Sauvignon coltivato e vinificato a Monforte d’Alba dal Sig. Flavio Roddolo. Porta il nome del vigneto che sta dietro la cantina. Ed esprime una forza che sembra scaturire dalle profondità della terra.

Rubino fitto impenetrabile. Intenso e fine il bouquet con profumi di Cassis e frutti di bosco, note ferrose e terrose, sentori vegetali aromatici come di origano e ginepro.

Il sorso è denso e caldo. Alcool importante, ma ben inserito e acidità distribuita. Ha il grip della pasta di cacao 100% e grande intensità e persistenza dell’aroma di bocca.

La forza e la profondità di questo vino sono proverbiali e alla fine della bottiglia si ha la sensazione di aver bevuto un campione di compatta eleganza. Il Signor Flavio Roddolo è giustamente orgoglioso di questo suo vino e al pellegrino assetato che visita la sua cantina non manca di offrire una vecchia annata per dimostrarne le potenzialità.

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